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Patrizio Gonnella
Il testamento del testamento biologico
Summum ius summa iniuria.
Raffaele Calabrò e Antonio Tomassini sono ambedue medici e senatori del Pdl. Sono loro le disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento in discussione oramai avanzata in Senato.
Un testo di impronta proibizionista che: 1) proibisce l’eutanasia; 2) proibisce il suicidio assistito; 3) proibisce che si neghi l’alimentazione e l’idratazione; 4) proibisce che si possa autocertificare la propria volontà al di fuori di una sede notarile; 5) proibisce di affidarsi al buon senso del momento e delle persone.
C’è stato un errore tattico e di contenuti da parte del centro-sinistra nell’invocare una legge sul testamento biologico come se fosse la panacea di tutti i mali. C’è già una disposizione di legge che ben può essere usata dagli esegeti del diritto, ed è l’articolo 32 della Costituzione. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
Ci sono poi a seguire le norme del codice civile che individuano coloro i quali hanno la responsabilità del tutoraggio nel caso in cui una persona sia incapace di intendere e di volere. Direbbero i giuristi che il combinato disposto di queste norme rende inutile ogni ulteriore specificazione legislativa.
In pratica: a) se uno vuole dichiarare anticipatamente i propri desideri di trattamento terapeutico in caso di coma irreversibile è già oggi libero di farlo; b) saranno i parenti, nella gerarchia definita dal codice civile, che poi potranno o dovranno decidere sulla sospensione del trattamento medico (qui c’è l’unica lacuna normativa, ossia l’assenza nella gerarchia parentale dei conviventi); c) saranno i medici che dovranno dire in coscienza e in scienza se intravedono possibilità statisticamente rilevanti che quella persona torni in vita; d) se sorgeranno contrasti ci sarà sempre un giudice che, nel rispetto della Costituzione, ascolterà le volontà eventualmente contrapposte e deciderà. È un’ansia tipica di un paese non liberale il voler codificare ogni dettaglio della vita o della morte delle persone. In particolare nel caso della proposta Pdl ius summum saepe summa est malitia.
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P.S. Ma vi siete resi conto che nessun operaio vi vota più ma solo omosessuali e compagnia bella. 07-03-2009 17:34 - alfredo
Tuot va bien, madame la marquise! 13-02-2009 18:29 - Mauro