-
|
***
Europee: nuovo appello per una lista unica
Per una lista unica della sinistra
La democrazia italiana è in pericolo. La legge sulla sicurezza voluta dalla maggioranza ha privato dei diritti fondamentali più elementari – alla salute, all’alloggio, ai ricongiungimenti familiari, alle rimesse alle famiglie dei loro guadagni – centinaia di migliaia di stranieri che vivono e lavorano in Italia. Sta per essere varato un federalismo che dividerà l’Italia tra regioni ricche e regioni povere, rompendo, di fatto, il patto costituzionale dell’uguaglianza sul quale si è retta fino ad oggi l’unità della Repubblica. Nel pieno di una crisi economica, la cui gravità non ha precedenti, il governo ha perseguito la rottura dell’unità sindacale e l’emarginazione del sindacato più rappresentativo. Strumentalizzando l’emozione per il dramma di Eluana Englaro, il Presidente del Consiglio ha aperto uno scontro istituzionale con la magistratura e con il Presidente della Repubblica; ha provocato una spaccatura del paese sui temi della laicità dello Stato, della dignità della persona e della sua autodeterminazione; ha tentato di rompere gli equilibri istituzionali, minacciando di rivolgersi direttamente al popolo per cambiare la Costituzione qualora non sia riconosciuto il suo potere illimitato e incontrollato quale incarnazione della volontà popolare. Paura, razzismo, odio per i diversi, disprezzo per i deboli, infine, sono i veleni quotidianamente iniettati nella società dalle politiche e dalla propaganda del governo quali fonti inesauribili di consenso.
Una simile emergenza costituzionale rende insensate le attuali divisioni della sinistra, le quali rischiano, in presenza dell’attuale sbarramento del 4% alle prossime elezioni, di provocarne la definitiva irrilevanza. C’è d’altro canto uno specifico fattore di crisi della democrazia che, congiuntamente alle vocazioni populiste dell’attuale maggioranza, sta determinando il collasso della democrazia rappresentativa: la crescente occupazione delle istituzioni pubbliche da parte dei partiti e la sostanziale confusione dei secondi con le prime. Ne è conseguita la trasformazione dei partiti, da luoghi di aggregazione sociale e di elaborazione dal basso di programmi e di scelte politiche, in costose oligarchie costantemente esposte alla corruzione e al malaffare. Solo l’introduzione, purtroppo inverosimile, di una rigida incompatibilità tra cariche di partito e cariche istituzionali, cioè tra rappresentati e rappresentanti, sarebbe forse in grado di restaurare la distinzione e, con essa, il rapporto di rappresentanza e di responsabilità dei secondi rispetto ai primi, e così di restituire i partiti, quali organi della società anziché dello Stato, al loro ruolo costituzionale di strumenti della partecipazione dei cittadini alla vita politica.
Le prossime elezioni del Parlamento europeo offrono tuttavia alle forze disgregate della sinistra un’occasione irripetibile per mettere in atto questo principio e, insieme, una prospettiva di superamento delle loro attuali divisioni. Non si tratta di concordare alleanze, o coalizioni o fusioni di gruppo dirigenti. Si tratta più semplicemente ma ben più efficacemente, di costruire una lista unica della sinistra, “Per la democrazia”, dalla quale restino esclusi i dirigenti dei partiti, che pure sono invitati a promuoverla insieme al più ampio arco di forze e movimenti della società civile. Una simile lista varrebbe a dare voce e rappresentanza ad un’ampia fascia di elettori – non meno del 10% dell’elettorato – che non si riconoscono nel Partito democratico e neppure nei tanti frammenti alla sua sinistra, dalle cui rivalità interne e dalle cui competizioni e rivendicazioni identitarie risulterebbe tuttavia al riparo. E, soprattutto, essa varrebbe – in un momento come l’attuale, di pericolosa deriva populista, razzista, autoritaria e anticostituzionale del nostro sistema politico – a riaffermare, nel nostro paese, l’esistenza di una forza democratica e di sinistra, intransigente nella difesa della Costituzione e dei suoi valori di uguaglianza, di libertà e di solidarietà.
Alessandra Algostino, Umberto Allegretti, Gaetano Azzariti, Pasquale Beneduce, Maria Luisa Boccia, Michelangelo Bovero, Paolo Cacciari, Lorenza Carlassarre, Bruno Cartosio, Marcello Cini, Maria Rosa Cutrufelli, Giorgio Dal Fiume, Claudio De Fiores, Donatella della Porta, Ornella De Zordo, Alfonso Di Giovine, Peppino Di Lello, Piero Di Siena, Mario Dogliani, Angelo D'Orsi, Ester Fano, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Pino Ferraris, Lia Fubini, Luciano Gallino, Francesco Garibaldo, Marina Graziosi, Pietro Ingrao, Cristiano Lucchi, Giulio Marcon, Alfio Mastropaolo, Tecla Mazzarese, Guido Ortona, Valentino Parlato, Valentina Pazzè, Mario Pianta, Tamar Pitch, Bianca Pomeranzi, Alessandro Portelli, Enrico Pugliese, Carla Ravaioli, Rossana Rossanda, Cesare Salvi, Francesco Scacciati, Ermanno Vitale, Aldo Tortorella, Danolo Zolo, Grazia Zuffa
inviare le adesioni a
perleeuropee@gmail.com
- 28/02/2009 [51 commenti]
- 26/02/2009 [94 commenti]
- 24/02/2009 [23 commenti]
- 24/02/2009 [149 commenti]
- 23/02/2009 [19 commenti]
- 20/02/2009 [200 commenti]
- 19/02/2009 [32 commenti]
- 17/02/2009 [277 commenti]
- 17/02/2009 [2 commenti]
- 16/02/2009 [84 commenti]
- 15/02/2009 [56 commenti]
- 13/02/2009 [96 commenti]
- 13/02/2009 [27 commenti]
- 12/02/2009 [16 commenti]
- 12/02/2009 [26 commenti]
- 11/02/2009 [20 commenti]
- 10/02/2009 [102 commenti]
- 10/02/2009 [23 commenti]
- 10/02/2009 [137 commenti]
- 07/02/2009 [95 commenti]
- 07/02/2009 [69 commenti]
- 06/02/2009 [142 commenti]
- 05/02/2009 [41 commenti]
- 04/02/2009 [21 commenti]
- 02/02/2009 [327 commenti]
- 02/02/2009 [23 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Ci sono, in tono un po' più allarmato, le solite frasi che hanno distrutto qualsiasi capacità dei partiti "non di sinistra" di parlare alle persone in carne ed ossa in questo paese.
Poi arrabbiatevi se votano le vostre bestie nere: Berlusconi o, - alle volte fate pensare che per voi sia anche peggio - Di Pietro.
Contenti voi... 20-02-2009 17:31 - livia
In ogni caso, proporrei un altro vincolo di incompatibilità: la rinuncia a candidarsi di chi firma o aderisce all'appello. 20-02-2009 17:03 - gerardo marletto
Forse l'esclusione a priori di qualsiasi nome riconducibile all'attuale nomenklatura dei piccoli partiti può apparire eccessivamente punitiva o poco inclusiva. Farei uno sforzo di mediazione proponendo che ognuna delle cinque forze esistenti -RC, PdCi, Verdi, SD, RpS-, indichi un nome, come capolista per una delle cinque circoscrizioni "europee", purché non appartenente alle rispettive segreterie di partito. 20-02-2009 16:50 - F. Di+Stefano
Credo che ci debbano essere delle verità condivise,nel rispetto della logica razionale del ragionamento e del linguaggio umano , specialmente quando si parla, si discute o si affrontano bisogni e diritti dei cittadini.
La domanda da porsi è su cosa debba essere la SINISTRA RADICALE, quali interessi difendere, su chi voglia rappresentare. Dalla sua decisione dipenderà la rappresentanza e la rivendicazione dei diritti e bisogni di una parte consistente delle fasce deboli della popolazione e che rappresenta una parte consistente dell’elettorato che vota a sinistra. A mio modesto avviso, è’ inopportuno, con lo sbarramento al 4%, presentare più di una lista alle elezioni europee nel rappresentare bisogni e diritti di un elettorato di sinistra che, di tutto ha bisogno, tranne che di capibastoni e primedonne. Un’altra domanda da porsi potrebbe essere quella che l’attuale gruppo dirigente della SINISTRA RADICALE ( PRC-MP*S-PDCI-SD) ha ancora la forza di rappresentare l’elettorato di sinistra? Se non ci si può affidare a questo gruppo dirigente che ha dimostrato di non essere in grado di fare un passo indietro nel bene comune della SINISTRA RADICALE e della pluralità dei linguaggi , per raggiungere l’obbiettivo comune di un’unica lista per le elezioni europee,quali saranno le conseguenze ? Di chi le colpe? Ma soprattutto chi pagherà più di tutti l’assenza di rappresentatività sia nel Parlamento italiano che al Parlamento Europeo?
La risposta si annida nel cinico e paradossale protagonismo dei dirigenti che non riescono a capire che l’unica sinistra possibile è l’unità a tutti i costi, mettendo a valore la pluralità dei linguaggi e idee, perché non ci si può più perdersi nel discutere su dibattiti interminabili, oppure su nomi o simboli,ma solo sui programmi , discutere si sulle divergenze, ma mettendo a valore le convergenze subito, prima che l’elettorato di sinistra perda la speranza di veder migliorata la condizione della propria vita, e si perda nella rassegnazione di non partecipare più alla vita politica e sociale del paese , reagendo con l’assenteismo elettorale, non riconoscendo più onestà intellettuale e valore morale e politico di tutti i dirigenti della SINISTRA RADICALE.
Salvatore Spavone
Lav.Vigile del Fuoco-Napoli 20-02-2009 16:42 - Salvatore Spavone