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FUORIPAGINA
04/02/2009
  •   |   Giulio Raffi
    Nettuno, minorenni senza realtà

     

    Interpretare un fatto di cronaca così grave e assurdo penso sia un compito difficile anche per psicologi navigati, per noi, semplici, anche se attenti, osservatori della realtà, la fatica è assai ardua. Però qualche riflessione, da ex insegnante, sento di poterla fare. Non vorrei banalizzare il tutto dicendo quello che è ormai diventato un luogo comune ma, non di meno, una verità incontestabile: la realtà per i giovani è qualcosa di poco palpabile. Essa si confonde ormai con ciò che appartiene al mondo virtuale. E' da lì che attingono grande parte delle loro emozioni, fino a modificare nel profondo le proprie sensibilità ed il loro interagire con il mondo reale, quello dei conflitti, come quello di una sana partecipazione sociale. In poche parole il comune sentire che porta ad un vivere solidale con una ampia comunità d'appartenenza. Ecco che allora,come schegge impazzite ci si rifugia nel piccolo gruppo,il branco che vive e soffre della tua stessa patologia, ed essa, perchè comune, ti fa sentire normale anche il gesto scellerato che tanto indigna chi ancora riesce a mantenersi a galla in questo putrido mondo alla deriva.

     


I COMMENTI:
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  • Non sono così istruito e preparato culturalmente come i precedenti commentatori(lo dico assolutamente senza ironia ma dandovene atto)Ho letto i vostri contributi tutti molto interessanti. Voglio solo dire, nel trattare questa vicenda quali sono, a mio avviso gli errori da non commettere e forse delinearare anche (ma senza gettare la croce addosso a nessuno) il sostrato sociale e culturale del tremendo episodio.La prima agenzia educativa (faccio un cedimento all'uso di questi termini di stampo modernista-sociologico che io detesto) dovrebbe essere la famiglia. Ma la famiglia, se oggi ancora esiste (tra divorzi, madri single e tante belle altre amenità) è già un miracolo. Essa non trasmette più valori per il semplice fatto che i genitori di oggi i valori sono loro per primi a non averli. In secondo luogo questi sono i frutti della moderna pedagogia di stampo sessantottino. Il vietato vietare, il non porre regole già ai bambini dell'asilo perchè "così crescono creativi" per "assecondare la loro fantasia", l'elogio a Franti che per il sottoscritto rappresenta un vero scempio di della civiltà e che in definitiva suona così : < Tu Bottini, bravo ragazzo che studi, educato, rispettoso, ligio alle regole sei solo un autentico cogl...e, tu Franti, che dileggi e spintoni il compagno zoppo (bullismo di oggi), che tiri i petardi mentre il maestro spiega e lo pigli a calci (quello che avviene oggi), sei proprio forte, sei fico, continua così che nessuno ti condanna anzi sei da ammirare. Dalle macerie di questo ciarpame culturale oggi siamo travolti. Quando andavo alle scuole elementari, nella scuola pubblica, negli anni ottanta, la maestra (non quella di religione) ci diceva che dare uno schiaffo ad un compagno, chiamarlo cretino, eccetera, per prima cosa era un peccato contro Gesù da andarci a confessare in Chiesa e non un comportamento contrario all'articolo x o all'articolo y della costituzione. Ebbene di questa scuola io sono fortemente nostalgico. Per inciso la maestra ci dava certe bacchettate e noi le volevamo bene e io oggi le sono grato per i valori trasmessi. E' solo un esempio per dire questo e cioè : facciamo crescere i giovani nell'agnosticismo e nel deserto etico e morale più totale. Non riempiamo le loro esistenze vuote di Verità, è poco "laico", non politicamente corretto. L'episodio che ho narrato potrà addirittura indignare i lettori di questo giornale ma state sicuri che nessun bambino della mia classe picchiava gli altri alunni handikappati, anzi li aiutavamo. Oggi la mia maestra sarebbe stata trascinata davanti a un giudice dalla Bonino di turno, certo ha violato la laicità, la separazione tra stato e Chiesa, si offendono i bambini atei e musulmani, e bla..bla...bla....
    Tabù insegnare valori, insegnare cos'è il Bene e cos'è il Male. Ma no! Il minore ha diritto all'autodeterminazione nelle scelte esistenziali anche in difformità degli indirizzi educativi del genitore (laddove esistono, aggiungo io), alle sue scelte, alla sua autonomia morale, i genitori devono offrire un quadro obiettivo e neutrale delle varie opzioni etiche che si contendono il campo nel mondo contemporaneo ed il minore deve scegliere eccet.. eccet... lo dice la Cassazione! Prrrrr... qui ci manca solo una di quelle sonore pernacchie alla Totò. Terzo. Fior di specialisti, sociologi, pedagoghi e quant'altro ci propinano la solita solfa buonista : punire i giovani non serve!!!!! Ora io non voglio scomodare Dostoevskij ma come si fa a non rendersi conto che il momento punitivo, a tutti i livelli da quello disciplinare nelle scuole a quello penale (toglietemi una curiosità, ma i carceri minorili sono stati tutti demoliti?, per questo si comminano a fronte di reati gravi come anche lo stupro - qui Alba Parietti cessa di essere garantista e seguace dei diritti umani - pene alternative ridicolissime come i vari affidi ai servizi sociali), oltre a servire da formidabile deterrente, ha un valore altamente pedagogico nei confronti del colpevole stesso. Chiedo scusa se ho tediato qualcuno. 07-03-2009 19:34 - alfredo
  • I agree with Penny, her comments are astute and wise. Dear Penny, I salute you! 13-02-2009 20:18 - Wolfgang
  • Non ho parole...
    Da molti anni non vivo piú in Italia e da osservatrice esterna riesco a vedere cose che probabilmente chi ancora ci vive non vede..
    I valori dell'onestá e della correttezza sono andati perduti rimpiazzati da un ammirazione per i "vincitori" anche se si ha la consapevolezza che questi hanno agito illegalmente e usando la violenza.
    Dal mio punto di vista il primo errore lo fanno le famiglie, non perché non dedicano abbastanza tempo ai figli, bensí perché li viziano comprando loro di tutto e di piú e cosa orrenda li difendono a spada tratta qualora questi facciano qualcosa (vedi episodi di bullismo).
    Chiaramente ci sono delle cure...ma questo comporterebbe un cambio totale all'interno della societá italiana e dei suoi miseri valori. 06-02-2009 15:11 - Stefania
  • Se la colpa è di quel che è in Italia la tv perché non ne facciamo a meno tutti? Perché tutti non studiamo di più? Perché non impariamo a rapportarci in modo diverso con gli altri? forse è iniziando ad alzare il livello medio dell'uso che facciamo dei nostri neuroni che persone sfavorite come i sedicenni di Nettuno si troveranno in un contesto percepibilmente diverso, apprezzeranno di più una scuola, sapranno che vuol dire un gruppo nato per giocare e non per consumare e gregarizzare (tutta 'sta mitologia del "gruppo" a ogni costo, danni ne ha fatti e ne fa non pochi, ma deresponsabilizza tanto adulti e piccini) ... non con una lezioncina di mezz'ora e poi via tutte soap e risatelle sul muretto fino alla prossima settimana. E' il nostro modo di vivere, di stare insieme che va ripensato, anche se costa fatica, eh! Oh sì, proprio quello: fatica. Nostra. Non "della scuola" o della "famiglia". Nostra, delle nostre piccole prigrizie quotidiane che si trasformano in generalizzata, autoinduglente superficialità e ignoranza. 06-02-2009 12:04 - livia
  • Ho letto in un qualche commento tra i tanti che è la democrazia ad aver rovinato la "nostra" italia.Beh sono daccordo.Se persone come il signor Gianpaolo Sartori (di cui stimo solo il cognome) hanno la possibilità di poter nominare uomini "barboni".. o Fabio che ancora si accanisce con Mediaset, Tv,canali mediatici. Si sà caro Fabio,il marcio è dapertutto. E Alfredo, si discute e si cerca di essere solidali suppongo con ciò che è successo e succederà ancora e io,leggendo il tuo commento respiro il razzismo anche nelle tue parole. Siete la dimostrazione di quello che accade intorno a noi. Mi fatte voi paura. Il barbone come lo chiami tu potrebbe essere tuo padre o tu se una energia interplanetaria ti trasmigasse in un altro paese privo della tua carta di credito,del tuo telefonino,della possibilità di parlare. E caro Alfredo per te è lo stesso. Ti auguro che nessuno possa mai scrivere di te come tu fai,con quel disprezzo per chi vive in periferia,per chi ha un padre acquisito magari straniero e per chi subisce in forum come questo i vostri giudizi gratuiti e le vostre inconsapevoli conclusioni. Rileggetevi e commentatevi. 06-02-2009 12:02 - hubble
  • Il razzismo e il sadismo sono sentimenti che tutti , in parte , abbiamo. Chi se ne rende conto ci convive e naturalmente non mette in pratica ciò che a volte passa nella mente e che la coscienza cerca di rimuovere. Trattandosi di minori il discorso si fa più complesso. Non è tanto la società che va alla rovina, ma un disegno politico ben preciso che fomenta l' ignoranza xenofoba e la violenza come valore. Non occorre andare troppo lontano da casa nostra per vedere , ad esempio, come i diritti umani sono violati, a Castellamare come a Gaza, In Lombardia come in Pakistan. Purtroppo finchè la gente non capirà che occorre un rinnovamento veroche non è solo nella improbabile società futuroista tremontiana basata sul lavoro, che tanto di lavoro ce ne sarà sempre meno, quanto rinnovare il sistema sulla base di valori sociali rispettosi dei diritti umani, primo tra tutti il diritto alla vita. Non è giusto fare una generalizzazione sociologica sugli adolescenti in base ad episodi come questo. Molti ragazzi coetanei di questi " balordi " si impegnano quotidianamente e coraggiosamente da nord a sud per una socità più giusta. Curiamo dunque queste persone non solo con la detenzione, ma con una vera ri-educazione che tutti i paesi civili attuano in questi casi. ma l' Italia oggi lo è? 05-02-2009 20:23 - luigi
  • La violenza giovanile è annidata nella societa' del
    XXI SEC. con lo sfascio principalmrnte della famiglia e la scuola che non da piu valori etici per una convivenza civile .
    Ma il male assoluto è l'abbandono a se stessi di adolescenti malnutriti ai canoni del rispetto della persona umana.Negli anni passati i giovani erano attenti alla loro condizione sociale e lottavano
    per migliorarla. OGGI c'è un rifiuto della politica una apatia per tutto quello che comporta l'avvenire sociale e politico del paese in qui questi giovani vivono. I valori
    di una societa'moralmente sana
    non si edificano certo con valori non per tutti raggiungibili come il dio denaro . L'unico valore oggi
    che vale la pena di vivere in questa societa edonistica
    è un cambiamento delle cose esistenti. 05-02-2009 18:49 - pierdomenico
  • Purtroppo è così, quello che i giovani vedono davanti a loro è quello che i genitori hanno lasciato per loro, con tanto amore. 05-02-2009 18:33 - andrea
  • Provo a riflettere sulla realtà vera o virtuale. Leggo che quel sedicenne è nato quando lamadre aveva più o meno la sua età, vive in una specie di dormitorio periferico, con un padre acquisito, tunisino, che lo punisce spesso e duramente (cfr. repubblica). E' vero? non so. Se così fosse basta aggiungere un contesto sociale e una cultura dominante che incitano al razzismo, al disprezzo dei deboli, allo sballo facile: la perfetta miscela che moltiplicherà la violenza dei penultimi controgli ultimi 05-02-2009 15:23 - alfredo
  • sì forse inserire corsi di educazione civica a scuola può essere utile,ma forse questi ragazzi durante il giorno non ci vanno nemmeno a scuola.
    sono ragazzi che non hanno interessi, dicono che l'hanno fatto per noia, che non hanno passioni e sogni.
    come gli s'insegna a sognare? e ad avere dei desideri da realizzare?forse con una disciplina più dura verso sè stessi, verso il proprio corpo , e disciplina non è un concetto cattivo, ma al contrario significa amore e rispetto per sè stessi e per gli altri.io proporrei l'insegnamento delle arti marziali nelle scuole..... 05-02-2009 15:22 - fiore
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