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Iaia Vantaggiato
Cesare Battisti, no all'estradizione
Il Brasile, dove si era rifugiato dopo l'accoglimento nel 2004 della richiesta d'estradizione italiana, rifiuta di estradare Cesare Battisti, già terrorista rosso poi affermato autore noir, e tra Roma e Brasilia si arriva a un pelo dalla crisi diplomatica. Il ministro Maroni parla di "offesa per l'Italia", il ministero degli Esteri invoca l'intervento della presidente della repubblica brasiliano Lula. Il Pd e il Pdl protestano, con toni non proprio identici ma quasi.
Non è la prima volta che il Brasile rifiuta l'estradizione in Italia di ex terroristi ma nel suo caso c'erano già stati due pareri favorevoli alla richiesta italiana, quello del Comitato nazionale per i rifugiati in Brasile e, nello scorso aprile, quello del procuratore gnerale della Repubblica Souza.
La decisione del ministro della giustizia Tarso Genro era pertanto imprevista e le motivazioni con cui ha spiegato le sue decisioni hanno ulteriormente inviperito il governo italiano. La nota diramata dal suo ministero parla infatti di un "fondato timore di persecuzione", e lo stesso Tarso Genro, in un'intervista rilasciata d recente, aveva affermato di volere informazioni certe su quali misure fossero state prese, in Italia, contro "gli apparati illegali di repressione che agirono in quel periodo e che erano legati alla mafia e alla Cia". Riprendendo le affermazioni dello stesso Battisti che, pochi giorni dopo aveva dichiarato di temere per la sua vita, il ministro aveva affermato che, ove detti apparati illegali non fossero stati del tutto smantellati, la vita di Battisti sarebbe stata in pericolo.
A leggerla così, come appare praticamente su tutti i giornali, siti, televisioni e pubbliche dichiarazioni, la vicenda appare in effetti assurda. La realtà è un bel po' diversa. Battisti, classe 1954, è stato tra i fondatori e leader di una delle tante organizzazioni armate di estrema sinistra che fiorirono alla fine degli anni '70, i Pac, Proletari armati per il comunismo. E'stato condannato per quattro omicidi firmati da quella organizzazione tra il giugno '78 e l'aprile '79: il maresciallo di polizia penitenziaria Antonio Santoro, il macellaio di Mestre Lino Sabbadin e l'orefice milanese Pierluigi Torreggiani, "puniti" perchè nel corso di due tentativi di rapina avevano ucciso uno dei rapinatori, l'agente della Digos Andrea Campagna.
Arrestato nel '79, Battisti evase, si rifugiò in Francia nell'81 e subito dopo passò in Messico. Rientrato a Parigi fu subito arrestato. In Italia era stato nel frattempo condannato in contumacia per i quattro omicidi dei quali si è sempre professato innocente. Nell'aprile '91 la Chambre d'Accusation lo dichiarò non estradabile in base alla dottrina Mitterrand che garantiva protezione ai latitanti per motivi politici. La magistratura francese bollò le prove a suo carico come "contraddittorie" e "degne di una giustizia militare".
Nel giugno 2004, capovolgendo quella sentenza, la Francia ha deciso di concedere l'estradizione sollevando le proteste di un vasto movimento culturale e intellettuale. Perché praticamente in tutti i paesi del mondo, dittature incluse, la condanna in contumacia, di fatto in assenza di possibilità di difesa, è considerata una violazione dei diritti dell'imputato, e in caso di arresto del contumace il processo si ripete. A Battisti questa, che è davvero una norma tra le più elementari, non è stata concessa. Di qui quel sospetto di persecuzione politica che oggi irridono un po' tutti gli indignati commentatori italiani. Celando tuttavia il "particolare" del nuovo processo negato.
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Stefano 12-05-2009 10:53 - stefano
Carta aberta ao povo italiano
Escrevemos em nome de milhões de brasileiros, para expressar nossa vergonha e nossa indignação.
Vergonha sim, pela nossa impotência diante de uma injustiça tão profunda dos que dizem nos representar.
Nos indignamos, pois a decisão de conceder asilo político à Cesare Battisti nos foi imposta.
A tradição pacífica e honesta do povo brasileiro certamente o colocaria em prol do que é justo, a extradição.
Mas vivemos tempos politicamente difíceis e nem sempre somos capazes de compreender as contradições e alegações de nossos governantes.
Houve um caso parecido há pouco tempo.
Atletas cubanos desertaram de sua delegação e pediram asilo político ao Brasil.
Não eram terroristas, nem assassinos, não cometeram crime algum mas foram caçados, presos e extraditados com a maior rapidez possível.
Não houve burocracia, a colaboração diplomática foi total.
Nos causa estranheza a negativa feita ao governo italiano, que sempre manteve laços profundosde amizade com nosso país, chegando inclusive a conceder a cidadania italiana plena à familia de nosso Presidente.
Estamos certos de que o governo se motiva por questões ideológicas, pois não há outra explicação para atitudes tão conflitantes.
Gostaríamos de explicitar que a negativa parte exclusivamente das esferas governamentais e que o povo brasileiro é solidário às vítimas de Cesare Battisti, para tal, recolhemos vários exemplos de expressão popular lamentando o ocorrido.
Não somos cúmplices, nem aceitamos que a negativa seja feita em nosso nome.
Atenciosamente.
Rejane 18-01-2009 20:25 - Rejane
Innanzitutto mi scuso per gli errori della lingua italiana, poi io sono brasiliano e sto usando il traduttore di Google.
Sono stato con questo ho simpatizzare con l'atteggiamento di rifiuto del governo italiano e l'atteggiamento irresponsabile del Ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro vexaminosa politica di concessione di asilo a terroristi Cesare Battisti. Come un cittadino brasiliano, mi sento una grande vergogna di dover rappresentare una persona con questo tipo di atteggiamento, che pone una probabile allineamento ideologico sopra i valori della vita e della giustizia. Al fine di incoraggiare un criminale comunista, che ha preso vile la vita dei cittadini italiani, che svolgono degenerato nel cestino le buone relazioni tra le nostre due nazioni. E peggio ancora, con l'esplicito sostegno del presidente.
Questo autunno, la maschera ipocrita di governo, che in tutte le possibili occasioni, ha come alleato delle dittature e dei gruppi terroristici, come Cuba, le FARC, di Hamas, e finalmente, l'italiano terroristi. E 'lo stesso governo che cerca un seggio permanente al Consiglio di sicurezza dell'ONU.
Gli italiani non si prendono le misure necessarie, diplomatici e non, di condannare e punire questo atto che imbarazzato e umiliato il popolo brasiliano di merci, e che ha suscitato la collera dei nostri fratelli solo italiani.
Saluti
Francisco Amaral Cruz
Campo Grande-MS - Brasile 18-01-2009 04:50 - Francisco Amaral Cruz
Ma perchè ai fascisti invece non passa mai l'invidia del pene? Ma perchè io nei vostri loculi di giornali e siti non ci vengo mai???? Fuori, leggetevi il secolo, libero o le altre porcherie e vomitate lì maledetti.
Per quelli di pseudosinistra che scrivono :vi erano 3 tipi di terrorismo: Rosso nero e di stato. Quando verrano estradati i terroristi di stato??Quando pagheranno? Di questi parenti delle vittime non si vuole mai parlare vero??
Perchè l'itallia non si è indignata quando hanno scarcerato la Petrella???? Eh??
Questi beccamorti non hanno il coraggio di alzare la voce con la Francia, o sbaglio?
Anche per Battisti c'è dietro la Francia, però come mai queste code di paglia del da voi proclamato governo itallico non se la prendono con sarkozy??? eeeh facile indignarsi col brasile....
ti piace vincere facile eh La Russa? (per tutto il resto c'è mastercard!)
Da sempre l'unico terrorista è lo stato
onore a tutti i compagni caduti 17-01-2009 17:32 - rosso di Sardegna