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FUORIPAGINA
12/02/2009
  •   |   Patrizio Gonnella
    Il testamento del testamento biologico

    Summum ius summa iniuria.

    Raffaele Calabrò e Antonio Tomassini sono ambedue medici e senatori del Pdl. Sono loro le disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento in discussione oramai avanzata in Senato.

    Un testo di impronta proibizionista che: 1) proibisce l’eutanasia; 2) proibisce il suicidio assistito; 3) proibisce che si neghi l’alimentazione e l’idratazione; 4) proibisce che si possa autocertificare la propria volontà al di fuori di una sede notarile; 5) proibisce di affidarsi al buon senso del momento e delle persone.

    C’è stato un errore tattico e di contenuti da parte del centro-sinistra nell’invocare una legge sul testamento biologico come se fosse la panacea di tutti i mali. C’è già una disposizione di legge che ben può essere usata dagli esegeti del diritto, ed è l’articolo 32 della Costituzione. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

    Ci sono poi a seguire le norme del codice civile che individuano coloro i quali hanno la responsabilità del tutoraggio nel caso in cui una persona sia incapace di intendere e di volere. Direbbero i giuristi che il combinato disposto di queste norme rende inutile ogni ulteriore specificazione legislativa.

    In pratica: a) se uno vuole dichiarare anticipatamente i propri desideri di trattamento terapeutico in caso di coma irreversibile è già oggi libero di farlo; b) saranno i parenti, nella gerarchia definita dal codice civile, che poi potranno o dovranno decidere sulla sospensione del trattamento medico (qui c’è l’unica lacuna normativa, ossia l’assenza nella gerarchia parentale dei conviventi); c) saranno i medici che dovranno dire in coscienza e in scienza se intravedono possibilità statisticamente rilevanti che quella persona torni in vita; d) se sorgeranno contrasti ci sarà sempre un giudice che, nel rispetto della Costituzione, ascolterà le volontà eventualmente contrapposte e deciderà. È un’ansia tipica di un paese non liberale il voler codificare ogni dettaglio della vita o della morte delle persone. In particolare nel caso della proposta Pdl ius summum saepe summa est malitia.

     


I COMMENTI:
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  • che bel pezzo, non le sapevo queste cose 13-02-2009 05:54 - fra
  • Bisogna sempre diffidare di quei medici che fanno politica cercano una carriera in politica e magari pretendono di continuare a fare la professione (ne conosco piu' di uno). Parafrasando un vecchio adagio mi viena da dire che "chi sa fa e chi non sa va ... al senato. 13-02-2009 02:02 - murmillus
  • Il nostro sta diventando un Paese all'incontrario, invece di analizzare i problemi ed affrontarli sulla base di un pensiero condiviso si CALA dall'alto il pensiero e si pensa che essendo UNICO andrà bene per tutti.
    Spero che presto verrà fuori un referendum abrogativo di questa catastrofica amputazione di libertà e che si proponga una legge in cui ciascuno possa disporre delle proprie facoltà, da caso a caso ma nell'universalità del diritto di decidere di non voler vivere una vita da lui giudicata indegna di essere vissuta.
    Forse è utopia o forse solo buon senso. 13-02-2009 01:52 - sissy
  • Proibiscono, legiferando "per la vita", salvaguardando in realtà, smisurata sofferenza. Non credevo potesse verificarsi una forma di nazismo indiretto, ed invece... 13-02-2009 01:34 - Morganthal
  • e cosa ci si poteva aspettere da quei fascisti , una legge intelligente ? 12-02-2009 23:31 - bruno trabattoni
  • Il testamento biologico benche' ne dicano senatori deputati del pd della pdl del partito yxz è e sara' una regola di alta liberta e democrazia che in Italia NON ABBIAMO COME POPOLO SOVRANO ANCORA ASSAPORATO TALE SUPREMA LIBERTA' DI DECIDERE DELLA NOSTRA DIPARTITA.UNICA OPPORTUNITA' CHE NESSUNO CI POTRA' TOGLIERE. Ma bisogna verificare come uscira' la legge sul testamento biologico.Sara' libero da elucubrazioni teologiche oppure sara' condizionato da esse.Queste sono le premesse di una legge che vorrebbe mettere ordine in materia di scelta di ogni essere umano che prigioniero di una disgraziatissima malattia incurabbile che verra' diagnosticata come terminale . Il parlamento deve votare questa legge sul testamento biologico con la piu'ampia analisi delle aspettative di liberta' di come scegliere il trapasso dalla vita alla morte ma con dignita'. ...........PIERDOMENICO 12-02-2009 22:05 - pierdomenico
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