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Alberto Piccinini
Quando Facebook scende in politica
Un visitatore di questo sito, molto arrabbiato con noi, ci ha scritto ieri che le “letterine” di cui si compone il dibattito al quale vi chiamiamo quasi ogni giorno “somigliano tanto a Porta a Porta”. Gli lasciamo la sua opinione, ci mancherebbe, ma abbiamo come l'impressione che quelle “letterine” (contenuti a parte) siano oggi la sostanza della Rete in versione 2.0 come dice chi se ne intende, e cioè la sostanza del dibattito permanente in cui si va trasformando la Rete. Noi siamo a metà strada. Ma questo dovrebbe interessare tutti quelli che lamentano la fine della politica, la ristrettezza di spazi pubblici, la mancanza di dibattito. E, perchè no, la chiusura delle sedi di partito, la trasformazione dei comizi in piccoli show, la fine delle forme della politica così come la conoscevamo. Il fenomeno Facebook, in questo, fa scuola. Velocemente il social network sta arrivando dovunque, anche qui da noi. Da quando si è scoperto che è stato una delle carte vincenti dell'elezione di Obama (Chris Hugues, uno dei fondatori di Facebook è stato tra i consulenti elettorali del neopresidente Usa), Facebook è pieno di politici, e di politica. Walter Veltroni, con i suoi 35.000 sostenitori è stato il primo a muoversi. Gli altri lo hanno seguito, dalla Gelmini a D'Alema. Ieri, solo per fare un esempio, la “Repubblica” ricordava che su Facebook da qualche giorno due gruppi contrapposti dibattono il caso D'Alfonso, il sindaco di Pescara fermato e poi scarcerato. E così via. Ma lo stesso Veltroni, che ha chiamato i suoi sostenitori a una festa in un locale di Roma, ha già provato la distanza tra il reale e il virtuale, dal momento che dei 35.000 sostenitori solo 1300 si sono presentati all'appuntamento. “Il social networking, dicono gli esperti americani, indica la strada da percorrere per le prossime campagne elettorali”. Magari. Riusciremo così a dimenticare i danni che la politica italiana ha fatto alla televisione, e viceversa? D'altra parte il social networking - e questa la sensazione di chi pure lo frequenta - difficilmente riuscirà a scalfire la politica del “Porta a porta” (a proposito...). Forse indica la strada di un'altra politica, definitivamente più light, più ancora liquida di quanto non sia quella di oggi? E noi a che punto siamo? Abbandoneremo i cortei e la piazza per lo schermo del nostro pc?
- 30/12/2008 [28 commenti]
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nessuno scende più in piazza per discutere, per comprare il giornale, ma siamo tutti rinchiusi in casa a giocare ai padroni del mondo.
internet è uno strumento utilissimo, ma sta diventando uno stile di vita, o meglio una ragione di vita: torniamo alle vecchie abitudini! 29-12-2008 16:06 - francesco
I media in generale,sia tv che web tv,a giornali,radio e web,devono essere presidiati come possibile e con criteri di efficacia/spesa contenuta,ciao
http://altromedia.blogspot.com/ 29-12-2008 15:43 - Mario
Non compro più il giornale, non sono più sensibile ai vostri appelli all'esistenza;francamente trovo che, oltre a lottare per salvare la stampa indipendente e di cooperativa, come è doveroso e perfino logico, occorrerebbe però riconoscere sobriamente quando un ciclo politico e culturale si è concluso. 29-12-2008 13:47 - Gabriele
Comunque, ho comprato il manifesto a 50 euro e vi sosterrò sempre, ma questa di Terraterra mi è rimasta qui. Io penso che non siete molto bravi in internet... 29-12-2008 12:39 - Giovanni
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8388
poi... niente fa male se saputo usare nelle dovute dosi...
ciao 29-12-2008 08:38 - benigno
Brothers, ho sempre sottoscritto per il manifesto, cifre anche non piccole. Ora sono stufo. Non leggo l'edizione cartacea da molto tempo perchè detesto le pile di carta che si accumulano in salotto. Inchiostro, carta, benzina per trasportare il giornale... il manifesto è CONOSCIENZA, non CARTACCIA! Questa volta non vi darò una lira. NON VOGLIO PAGARE LO SCEMPIO ECOLOGICO DELLA CARTA STAMPATA. Abbiate coraggio. Investite sulle firme, sulla qualità, sulla lotta. Date un vitalizio ai tipografi, e USCITE SOLO ONLINE. Allora comprerò di nuovo un abbonamento.
Con amore
Filippo 29-12-2008 08:17 - Filippo Gregoretti