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FUORIPAGINA
17/02/2009
  •   |   Daniela Preziosi
    Veltroni s'è dimesso. Vabbè, ma adesso?

    Veltroni se n'è andato. Si è dimesso stamattina, soprendendo anche i suoi, ad apertura di una tesissima riunione di coordinamento. Le dimissioni, respinte in prima battuta, sono state confermate nel match pomeridiano della riunione, dopo che durante il pranzo era fallita un'ipotesi 'pontiera' di Goffredo Bettini che chiedeva al segretario almeno di restare fino alle europee di giugno, e in sostanza condurre il partito al congresso di autunno. Lui invece, decisionista per una volta nella vita, non si è spostato di un millimetro. Per ora, però. Negli ultimi tempi avrebbe maltollerato i continui cannoneggiamenti delle diverse opposizioni interne, fino all'anticipazione della candidatura di Pierluigi Bersani per il congresso. Il colpo di grazia è arrivato dalla Sardegna, una sconfitta largamente annunciata, ma non in queste catastrofiche dimensioni. La gestione del Pd, per ora, passa al numero due, Dario Franceschini, a cui spetterebbe – domani, mercoledì, arriverà la decisione ufficiale - l'ingrato compito di incassare la prossima, prevedibile sconfitta, quelle delle europee, per non parlare delle amministrative dove gli ex alleati del centrosinistra, spappolati ormai in tutte le componenti, rischiano l'osso del collo. Scartata l'ipotesi di un congresso immediato, a un anno di vita, il tesseramento non è ancora completato. Come vedete il futuro del Pd, chi candidereste come segretario?


I COMMENTI:
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  • Caro Manifesto, a Roma per indicare un tizio particolarmente ingenuo gli sì dà titolo di pollo. Non è un insulto, è una constatazione, sostanzialmente benevola, ma inappellabile. Bene, quel pollo di Veltroni è riuscito a fare un ultimo favore alla volpe. Dopo aver minato alla base il governo Prodi con la costituzione inopportuna e insensata del PD, un partito senza un volto preciso e senza un’idea, dopo aver trascinato la sinistra alla sconfitta elettorale con l’altrettanto insensata scelta di correre da solo, contro una destra unita e agguerritissima, dopo aver reagito malissimo all’ondata di scandali che hanno coinvolto esponenti del PD in ogni angolo del paese, dopo aver immaginato di poter discutere civilmente di alta politica con la volpe, senza accorgersi che essa sbavava in attesa di fare di lui un sol boccone, il nostro caro pollo ha pensato bene di dimettersi proprio nel giorno in cui usciva la sentenza di condanna per lo scandalo Berlusconi-Mills, oscurandola mediaticamente e impedendo così di fatto ai cittadini italiani di poter riflettere sulla natura dei metodi e delle malefatte del proprio capo di governo oltre che sul senso delle leggi opportunamente approvate dal governo stesso in materia di giustizia nei primi mesi di attività. Ogni contadino sa bene che per proteggere il pollaio dalle volpi ci vuole un cagnaccio, grosso e ringhioso. Il cagnaccio ci vuole subito, e non in ottobre, e il pallido Franceschini a tutto somiglia fuorché alla necessaria bestia. Saluti rurali, Vittorio Marletto 20-02-2009 17:13 - Vittorio
  • ormai la sinistra non esiste più per le forti divisioni interne di egemonia.Autodistruzione completa. La colpa non è stata di Weltroni 20-02-2009 15:58 - pietro
  • un fallimento andrebbe riconosciuto come tale quando è così evidente. a mio parere sarebbe stato più onesto andare al congresso Subito, buttare tutto sul tavolo e non nascondersi dietro una candidatura temporanea che è la fotocopia veltrusconi. che senso ha, hanno bisogno di una riflessione ? ancora..? un partito unico come veltroni l ha voluto funziona solo se cè un sovrano che comanda e gli si inchinano al suo volere, il pdl è l esempio più lampante, il sovrano parla (e paga) e gli altri eseguono.
    la sinistra dovrebbe essere qualcos altro, ha chiesto il plebiscito e l ha pure avuto. ha avuto pure la sua giusta fine a mio parere.
    servono nuove idee, nn un nuovo leader. 20-02-2009 15:34 - luciano c.
  • ha perso tutto quello che poteva perdere, non so se ci sarà il pd domani, e visto come si erano messe le cose non credo sia un male 20-02-2009 15:06 - Francesco Armezzani
  • Fuori i teodem dal PD.
    Prima la DC aveva la leadership del leccaculaggio alla chiesa, era nata per quello scopo.
    Ora non c'è una forza politica laica nel paese.
    La Binetti, che si sente tanto buona e caritatevole, come la beghina de "Le tentazioni del dottor Antonio", è uno degli innumerevoli mostri a sangue semifreddo che servono al clero per continuare a tenere l'Italia al guinzaglio 20-02-2009 14:39 - paola
  • E' soprattutto problema di politica e di regole interne. Il PD se non è democratico non è nulla. Poi, fatto il segretario deve essere lui a portare avanti il partito e le sue scelte. Ci vanno le primarie e poi andare avanti con scelte politiche coerenti 20-02-2009 13:47 - claudio
  • UNA BOTTA DI CONTI ALLA PASCAL

    Un'equazione sbagliata: fa cadere interi palazzi..e i partiti. Il più grosso "dramma" che la Sinistra Italiana ha vissuto negli ultimi 15 anni è stata l'equazione moderatismo=voto cattolicoconservatore.

    Ora. Che il re-flusso della Rivoluzione di Ottobre sia stato in Italia troppo lento e confuso lo dimostrano sia l'eccessiva ondata reazionaria (che sta assumendo le proporzioni di uno tsunami che travolgerà, presto, le Istituzioni della Repubblica...) di una buona parte della vecchia Classe Dirigente italiana (ex-destra DC+PSI+PLI) capitanata dall'Avvocato Fininvest, sia lo "stato confusionale" in cui versa la Sinistra italiana, sopratutto a livello dirigenziale.

    Perchè di fronte ad un fallimento annunciato come quello del PD (pazienza per chi ci aveva creduto: io non ho mai speso un alito per questo fallimentare progetto) indicare chi sarà il prossimo "segretario" è solo un esercizio sterile, al pari delle discussioni sul cambio di allenatore di una squadra di "vecchie glorie" "decotte" dal tempo...e dagli insuccessi.

    Secondo me la soluzione migliore sarebbe un congresso che sancisca la spaccatura del PD, con i cattolici confluenti nell'UDC (si ingrossa una forza tendenzialmente pro-Berlusca, ma è una forza destinata a fare poca strada, perchè poi si troveranno a destra con gli stessi problemi "identitari" che hanno a sinistra), e i "Red" in un nuovo Soggetto Politico costruito con quel che resta della Sinistra Radicale e che, soprattutto, sia aperto alla società civile. Una confluenza dei "Red" del PD nel nascente Mps insomma, sarebbe una cosa grandiosa, a patto, ovviamente, che i dirigenti ex PD (penso sopratutto a D'Alema...) abbiano in animo di farsi da parte (largo ai giovani!) non appena si sia formata, (dalla base!) la Classe Dirigente della Futura Sinistra.
    Ecco: se D'Alema riuscisse a fare questo, dopo avere, diciamoci la verità, largamente FALLITO nella costruzione di una Sinistra di Governo (in grado di sconfiggere il corporativismo della destra confindustriale e clericale) allora (e solo allora!) può darsi che la Storia lo ricordi come un Leader della Sinistra. Perchè al momento, davvero, non si capisce neanche di cosa si stia parlando: il successore del PD, chiunque Esso sia, si troverà a capo di una squadra che non sta insieme e che, alla prima vera battaglia, romperà le righe, disperdendosi definitivamente...

    Saluti 20-02-2009 13:22 - Antonioi-Foggia
  • UNITA' UNITA' UNITA'.
    Bisogna capirlo una volta per tutte. Le differenze di vedute del PD dalla sinistra massimalista sono velleità in confronto alla catastrofe a cui la destra berulsconiana sta portando il paese.
    Cari dirigenti politici di sinistra vi chiedo di COMBATTERE UNA BATTAGLIA COMUNE!!!! OPPOSIZIONE FERREA E SU TUTI I FRONTI!!! Uniti con rifondazione e con Di Pietro... 20-02-2009 12:38 - Francesco
  • sono sempre stato molto critico verso la deriva del partito che prima ha perso l'identità comunista, poi ha cancellato dal proprio nome anche la parola 'sinistra'. ora la deriva è arrivata al capolinea, di fatto non esiste un'identità, una linea politica. IL PD è stato un partito borghese, in cui non si riconoscono i lavoratori, le famiglie e tutti quelli che si alzano la mattina e iniziano a fare i conti con la vita, quella reale. il destino del PD è quello di sparire. le destre alla prossime elezioni avranno percentuali del 60-70%. grazie Veltroni, D'alema, Franceschini, Bersani e compagnia. Ora bisogna risorgere. le Idee non muoiono. 20-02-2009 12:38 - Fabrizio1977
  • dopo tanti errori ha fatto anche l'ultimo: lasciare il Partito nel caos totale. Avrebbe dovuto convocare un Congresso e dare li le dimissioni.
    Ottima parsona . pessimo politico. 20-02-2009 12:34 - Mazzolini
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