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Mihai Mircea Butcovan
Il sospetto "buonismo" del ministro Maroni
La partita diplomatica Italia-Romania si arricchisce di un nuovo episodio. E sono di nuovo i quotidiani, questa volta romeni, a lanciare la palla in mezzo al campo.
Questi i fatti accertati. Due giorni fa il giornale romeno Cotidianul attribuiva a Iulia Buje, console romeno a Torino, dichiarazioni in cui si accusava il ministro degli interni Roberto Maroni di aver fatto lavorare in nero dei romeni.
Mentre Iulia Buje veniva richiamata urgentemente a Bucarest per consultazioni, il ministro Maroni negava l’addebito e annunciava querela al quotidiano romeno. Un altro giornale romeno, Adevărul, riportava ieri alcune precisazioni del console di Torino: non avrebbe mai detto che Maroni ha fatto lavorare gente in nero. Avrebbe detto “soltanto” che dieci anni fa l’attuale ministro degli interni italiano, allora deputato, ha richiesto telefonicamente una “corsia preferenziale” per il disbrigo di alcune pratiche di documenti per tre romeni. La signora Buje sottolinea che avrebbe rilevato lei stessa un paio di telefonate in cui Maroni chiedeva un trattamento di favore.
Al bordo campo di questa nuova partita ci sono vari cittadini romeni preoccupati per i possibili sviluppi di questa vicenda. Alcuni si interrogano, nei vari forum di commento agli articoli dei quotidiani citati, sull’opportunità di questa dichiarazione del console. Altri esprimono perplessità sull’efficienza della diplomazia romena all’estero. Altri ancora si chiedono quali conseguenze ci saranno per i romeni, a prescindere dalla veridicità dei fatti denunciati. Un romeno ringrazia Maroni per essere stato “buono” e per aver “aiutato tre romeni che avevano bisogno”. Un altro gli risponde che ora il partito di Maroni non aiuta affatto milioni di immigrati e tra questi i romeni gli risultano i meno simpatici.
Nei prossimi giorni si muoveranno le diplomazie dei due paesi per appianare un conflitto che però solleva alcuni interrogativi. C’è da chiedersi come vengono affrontate le situazioni in cui ci sono accuse e sospetti di coinvolgimento di uomini politici, di questi tempi paladini della legalità e della sicurezza, in affari poco chiari, che sconfinano nell’illegalità o comunque lesivi della cittadinanza che rappresentano.
Ci sarà la solita girandola di smentite, querele e controquerele? Forse ci saranno anche dimissioni, e cadranno teste ritenute responsabili di qualcosa. Difficile pensare che si facciano verifiche e accertamenti sui fatti chiamati in causa.
Se fosse falso quanto afferma il console Buje ci sarebbe da chiedersi cui prodest? E sarebbero opportune e doverose scuse e dimissioni.
Se invece fosse vero che chi in questi giorni proponeva di essere - nei confronti degli immigrati - “cattivi” e “determinati ad affermare il rigore della legge”, cercava corsie preferenziali, allora sarebbero necessarie un paio di considerazioni.
Anzitutto che il fatto denunciato stia emergendo ora, dieci anni dopo, appare in effetti un po’ strano.
E poi sarebbe utile sapere se la presunta richiesta di Maroni è stata accolta positivamente da parte del console, con una modalità italo-romena che ci accomuna, quella tendenza ad “aggiustare” le cose che è stata assurta, in entrambi i paesi, al rango di arte “di arrangiarsi”. Scopriremmo, in tal caso, che non si tratta di un vizio regionale o mediterraneo, come gli stessi colleghi del ministro leghista proclamano alle feste del popolo padano, ma di una prassi transnazionale annidata nelle istituzioni che proprio della legge e delle regole dovrebbero farsi garanti.
O forse l’allora deputato Maroni ha ricevuto un netto e determinato rifiuto, con l’indicazione di mettersi in coda ed essere “determinato ad affermare il rigore della legge” e pure il rispetto per le centinaia di romeni che, in quei giorni, facevano file chilometriche per accedere al consolato romeno di Milano, unico al servizio ei romeni del nord Italia? Ma questo ce lo potrebbe confermare o smentire lo stesso ministro oppure il console informato che denuncia la cosa.
Si concluderà tutto, ancora una volta con una bilaterale stretta di mano diplomatica, scuse e dimenticanze.
Se le accuse al ministro Maroni fossero false allora sarebbe per lui, già incattivito con gli immigrati, per dimostrarci che riuscirà a perdonare un simile oltraggio.
Ma se le dichiarazioni del console Buje fossero vere allora scopriremmo che il ministro degli interni Maroni è stato “buono” con tre romeni dieci anni fa, ma poi è diventato “cattivo” con parecchi milioni di immigrati! Sarebbe un’evoluzione di cui non si può essere fieri.
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Non è il primo argomento su cui si leggono toni intolleranti.
Ieri sono uscito a cena in un posto dietro casa, in Toscana, ed ho sentito comizi di gente di sinistra esasperata dal troppo "buonismo" incapace di vedere i problemi reali: gli "stranieri", i senza fissa dimora, i bambini ai semafori. Siamo alla frutta! Noi, patria della criminalità organizzata e della corruzione, cosa abbiamo da insegnare agli altri? E poi sono questi i nostri problemi? 22-02-2009 13:16 - lorenz
Continuate cosi' Berlusconi vince altri 20 anni. 21-02-2009 19:34 - antonio