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Matteo Bartocci
C'è un Di Pietro che guarda a sinistra
Come sarà l'anno nuovo di Di Pietro? Lanciato a Veltroni un'anatema di "sconfitta eterna" l'ex pm di Mani Pulite fa capire ai suoi di volere "andare avanti come un treno" in vista della tappa delle elezioni europee. Non solo sul terreno a lui più congeniale della difesa della magistratura ma anche, novità fiutata negli ultimi tempi, sulle questioni sociali e sulla crisi economica. La rotta è chiara. L'"opposizione dipietrista", come ha riconosciuto apertamente D'Alema alla direzione del Pd, non mira a strappare consensi al centrodestra quanto, soprattutto, all'interno del suo schieramento. A Veltroni sulla "questione morale" e sul dialogo con Berlusconi, alla sinistra extraparlamentare su precari, rapporto con le associazione e società civile, più o meno girotondina. Allude a questo Di Pietro quando parla di alleanza di "nuovo conio": non un legame con altri partiti politici quanto un rapporto personale, carismatico e populista con sindacati, realtà associative e imprenditoriali, "con tutti quelli che soffrono per la crisi economica".
Gli si può credere? Fino a che punto? E soprattutto, banalmente: Di Pietro è di destra o di sinistra?
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Quanto a di Pietro, qui l'emergenza è d-e-mo-cra-ti-ca. Capisco che non possa piacere un partito in cui c'é un solo capo, come del resto in FI, e chiaramente la cosa dovrà essere in qualche modo risolta in futuro se non si vuole una Forza Italia II. Ma questo non è il tempo. Intanto, mentre D'Alema (che sia maledetto) gigioneggia con Fini sulla riforma costituzionale (!!), mentre Veltroni non sa che pesci pigliare, mentre la Sinistra extraparlamentare è ancora impegnata a scindersi (v.rifondazione), mentre in quel partito di nullità del PD si pensa che, data la sconfitta subita, bisogna mollare di Pietro, nel frattempo cosa succede? Che Berlusconi delira e si crede Superman (con tanto di bamboccio per i nipotini). Qui siamo all'emergenza democratica. E' vero, e' vero, e' vero. Però è meglio criticare di Pietro e dire (mentendo) che è impegnato a togliere voti al csx. E' meglio prendersela con Grillo e magari anche con Travaglio. Ma la sinistra è ridotta così male? Il Pd farà la fine del PCI? Dire poi che di Pietro sia un opportunista o un trasformista è una balla colossale. E' L'UNICO che non si sia mai fatto fregare, mai, da Berlusconi, l'unico che ha sempre dichiarato che Berlusconi è quel che è e che lo sta ripetendo senza problemi. Non ha detto 'il principale esponente ecc. ecc.', ha detto Piduista eversivo. E ha fatto bene. E il Pd cosa aspetta? Che glielo suggerisca Costanzo? E Rifondazione dov'é, congressi a parte? Basta col criticare di Pietro, se il csx vale una frazione dei soldi che i suoi politici pigliano (a parte quelli sottobanco vedi inchieste) DEVE DIFENDERCI da Berlusconi e la sua deriva autoritaria. O sennò, adesso, con il peggior governo possibile nella peggior fase economica possibile, siamo veramente fottuti. Gli Italiani hanno sbagliato a votare Berlusconi: ma diamogli un'alternativa! Veltroni non convince, d'Alema è un fossile perdente della I Repubblica. Almeno di Pietro qualcosa ha fatto (MANI PULITE, se pare poco) e fa (p.es votare contro il doppio rimborso ai partiti=300 milioni di euvi in più), se il Pd non fosse sodale a votare come il Cdx su tutto non saremmo a questo punto. E che caspita. 22-12-2008 18:19 - Graziano
Viva le ideologie!! 22-12-2008 17:48 - Murmillo
In un momento storico di uguale preoccupazione per la nostra democrazia non vedrei nulla di scandaloso avere dei valori in comune con l'IDV per fare battaglia comune. Gennaro 22-12-2008 17:44 - gennaro capriuolo
Personalmente ho deciso di non supportare più il manifesto dopo l'articolo sulla finanziaria di Tremonti-Ferrero con norma salvamanager. Una vergogna per un partito in difficoltà finanziarie. 22-12-2008 15:55 - Sandra
Ragazzi, non ci sono scorciatoie. Sta a noi aiutare la sinistra vera a rialzarsi. 22-12-2008 15:38 - Alessandra
E vorrei solo far notare pacatamente che ha vinto l'opposizione più vicina al berlusconismo. Quella dell'uomo carismatico, del partito forte personale, di chi ama i soldi e le belle donne (da quando è in politica, patrimonio immobliare da 4 milioni di euro), di chi un giorno pensa una cosa e l'altra il contrario (vedi Genova), ma è sempre un uomo d'ordine, di chi ha una forte presenza mediatica e alza la voce senza fatti conseguenti. Questo mi induce ad affermare che Berlusconi ha vinto anche nell'altro campo. E' di questi giorni la polemica sul mancato rispetto delle pari opportunità nell'IDV (finanziamenti illegittimamente sottratti alle donne del partito, causa in corso). Fino a quando certi elettori vorranno tenere gli occhi chiusi in nome dell'antiberlusconismo?
In questo antiberlusconismo c'è troppo Berlusconi.
Di Pietro fa il politico da decenni. Pensate davvero che si sia ravveduto, o piuttosto è un trasformista pronto a voltarvi le spalle? 22-12-2008 15:20 - Alessandra
Di sicuro non comunista ma comunque amante della legalità
e questo al giorno d'oggi è raro ed è un terreno su cui si possono trovare sicuramente motivi di confronto e di sostegno reciproco. Lui punta a questo.
Nel PD non è così. E' un accozzagliadi superstizioni ma anche di populismi democristiani ma anche di buonismi legalitari...
E' meglio (non indispensabile) dialogare con Di Pietro, ribadisco, con lui si sa perfettamente cosa pensa di te, nel bene e nel male.
Oppure andiamo da soli forti della nostra idea.
Purtroppo però, al giorno d'oggi, la democrazia dev'essere partecipata e condivisa anche con alcuni (solo alcuni) compromessi.
Prima di tutto però chiedo un progetto socio-politico unitario con le attuali forze extraparlamentari (sic!) che abbia la forza e sappia catalizzare ancora le masse meno abbienti. Per gli altri ci si penserà in seguito...
Hasta Siempre. Stefano 22-12-2008 15:06 - stefano