sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
19/02/2009
  •   |   Mihai Mircea Butcovan
    Il sospetto "buonismo" del ministro Maroni

    La partita diplomatica Italia-Romania si arricchisce di un nuovo episodio. E sono di nuovo i quotidiani, questa volta romeni, a lanciare la palla in mezzo al campo.
    Questi i fatti accertati. Due giorni fa il giornale romeno Cotidianul attribuiva a Iulia Buje, console romeno a Torino, dichiarazioni in cui si accusava il ministro degli interni Roberto Maroni di aver fatto lavorare in nero dei romeni.
    Mentre Iulia Buje veniva richiamata urgentemente a Bucarest per consultazioni, il ministro Maroni negava l’addebito e annunciava querela al quotidiano romeno. Un altro giornale romeno, Adevărul, riportava ieri alcune precisazioni del console di Torino: non avrebbe mai detto che Maroni ha fatto lavorare gente in nero. Avrebbe detto “soltanto” che dieci anni fa l’attuale ministro degli interni italiano, allora deputato, ha richiesto telefonicamente una “corsia preferenziale” per il disbrigo di alcune pratiche di documenti per tre romeni. La signora Buje sottolinea che avrebbe rilevato lei stessa un paio di telefonate in cui Maroni chiedeva un trattamento di favore.
    Al bordo campo di questa nuova partita ci sono vari cittadini romeni preoccupati per i possibili sviluppi di questa vicenda. Alcuni si interrogano, nei vari forum di commento agli articoli dei quotidiani citati, sull’opportunità di questa dichiarazione del console. Altri esprimono perplessità sull’efficienza della diplomazia romena all’estero. Altri ancora si chiedono quali conseguenze ci saranno per i romeni, a prescindere dalla veridicità dei fatti denunciati. Un romeno ringrazia Maroni per essere stato “buono” e per aver “aiutato tre romeni che avevano bisogno”. Un altro gli risponde che ora il partito di Maroni non aiuta affatto milioni di immigrati e tra questi i romeni gli risultano i meno simpatici.
    Nei prossimi giorni si muoveranno le diplomazie dei due paesi per appianare un conflitto che però solleva alcuni interrogativi. C’è da chiedersi come vengono affrontate le situazioni in cui ci sono accuse e sospetti di coinvolgimento di uomini politici, di questi tempi paladini della legalità e della sicurezza, in affari poco chiari, che sconfinano nell’illegalità o comunque lesivi della cittadinanza che rappresentano.
    Ci sarà la solita girandola di smentite, querele e controquerele? Forse ci saranno anche dimissioni, e cadranno teste ritenute responsabili di qualcosa. Difficile pensare che si facciano verifiche e accertamenti sui fatti chiamati in causa.
    Se fosse falso quanto afferma il console Buje ci sarebbe da chiedersi cui prodest? E sarebbero opportune e doverose scuse e dimissioni.
    Se invece fosse vero che chi in questi giorni proponeva di essere - nei confronti degli immigrati - “cattivi” e “determinati ad affermare il rigore della legge”, cercava corsie preferenziali, allora sarebbero necessarie un paio di considerazioni.
    Anzitutto che il fatto denunciato stia emergendo ora, dieci anni dopo, appare in effetti un po’ strano.
    E poi sarebbe utile sapere se la presunta richiesta di Maroni è stata accolta positivamente da parte del console, con una modalità italo-romena che ci accomuna, quella tendenza ad “aggiustare” le cose che è stata assurta, in entrambi i paesi, al rango di arte “di arrangiarsi”. Scopriremmo, in tal caso, che non si tratta di un vizio regionale o mediterraneo, come gli stessi colleghi del ministro leghista proclamano alle feste del popolo padano, ma di una prassi transnazionale annidata nelle istituzioni che proprio della legge e delle regole dovrebbero farsi garanti.
    O forse l’allora deputato Maroni ha ricevuto un netto e determinato rifiuto, con l’indicazione di mettersi in coda ed essere “determinato ad affermare il rigore della legge” e pure il rispetto per le centinaia di romeni che, in quei giorni, facevano file chilometriche per accedere al consolato romeno di Milano, unico al servizio ei romeni del nord Italia? Ma questo ce lo potrebbe confermare o smentire lo stesso ministro oppure il console informato che denuncia la cosa.
    Si concluderà tutto, ancora una volta con una bilaterale stretta di mano diplomatica, scuse e dimenticanze.
    Se le accuse al ministro Maroni fossero false allora sarebbe per lui, già incattivito con gli immigrati, per dimostrarci che riuscirà a perdonare un simile oltraggio.
    Ma se le dichiarazioni del console Buje fossero vere allora scopriremmo che il ministro degli interni Maroni è stato “buono” con tre romeni dieci anni fa, ma poi è diventato “cattivo” con parecchi milioni di immigrati! Sarebbe un’evoluzione di cui non si può essere fieri.


I COMMENTI:
  pagina:  1/4  | successiva  | ultima
  • VOI DI SINISTRA SIETE COME LA CHIESA , SONO ANNI CHE DITE LE STESSE COSE E NON VI RENDETE CONTO CHE ORMAI SIETE FUORI DAL MONDO. SEGUITATE A FARE I BUONI
    SEGUITATE A FARE I PAROLAI CHE I RISULTATI SI SONO VISTI . STATE SPARENDO DAL QUADRO POLITICO INTERNAZIONALE. VI E' RIMASTA CUBA E LA CINA. 24-02-2009 12:36 - babba
  • Ho letto il corsivo di M.M. Butcovan (che leggo con piacere anche nei suoi interventi su Internazionale e che ho sentito in incontri dal vivo) e sono stupita dal tono dei commenti di molti lettori. Mi auguro siano fasulli...
    Se così non fosse, questo livore è preoccupante, così come le repliche allo scrittore. Leggendo la stampa estera, soprattutto quella francese e spagnola, si trovano spesso (e molto volentieri) interventi di scrittori o persone che provengono da diversi paesi e da differenti ambiti della Cultura o Società. Si leggono le parole, si assume l'opinione e si può obiettare, ovviamente. Ma nessuno, in pieno civile confronto, si sognerebbe di alzare i toni così come leggo ora (il sig, Giuseppe e la Trave...), di arrivare addirittura a contestare ad uno scrittore italiano come scrive "italiano" (il sig. Guido Duidi lo fa con Butcovan e questo è il solo tema del suo intervento), o di delegare responsabilità di tipo politico a chi scrive la propria opinione.
    Tantomeno si arriva a sostenere che chi scrive non ne ha il diritto (il sig. Antonio: "ma possibile che dobbiamo stare a pensare cosa pensano dei nostri politici i cittadini rumeni?").
    Signori, se voi non vi siete mai trovati ad esprimere una vostra opinione sulla politica estera, non mi stupisco (concordo su questo, sig. Andrea) del motivo per cui il nostro Paese è rimasto così indietro...vi darò una notizia di prima mano: l'Italia fa parte della Comunità Europea.
    "My own private courtyard" (il "nostro spazio" per il sig.Gianfranco Fornoni) è un motto che già nel passato molte popolazioni - inclusi noi italiani a metà del secolo scorso - hanno paganto a caro prezzo. La denuncia dell'immigrato in zone franche come gli Ospedali non vi ricordano le delazioni del regime fascista? Ci accorgiamo dei comizi di Gentilini? Ci accorgiamo del vilipendio alla Bandiera e alla Costituzione peretrato da Onorevoli di nome retribuiti con le nostre tasse? Per capire cosa succede nella "nostra" Nazione potremmo prendere spunto da alcuni esempi dei nostri cugini Europei, che severamente e coerentemente lavorano all'integrazione e alle Norme che regolano l'immigrazione. Vi invito dunque a fare un viaggio in Spagna, Francia, Svezia, Germania, Inghilterra, etc...
    Il P.I.L. di questi paesi è anche cresciuto, attraverso delle politiche di integrazione e premiazione, dopo test di ingresso e aiuti sociali che qui da noi, vi rammento, mancano anche per i cittadini italiani e non sono certamente responsabili di queste mancanze i cittadini che provengono da altri paesi. Sicuramente l'integrazione e l'accesso al lavoro dichiarato porta all'Italia più vantaggi dell'esportazione selvaggia di fabbriche nei Paesi che tanto bistrattiamo seduti sul divano di casa. Ora vi invito ad andare in Bulgaria, Ungheria, Romania, Serbia, Cina, etc...vi troverete le nostre "fabbrichette" esportate. Questo livore è alimentato dalla stampa e dai toni dei politici italiani. Mi sento di rassicurarvi, se andaste nei paesi della Comunità Economica Europea potreste usufruire del Patto di Schengen: non vi verrebbe chiesto il passaporto. E nemmeno il vostro credo religioso. E se per natura foste anche "abbronzati"( parafrasando il nostro Premier di cui tutta la stampa- e satira- mondiale si occupa ) potreste -addirittura passare inosservati.
    Cordiali saluti 23-02-2009 23:51 - Arianna
  • Questa di stigmatizzare negativamente gruppi "etnici", per farne carne da lavoro (a prezzi stracciati) di giorno e carne da macello di notte, è la caratteristica di qualunque gruppo dichiaratamente razzista. Questi vigliacchetti del qurtierino trent'anni fa ce l'avevano con i meridionali; molti figli di meridionali che sono riusciti a risalire la china delle "gerarchie razziali" si sono trasformati, per amore di lealtà all'appartenenza acquisita con tanta fatica, in leghisti e forse futuri rondaroli.

    E però, per fortuna, c'è anche chi riempie le strade manifestando la propria indignazione. Farlo di questi tempi è davvero dura.
    Grazie a tutti quelli che sabato hanno partecipato al corteo antirazzista. E grazie al Manifesto per averne dato notizia. Leggendo l'articolo, ieri, mi sono sentita meno sola. 23-02-2009 21:07 - Antonella
  • Beh Piero, una statistica niente male, fatta dal 2004 al 2006...siamo nel 2009. Per il resto non commento.
    Strana anche la "graduatoria" sulle violenze sessuali. Non mi risulta, ma se lo dice il corriere della sera (2004-2006). L'Italiano a in che posizione si trova? Che tristezza Piero.
    Allora va bene dai, facciamo ste ronde e picchiamoli tutti. Facciamogliela pagare... vai! 23-02-2009 19:58 - Simone
  • la vgliamo smettere di farci del male ?? possiamo dire che chi delinque va rispeditp in fretta al suo paese ?possiamo dire che in questi anni assieme a tanta brava gente è rrivata in italia una marea di rumenta ?possiamo dire tutto ciò snza essere accusati da questa sinistra allo sbando di essere razzisti? io sono orgogliosamente comunista ma mi sono rotto di queste anime belle di questi buonisti a prescindere che su questi argomenti sono sconfitti dalla loro stessa gente e non se ne rendono conto 23-02-2009 18:59 - sandino
  • Potremmo limitare un po' questa menata del razzismo? E una questione di sicurezza, riguarda tutti. Dal Corriere della Sera di oggi:"Dal 2004 al 2006, i romeni sono al primo posto tra gli stranieri per gli omicidi volontari, primi per le violenze sessuali, primi per i furti in abitazione, con strappo e con destrezza, primi tra gli estortori e nelle rapine in esercizi commerciali, come dimostrano le elaborazioni sui dati del ministero dell'Interno. Hanno scalzato il primato degli albanesi. I romeni (pari nel 2006 al 12% degli stranieri), avevano un'incidenza media quasi doppia rispetto agli altri immigrati nel caso degli omicidi volontari (15,4), delle violenze sessuali (16,2), dei furti di autovetture (29,8), dei furti con strappo (19,3), con destrezza (37,0), delle rapine in esercizi commerciali (26,9). Mentre servono gli immigrati di dieci diversi Paesi per arrivare al 50% degli stranieri presenti in Italia, bastano solo romeni, marocchini e albanesi per mettere insieme la metà dei denunciati stranieri per furti con destrezza e in abitazione (e un terzo del totale delle denunce, italiani inclusi). Per le persone di queste tre nazionalità, gli addebiti giudiziari sono aumentati nel quinquennio 2000-2005 oltre la media nazionale del 45,9%: in particolare, le denunce sono quasi triplicate per la Romania." O dobbiamo metterci il paraocchi perchè è politically correct? 23-02-2009 14:37 - piero
  • Solita storia... questo la dice lunga sul celodurismo della Lega. Da'altronde la "cultura del favore" è esattamente l'altra faccia della medaglia.
    E poi le fabbrichette devono essere di schiavi senza diritti e che tengono bassi i salari.Di giorno li fano lavorare in nero e la sera li insultano al bar. Leghisti : nuovi fascisti. 23-02-2009 13:07 - stefa73
  • non mi stupisce! in privato i ruuuumeni si usano per lavorare. Comunque vorrei sottolineare che la parola corretta è rumeni e non romeni che rinvia alla parola rom. Anche così si incentiva il razzismo. 23-02-2009 12:33 - guido duidi
  • Le ronde appena benedette dal governo si trasformeranno in controllori politici.Oggi lo straniero, domani l'avversario politico!! Bisogna fare una dura opposizione a questo decreto di stampo fascista 23-02-2009 11:41 - walter zanga
  • Ora le chiamano ronde ,presto si trasformeranno in squadracce NERE 23-02-2009 09:58 - walter Dimatteo
I COMMENTI:
  pagina:  1/4  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI