mercoledì 23 maggio 2012
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 23 maggio 2012
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
30/01/2009
  •   |  
    Anni di piombo, una ferita ancora aperta

    «Riaffermo la mia condizione di perseguitato politico». Cesare Battisti insiste, prende carta e penna e scrive una lettera ai giornalisti in cui vuota il sacco. Il suo sacco. I responsabili degli omicidi per i quali è stato condannato? Sarebbero quattro suoi ex compagni dei Pac. Il colpo che ferì e rese invalido il figlio del gioielliere Torregiani? E’ partito dall’arma del padre del ragazzo. Le nuove dichiarazioni, che l’ex terrorista gioca a centellinare ogni giorno, arrivano in serata e dopo un’altra giornata zeppa di polemiche sull’asse Italia-Brasile. Altro che amichevole di calcio, a rischio c’è molto di più: i rapporti, diplomatici e politici, tra i due paesi.

    E se Berlusconi, una volta tanto, cerca di gettare acqua sul fuoco per «non compromettere i rapporti bilaterali», è il Brasile ad alzare la posta e far sentire la propria voce. Con il suo ministro della Giustizia, Tarso Genro, nell’occhio del ciclone italiano per aver firmato il rifiuto dell’estradizione dell’ex terrorista. «L’Italia è chiusa ancora negli anni di piombo», tuona il guardasigilli tra le pagine del quotidiano carioca O Globo. Spiegando che «la differenza è che qui in Brasile siamo più avanzati su questo argomento, tanto che stiamo discutendo sulla nostra legge di amnistia».

    A sostegno della sua tesi, Tarso Genro racconta la vicenda del deputato brasiliano Fernando Gabeira, simile, secondo lui, a quella del leader dei Pac. Entrambi, dice, «erano guerriglieri ed entrambi hanno partecipato a sequestri in un periodo di dittatura nei rispettivi Paesi, ma se il Brasile sta vivendo un processo di pacificazione politica, l’Italia è ancora segnata dagli anni di piombo. Oggi infatti in Brasile Gabeira è un rispettato deputato federale». Il problema, continua Genro, è la ferita degli anni di piombo in Italia «non è ancora rimarginata». Dunque: «Rispettiamo le ragioni dell’Italia, ma applichiamo la nostra sovranità».

     

    Frasi, quelle di Genro, che stizziscono e non poco il ministro degli Esteri Franco Frattini. «Non commento espressioni che appartengono alla demagogia e alla retorica del comizio. - risponde il titolare della Farnesina - Sappiamo noi che cosa sono stati gli anni di piombo e saremo noi a decidere come chiudere quella stagione che ancora non conosce il pentimento, al contrario l’arroganza e la sfida di assassini che trovano ancora complici compiacenti».

    Ma alle parole, giura Frattini, da ora in poi si preferiranno i fatti. E l’Italia sta già preparando le prossime mosse, a due giorni dalla convocazione del Tribunale Supremo che potrebbe rovesciare la decisione del governo brasiliano. La questione è però delicata. Va bene ricorrere alle vie legali per ottenere l’estradizione, ma nello stesso tempo bisogna stare attenti a non rovinare i rapporti con «un paese amico». A chiederlo espressamente è Berlusconi in una nota che è tutto un gioco di sottili equilibri. Il premier si augura infatti che il caso «non danneggi gli eccellenti e amichevoli rapporti fra Italia e Brasile», anche se questo non significa che il nostro paese non «farà di tutto per la sua estradizione» sul fronte giuridico. Soddisfatto dalle parole del cavaliere è il presidente Luiz Inacio Lula che, una volta uscita la sentenza dal Tribunale Supremo, «qualunque essa sia», assicura che «non discuteremo più e accetteremo la decisione».

    Aspettando la sentenza però, in Italia ci si organizza. Il presidente della Camera Fini, ad esempio, ha richiamato ieri (per «consultazioni») l’ambasciatore italiano in Brasile Michele Valenzise. E poi c’è la battaglia tutta personale del ministro della Difesa La Russa. Che dopo aver chiesto, invano, l’annullamento dell’amichevole di calcio tra Italia e Brasile, in programma a Londra il prossimo 10 febbraio, ora invita i tour operator a «disincentivare» i viaggi a Rio.

    Ma contro l’ex terrorista dichiara guerra anche la Francia a cui non è andata giù l’intervista rilasciata due giorni fa dallo stesso Battisti ad un settimanale brasiliano in cui sostiene che dietro alla sua fuga in Brasile ci sarebbero i servizi segreti transalpini. La smentita dell’Eliseo passa dal consigliere del presidente Nicolas Sarkozy, Fabien Raynaud, che nel corso di un’audizione su Schengen tenutasi ieri alla Camera dei deputati ha affermato che le dichiarazioni dell’ex terrorista sono «prive di ogni fondamento» e ha aggiunto che il presidente francese ha dichiarato da tempo «superata» la «dottrina Mitterrand», che fece sì che molti ricercati per terrorismo trovassero asilo in Francia negli anni ’70 e ’80.

    Sin qui la cronaca quotidiana di questa assurda semi-crisi diplomatica, che non degenererà mai in vera crisi, checché decida il Tribunale Supremo brasiliano, perché Silvio Berlusconi, nonostante le intemperanze propagandistiche di La Russa, a mettere in discussione i rapporti tra Roma e Brasilia per Cesare Battisti non ci pensa per niente. Ma è evidente che la vicenda tocca nervi scoperti, affonda la lama in una ferita che, pur se lontana nel tempo, non è ancora rimarginata.

    La replica stizzita del ministro Frattini all'affondo di Genro è eloquente e indicativa. Il brasiliano ha colto nel segno. L'Italia non ha saputo chiudere i conti con il suo passato recente, con gli anni '70, ed è per questo che periodicamente quello spettro inquieto torna a terremotare la politica italiana, e ora persino le relazioni internazionali, come se si trattasse di storie di oggi invece che dell'altroieri.

    Checché si pensi di Cesare Battisti, resta il fatto che la sua condanna è frutto delle sbrigative sentenze tipiche dell'emergenza, quelle che distribuivano ergastoli come caramelle in nome di una necessità "superiore": sgominare il terrorismo a tutti i costi. Il rifuto di ripetere il processo, nonostante questa sia la prassi in molti paesi a fronte di sentenze comminate in contumacia (e tanto più trattandosi di una sentenza emergenziale), dimostra come l'Italia ancora non sia capace di affrontare quel capitolo delle sua storia resituendo alla verità i suoi diritti.

    Riconoscendo cioè apertamente quel che tutti sanno ma nessuno, ancora oggi, osa  ammettere: che il terrorismo non fu un fenomeno di delinquenzialità comune ma il frutto, sia pur criminale, di una specifica fase storica e politica, determinata anche dagli errori e dalle degenerazioni dello Stato democratico. Che per sconfiggerlo, come era pur necessario, si ritenne opportuno mettere momentaneamente da parte il diritto, anche a costo di distribuire a pioggia pene sprorporzionate, anche a costo di chiudere un occhio su vere e proprie torture, anche a costo di ignorare episodi degni più di uno stato sudamericano (di allora) che di una democrazia occidentale: come la strage di via Fracchia.

    E' questa la lacerazione mai sanata, e per farla sanguinare di nuovo basta poco. Basta un qualsiasi Cesare Battisti.  


I COMMENTI:
  pagina:  1/6  | successiva  | ultima
  • Il Brasile non estraderà Battisti perchè:
    1) lo dice la legge brasiliana
    2) molti nel governo sono stati coinvolti nella lotta armata contro la dittatura
    3)Per questi membri del governo Battisti è un compagno
    4) Serve al governo (al secondo mandato,maggioranza schiacciante, possono permettersi questo e altro) per ricompattare la sinistra del PT
    5) Serve al governo per continuare ad essere il mediatore più importante con le FARC colombiane per la liberazione dei sequestrati. (
    5) Serve al governo avere per avversario l'Italia più di destra degli ultimi 60 anni con molti ex fascisti nell'esecutivo.
    6) Lula sa benissimo che lasciare in mano ai fascisti italiani uno scrittore amato in Francia e condannato in contumacia all'ergastolo in Italia con un processo fondato sulla delazione sarebbe stato un errore politico assoluto
    7) Il Supremo Tribunale Federale è formato da 11 membri in carica a vita ( quando muoiono o si dimettono vengono sostituiti) nominati dal governo e confermati dal parlamento
    L’ultima volta su una questione simile la tesi del governo ha vinto 9 a 1.
    6) Se il STF decide di non archiviare l’estradizione si aprirebbe un conflitto tra poteri inedito, e metterebbe il Brasile in una posizione molto difficile agli occhi del mondo, controproducente anche a giudizio degli oppositori interni di Lula 03-02-2009 20:08 - sirio
  • qualcuno ha scritto che battisti è "fuggito" come un coniglio dalle sue responsabilità.e perchè non avrebbe dovuto farlo?perchè dovrebbe accettare le sentenze di processi farsa di una giustizia che è forte con i deboli e debole con i forti? ma molti di quelli che hanno commentato prima di me si ricordano cosa erano quegli anni?come li hanno vissuti?se anche leggendo il manifesto mi sembra di stare sul "giornale" o sul foglio mi sa che comincio a capire perchè la sinistra in questo paese è andata a ramengo. concludo rimandando a quanto detto da,mi sembra, lukino;chi volesse avere un'informazione alternativa e approfondita sul caso battisti che si discosti dalle veline "istituto luce"che girano in questi tempi,lo può fare sul sito carmilla.cosi',giusto per vedere di dare una possibilità a questa specie mostro aberrante che viene dipinto a tinte univoche da "tutti"gli organi di informazione(o quasi),e questo dovrebbe dare da pensare....... 02-02-2009 14:25 - sandor
  • Cough-cough.

    Scusate, ma vi rendete conto che assurdità è questa storia di Battisti? Dico, Napolitano piglia carta e penna per protestare contro il Brasile. Non una parola contro Israele, reo di avere massacrato centinaia di bambini appena qualche settimana fa e già tutto archiviato?

    E' tutto FUMO NEGLI OCCHI. Ora va a finire che anziché boicottare Israele (mr. 73 risoluzioni ONU) si andrà a boicottare il BRASILE. E ovviamente non il Giappone dove sta il simpatico Zorzi, né gli USA dove c'é un certo Lozano e 13 agenti CIA.

    E' come la riforma della giustizia (ora che sta crollando l'economia!): si comincia da che? Dalle intercettazioni che fin'ora, piaccia o no, hanno tamponato l'ascesa del malaffare e della mafia! Alla fine tanto, basterà strascinare per le strade qualche extracomunitario e siamo a posto no? Essere anti-israeliani è reato, anti-negri, arabi, slavi no, è sacrosanto e doveroso. Nel frattempo si parla di Battisti quando invece avremmo xxxxx problemi ben più seri da affrontare. Non so se qualcuno ha visto Raitre ieri sera, ma c'é da vomitare. Siamo diventati un Paese corrotto, razzista e mafioso, e stiamo a pensare a Battisti?? 02-02-2009 13:36 - Graziano
  • Non dimentichiamoci che le brigate rosse e le persone come Battisti uccisero poliziotti carabinieri e uomini dello Stato padri di famiglia che servivano con impegno e laboriosità la comunità italiana mentre questi terroristi hanno lasciato nel dolore intere famiglie colpa anche di una certa sinistra estrema che non ha mai avuto rispetto per gli altri che non la pensano come loro e pieni solo di odio e di ideologie credo che ci sia molto da riflettere e farsi mea culpa tutti insieme come ci ha insegnato l'amico Veltroni che ha avuto il coraggio di cambiare.Fabio. 02-02-2009 09:54 - fabio
  • Scurdammoce o passato,Battisti e altri meglio di lui restino in Brasile od ovunque siano,Delfo Zorzi,uno di quelli che ha dato il via alla sarabanda con piazza Fontana ,è affarista in Giappone e per lo stragista non s'è sentita una tale cagnara.Tanso Gemro ha ragione,e Nyermejer e quant'altri illustri e da me amati e rispettati:serve una soluzione politica per gli anni di piombo,per tutti quelli finiti a vario titolo nelle maglie della giustizia italiana,che non è stata nè migliore nè peggiore di altre.Però inviterei a ricordare tra le vittime anche quella che,in sedicesima,si annida tra le pagine della storia e talvolta emerge col presuntuoso nome di verità.Battisti è galantuomo e innocente:perchè accusa altri?Li accusa sulla base di una sentenza,Battisti è galantuomo e garantista,gli altri da lui citati non lo sono?La sentenza li condanna tutti.Alcuni pagano con la galera,diciamo un vent'anni,credono e dicono di aver sbagliato ma lo sbaglio se lo assumono fino in fondo,non barattano la libertà loro con quella altrui.Il nostro eroe ha il culo non di evadere,ma di essere liberato manu militari da compagni e compagne,splendida Sonia ora che sei in cielo perdonalo,e lui ripara in Francia...è l'81 quelli che lo hanno tirato fuori restano quì nella disperata volontà di aiutare i propri prigionieri e a loro volta finiscono imprigionati.E ben ci stà,non eravamo e non siamo santi.Ma Battisti è uomo d'onore e impugna il suo onore come una clava e menando fendenti a destra e a manca colpisce delle persone a me care,le accusa di essere pentite.Non nella coscienza che riguarda Dio, se stessi o nessuno,ma nell'infamia del baratto.Giuseppe,Sebastiano e Gabriele si sono fatti la loro galera e non ci hanno mandato nessuno.Gabriele non c'è più ,l'abbiamo salutato due anni fa col pugno chiuso e l'internazionale in una mattina di dicembre.Sonia l'anno prima a primavera in val di Susa tra de Andrè e bella ciao.Questo per dovere,poi... 02-02-2009 00:32 - gianfranco fornoni
  • Il ministro brasiliano ha ragione in Italia non siamo ancora riusciti a superare quegli anni del resto mi sembra alquanto difficile una rilettura di quel periodo animata da curiosità storica e non da bisogno di vendetta con uno come La Russa. Bisognerebbe che anche lo stato mostrasse le sue carte sulle stragi e si assumesse le proprie responsabilità sulla condotta tenuta in quegli anni che ci portò a un clima da guerra civile (i morti ci furono da tutte le parti). Però sto battisti che si mette a fare l’infame gratuitamente scaricando le proprie responsabilità sulla pelle di chi ha già in parte pagato il proprio debito, mi fa davvero schifo (la parola “infame” non mi piace ma mi sembra la più appropriata per descrivere questo personaggio). 02-02-2009 00:01 - andrea
  • Non ho particolari simpatie per Cesare Battisti, ma, vivendo in Francia gran parte dell'anno, conservai un editoriale di Le Monde, giornale non particolarmente rivoluzionario, né comunista, né di estrema sinistra, del 3 marzo 2004, dal titolo Le droit pour Battisti, in cui si sostenenva la necessità da parte della Francia di concedere l'estradizione, in quanto "la Corte d'Assie di Milano che l'ha condannato all'ergastolo, gli ha attribuito senza batter ciglio due omicidi, commessi lo stesso giorno, uno a Milano ed uno a Venezia, nel febbraio 1979." Le Monde continua, dicendo che Battisti é stato giudicato in contumacia sulla base di dichiarazioni di pentiti e senza possibilità di ricorso, circostanze in cohtraddizione evidente con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e le regole dell'equo processo difeso dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo." Io di Le Monde mi fido, gneralmente. In Francia, la giustizia é, pur tra tanti limiti, un po' migliore che in Italia (vedi, recentemente, sentenze su Bolzaneto...tanto per ricordarne una..) Per cui forse non si tratta di simpatie o no per Battisti, ma semplicemente di diritto, come le dice le Monde- e di valutazione dello stato dei diritti in Italia... Giovanna Cagliari 01-02-2009 23:36 - Giovanna Cagliari
  • Segnalo la lettura di uno scritto forte, di un autore dimenticato a torto, fatto cadere nell'oblio dalla << ufficiale SINISTRA italiana >>, chissà, forse perché scomodo, comunque si tratta di uno scritto di Giorgio Cesarano con la collaborazione di Gianni Collu, Apocalisse e rivoluzione, edizione della indipendente Dedalo, se avete voglia è uno scritto che sebbene datato anni settanta sembra quantomai attuale, io lo condivido in gran parte, se non del tutto... Cerco solo di capire e fare chiarezza nella giungla in cui siamo costretti a vivere, ahinoi, magari fosse solo colpa di questo o quell'individuo ( Travaglio, Di Pietro, Berlusconi o affini rappresentazioni teatrali ) la coscienza non te la da nessuno, io resto un convinto evoluzionista e materialista storico con buona pace degli idealisti che stimo comunque.. 01-02-2009 23:01 - alessio
  • @giulio raffi

    I danni del dipietrotravaglismo, ahimè!
    ;) 01-02-2009 22:33 - lukino
  • Come mai non avete pubblicato il mio commento?
    Alessandro 01-02-2009 21:51 - Aessandro
I COMMENTI:
  pagina:  1/6  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
BABELBLOG Cinzia Gubbini
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
PACI POSSIBILI Orsola Casagrande
freccia
ISLAMISMO Giuliana Sgrena
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
SERVIZI