domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
16/02/2009
  •   |   Iaia Vantaggiato
    Stupri, la violenza non ha nazione

     

    Roma, Bologna, Milano.

    Tre stupri in tre giorni. Ed è allarme sicurezza.

    Quello che, prima di tutto, si scaglia solo e soltanto contro gli “extracomunitari”.

    Sarebbero romeni, secondo gli inquirenti, i due uomini che avrebbero violentato una ragazza di soli 14 anni nei pressi del parco della Caffarella a Roma.

    E però sono quattro – e non “sarebbero” - i cittadini romeni che stasera sono stati aggrediti sempre a Roma, all'interno di un locale sulla via Appia, da alcuni giovani a volto coperto e armati di mazze di legno. Conviene registrare che solo poche ore prima si era svolta per le vie del quartiere, lo stesso dove si era consumata la violenza, una manifestazione di Forza Nuova “contro” lo stupro.

    E non è tutto.

    Ha descritto come nordafricano il suo aggressore, la giovane studentessa ventunenne che ha subito violenza all'uscita da una discoteca milanese.

    Mentre a Bologna il ministro della Giustizia Alfano ha avviato accertamenti preliminari su Jamel Moamid, il clandestino tunisino arrestato a Bologna per violenza sessuale su una ragazza di 15 anni.

    Difficile distinguere tra allarme sicurezza e allarme “immigrati”.

    Criminalizzare gli stranieri? Macché. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, rifiuta qualunque equazione tra violenza e campi nomadi o tra violenza e stranieri: "Nessuno - precisa - vuole criminalizzare questo o quel gruppo etnico. Dobbiamo però intervenire sulle condizioni di degrado, perché dal degrado nasce l'insicurezza".

     

    Come che sia è immediato il giro di vite del governo che intende anticipare - tramite un provvedimento da varare al prossimo Consiglio dei ministri - alcune misure contenute nel disegno di legge sicurezza approvato dal Senato, tra cui quella che esclude la possibilità della concessione degli arresti domiciliari a chi è accusato di stupro.

    La certezza della pena. Questo sembra essere l'unico punto all'ordine del giorno.

    La certezza della pena. Sulla sua utilità si interrogò a lungo il movimento femminista negli anni '70 e a quella certezza si attaccano i nostri politici (maschi) che poco sanno del corpo delle donne.

    E ancor meno della guerra che su quel corpo ancora si scatena.

    In gioco – vorremmo dir loro - c'è il destino di quella che chiamano “sicurezza”, c'è il cosiddetto “scontro di civiltà”, c'è la lotta tra le religioni che quei corpi si contende, c'è la deriva proletaria che le donne colpisce più di ogni altro soggetto e c'è il silenzio dei “nostri” uomini incapaci di riconoscere anche l'ultimo dei sondaggi. Quello che dice che sono mariti o ex-mariti, fidanzati o ex fidanzati gli autori delle peggiori violenze contro le donne. In Italia come altrove.

    E non fanno, rispetto a tutto questo, un po' indignare le parole del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, che ancora punta l'indice su quello che considera l'unico problema? "Come mai questo signore (il tunisino arrestato per lo stupro di Bologna, ndr ) era in giro? Se persone di questa natura possono commettere gravi reati, ne commettono altri ancora, e poi non vengono tenuti in prigione e neppure espulsi, è evidente che c'è un problema. Anzi più di uno".

    La Lega, dal canto suo, s'inventa una raccolta di firme per “la castrazione degli stupratori” mentre l'opposizione critica l'inadeguatezza delle misure del governo e la maggioranza accusa la magistratura, tanto per cambiare, di eccessivo lassismo. Quanto al leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini funambolico come sempre è il suo intervento: «Nessuno può strumentalizzare gli atti di violenza che si ripetono nelle più grandi città italiane. Ma la frequenza con cui essi avvengono, a partire da Roma, dimostra che è giunto il momento della riflessione e dell'autocritica nella gestione della sicurezza. Le misure prese dal governo sono un fallimento o nella migliore delle ipotesi acqua fresca».

    E Di Pietro a che pensa? Alle intercettazioni naturalmente: «Siccome con il ddl del governo per intercettare ci dovranno essere 'gravi indizi di colpevolezza', di fatto sarà impossibile usare questo indispensabile strumento di indagine per la violenza sessuale». Di Pietro fa notare anche che, nei casi di stupro, il più delle volte non si sa chi è il responsabile, e che per i reati commessi da ignoti il ddl prevede che il magistrato possa disporre l'intercettazione solo se è la vittima a farne richiesta e solo sulle sue utenze. «Nel caso delle ultime due ragazze violentate, ad esempio, mi sembra davvero difficile che gli stupratori si rifacciano vivi per telefono», commenta sarcastico Di Pietro.

    Simpatico, davvero.

    Ma tanto lo sappiamo. Non sono tutti clandestini?




I COMMENTI:
  pagina:  3/9  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
  • si parla di violenza sulle donne solo quando succedono fatti eclatanti...non ho sentito nessuno/a parlare di educazione alla differenza di genere..la scuola è il luogo dell'apprendimento della differ4enza di genere, intesa come rispetto e conoscenza di se e dell'altro diverso da me..una maestra della differenza 18-02-2009 12:33 - lulù
  • In Italia non esiste il problema immigrazione. 18-02-2009 12:31 - Giacomo
  • Grazie x aver pubblicato il mio commento sig. moderatore...Non mi sebrava ci fosse nulla di offensivo nei confronti di nessuno. Parlate di dialettica e confronto e siete i primi ad autocelebrarvi e a non voler il dissenso. Bene, la scelta di qualche mese da di non comprare + il manifesto si è rivelata azzeccata...oggi ne ho l'ennesima prova. E ho la medesima prova di come di sinistra (apertura, libertà, confronto) non ci sia rimasto niente neanche in coloro che si si rivendicano comunisti.
    Saluti 18-02-2009 12:02 - demis
  • rispondo al commento di federico del 17-02-09 11:52.

    Dispiace constatare che ancora una volta l'essere anti-italiano sia un prerogativa di sinistra. Basta dire che qua tutto fa skifo, che siamo dei mafiosi, che viviamo in una non democrazia e che tutto va come in realtà non dovrebbe andare. Sapete perchè abbiamo perso le elezioni e siamo scomparsi dal parlamento? Per gente come federico che,ahimè, risiede nei gruppi dirigenti. La critica è l'elemento fondante di un rapporto sociale, quando xò essa diventa un puro esercizio disfattistico ecco che non serve + a nulla. Anzi. Serve a far vincere le destre. Si, anche tra gli operai che non ne possono più di sentire parlare di lotta di classe quando invece vorrebbero solo tutelati di + i propri diritti. Federico citava esempi di come la Romania abbia prodotto nel secolo scorso opere e autori che in Italia ce li sognamo. Ecco, x chi conosce un minimo di storia e di letteratura, queste affermazioni sno proprio del classico uomo di sinistra che ancora non ha capito che la sinistra va rinnovata. Non ha capito che gli ideali vanno preservati ma ricontestualizzati. Non ha capito che il nostro Paese non è solo quello che descrive Beppe Grillo, ma è un paese in cui tu Federico puoi dire quello che vuoi. E io posso dire che secondo me stai sbagliando. Pensa che ancora oggi questo non è possibile ovunque. 18-02-2009 10:30 - Demis
  • Toh, hanno preso due romeni. 18-02-2009 09:10 - Piero
  • quanti italiani hanno stuprato giovanissime immigranti, certo in generale a pagamento, ma davvero non e' uno stupro? di massa? quante minorenni rumene vengono ogni giorno costrette a farsi stuprare da italiani, gli stessi che poi magari vanno a devastare i campi zingari.
    certo e' colpa dei barbari rumeni.
    allora perche' mai a frotte gli italiani come ma forse anche piu' degli altri occidentali andavano e vanno in paesi poveri a godere i loro privilegi di stupratori autorizzati?
    le dodicenni vietnamite dei bordelli di saigon sono forse state inventate dai rumeni?

    e una nota a margine: con che dovrebbero accoppiarsi questi mostri romeni visto che le loro figlie le devono cedere a noi? 18-02-2009 08:45 - sandro
  • E' proprio vero, la violenza non ha nazione, si espande a macchia d'olio noncurante dei confini, ormai possiamo dire che è la cosa più globalizzata di tutto questo sistema globale. Magari fossero i romeni o gli albanesi, si potrebbe pensare di controllarli, purtroppo fa comodo crederlo, come fa comodo credere che ci sia qualcuno più cattivo di noi, ma la realtà è drammaticamente diversa. La violenza la esercita chi ha il potere per mantenerlo e la violenza la esercita per difesa chi non vuole più sopportare i soprusi. Le crescenti diseguaglianze sociali sono le componenti fondamentali ove si generano questi comportamenti e oggi le diseguaglianze sono in crescita ovunque e più crescono e più siamo violenti. Domani probabilmente ognuno di noi, sarà un po' più violento di oggi perché la frustrazione dovuta all'impotenza e alla mancanza di giustizia non possono essere sottovalutati o sottaciuti colpevolmente come oggi sta accadendo.
    Dove non c'è giustizia, non c'è libertà e se non è libertà come chiamarla...?
    Spiegatelo voi alle vittime degli stupri che questo è uno stato libero e democratico,
    spiegatelo a tutte quelle donne delle quali non si sa niente solo perché lo stupratore non era straniero, spiegategli che l'italiano non fa notizia perché a loro siamo abituati.
    Saluti da Esule 18-02-2009 01:11 - Esule
  • Solidarietà a tutte le donne che sono state vittime di violenza sessuale,non credo che inasprendo le pene si risolve la questione c è molto da lavorare nella società civile, e non è per niente facile in questo perieodo storico, che vede la sinistra arrancare su tutto e invece la destra che cavalca bene solo per fini elettorali e di consenso e ciò fa rabbrividire. 17-02-2009 17:14 - red67ag
  • LA VIOLENZA SULLE DONNE
    NON HA COLORE NÉ RELIGIONE NÉ CULTURA.
    HA SOLO UN SESSO


    Il Coordinamento Migranti Bologna contro la violenza sulle donne.

    I recenti fatti di cronaca hanno prodotto un’equazione sciagurata, quella tra violentatore e immigrato. Come se il nome di assassini e stupratori fosse “straniero”. La stampa ha favorito la logica del capro espiatorio. Ai danni delle donne è stata perpetrata una seconda violenza, quella di essere ridotte a un pretesto per fomentare una caccia al criminale che rivela tutti i suoi tratti razzisti. I fatti di questi giorni, bambine stuprate in gruppo dai loro giovani compagni di scuola, filmate e ricattate, le violenze che ogni giorno si ripetono, ci dicono che non è una questione di pelle, cultura, religione. La violenza sul corpo delle donne ha cittadinanza ovunque, anche se c’è un ministro che vuole fare esami di buon cittadino ai migranti per proteggere le donne. Perché allora non revocare la cittadinanza agli stupratori italiani?

    La violenza sulle donne non ha cultura perché è una cultura a sé stante, esprime un rapporto di potere che attraversa la società e che si fa valere sui corpi delle donne. Sia essa perpetrata dal branco o nel silenzio delle mura domestiche. Ci fa paura, ma è necessario ed è possibile dire con forza, insieme, NO.

    Noi donne migranti vogliamo essere con tutte le donne, perché quello che una è costretta a subire deve accomunarci tutte.

    Vogliamo dire NO non solo alla violenza, ma anche alle retoriche sempre più diffuse, che criminalizzando i migranti si traducono nelle parate dei maschi-mariti-padroni che urlano: “giù le mani dalle nostre donne”. In troppi si alleggeriscono la coscienza accusando i migranti, come se la violenza sulle donne fosse altrimenti sconosciuta nella “civile” Europa.

    Vogliamo dire NO a questa logica della “sicurezza” che è la stessa a cui si richiama la legge Bossi-Fini. Legando il permesso di soggiorno al contratto di lavoro o al permesso dei nostri mariti, se siamo entrate in questo paese con il ricongiungimento famigliare, questa legge ci costringe alla clandestinità e al silenzio, come donne e come lavoratrici.

    La violenza sulle donne non ha colore né religione né cultura. Ha solo un sesso.

    http://coordinamentomigranti.splinder.com/ 17-02-2009 16:52 - Coordinamento Migranti Bologna
  • L'articolo di Mihai Mircea Butcovan, sul Manifesto di oggi, spiega magistralmente il punto di vista di molte donne. 17-02-2009 15:49 - Antonella
I COMMENTI:
  pagina:  3/9  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI