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Iaia Vantaggiato
Per Eluana, l'ultima Inquisizione
Il Vaticano e i vescovi italiani non si arrendono e a Giorgio Napoliatano chiedono di ripensarci. Che firmi, il nostro presidente della Reppubblica, quel decreto che secondo le migliori intenzioni di Silvio Berlusconi dovrebbe tenere in vita Eluana Englaro. Contro la sentenza della Cassazione e la volontà di papà Beppino. Oggi Benedetto XVI, pur senza mai citare Eluana Englaro, ha riaffermato «con vigore», in un messaggio per la 17/esima Giornata del Malato, «l'assoluta e suprema dignità di ogni vita umana», anche «quando è debole e avvolta nel mistero della sofferenza». Su Eluana è intervenuto anche il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinal Angelo Bagnasco. Suo un editoriale, pubblicato sull' "Avvenire" solo con nome e cognome ma senza qualifica che parla di "omicidio" e di "eutanasia mentre il segretario della Cei, mons. Mariano Crociata, nega qualsiaisi «ingerenza» vaticana negli affari interni dello stato italiano.
Uscito un po' a pezzi dal caso dei vescovi lefebvriani, il Vaticano torna a ringalluzzirsi sulla vicenda di Eluana Englaro. E si dichiara prima entusiasta del decreto emanato dal governo, quindi deluso dalla ferma risposta del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che cassa il decreto in nome della Costituzione. È costernato il cardinal Martino, presidente di «Giustizia e pace», che il decreto approvato dal consiglio dei ministri vedeva in perfetta armonia con il dettato costituzionale. Costernato e disorientato: ma come, «la Repubblica nelle sue leggi tutela la vita umana fino alla fine naturale. Che cosa vuol dire adesso? Che la Repubblica quella vita non la tutela più?». E sullo stato attuale di Eluana Englaro cui i medici hanno cominciato a ridurre l'alimentazione, sinistre suonano le parole di Martino: «Si fa morire una persona assetata e affamata, questo non è umano».
Pieno sostegno della Santa Sede anche all'ipotesi, prospettata da Berlusconi, di varare entro tre giorni una legge sul testamento biologico mettendo mano alla Carta Costituzionale: «Tutto quello che si può fare - sostiene ancora il cardinal Martino - per salvare una vita e non introdurre per vie traverse l'eutanasia in Italia va fatto».
Ora sulle dichiarazioni che arrivano dalla Santa Sede e dintorni si potrebbe continuare per ore ma ciò che veramente colpisce - oltre all'inaccettabile ed ennesima ingerenza del Vaticano nelle questioni dello stato italiano - è il protagonismo con cui la Santa Sede pretende di blandire i temi della vita e della morte, dell'etica e della bioetica. Detto in altri termini, l'impegno del magistero cattolico ad acquisire su questi temi competenza esclusiva.
C'è da chiedersi se tutto ciò sia merito del Vaticano o demerito di una classe politica, quella italiana, sempre più silente e reticente nel prendere di petto e affrontare nelle sedi istituzionali le suddette questioni sopra le quali - prima di tutte - svetta quella della laicità dello stato. Si ha l'impressione che tanto la sinistra radicale quanto quella moderata considerino questo un problema secondario.
Non è, del resto, un fatto nuovo. Fa parte della tradizione di una certa sinistra e dello stesso Pci. Non fu Palmiro Togliatti a caldeggiare l'approvazione dell'articolo 7 della Costituzione - «Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani e i loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi» - sperando così di evitare lo scontro con la Chiesa? Ma a che servì quella decisione? Non certo a fermare la mobilitazione sanfedista del '48 quando il clero scese in piazza contro la Repubblica italiana.
Questo per quanto riguarda la storia mentre la cronaca ci parla di una sinistra moderata - chiamiamo così il Partito democratico di Walter Veltroni - sempre più ostaggio della corrente teodem di Paola Binetti. Eppure la laicità non è estranea a quel partito come dimostrano le posizioni di Rosi Bindi o di Ignazio Marino.
Eppure la Chiesa di papa Ratzinger di quelle posizioni non ha bisogno come non ha bisogno dell'eredità del Concilio Vaticano II che, invece, cerca di mettere in mora. Lo dimostra il caso dei vescovi lefebvriani riabilitati eppur negazionisti. Lo dimostra il caso di Eluana Englaro che vede la Chiesa intervenire sui temi etici ora perché connessi con la chiesa stessa ora perché - al contrario e paradossalmente - per niente confessionali.
Quella intrapresa è una brutta strada. È la strada che al dialogo religioso, come lo stesso pontefice Benedetto XVI ha avuto modo di affermare, preferisce quello più semplicemente «culturale».
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1)prima di parlare si studi il significato di LAICITA' dello stato che evidentemente non conosce.
2)Il Vaticano e la CEI (che è la Conf. Episc. Italiana e NON dello STATO Vaticano, prego prendere nota... ed essendo nello stato italiano i Vescovi possono dire ciò che vogliono anche in merito alla politica italiana) sono DUE COSE DIVERSE.
3)La vicenda dei Lefevriani è un SUCCESSO di Papa Ratzinger. Non lo capisce? vabbè, prima o poi... e la scomunica non c'entrava nulla con i pareri personali di quei vescovi, peraltro pubblicizzati oggi proprio perchè si teme il rientro dei lefevriani. E poi da che pulpito!!! Oggi pensi ai martiri delle Foibe che appartengono alla storia della peggior ideologia criminale di tutti i tempi... magari capirà.
4)Blandire o BRANDIRE? esistono comodi vocabolari in rete...
5)INACCETTABILE INGERENZA MINCHIA come siete tolleranti! La storia ha distrutto il comunismo perchè era un'impostura, ha distrutto il nazismo, imperi e dominazioni... l'unica istituzione che dura da 2000 anni è la Chiesa Cattolica malgrado le persecuzioni e gli attacchi satanici. Ci sarà un motivo! Quanto a Togliatti ai Patti Lateranensi e ai rapporti Italia Chiesa Cattolica si studi un po' la storia del cosiddetto risorgimento (de che?) e si accorgerà che l'imperialismo dei Savoia ha confiscato "qualcosina" alla Chiesa. Lo Stato italiano ha dovuto metterci una pezza e parte di questa sono quei patti.
Non mancheranno preghiere per la sua conversione! 12-02-2009 00:11 - Attilio Negrini
NON SIETE PIU' NECESSARI, POTETE CHIUDERE LE BARACCHE...
rosello 10/2/2009 10-02-2009 09:56 - R O+S+E+L+L+O
Il termine, la vetta
di quella scoscesa serpentina
ecco, si approssimava,
ormai era vicina,
ne davano un chiaro avvertimento
i magri rimasugli
di una tappa pellegrina
su alla celestiale cima.
Poco sopra
alla vista
che spazio si sarebbe aperto
dal culmine raggiunto...
immaginarlo
già era beatitudine
concessa
più che al suo desiderio al suo tormento.
Sì, l' immensità, la luce
ma quiete vera ci sarebbe stata?
Lì avrebbe la sua impresa
avuto il luminoso assolvimento
da se stessa nella trasparente spera
o nasceva una nuova impossibile scalata...
Questo temeva, questo desiderava
Tutto il mio cordoglio alla famiglia.
Donatella 10-02-2009 01:18 - Donatella
questo penso sia sufficiente a chiedervi di fare un po' di silenzio e a pensare alle cose serie (probabilmente non ci pensate abbastanza) 09-02-2009 23:40 - Claudio
SI MI VERGOGNO DI VIVERE DOVE VIVE UNO COME QUESTO....GIANNI!
SIETE RIUSCITI AD AMMAZZARE ELUANA. 09-02-2009 21:23 - Michele
numinosa, la curva acuta oltre
l’oscurità riverberante di una galleria,
si screziano sulle pareti le luci
di fondo, barbagliano su pupille
per nulla stupite, anzi, persuase.
s’apre subitaneamente una botola
dal soffitto, una corda, un invito:
eccoci, mi dico, silenzio, basta
- la ridda… la rissa…tamburi… silenzio 09-02-2009 20:55 - domenico lombardini