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FUORIPAGINA
27/12/2008
  •   |   Alberto Piccinini
    Quando Facebook scende in politica

    Un visitatore di questo sito, molto arrabbiato con noi, ci ha scritto ieri che le “letterine” di cui si compone il dibattito al quale vi chiamiamo quasi ogni giorno “somigliano tanto a Porta a Porta”. Gli lasciamo la sua opinione, ci mancherebbe, ma abbiamo come l'impressione che quelle “letterine” (contenuti a parte) siano oggi la sostanza della Rete in versione 2.0 come dice chi se ne intende, e cioè la sostanza del dibattito permanente in cui si va trasformando la Rete. Noi siamo a metà strada. Ma questo dovrebbe interessare tutti quelli che lamentano la fine della politica, la ristrettezza di spazi pubblici, la mancanza di dibattito. E, perchè no, la chiusura delle sedi di partito, la trasformazione dei comizi in piccoli show, la fine delle forme della politica così come la conoscevamo. Il fenomeno Facebook, in questo, fa scuola. Velocemente il social network sta arrivando dovunque, anche qui da noi. Da quando si è scoperto che è stato una delle carte vincenti dell'elezione di Obama (Chris Hugues, uno dei fondatori di Facebook è stato tra i consulenti elettorali del neopresidente Usa), Facebook è pieno di politici, e di politica. Walter Veltroni, con i suoi 35.000 sostenitori è stato il primo a muoversi. Gli altri lo hanno seguito, dalla Gelmini a D'Alema. Ieri, solo per fare un esempio, la “Repubblica” ricordava che su Facebook da qualche giorno due gruppi contrapposti dibattono il caso D'Alfonso, il sindaco di Pescara fermato e poi scarcerato. E così via. Ma lo stesso Veltroni, che ha chiamato i suoi sostenitori a una festa in un locale di Roma, ha già provato la distanza tra il reale e il virtuale, dal momento che dei 35.000 sostenitori solo 1300 si sono presentati all'appuntamento. “Il social networking, dicono gli esperti americani, indica la strada da percorrere per le prossime campagne elettorali”. Magari. Riusciremo così a dimenticare i danni che la politica italiana ha fatto alla televisione, e viceversa? D'altra parte il social networking - e questa la sensazione di chi pure lo frequenta - difficilmente riuscirà a scalfire la politica del “Porta a porta” (a proposito...). Forse indica la strada di un'altra politica, definitivamente più light, più ancora liquida di quanto non sia quella di oggi? E noi a che punto siamo? Abbandoneremo i cortei e la piazza per lo schermo del nostro pc?


I COMMENTI:
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  • Ho comprato il manifesto a 50 euri, ma di solito vi leggo in internet e non sono una fissata della comunicazione on line. Uso internet come un'enciclopedia: cerco ciò che mi interessa e che conosco o che voglio approfondire.non vado a casaccio. Leggo anche i giornali on line ( il vostro e Liberazione)e non mi passa per la testa di interagire con facebook e sentirmi viva e attivista politica scrivendo al politico cibernetico. Una tessera politica, vera,l'ho avuta e l'ho strappata perchè rifondazione era troppo remissiva e poi è successo lo schifo che tutti possono vedere e che non è niente rispetto a quello che accade nelle sezioni. Comunque. Mi sembra che si debba smettere di contare le letterine dei blog o dei forum o di tutti gli altri nomi che si danno alla vecchia posta del cuore.Di questo si tratta in definitiva. Oggi volevo leggere il giornale ma la prima pagina è questa. La prima volta che l'ho "incocciata", la pagina, non ci ho capito nulla e l'ho tralasciata, giustamente, andando a cercare le notizie e i commenti, che tanto schifo ancora non fanno se paragonati alle grandi firme. Non mi interessa questo facebook. Spero,però,che il giornale sopravviva per non sentirmi sola. 29-12-2008 19:00 - maria francesca
  • Non credo che il problema sia il web (più in specifico facebook) ma come viene usato. 29-12-2008 17:41 - pritt
  • a mio avviso il web è la principale causa di crisi.
    nessuno scende più in piazza per discutere, per comprare il giornale, ma siamo tutti rinchiusi in casa a giocare ai padroni del mondo.
    internet è uno strumento utilissimo, ma sta diventando uno stile di vita, o meglio una ragione di vita: torniamo alle vecchie abitudini! 29-12-2008 16:06 - francesco
  • Internet è molto importante e va presidiato in maniera intelligente (e qui sta il problema..).
    I media in generale,sia tv che web tv,a giornali,radio e web,devono essere presidiati come possibile e con criteri di efficacia/spesa contenuta,ciao
    http://altromedia.blogspot.com/ 29-12-2008 15:43 - Mario
  • Sono d'accordo con chi da un giudizio molto negativo sul vostro nuovo sito, e' addirittura peggio del precedente. Ma come vi E' venuto? Perche', prima di farlo, non vi siete riletti l'opera del vostro grande Franco Carlini? E sono anche d'accordo con chi vi consiglia di uscire solo online (naturalmente con un sito ben fatto, non quessto schifo)... vi avevo gia scritto una lettera (pubblicata), consigliandovi di proporre un abbonamento a offerta libera... che tanto lo sapete che anche voi che chi vi ama la mano al portafoglio la mette volentieri, soprattutto se mostrate di poter avere ancora buone idee. Voi dovete la vostra esistenza e unicita' non perche' siete di sinistra, ma per la vostra intelligenza non piegata alle leggi dei benpensanti. Se non continuate a dimostrarlo, anche nella forma, siete destinati a morire presto. 29-12-2008 14:22 - Anselmo
  • è con grande imbarazzo che scrivo, per segnalare - da vecchio e affezionato lettore del Manifesto - la mia ormai incolmabile distanza dal "quotidiano comunista": confuso, senza prospettive, perfino noioso (cosa mi tocca dire!): di tutto questo è specchio questa nuova, velleitaria pagina internet, altrettanto confusa e appiattita sul "nuovo linguaggio" telematico.
    Non compro più il giornale, non sono più sensibile ai vostri appelli all'esistenza;francamente trovo che, oltre a lottare per salvare la stampa indipendente e di cooperativa, come è doveroso e perfino logico, occorrerebbe però riconoscere sobriamente quando un ciclo politico e culturale si è concluso. 29-12-2008 13:47 - Gabriele
  • di Facebook non me ne frega niente... quanto al nuovo sito del Manifesto, non lo capisco. Mi sembra molto scarso, anche rispetto al sito precedente. Sono rimasto molto male del fatto che non è più pubblicata la rubrica Terra Terra, l'unica serie di articoli consultabili in rete a cui facevo affidamento per ricostruire le questioni ambientali di questi anni. Una cancellazione veramente cattiva.
    Comunque, ho comprato il manifesto a 50 euro e vi sosterrò sempre, ma questa di Terraterra mi è rimasta qui. Io penso che non siete molto bravi in internet... 29-12-2008 12:39 - Giovanni
  • l'unica strada è stare fra la gente, non in un monitor quando te lo concedono 29-12-2008 09:45 - spartaco
  • IL MANIFESTO SOLO ONLINE
    Brothers, ho sempre sottoscritto per il manifesto, cifre anche non piccole. Ora sono stufo. Non leggo l'edizione cartacea da molto tempo perchè detesto le pile di carta che si accumulano in salotto. Inchiostro, carta, benzina per trasportare il giornale... il manifesto è CONOSCIENZA, non CARTACCIA! Questa volta non vi darò una lira. NON VOGLIO PAGARE LO SCEMPIO ECOLOGICO DELLA CARTA STAMPATA. Abbiate coraggio. Investite sulle firme, sulla qualità, sulla lotta. Date un vitalizio ai tipografi, e USCITE SOLO ONLINE. Allora comprerò di nuovo un abbonamento.
    Con amore
    Filippo 29-12-2008 08:17 - Filippo Gregoretti
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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