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FUORIPAGINA
23/12/2008
  •   |   Matteo Bartocci
    Giornali di partito, ne vogliamo o no?


    L'ex Pci poi Ds ha venduto l'Unità «fondata da Antonio Gramsci nel 1924» all'inventore di Tiscali e astro nascente del partito democratico Renato
    Soru. E nell'anno che verrà anche Rifondazione comunista potrebbe decidere
    di «liberarsi» della sua Liberazione, lasciandola "quotidiano del Prc" (più di nome che di fatto) ed essenzialmente allo scopo di conservare  i finanziamenti pubblici per i giornali di partito.

    In fondo - e la storia del manifesto lo dimostra - si può essere comunisti senza la tessera e fare un quotidiano radicalmente di sinistra senza avere un editore alle spalle che non siano le donne e gli uomini che quel giornale vogliono far vivere e crescere come avete dimostrato con passione in queste difficilissime
    settimane di sottoscrizione.

    Aldilà del conflitto interno a Rifondazione, la vicenda di Liberazione pone quesiti più complessivi.

    Nel 2009 i giornali di partito hanno ancora un senso? Cancellarli è un bene o un male per la qualità della politica, soprattutto per quella di sinistra? E' alle porte solo la soppressione di centri culturali o la prosecuzione della battaglia con altri e nuovi strumenti - come Internet o canali Tv modello "You Dem" o "Red" - in grado di garantire livelli altissimi di partecipazione diretta? E' la rinuncia alla
    famosa egemonia culturale oppure il proseguimento della lotta con altri
    mezzi? La discussione è aperta e attuale come non mai.


I COMMENTI:
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  • siamo all'assurdo: un direttore di un giornale di partito che fa il gioco degli scisionisti, si bea di luxuria all'isoila dei famosi, chiede scusa alla carfagna, intervista simona ventura e, invocando la libertà di voce, si lamenta se qualcuno vuol toccare il suo giocattolo.
    fra i due preferisco il manifesto, ma da un pò in qua liberazione non si può più neanche prendere in considerazione. a questo punto, fin che c'è sansonetti non lo prenderò mai.

    oltre a ciò: smembriamo anche i giornali ??? ma ci siamo bevuti il cervello ? manca solo che pensiamo di vincere tramite facebook ( oh yeaaaah )...you dem, red dem, etc etc...tutti i pendolari, infatti, al mattino col blackberry a stare su internet ( manca solo un sondaggio swg su questo, commissionato da uolter ) ?!?!?!.. ma per favore...e poi stiamo a chiderci perchè berlusconi vince ??? 29-12-2008 09:41 - bevendosi_il_cervello
  • sono iscritto al PRC MA HO COMPRATO SOLO RARAMENTE "Liberazione" in questi anni preferndogli il manifesto.Liberazione non e' mai decollata perchè non HA MAI AVUTO UN DIRETTORE DI RANGO non piacendomi, pur rispettandolo nella recente scomparsa, il populismo caciarone di Curzi.
    Sansonetti non sarebbe neanche male, specie nella parte culturale (ma non quando pretende che Pasolini sia meglio di Montale) ma si sta prestando a uno squallido giochetto politico...(a quando il giornale degli scissionisti?)
    Io un bravo direttore ce l'avrei (sempre se accetta) chi meglio di Giulietto Chiesa? 28-12-2008 18:45 - pietro
  • Egemonia, Radicamento, conquista della maggioranza,
    blocco sociale.
    Trasformazione,prassi teoria prassi,
    costruire l'uomo nuovo,
    il socialismo in un solo paese,
    il villaggio globale.
    Negli anni 70 vi era un pullulare di presidi, circoli di paese ,collettivi, associazioni, riviste, pubblicazioni, manifesti, feste e sezioni di partito, case del popolo etced ed anche i quotidiani, ieri aveva senso per il proggetto di trasformazione tutto ciò, perchè il proggetto di trasformazione era reale e perseguito, fuori da schemi ma reale,quante energie si son date, oggiil proggetto della trsformazzione non esiste più, neanche nella maggioranza delle teste della sinistra, per cui dobbiamo di nuovo iniziare dall'alfabetto
    i privileggi della società dei consumi e dell'essere nord del mondo ce li trasciniamo senza accorgerci, prima per la trasformazione si dava, oggi si dà qualcosa?
    W il pulluare delle iniziative ed anche dei bollettini dei partito vuol dire che ancora vi è una speranza per ricostruire un proggetto. 26-12-2008 16:54 - Carlo Dearca
  • Poche storie,voi siete un giornale di partito.L'avete dimostrato senza ombra di dubbio alle ultime elezioni,quando avete levato alto il coro per quel ridicolo partito che si chiamava rifondazione comunista. 26-12-2008 15:52 - Stefano
  • Penso che l'epoca dei giornali di partito sia finita. Per fortuna. La questione del quotidiano "Liberazione" è la prova. Un giornale dovrebbere essere vicino al partito di riferimento, non la sua diretta voce. Un quotidiano, può essere una finestra per il partito che intende sostenere. Ad esempio, l'Unità del dopo rinascita, è diventato questo. Anche se con una parte di finanziamenti provenienti dai DS, l'Unità era ed è una voce autonoma dal partito. Ora poi, più che mai. Riguardo alla famosa questione del "voto utile", dissento da quanto scritto in apertura. Se la sinistra che sta a sinistra del PD è fuori dal Parlamente, lo è per sua colpa. La storia del "voto utile" può aver spostato una minima percentuale di voti. Ma la maggior parte dei compagni e delle compagne non ha votato per "La Sinistra-L'arcobaleno" perchè PRC e in parte PdCI hano avuto uno scollamento con la propia base elettorale. Conosco moltissime persone, anche iscritte al PRC che hanno votato PD per questioni locali. Dirigenti locali, di Circolo che, tutto facevano tranne che lavorare per il partito. Che sia stata una operazione per distruggere la Sinistra Arcobaleno?
    E comuqnue, da ex militante del PRC, continuo a leggere "Il Manifesto". Marco 26-12-2008 13:18 - Marco
  • Da iscritto a Rifondazione Comunista non ho mai acquistato Liberazione e sono invece abbonato al Manifesto. Credo che il giornale di partito avesse un senso quando i partiti erano entità sociali realmente di massa ed un proprio organo informativo servisse realmente a informare (e formare) pezzi di società sostanziali. I partiti di oggi (anche quelli apparentemente più grandi) credo siano solo macchine per la raccolta (indifferenziata) dei voti in occasione delle consultazioni elettorali. A questo triste destino non sembrano voler sfuggire neanche i partiti (ormai sempre più partitini) della sinistra. In questo contesto credo sarebbe più giusto concentrare le forze sulle risorse più vive e stimolanti (il Manifesto in primis) piuttosto che insistere su giornali di partito che rischiano di diventare solo l'occasione per prendersi qualche finanziamento pubblico in nome dei bei tempi che furono. A chi interessa una Liberazione stile "Voce repubblicana" alzi la mano! 26-12-2008 13:00 - Nicola
  • Sono un'insegnante precaria e per tanti anni ho comprato giornalmente Liberazione. Ho smesso da quando il direttore del giornale Sansonetti (approfittando dello scontro che si è aperto fra chi vuole superare RC per fare un nuovo partito e chi invece vuole mantenerne il ruolo autonomo di forza comunista)ha scelto senza riserve e mediazioni di portare Liberazione ad essere il principale portavoce proprio della parte che vuole la fine di RC e del comunismo in Italia. Un atteggiamento quasi giustizialista in nome di una decantata libertà secondo cui chi in Rifondazione è ancora comunista (e come dimostra l'esito del recente congresso è ancora in maggioranza), dovrebbe rinunciarare alle legittime prerogative di difendere le proprie idee e riprendere il controllo del giornale che è nato con la funzione di essere organo del Prc. Una pretesa patetica e persino poco intelligente, tanto più che il giornale ha perso la maggioranza dei lettori, accumulando debito astronomico che i comunisti di RC comunista dovrebbero riappianare senza colpo ferire e con il sorriso sulle labbra. In attesa di essere fatti fuori da Sansonetti e dal suo gruppo di seguaci 26-12-2008 12:51 - Alessandra
  • Ritengo che un giornale si possa definire di partito nel momento in cui segue ed asseconda le politiche e le scelte della classe dirigente eletta a dirigere il Partito medesimo. Se il direttore pretende una sua autonomia e addirittura ritiene di poter seguire una propria linea editoriale deve andare a dirigere un giornale autonomo, ammesso che in Italia ne esistano. Allora il compagno Sansonetti se ritiene che la politica giiusta sia quella di Vendola e Bertinotti abbia il coraggio di cercarsi un altro giornale anzichè pretendere lo stipendio pieno per un giornale che è a portato sul lastrico.
    Se si vuole l'autonomia e la libertà di informazione occorre avere il corraggio di eliminare i contributi pubblici ai giornali e i tanti privilegi della categoria che ancora oggi, come quelli della RAI, scioperano senza vedersi ritenute in busta paga. 26-12-2008 12:47 - signorGI
  • La prima impressione è che sia come quando nel pci/pds decisero di abbandonare le sezioni di partito perchè non più attuali (dicevano).
    Peccato che la destra cominciava a creare i circoli della libertà...
    La destra non ha un giornale di partito, ne ha tanti.
    Quindi credo che nessuno spazio di comunicazione vada abbandonato, compreso quello dei giornali di partito. 26-12-2008 12:12 - Roberto
  • il giornale arriva sempre in ritardo rispetto la rete, quindi bisogna puntare su internet e televisione... se la mission è quella di informare, il giornale non va bene, se invece è quella di indottrinare, il giornale potrebbe essere uno strumento utile...ma questa è un'altra storia... 26-12-2008 12:01 - Carlo
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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