domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
20/02/2009
  •   |   ***
    Europee: nuovo appello per una lista unica

    Per una lista unica della sinistra

    La democrazia italiana è in pericolo. La legge sulla sicurezza voluta dalla maggioranza ha privato dei diritti fondamentali più elementari – alla salute, all’alloggio, ai ricongiungimenti familiari, alle rimesse alle famiglie dei loro guadagni – centinaia di migliaia di stranieri che vivono e lavorano in Italia. Sta per essere varato un federalismo che dividerà l’Italia tra regioni ricche e regioni povere, rompendo, di fatto, il patto costituzionale dell’uguaglianza sul quale si è retta fino ad oggi l’unità della Repubblica. Nel pieno di una crisi economica, la cui gravità non ha precedenti, il governo ha perseguito la rottura dell’unità sindacale e l’emarginazione del sindacato più rappresentativo. Strumentalizzando l’emozione per il dramma di Eluana Englaro, il Presidente del Consiglio ha aperto uno scontro istituzionale con la magistratura e con il Presidente della Repubblica; ha provocato una spaccatura del paese sui temi della laicità dello Stato, della dignità della persona e della sua autodeterminazione; ha tentato di rompere gli equilibri istituzionali, minacciando di rivolgersi direttamente al popolo per cambiare la Costituzione qualora non sia riconosciuto il suo potere illimitato e incontrollato quale incarnazione della volontà popolare. Paura, razzismo, odio per i diversi, disprezzo per i deboli, infine, sono i veleni quotidianamente iniettati nella società dalle politiche e dalla propaganda del governo quali fonti inesauribili di consenso.
    Una simile emergenza costituzionale rende insensate le attuali divisioni della sinistra, le quali rischiano, in presenza dell’attuale sbarramento del 4% alle prossime elezioni, di provocarne la definitiva irrilevanza. C’è d’altro canto uno specifico fattore di crisi della democrazia che, congiuntamente alle vocazioni populiste dell’attuale maggioranza, sta determinando il collasso della democrazia rappresentativa: la crescente occupazione delle istituzioni pubbliche da parte dei partiti e la sostanziale confusione dei secondi con le prime. Ne è conseguita la trasformazione dei partiti, da luoghi di aggregazione sociale e di elaborazione dal basso di programmi e di scelte politiche, in costose oligarchie costantemente esposte alla corruzione e al malaffare. Solo l’introduzione, purtroppo inverosimile, di una rigida incompatibilità tra cariche di partito e cariche istituzionali, cioè tra rappresentati e rappresentanti, sarebbe forse in grado di restaurare la distinzione e, con essa, il rapporto di rappresentanza e di responsabilità dei secondi rispetto ai primi, e così di restituire i partiti, quali organi della società anziché dello Stato, al loro ruolo costituzionale di strumenti della partecipazione dei cittadini alla vita politica.
    Le prossime elezioni del Parlamento europeo offrono tuttavia alle forze disgregate della sinistra un’occasione irripetibile per mettere in atto questo principio e, insieme, una prospettiva di superamento delle loro attuali divisioni. Non si tratta di concordare alleanze, o coalizioni o fusioni di gruppo dirigenti. Si tratta più semplicemente ma ben più efficacemente, di costruire una lista unica della sinistra, “Per la democrazia”, dalla quale restino esclusi i dirigenti dei partiti, che pure sono invitati a promuoverla insieme al più ampio arco di forze e movimenti della società civile. Una simile lista varrebbe a dare voce e rappresentanza ad un’ampia fascia di elettori – non meno del 10% dell’elettorato – che non si riconoscono nel Partito democratico e neppure nei tanti frammenti alla sua sinistra, dalle cui rivalità interne e dalle cui competizioni e rivendicazioni identitarie risulterebbe tuttavia al riparo. E, soprattutto, essa varrebbe – in un momento come l’attuale, di pericolosa deriva populista, razzista, autoritaria e anticostituzionale del nostro sistema politico – a riaffermare, nel nostro paese, l’esistenza di una forza democratica e di sinistra, intransigente nella difesa della Costituzione e dei suoi valori di uguaglianza, di libertà e di solidarietà.

    Alessandra Algostino, Umberto Allegretti, Gaetano Azzariti, Pasquale Beneduce, Maria Luisa Boccia, Michelangelo Bovero, Paolo Cacciari, Lorenza Carlassarre, Bruno Cartosio, Marcello Cini, Maria Rosa Cutrufelli, Giorgio Dal Fiume, Claudio De Fiores, Donatella della Porta, Ornella De Zordo, Alfonso Di Giovine, Peppino Di Lello, Piero Di Siena, Mario Dogliani, Angelo D'Orsi, Ester Fano, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Pino Ferraris, Lia Fubini, Luciano Gallino, Francesco Garibaldo, Marina Graziosi, Pietro Ingrao, Cristiano Lucchi, Giulio Marcon, Alfio Mastropaolo, Tecla Mazzarese, Guido Ortona, Valentino Parlato, Valentina Pazzè, Mario Pianta, Tamar Pitch, Bianca Pomeranzi, Alessandro Portelli, Enrico Pugliese, Carla Ravaioli, Rossana Rossanda, Cesare Salvi, Francesco Scacciati, Ermanno Vitale, Aldo Tortorella, Danolo Zolo, Grazia Zuffa

    inviare le adesioni a
    perleeuropee@gmail.com


I COMMENTI:
  pagina:  20/20  | prima  | precedente
  • Scusate: quale sinistra? Non c'è una parola su lavoro, precarietà, welfare, evasione fiscale e legalità in quel documento.
    Ci sono, in tono un po' più allarmato, le solite frasi che hanno distrutto qualsiasi capacità dei partiti "non di sinistra" di parlare alle persone in carne ed ossa in questo paese.
    Poi arrabbiatevi se votano le vostre bestie nere: Berlusconi o, - alle volte fate pensare che per voi sia anche peggio - Di Pietro.
    Contenti voi... 20-02-2009 17:31 - livia
  • A prima vista sembrerebbe una proposta sensata, mettiamoci tutti insieme per la democrazia, in realtà non funzionerà, abbiamo bisogno di ben altre parole d'ordine, chiedere voti alla gente, per le sue crisi economiche, per la sua disoccupazione, per i piccoli risparmi bruciati dalla borsa, per la scuola che non deve tornare agli anni cinquanta, per gli operai che hanno paura della Cina, per le donne assalite in casa e fuori, per i problemi quotidiani che attanagliano le persone comuni e, ne sono sicuro, non riguardano alcuno dei firmatari. Solo quando ricominceremo a occuparci di pane e lavoro allora saremo di nuovo sinistra. 20-02-2009 17:28 - Vittorio
  • Signori, quanta fiducia. In Italia secondo voi saremmo una quota pari al 10% a collocarci idealmente alla sinistra del PD? Quannd'anche fosse, bisognerebbe considerare che gli sfaceli da cui esce la sinistra agiscono sulla razionalità politica di oguno di noi in maniera differente, con una coerenza individuale resistente a cartelli elettorali rabberciati in sei mesi. Chi sarebbero le personalità della società civile? Basta introiettare lo stigma qualunquista di chi vede nel "ceto politico" il cancro del paese: i rappresentanti che ci scegliamo non sono certo peggio dei rappresentati. 20-02-2009 17:06 - Franko da+Bari
  • Non mi convince. Primo: perchè più che un appello per una lista di sinistra, mi pare più un appello al PD perchè si dia una svegliata. Secondo: perchè Rifondazione ha una strategia politica diversa, coerente con la collocazione nel GUE.
    In ogni caso, proporrei un altro vincolo di incompatibilità: la rinuncia a candidarsi di chi firma o aderisce all'appello. 20-02-2009 17:03 - gerardo marletto
  • Mi sembra l'unica proposta sensata e articolata in campo. Anche il nome della lista -Per la democrazia- coglie il dato essenziale di questa fase.
    Forse l'esclusione a priori di qualsiasi nome riconducibile all'attuale nomenklatura dei piccoli partiti può apparire eccessivamente punitiva o poco inclusiva. Farei uno sforzo di mediazione proponendo che ognuna delle cinque forze esistenti -RC, PdCi, Verdi, SD, RpS-, indichi un nome, come capolista per una delle cinque circoscrizioni "europee", purché non appartenente alle rispettive segreterie di partito. 20-02-2009 16:50 - F. Di+Stefano
  • Come avranno fatto ad accordarsi su un testo di quasi due cartelle senza scissioni? 20-02-2009 16:44 - Piero
  • COSA DEBBA ESSERE LA SINISTRA RADICALE?

    Credo che ci debbano essere delle verità condivise,nel rispetto della logica razionale del ragionamento e del linguaggio umano , specialmente quando si parla, si discute o si affrontano bisogni e diritti dei cittadini.
    La domanda da porsi è su cosa debba essere la SINISTRA RADICALE, quali interessi difendere, su chi voglia rappresentare. Dalla sua decisione dipenderà la rappresentanza e la rivendicazione dei diritti e bisogni di una parte consistente delle fasce deboli della popolazione e che rappresenta una parte consistente dell’elettorato che vota a sinistra. A mio modesto avviso, è’ inopportuno, con lo sbarramento al 4%, presentare più di una lista alle elezioni europee nel rappresentare bisogni e diritti di un elettorato di sinistra che, di tutto ha bisogno, tranne che di capibastoni e primedonne. Un’altra domanda da porsi potrebbe essere quella che l’attuale gruppo dirigente della SINISTRA RADICALE ( PRC-MP*S-PDCI-SD) ha ancora la forza di rappresentare l’elettorato di sinistra? Se non ci si può affidare a questo gruppo dirigente che ha dimostrato di non essere in grado di fare un passo indietro nel bene comune della SINISTRA RADICALE e della pluralità dei linguaggi , per raggiungere l’obbiettivo comune di un’unica lista per le elezioni europee,quali saranno le conseguenze ? Di chi le colpe? Ma soprattutto chi pagherà più di tutti l’assenza di rappresentatività sia nel Parlamento italiano che al Parlamento Europeo?
    La risposta si annida nel cinico e paradossale protagonismo dei dirigenti che non riescono a capire che l’unica sinistra possibile è l’unità a tutti i costi, mettendo a valore la pluralità dei linguaggi e idee, perché non ci si può più perdersi nel discutere su dibattiti interminabili, oppure su nomi o simboli,ma solo sui programmi , discutere si sulle divergenze, ma mettendo a valore le convergenze subito, prima che l’elettorato di sinistra perda la speranza di veder migliorata la condizione della propria vita, e si perda nella rassegnazione di non partecipare più alla vita politica e sociale del paese , reagendo con l’assenteismo elettorale, non riconoscendo più onestà intellettuale e valore morale e politico di tutti i dirigenti della SINISTRA RADICALE.
    Salvatore Spavone
    Lav.Vigile del Fuoco-Napoli 20-02-2009 16:42 - Salvatore Spavone
  • Mah...è una bel gruppo..però due perplessità: uno il richiamo a "per la democrazia",alla difesa della costituzione potrebbe essere insufficiente e intellettualistico di fronte ai temi attuali..due, i comunisti han già detto in tutte le salse che voglion presentarsi con chi sta con loro per il Gue..tanto vale battersi ora perchè ci siano due sole ( e non di più) liste una comu l'altra rossorosaverde e vadano bene alle elezioni 20-02-2009 16:37 - paolo hutter
  • non ci credo ma ci spero ... 20-02-2009 16:26 - gabriele gonzi
  • La lista unita della sinistra per le europee...l'ennesimo errore che pagheremo caro! 20-02-2009 16:14 - simone
I COMMENTI:
  pagina:  20/20  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI