domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
02/02/2009
  •   |   Iaia Vantaggiato
    A Nettuno, odio xenofobo droga o puro divertimento?

    Un gioco, la noia, l'abuso di alcol e droga o l'odio per il più debole chiunque esso sia, immigrato a no?. Oppure come sostiene la comunità di S. Egidio un atto di razzismo xenofobo punto e basta?

    Chissà, magari saranno state tutte queste  "ragioni" messe insieme a spingere tre ragazzi di età compresa tra i 16 e i 29 anni a dar fuoco, sabato scorso, a un uomo di origini indiane che dormiva alla stazione di Nettuno.

    "Stavamo a cercà un'emozione forte, qualcuno che dorme per strada. Volevamo fà un gesto eclatante», ha dichiarato il più giovane degli aggressori. «Avevamo bevuto tanto e c'eravamo fatti le canne. Era tardi e stavamo ancora girando in macchina. Cercavamo un barbone, non doveva essere per forza uno straniero. Se era romeno o negro non ci fregava niente. Siamo passati dalla stazione e abbiamo visto uno sulla panchina». «Cominciava a starci poca gente in giro - ha raccontato il 16enne - ma noi stavamo ancora su belli carichi. Eravamo proprio svegli e non ci andava di andare a dormire. Stavamo in macchina nella zona del centro e ci è venuta l'idea di passare davanti alla stazione. Così, tanto per vedere se c'era qualcuno, se si poteva fare qualcosa». «Siamo andati a fare benzina a un self service, è lì che ci abbiamo pensato - hanno raccontato ai carabinieri i tre aggressori - Abbiamo riempito una bottiglia di benzina e siamo tornati alla stazione. Lui stava su una panchina al binario uno. Ma doveva essere solo uno scherzo». «L'abbiamo tirato giù da dove dormiva - hanno spiegato - Lui ha reagito. Ci siamo beccati qualche spintone e lui s'è preso un paio di cazzotti. Gli abbiamo spruzzato addosso la benzina e gli abbiamo dato fuoco con un accendino. Eravamo pronti a spegnerlo subito. Ma lui è scappato. Si spegneva le fiamme con le mani. E allora siamo scappati pure noi: non sapevamo che fare». I tre aggressori sono stati incarcerati, a Casal del Marmo il minerenne, a Velletri gli altri due.

     

    E se il ministro Maroni esclude la "matrice razzista della vicenda" che, secondo il titolare del Viminale, sarebbe stata provocata esclusivamente dall'abuso di alcol e droga, il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, individua nel caso di Nettuno un legame con gli ultimi episodi di violenza verificatisi a Roma e nel suo hinterland, una radice comune: "il disprezzo e l'indifferenza nei confronti dell'altro, del più debole, della minoranza, di colui che si vede come un problema». Al di là dello sfondo politico o ideologico. 

    Una ferma condanna alla «cultura dello sballo» arriva dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che peraltro afferma: "Non si può considerare l'assunzione di droghe e alcol come una attenuante» nel giudicare i reati. E sulla vicenda di Nettuno è intervenuto ieri anche il capo dello Stato Napolitano: «Siamo dinanzi a episodi raccapriccianti che vanno ormai considerati non come fatti isolati ma come sintomi allarmanti di tendenze diffuse che sono purtroppo venute crescendo. Rivolgo perciò un forte appello a quanti hanno responsabilità istituzionali, culturali, educative perchè si impegnino fino in fondo per fermare qualsiasi manifestazione e rischio di xenofobia, di razzismo, di violenza».

    Restano intanto stazionarie le condizioni di Navtej Singh Sidho, il trentacinquenne indiano aggredito e dato alle fiamme mentre dormiva fuori dalla stazione di Nettuno. L'uomo che ha ustioni per il 40 per cento del corpo, delle quali il 30 per cento di terzo grado, si trova ancora in rianimazione e nonostante sia stato considerato fuori pericolo, la sua prognosi rimane riservata.

     

     


I COMMENTI:
  pagina:  2/3  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
  • Droga e alcool?In primo luogo non credo che tutti coloro che si ubriacano e si fumano le canne vadano in giro a compiere atti di razzismo.Lo stesso Stato che ci tratta da individui soggiogati e schiavi, la stessa Repubblica fondata sul lavoro, lavoro che uccide almeno dieci persone al mese (stima gentile, considerata la mia avversione alle statistiche); bhè questa forma che ha il vanto di essere così civilmente democratica si stupisce quando coloro che ha formato, educato, istruito alla paura e alla dimenticanza storica, mettono in atto ciò che hanno imparato. Tutto questo è assurdo. Non mi stupisce che un paese fascista sia anche razzista. non mi stupisce che un paese che chiama pace l'occupazione di un altro paese con truppe armate sia razzista e fascista insieme. Quello che mi stupisce è non vedere alcuna reazione forte da TUTTI i borghesucci sinistroidi DEMOCRATICISSIMI(potete almeno scendere in piazza-senza permessi almeno stavolta-visto che lo sapete fare bene, anche se io per forte non intendo proprio la bandierina della pace; specie davanti ad un uomo che è stato bruciato). La democrazia ci ha fatto male al cervello e all'anima: certa gente a cui permettete di parlare, di educare i vostri figli, di scegliere la notizia che più vi interessa...è grazie a questi fascistoidi mascherati da democratici, che succedono questi fatti. Vedo il razzismo ogni giorno, nelle Università, per strada, al supermercato, alle poste...ma nessuno dice niente, mai niente. VERGOGNA BENPENSANTI!!!Quell'uomo l'abbiamo bruciato tutti con il nostro ciarlare vuoto, belle parole prive di azione. Siamo tutti colpevoli dello stesso razzismo, quello che per tacita accettazione sopportiamo. Multiculturalismi, sociologie dell'integrazione e interculture...BASTA! Ipocrisie dello Stato democratico! Vedo ghetti tanto democratici da far venire il voltastomaco... Pensare che gli esseri umani sono diversi tra loro per natura è sbagliato e non opinabile! Fondare una comunità (UNO STATO POI!)sulla proprietà privata è sbagliato. La tanto decantata Carta Costituzionale che fonda il nostro stato e declama la nostra schiavitù altro non è che il frutto dei compromessi tra giusto e sbagliato. BASTA COMPROMESSI, bisogna prendere una posizione, svegliare gli animi e impedire che questo che voi chiamate progresso continui. Sinhg Navte potrebbe essere mio figlio, mio fratello, potrei essere io stessa, magari aggredita a Verona da un gruppo di nazi. C'è un motivo se il 10 Febbraio per me non è festa mentre lo è il 25 Aprile. Questo motivo sta nella conoscenza della storia, un grande debito nei confronti di mio padre e di mia madre: loro non mi hanno insegnato a dimenticare. SE TRA 10 ANNI NESSUNO RICORDERà PIù LA COLPA SARà ANCHE LA NOSTRA. VERGOGNA. Devono smetterla di vendere paura in edicola, l'unica cosa che dovremmo temere è di vedere un uomo che brucia, un uomo che muore perchè non può curarsi, una nonna che ruba il pane al supermercato: io li ho visti tutti e ho paura. Voi? 03-02-2009 16:56 - rivoluzionaria.
  • Uno dei più grandi rivoluzionari di tutti i tempi quale E."Che" Guevara, disse più di 50 anni fa circa <<Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque...in qualsiasi parte del mondo. E' la qualità più bella di un rivoluzionari.
    Ora, mi chiedo come mai nel 2009 ci troviamo a parlare di episodi di razzismo di matrice "xenofoba" compiuta da tre idioti solo perchè si dovevono divertire. Questo va aggiunto ad altri episodi di tal genere Evidentemente qualcosa non va, ilmondo sta cambiando, si certo condivido...ma in peggio le istituzioni, la scuola, la famiglia devono prendere coscienza del fatto che svolgono un "ruolo fondamentale", devono dare altri messaggi, come quelli di convivenza pacifica, di far capire che chi viene da un altro paese non viene qui per rubarci il lavoro, ma è qui per arricchire in meglio la nostra società.
    Daniel Pennac in una intervista rilasciata all'Unità parlava di mescolamento tra popoli, dove ogniuno porta la propria culture, le prorpie esperienze, le prorpie capicità.
    Non dobbiamo avere paura di chi la pensa in maniera diversa da noi, di confrontarci, altrimenti non si vedrà una via di uscita.
    Chiudo con una frase di F. De Andrè tratta da una sua canzone: Se non sono gigli, son pur sempre figli vittime di questo mondo. luigi Infuso. 03-02-2009 15:26 - luigi infuso
  • Fabio,dato che lì in Brasile hanno un'immagine dell'Italia come un paese razzista, sii così gentile da fornirci qualche informazionie sui famigerati squadroni della morte brasiliani. Grazie 03-02-2009 13:42 - Silvia
  • Ciò che più colpisce nel resoconto del più giovane degli aggressori è il desiderio di compiere "un gesto eclatante"....
    Come se l'annientamento di una persona indifesa fosse l'unico modo per far percepire la propria prsenza sulla scena "pubblica".....
    Di certo non si può escludere la matrice razzista, che sembra ripercorrere la logica dei manifestanti che hanno tentato il linciaggio degli stupratori di Guidonia...... 03-02-2009 10:09 - giovanni
  • l'uso di "droghe" verrà molto probabilmente usato da questi furbetti e dai loro avvocati per ottenere le attenuanti, e quindi sfangarsela, ma l'unica vera ragione è il razzismo delinquenziale favorito da una certa sottocultura di potere e abuso, spesso ispirata direttamente ai fascisti e ai nazisti; il cocktail di droghe e alcool è solo il "propellente" di questa follia, che hanno creduto bene (cioè, male)esternare su una vittima prescelta; va però anche detto che, fra alcool e canne, è l'alcool che incita all'aggressività, non certo le canne. Anche il proibizionismo (ipocrita) ha creato questa incultura e isteria delle droghe... 03-02-2009 09:42 - paolo
  • Questa notizia ha fatto il giro del mondo: l'ho letta sul più importante quotidiano di Melbourne, The Age. Qualche giorno fa lo stesso giornale riportava la decisione del Comune di Lucca di vietare la vendita di cibi 'etnici'. sempre più l'Italia è vista nel mondo come paese razzista. Non mi sorprenderebbe se tra i fattori dietro il calo del turismo ci fosse anche questa realtà. Ho vissuto 25 anni in Italia, da questa esperienza traggo la convinzione che l'Italia è sempre stata un paese razzista. Credo che si tratti di un aspetto intrinseco della cultura italiana: basti considerare l'usanza diffusissima nella volgata popolare e nei media di connotare l'origine geografica o culturale di un individuo, specialmente se lo si vuole qualificare negativamente. Qui c'è un distinguo importante da fare: in quanto esiste una gerarchia tra questi epiteti. Ad esempio, se un atto criminoso viene imputato ad un individuo del Nord Italia, che sia lombardo, veneto, o emiliano, la sua origine viene citata solo raramente nei media. Invece, se proviene dal Sud, anche lontanamente, questa sua origine viene rimarcata come se da sola fosse sufficiente ad aumentare la probabilità della sua colpevolezza. In caso di condanna, la stessa origine meridionale serve a confermare nella voce pubblica il vecchio pregiudizio che motiva la propensione al crimine o alla degenerazione con il ricorso alle origini razziali o geografiche. Non è poi cambiato molto in Italia dai tempi di Lombroso: il Nord mantiene il monopolio come centro ideologico della produzione di questi pregiudizi e gli altri o soffrono in silenzio o si auto-denigrano nel tentativo di assimilarsi all'ideologia imperante. Invece, questa ideologia nasce proprio dall’esigenza di assicurare il dominio culturale del Nord: per qualificarsi come polo della ‘modernità’ e del ‘progresso’ il Nord deve per forza relegare il Sud agli inferi. Un Nord ‘evoluto’ non può esistere senza un Sud ‘degenerato’.
    E’ stata proprio questa dinamica a portare prima all’imperialismo italiano di Crispi (il cosiddetto ‘Secondo Risorgimento’) e poi a quello di Mussolini che ha conservato l’unità nazionale in un’epoca di crisi economica ed emigrazione di massa, fasciandola in bende coloniali.
    L'arrivo degli emigrati in Italia non ha fatto altro che allargare questa dinamica ai nuovi arrivati che diventano il nuovo 'l'altro' da cui smarcarsi per potersi accreditare come 'progrediti' e 'civili' assicurando in questo modo il proprio dominio culturale ed economico.
    Spezzare questo meccanismo perverso significherebbe rovesciare le mitologie di quasi 150 anni di storia unitaria. Magari è giunta l’ora di farlo. 03-02-2009 09:30 - Gerardo Papalia
  • Mi sembra che non ci sia dubbio che sia razzismo. Come italiana che vive all'estero, vedo con sommo sgomento un' Italia alla deriva fascista, dove il valore della vita diminuisce ogni giorno.
    Ma nessuno fa nulla? E i cosiddetti 'cattolici'? E la sinistra? Se il razzismo e' condonato e giustificato dalle istituzioni governative e i politici, c'e' davvero poca speranza. Mi vergogno di essere italiana... 03-02-2009 09:13 - Stefania Minervino
  • Miseria. Tanta miseria. Quella che faticosamente, quotidianamente, per anni certa politica ha seminato. E devono andare molto fieri del lavoro fatto fino a qui, se oggi un ministro padano, infiltrato nella Repubblica italiana, ha potuto dire quel che ha detto.
    La miseria è un'arma potente, lo sa chi ha avuto la fortuna di utilizzare un libro di storia per studiare e non per fare spessore alla gamba sbilenca di un tavolo. Ma in Italia siamo troppo abituati a porci le domande sbagliate e impegnarci tanto per trovare risposte inutili. La domanda giusta da porsi è: "Perché si accelera il processo di smantellamento della civiltà?" Sperano davvero in una sorta di guerra civile che garantirebbe loro l'assalto finale, alla soppressione della democrazia?
    Le domande sono due, mi rendo conto, ma la risposta è una:
    "Se non saremo complici, risolveranno loro alla vecchia maniera."
    E anche questo, in Italia, l'ha scritto la storia; anche se forse non è riportato sui libri. 03-02-2009 01:51 - Rita Pani
  • Ho visto ieri sera l'inchiesta di Iacona su Rai3 e sono rimasto veramente colpito: una serie di documentari davvero impressionanti sul razzismo e l'intolleranza crescente nel nostro paese. Il tutto trattato con grande umanità.
    Lo so che sto parlando di televisione, ma sarebbe da proiettare nei circoli, magari nelle scuole, e sono sicuro che Norma Rangeri domattina o mercoledì ne parlerà. 02-02-2009 21:48 - lorenzo
  • Nicola Zingaretti , ha riassunto bene ciò che è stato , ed il ragazzo descrive ciò di cui andavano in cerca , di una persona debole , della quale facilmente avrebbero avuto la meglio; e non hanno cercato , un semplice sfigatello che girava per il centro , o che indossava scarpre con tacco o giacca : no , cercavano un debole , e barbone , cercavano la giustificazione morale di una certa roma; credo che mai questi avrebbero fatto lo 'scherzo' nei vicoli rinomati del centro , pure fosse stato davanti a loro un debole e solo; è un pensiero che racchiude nella categoria di scarafaggio , i barboni , i rumeni , i neri , i marocchini , gli algerini , gli albanesi , è un pensiero che racchiude il disprezzo sociale della povertà , il disprezzo sociale delle difficoltà , che sono rese tali e fomentate dal loro stesso comportamento e dallo stesso loro pensiero : è questo loro pensiero che produce gli scarafaggi e la violenza; sarebbe importante se questi , pagassero di tasca loro , cominciassero a risanare la povertà che disprezzano e disdegnano , sarebbe importante che si conceda una manifestazione per il rispetto di un barbone , sarebbe importante cominciare a combattere con le istituzioni una cultura razista , che sta facendo di roma , una città chiusa ampiamente chiusa , una città schifosa nelle sue violenze , e nelle sue idifferenze , nelle sue scuse; nel suo nascondere; dire è colpa della droga , rispetto a questi atti , significa non solo non conoscere lo shifo che è diventato roma , ma vergognarsi di che cosa è roma , e provare a dire che a fare schifo è la droga. A fare schifo sono quei romani !!! 02-02-2009 18:23 - Gianpaolo Sartori
I COMMENTI:
  pagina:  2/3  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI