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FUORIPAGINA
16/02/2009
  •   |   Iaia Vantaggiato
    Stupri, la violenza non ha nazione

     

    Roma, Bologna, Milano.

    Tre stupri in tre giorni. Ed è allarme sicurezza.

    Quello che, prima di tutto, si scaglia solo e soltanto contro gli “extracomunitari”.

    Sarebbero romeni, secondo gli inquirenti, i due uomini che avrebbero violentato una ragazza di soli 14 anni nei pressi del parco della Caffarella a Roma.

    E però sono quattro – e non “sarebbero” - i cittadini romeni che stasera sono stati aggrediti sempre a Roma, all'interno di un locale sulla via Appia, da alcuni giovani a volto coperto e armati di mazze di legno. Conviene registrare che solo poche ore prima si era svolta per le vie del quartiere, lo stesso dove si era consumata la violenza, una manifestazione di Forza Nuova “contro” lo stupro.

    E non è tutto.

    Ha descritto come nordafricano il suo aggressore, la giovane studentessa ventunenne che ha subito violenza all'uscita da una discoteca milanese.

    Mentre a Bologna il ministro della Giustizia Alfano ha avviato accertamenti preliminari su Jamel Moamid, il clandestino tunisino arrestato a Bologna per violenza sessuale su una ragazza di 15 anni.

    Difficile distinguere tra allarme sicurezza e allarme “immigrati”.

    Criminalizzare gli stranieri? Macché. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, rifiuta qualunque equazione tra violenza e campi nomadi o tra violenza e stranieri: "Nessuno - precisa - vuole criminalizzare questo o quel gruppo etnico. Dobbiamo però intervenire sulle condizioni di degrado, perché dal degrado nasce l'insicurezza".

     

    Come che sia è immediato il giro di vite del governo che intende anticipare - tramite un provvedimento da varare al prossimo Consiglio dei ministri - alcune misure contenute nel disegno di legge sicurezza approvato dal Senato, tra cui quella che esclude la possibilità della concessione degli arresti domiciliari a chi è accusato di stupro.

    La certezza della pena. Questo sembra essere l'unico punto all'ordine del giorno.

    La certezza della pena. Sulla sua utilità si interrogò a lungo il movimento femminista negli anni '70 e a quella certezza si attaccano i nostri politici (maschi) che poco sanno del corpo delle donne.

    E ancor meno della guerra che su quel corpo ancora si scatena.

    In gioco – vorremmo dir loro - c'è il destino di quella che chiamano “sicurezza”, c'è il cosiddetto “scontro di civiltà”, c'è la lotta tra le religioni che quei corpi si contende, c'è la deriva proletaria che le donne colpisce più di ogni altro soggetto e c'è il silenzio dei “nostri” uomini incapaci di riconoscere anche l'ultimo dei sondaggi. Quello che dice che sono mariti o ex-mariti, fidanzati o ex fidanzati gli autori delle peggiori violenze contro le donne. In Italia come altrove.

    E non fanno, rispetto a tutto questo, un po' indignare le parole del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, che ancora punta l'indice su quello che considera l'unico problema? "Come mai questo signore (il tunisino arrestato per lo stupro di Bologna, ndr ) era in giro? Se persone di questa natura possono commettere gravi reati, ne commettono altri ancora, e poi non vengono tenuti in prigione e neppure espulsi, è evidente che c'è un problema. Anzi più di uno".

    La Lega, dal canto suo, s'inventa una raccolta di firme per “la castrazione degli stupratori” mentre l'opposizione critica l'inadeguatezza delle misure del governo e la maggioranza accusa la magistratura, tanto per cambiare, di eccessivo lassismo. Quanto al leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini funambolico come sempre è il suo intervento: «Nessuno può strumentalizzare gli atti di violenza che si ripetono nelle più grandi città italiane. Ma la frequenza con cui essi avvengono, a partire da Roma, dimostra che è giunto il momento della riflessione e dell'autocritica nella gestione della sicurezza. Le misure prese dal governo sono un fallimento o nella migliore delle ipotesi acqua fresca».

    E Di Pietro a che pensa? Alle intercettazioni naturalmente: «Siccome con il ddl del governo per intercettare ci dovranno essere 'gravi indizi di colpevolezza', di fatto sarà impossibile usare questo indispensabile strumento di indagine per la violenza sessuale». Di Pietro fa notare anche che, nei casi di stupro, il più delle volte non si sa chi è il responsabile, e che per i reati commessi da ignoti il ddl prevede che il magistrato possa disporre l'intercettazione solo se è la vittima a farne richiesta e solo sulle sue utenze. «Nel caso delle ultime due ragazze violentate, ad esempio, mi sembra davvero difficile che gli stupratori si rifacciano vivi per telefono», commenta sarcastico Di Pietro.

    Simpatico, davvero.

    Ma tanto lo sappiamo. Non sono tutti clandestini?




I COMMENTI:
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  • Uno dei violentatori: "Due arresti per rapina con lesioni e furto aggravato, più una denuncia per ricettazione collezionati nel giro di due settimane, tra il 27 settembre e l'11 ottobre 2007. Una condanna a cinque mesi di carcere. Gli arresti, la denuncia e la condanna «non appaiono sufficienti a integrare l'ipotesi della minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali della persona ovvero dell'incolumità pubblica, e tale da determinare l'ulteriore permanenza sul territorio incompatibile con la civile e sicura convivenza». Neppure la sentenza di colpevolezza «per uno dei reati di cui al decreto prefettizio», segnalata dal rappresentante della questura durante l'udienza, «non fornisce l'indicazione di fatti circostanziati e idonei a giustificare l'allontanamento immediato del cittadino rumeno». Così ha scritto, il 15 luglio scorso, il giudice onorario del tribunale civile di Bologna, MARIANGELA GENTILE, quando ha annullato il provvedimento della questura di Viterbo in esecuzione del decreto di espulsione «per motivi imperativi di pubblica sicurezza»." Forza "compagne", continuate così. 19-02-2009 08:23 - piero
  • Premetto innanzitutto che io sono un Italiano che vive negli stati Uniti da moltissimi anni e non sono mai stato ne' comunista ne' di sinistra. Vorrei soltanto dire che per casi molto minori dello stupro di una ragazzina di 14 anni, dalle mie parti si finisce dentro per trent'anni, come minimo (vedi rapina e aggressione a mano armata) e NON SI ESCE !!!!! La pena e' certa e si sconta fino all'ultimo, come e' giusto che sia. Chiaramente so gia' di trovarmi nella tana del lupo, parlando di certezza della pena in casa dei comunisti..Ma non mi preoccupo perche' voglio vedre fino a che livello di falsita' arriverete pur di continuare imperterriti nella vostra sciagurata ideologia che la storia ha dimostrato e provato essere perdentesotto ogni punto di vista. Notate che non ho nemmeno accennato ad etnie, nazionalita' e status vari d'immigrato. Io stesso sono un'immigrato legale, che vive, lavora e paga le tasse come qualunque altro cittadino americano. Dico solo che se mi sognassi a infrangere le leggi del Paese che mi ospita, come minimo mi ritroverei in galera per diversi anni , dopodiche' rispedito in Italia ed ESPULSO A VITA DAL PAESE !!! Meditate su come siete riusciti a ridurre l'Italia per i vostri fini ideologico-politici grazie alla connivenza della magistratura e del Vaticano... 19-02-2009 01:46 - Giuseppe Pucci
  • Ma smettetela chi delinque deve essere punito a prescindere che sia italiano o no. in questo momento vi è una alta percentuale di immigrati provenienti dalla romania che commettono questi tipi di reato. Non vi ostinata a dire che l'italia sta diventando razzista perchè non è così. La giustizia dovrebbe garantire la certezza della pena 18-02-2009 21:09 - Marco
  • Questa mattina, come promesso, ho cambiato bar. Quando sono entrato, la tv stava dando la notizia della cattura di alcuni degli stupratori della Caffarella, mentre anche la famigliola del titolare faceva colazine. Uno dei figli, sentita la notizia, ha detto: bene! Adesso, li dovrebbero torturare. Silenzio. Poi, la madre: e adesso gli dovrebbero dare un sacco di botte; ma tante! Ho terminato il mio caffè, sempre più amaro, e sono uscito, chiedendomi dove sono finito ad abitare. Ma soprattutto di cosa non mi sono mai accorto in tutti questi anni.Per inciso, il Paese, di ieri e di oggi, è Fiano Romano. Che non ha molti altri bar dove fare colazione di buon mattino. 18-02-2009 19:03 - Roberto Pontecorvi
  • Sono d'accordo con Marcello e Demis, oggi per definisrsi "di sinistra" devi parlar male del Papa, essere anti-italiano, ma soprattutto anti-maschile: tutto quello che è femminile è sempre bello e buone, tutto quello che è maschile è sempre sporco e da convertire a 180°, questa pseudo-sinistra mi ha veramente stufato.

    x Lulù: sono d'accordissimo che le differenze di genere vanno coltivate, ma a me risulta che a sinistra ogni cosa che è maschile è sempre regolarmente condannata senza appello, cominciamo a partire dal presupposto che maschile non vuol dire stupratore e oppressore, sarebbe già un bel passo avanti. 18-02-2009 17:00 - Claudio
  • Ma il numero di questi stupri è opatologico o fisiologico? qualcuno lo sa? una donna che va per strada corre molti più rischi a causa delle auto che dgli supratori, questo è ovvio. ma questi stupri stradali sono in aumento? 18-02-2009 16:27 - paolo hutter
  • bon giorno sonno marius da romania voglio dire una coza per prima volta guando sono intratto in italia estatto 2000 da guel tempo o lavoratto da per tutto come cameriere come muratorre con guesta coza voglio dire che la majore parte de i rumeni che arivano in italia altri per lavorarre altri per rubare e per altre coze si avette ragione da guelo che succede in italia con guesti infrattori che fonno guelle coze pero voglio speccificare una coza non tutti siamo uguali non tutii siamo ladri alora pensateci un poo lasiate il razismo gueli che dicono gueste coze scusate ma dico la verita perche anche da romania sonno tantii italiani che anno ristorrantii bar e ci sonno tantii che fanno la stesa coza come fanno i rumenii in italia amatanno rubanno e altre coze con droga etc. Alora pensatevi un poo doviamo fare come rassisti io penso che no mi dovette perdonare perche non posso scrivere correttamente marius da romania grazie 18-02-2009 16:19 - aldulea marius
  • Ho 46 anni e da giovane frequentavo i circoli del FGCI ( forse qualcuno se li ricorda) sono Siciliano e lavoro all'estero (quindi anche il in certo qual senso migrante) eppure non stupro, non rubo, rispetto le leggi e le regole dello stato e della comunità diove lavoro. Non capisco perchè non debba essere così anche per chi viene in Italia. non capisco tutto questo buonismo nei confronti di delinquenti, chi viene in italia regolarmente ben venga ma chi delinque deve essere sbattuto fuori a calci. Ma avete letto le dichiarazioni di quel personaggio? Ha stuprato una bambina per sfizio! Avete letto di che razza di delinquante era? Tutti i vostri commenti mi fanno venire il voltastomaco. Non capite che la gente è esasperata? Che difendendo i delinquenti con le vostre ipocrisie poi date modo che avvengano i raid punitivi? Vi siete mai chiesti come vengono trattati i delinquenti nei Paesi comunisti? Non vi meravigliate poi che rimarrete una piccolissima minoranza e che sarete spazzati via, come stanno facendo, dal parlamento 18-02-2009 14:30 - Vito
  • il solito articolo che non arriva a una conclusione 18-02-2009 14:24 - dave
  • Curioso: da una parte si cerca, giustamente, di non criminalizzare tutti gli stranieri (talvolta andando anche contro i fatti): dall'altra si criminalizzano tutti i maschi (talvolta andando anche contro i fatti). Conclusione: queste considerazioni sono sbagliate e come tali inutili. Grazie 18-02-2009 12:43 - marcello
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