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Angelo Mastrandrea
Terribile dramma senza governo
Balza agli occhi, mentre Genova è sommersa come una città orientale vittima del monsone, l'immagine di un premier appena bi-commissariato (dall'Ue e ora pure dal Fondo monetario internazionale) che parla al mondo e prova a vendere la solita, finta, immagine dell'Italia, la stessa che provò a propinare un'estate del 2001 quando fece decorare con limoni finti quella stessa fetta di città allora sfregiata dalle zone rosse e oggi devastata dall'alluvione. Nessun problema, «i ristoranti sono sempre tutti pieni», dunque la crisi non esiste. Anzi, «noi pensiamo che sia una moda passeggera il fatto che i mercati si avventano sui titoli del debito».
La città del G8 del 2001 e quella del G20 2011 distano poco più di due ore di macchina, e il Presidente del Consiglio avrebbe potuto perfino tacere, in una conferenza stampa finalizzata a rintuzzare l'ennesima umiliazione per il nostro Paese, sul disastro in corso. Però poi avrebbe potuto fiondarsi a guidare i soccorsi, portare conforto alle vittime, lanciare un messaggio di presenza delle istituzioni. Nulla di tutto ciò è accaduto, naturalmente. Berlusconi ieri sera è rientrato a Roma e ha continuato a tacere sullo stato reale di un Paese, quello che ci si augura continuerà a guidare ancora per poche ore, che frana da ogni parte, e ormai non solo più metaforicamente.
Avrebbe potuto farlo al suo posto qualche altro autorevole esponente del governo. Ma, se la toppa può essere peggiore del buco, eccone subito le conferme. La persona più titolata (e obbligata) a intervenire sarebbe stata il ministro dell'Ambiente. Ma di Stefania Prestigiacomo si è persa ogni traccia per l'intera giornata. Solo alle 21,39 della sera le agenzie battono una nota decisiva: «Una tragedia che lascia sgomenti». Nell'apatia generale di Palazzo Chigi, altri ministri si sono sentiti in dovere di dire la loro o poco più. Come il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, l'unico al quale va il merito di aver preso un provvedimento concreto: la sospensione dello switch off per il previsto passaggio al digitare terrestre nelle zone alluvionate, una decisione che, è facile pronosticare, scorrerà via più veloce della piena del torrente Bisagno nella memoria dei cittadini. Da un pulpito di tutto rilievo come la mostra delle Forze armate al Circo Massimo di Roma apre bocca Ignazio La Russa, ministro della Difesa. Il quale, certificando che «non siamo insensibili» a quanto accaduto, denuncia «la fatalità» della tragedia ma anche «la scarsità di risorse con le quali negli ultimi decenni non si è saputo fronteggiare la cura dell'ambiente». Chi non ha saputo fronteggiare la cura dell'ambiente, onorevole La Russa?
Da un altro pulpito di rispetto, il Forum della Logistica e dell'autotrasporto alla Fiera di Milano, ecco invece il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che pure qualche voce in capitolo potrebbe averla. Dopo aver recitato il consueto mantra sul Ponte sullo Stretto che, chissà in virtù di quale miracolo, si farà, ecco l'appello ai cittadini genovesi: «I cittadini rispettino gli avvisi della Protezione civile». Uomo avvisato mezzo salvato, dice il proverbio, ma quando il ministro lancia l'avvertimento i morti sono già sette e il disastro è compiuto.
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A mio parere le soluzioni se ci sono devono per forza essere adeguate al territorio e alla storia umana locale,da armonizzare in un contesto planetario. 05-11-2011 13:52 - Fabio Benassi
Non spalerò fango e non mi soffermerò a commentare.
No questa volta mi metto con le braccia conserte a guardare il cataclisma.
Basta con le due euro per tutto....
Ma che cazzo di governo c'è in Italia.
Loro fanno il bunga bunga e noi ci dobbiamo aiutare da soli...
Basta non aiuto nessuno!
Nemmeno un centesimo per questo e tutti gli altri drammi che verranno.
Me ne frego di un governo che chiede l'elemosina!
Me ne frego anche di un popolo che accetta di essere governato in questa maniera!
Viva Fidel Castro che non ha mai chiesto nulla a nessuno!
E ce ne sono state di calamità nei Caraibi....
Basta, accattoni! 05-11-2011 12:40 - maurizio mariani
Ciò che è successo è dovuto essenzialmente a due macrofattori tra loro interdipendenti: il surriscaldamento climatico e la cementificazione del trritorio. Il primo f sì che i fenomeni siano sempre più violenti ed estremi, il secondo fa sì che nel territorio si provochino disastri. Il territorio italiano è ormai all'80% devastato dalla cementificazione, attuata in modo illogico e criminale suia dalla destra che dalla sinistra e destinata continuare. Quindi cosa vogliamo dire? Evitiamo discorsi retorici. Tra l'altro qui nelle Marche al contrario c'è la siccità, non piove da mesi e l'acqua è razionata. Amen. 05-11-2011 10:42 - eraldo
tozzi, il noto geologo , afferma che il piano case della regione liguria, da nni in mano al centrosinistra, è il peggiore d'italia.
la solita logica di cementificare tutto e dell'uso abuso continuo del territorio; su questo centro sinistra e centro destra uguali sono!!!!!!!!!!!!!. 05-11-2011 10:03 - angelo