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Iaia Vantaggiato
Il miracolo di Eluana che ha beffato Berlusconi
Eluana è morta. Il cuore si è fermato alle 20.10, proprio mentre al Senato della Repubblica la maggioranza di destra proseguiva la sua marcia forzata in tempi record per il varo della legge che avrebbe impedito al padre di Eluana, Beppino Englaro, di esaudire la volontà di sua figlia. Eluana è morta appena in tempo per impedire che su di lei si compisse l'estremo scempio, in ossequio ai desideri delle gerarchie vaticane, che per chi governa oggi l'Italia sono legge, e non solo in via metaforica.
Eluana è morta, e per un attimo, anzi per un minuto, sessanta secondi contati, sembra che la fine della sua lunghissima agonia possa concludere la assurda guerra scatenata intorno al suo capezzale non dalla politica, come si suol dire in questi casi, ma da una precisa parte politica, quella che fa capo al cavalier Silvio Berlusconi. Un minuto di silenzio. Quello che il presidente del Senato Renato Schifani chiede venga osservato in memoria della donna scomparsa. Ma appena terminato il fuggente attimo di raccoglimento, già riparte la carica. A guidarla è una testa d'uovo forzista, il senatore Gaetano Quagliarello: "Eluana non è morta, è stata ammazzata", scandisce dal suo banco e in aula quasi si scatena la rissa. "Sciacallaggio", accusa la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro, mentre i comessi fanno muro per frenare la rissa e Schifani interrompe la seduta.
Ma i delìri di Quagliarello sono niente a confronto di quelli del capogruppo del Pdl alla Camera, Maurizio Gasparri: "Ne sono certo - bercia stridulo - è stata eutanasia. Su questa vicenda peseranno per sempre le firme messe. E quelle non messe". L'allusione, pesantissima, più inaudita che inconsueta, è palese: nel mirino c'è Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica che, negando la sua firma al decreto varato dal governo, aveva reso possibile l'interruzione del nutrimento che teneva in vita vegetativa Eluana.
E' più che un'offesa. E' più che un semplice sgarbo.
E il primo a bollarlo, con parole durissime è il presidente della camera e compagno di partito di Gasparri Gianfranco Fini, il cui comportamento, in questa vicenda, è stato impeccabile. "Gasparri - scrive in una nota - è un irresponsabile. Diovrebbe imparare a tacere". Pochi minuti dopo anche Schifani censura le intemperanze di Maurizio Gasparri, che tuttavia insiste: "Io sono una persona molto responsabile, che rispetta dalle più alte aurità istituzionali all'ultima persona in un letto d'ospedale".
Ma nonostante i Gasparri e i Quagliariello, la destra non ha alcuna intenzione di soffiare ancora sul fuoco. La conferenza dei capigruppo di palazzo Madama accetta la proposta che arriva dal Pd. La seduta riprenderà in mattinata con il voto sulle mozioni, ma intanto verrà messa in cantiere la legge sul testamento biologico, con l'obiettivo di prtarla in aula tra due settimane.
Neppure il Pd ci tiene a mantenere alta la tensione, e dunque rinuncia subito alla manifestazione "in difesa della Costituzione" convocata per il pomeriggio di martedì. Certo, Veltroni si era schierato contro la legge, ma lasciando libertà di coscienza ai parlamentari piddini e soprattutto rinunciando a ogni tentativo di ostruzionismo.
Il terremoto non si ferma nei palazzi della poliica. Arriva anche nel regno del biscione. Canale 5 rifiuta di sospendere la succulenta puntata del "Grande Fratello" (roba forte, l'espulsione di Federica colpevole di aver tirato un bicchiere in testa a qualcuno, previsti ascolti record) per sostituirla con una puntata speciale di "Matrix" sul caso Eluana. E il direttore Enrico Mentana getta la spugna. Non è così che si può fare informazione, dice rassegnando le dimissioni. Accolte immediatamente, ancor prima che fossero formalizzate. Da quelle parti il leso share è un peccato mortale.
Sin qui i palazzi della politica e dell'informazione.
A Udine, invece, il padre di Eluana può infine sfuggire al dolorosissimo clamore di questi ultimi giorni: "Ora voglio restare solo". E sceglie il silenzio anche Giorgio Napolitano. Il Vaticano no. "Dio perdoni chi l'ha portata qui", dichiara il "ministro della Salute" della santa sede, cardinal Barragan. Incorregibili.
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Siamo il paese che porta il fardello della bontà vaticana, e che proclama leggi razziali.
Siamo un paese piccolo piccolo, in cui un uomo piccolo piccolo, il cavaliere, cavalca un cadavere per andare all'assalto degli ultimi brandelli di democrazia. 10-02-2009 02:27 - Rita Pani
SALUD,Javier 10-02-2009 01:55 - Javier