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FUORIPAGINA
24/02/2009
  •   |   Luigi Ferrajoli, Pino Ferraris, Giulio Marcon, Mario Pianta
    Per una lista unica, rispondono i promotori

    L'appello "Per una lista unica della sinistra" ha raccolto finora (martedi 24 febbraio, ore 11) 650 adesioni (all'indirizzo perleeuropee(at)gmail.com), ha

    promosso una discussione sul nuovo sito dell'appello (www.perleeuropee.wordpress.com) e ha ricevuto 180 commenti sul sito del manifesto.


    La richiesta ai partiti della sinistra di fare un passo indietro e di lasciare spazio a una lista unica che esprima un ampio arco di forze e movimenti della società

    civile sta crescendo con un passaparola tra cittadini e militanti, lontano dai clamori dei media. Nei messaggi di adesione che i promotori hanno ricevuto si trova la consapevolezza della gravità della situazione del paese, la minaccia alla democrazia, il pesante attacco al lavoro e ai diritti sindacali, la necessità di una nuova partecipazione politica, la spinta che viene da esperienze dal basso. Ad aderire sono persone comuni, elettori delusi della sinistra, esponenti del sindacato, attivisti di associazioni e movimenti, studenti e professori, e una manciata di "nomi noti" che hanno avuto responsabilità politiche nei partiti della sinistra.


    Sono voci che esprimono un bisogno di discussione, di soggettività politica, di impegno in prima persona di fronte alla deriva dei partiti e della politica italiana.

    Le stesse voci che leggiamo in una parte (forse metà) dei 180 commenti che compaiono nella discussione su questo sito. Persone che condividono il senso dell'appello, chiedono un cambiamento alla politica, a cominciare dalla sinistra. L'altra metà dei commenti ricevuti dal sito del manifesto si divide tra chi ha perplessità sul come si potrebbe realizzare la lista unica della sinistra e chi esprime un'aperta ostilità alla proposta, in nome dell'affermazione d'identità del "partito dei comunisti".
    La perplessità principale riguarda il rischio che la lista unica della sinistra riproduca l'esperienza negativa del cartello della Sinistra Arcobaleno

    presentato alle scorse elezioni politiche. Qui occorre una precisazione. Quello era un cartello di partiti, costruito con un'operazione di vertice, con i leader di

    partito che ne affollavano le liste. La proposta di una lista unica chiede invece ai partiti di fare un passo indietro, di unirsi a forze e movimenti della società

    civile per promuovere una lista senza dirigenti di partito, con candidati legati alle realtà locali, in ordine alfabetico e una presenza del 50% di donne.

    Un progetto che provi a dare espressione a quel 10% di elettorato che vuole una sinistra in cui riconoscersi. Per di più, viste le derive centriste del Pd di

    Franceschini, una lista unica della sinistra di questo tipo potrebbe apparire un "voto utile" anche per molti elettori delusi del Pd.

    Altre perplessità frequenti - come la questione del gruppo parlamentare in cui potrebbero confluire a Bruxelles gli eletti della sinistra italiana - rimandano

    a questioni specifiche di realizzazione del progetto, che potrebbero diventare facilmente risolvibili una volta che ci sia l'accordo dei partiti a fare un passo indietro.


    Infine le (dure) critiche alla proposta di lista unica della sinistra di chi pensa che il "partito dei comunisti" risolva ogni problema. Molti interventi esprimono un bisogno di identità ideologica e organizzativa che difficilmente può andare oltre i confini di un piccolo gruppo, e dimenticano il misero spettacolo che i partiti hanno dato di sè nei dieci mesi dopo la sconfitta elettorale. Un integralismo identitario di questo tipo rischia di essere parte del problema, più che della soluzione, per il futuro della sinistra in Italia e in Europa.


    In questi dieci mesi di governo Berlusconi milioni di persone si sono impegnate in prima persona per fermare le derive autoritarie, cercare alternative alla crisi

    economica, costruire la democrazia. Lo hanno fatto nelle centinaia di scioperi e manifestazioni del sindacato e dei precari, nelle mille proteste nelle scuole e

    università, nelle iniziative per i diritti civili e la difesa della Costituzione, nei cortei per la pace in Medio Oriente, nelle iniziative antirazziste, nelle moltissime mobilitazioni locali. E' questo il "popolo della sinistra" che - secondo noi - oggi ha bisogno di una rappresentanza politica, di una sinistra che torni ad affondare le proprie radici nella società e che sia capace di un'iniziativa comune.


I COMMENTI:
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  • Sono di sinistra, e provo a suggerire una riflessione sul Che fare in queste elezioni che ricordo, son ben 2 scadenze elettorali. Parto dal Referendum, constatando quanto deboli, seppur maggioritarie, siano le ragioni del Si e suggerendo di partecipare, ma con un deciso sostegno al NO.
    L'Italia della 1a Repubblica ha avuto due partiti forti: la DC e il PCI; negli anni intorno al 1975-76 il sorpasso era possibile e solo ostracismi di carattere internazionale che facevano leva sulla DC e i partiti di governo alleati (PRI, PLI, PSDI e anche PSI), impedirono un'alternativa al governo a maggioranza democristiana.
    In vari paesi in cui si é tentato di por mano al sistema elettorale, forzando la natura proporzionale in senso maggiortitario non si é avuta la sparizione dei partiti minori, ma sopratutto la pretesa governabilità non ne é risultata migliorata.
    L'esistenza dei partiti "minori", piaccia o meno, ha permesso in Italia un'articolazione di posizioni e di stimoli (vedasi la funzione dei radicali nei primi Referendum, vedasi la funzione dei partiti della Sinistra articolati diversamente nelle varie elezioni, anche al di fuori del blocco storico del PCI, (quindi Partito Democratico di Sinistra, ecc.)
    Errore strategico dell'ultima stagione del Partito Democratico, che oggi é ahimè partito di forte minoranza, nonostante le sue ambizioni di recupero al Centro, é stato proprio lo strappo compiuto da Veltroni con la scelta del "corriamo da soli" che, promosso in piena crisi politica, determinata dall'ala destra dello schieramento, l'UdeuR, galvanizzata da promesse sottobanco dell'allora partito di opposizione Forza Italia, ha di fatto imposto la crisi politica e quindi, accogliendo il successivo sbarramento o soglia elettorale e il confinamento di forze politiche importanti, relegando vaste porzioni di elettorato all'astensione e/o all'impossibilità di riconoscersi nei partiti dominanti (tutti di fatto "personalizzati") e, in definitiva rendendo il blocco della destra amalgamato da Berlusconi, vincente.
    Non credo si possa davvero sostenere quindi che ulteriori alchimie o la forzatura della rappresentatività, promosse anche per Referendum, ma di fatto sempre frutto di patteggiamenti dei partiti maggiori, sia stato un bene, o possa costituire un segno di modernità. Il rinnovamento deve essere promosso, ma solo con una forte pressione ed egemonia dei principi etici e di rifiuto del voto di scambio, momenti che il popolo italiano ha conosciuto nella stagione della lotta a tangentopoli e in altri momenti alti della crescita della coscienza politica nazionale in corrispondenza con lotte operaie e studentesche. Guarda caso anche l'attuale scelta di scorporare elezioni europee e Referendum mira di fatto a ridurre la partecipazione elettorale, oltre che a sterilizzare le opzioni di democrazia sulle vere priorità sociali, economiche, di espressione, di rappresentanza dei movimenti d'opinione e di giustizia.
    Altra cosa é ripristinare il voto di preferenza come garanzia dal basso contro le scelte dei vertici di partito. Ma di questo, guarda caso non si parla e tantomeno Berlusconi é disposto a rompere questo suo giochino, che sta riducendo sempre più lo spazio di espressione politica. Perché solo una scelta dal basso può determinare i necessari cambiamenti del personale politico degli attuali eletti da mestieranti, proni ai dettati delle segreterie, in eletti, responsabili di fronte all'elettore e consapevoli di lavorare con contratto revocabile e "a tempo determinato."
    Quanto alla scelta nelle elezioni europee avevo seguito con grande interesse la proposta sul Manifesto di una Sinistra di portavoce, unita su 10 punti condivisi di difesa della Democrazia. Ma siamo ormai con la campagna elettorale iniziata e il carosello propagandistico ci riporta un brusio di fondo di voci e schieramenti con polemiche basse, comprese quelle sempre reiterate del voto "disperso". Ma chi ha contributo a disperdere il voto di Sinistra? Forse solo le divisioni al suo interno? Per quanto riguarda la posizione del PD é opportuno che l'attuale gruppo dirigente si prenda la sua responsabilità, considerando i risultati ottenuti di dispersione, per non dire di disperazione. Per quanto mi riguarda voterò quindi ancora a Sinistra, pur consapevole che si tratterà, come nell'ultima tornata, di un voto disperso per l'ignavia di alcuni, ma sopratutto, per la responsabilità di chi ha creduto che l'imposizione della soglia elettorale fosse uno stimolo e non un bavaglio alla diversità, al cambiamento e in altre parole, al pluralismo. 12-05-2009 18:56 - Marco Palleroni
  • qualcuno era comunista...lo spiega Gaber in una stupenda canzone...mi sento ancora comunista ma non voglio morire schiacciato da una guerra fratricida tra compagni smembrati tra due partiti! Probabilmente per la prima volta nella mia vita non voterò ed aspetterò questo ulteriore delirio elettorale. Quando tutto sarà passato 4% o no mi rimetterò in strada a guardare chi, libero da falsi proclami, avrà ancora una volta la voglia di rimboccarsi le maniche e riprendere ancora una volta la costruzione di un altro mondo possibile 09-05-2009 11:54 - Enrico
  • sono d'accordo con BOBO 06-05-2009 11:15 - bastianino
  • ho militato alcuni anni nel p.d.c.i., sono uno dei pochi, tanti che vogliono una sinistra unita. Che tristezza constatare che abbiamo tanti leaderini che pensano alla propria bandierina, piuttosto che al proprio assessorato o al posto in consiglio di circoscrizione e giù, rotolando sino al condominio. Se Berlinguer vedesse,,,,, 06-05-2009 01:01 - ivano sereni
  • fabrizio...stai in Italia..non esserne così sicuro, qua va a finire che emanuele filiberto prende il 30% da solo :(

    Laura (che vota la lista comunista e anticapitalista) 30-04-2009 22:25 - laura
  • superare lo sbarramento, per la sinistra tutta, sarà dura.
    mi chiedo come, nel momento della RESISTENZA a questo FINTO E INFAME IMPERO ci si possa disgregare.
    i giovani, come me, vorrebbero capire. La nostra prima necessità è riconnettere il tessuto sociale, comprendere e concretizzare i nuovi progetti.
    l' uno rispettando l' altro.
    sarà possibile?? 28-04-2009 00:35 - luca
  • io voto rifondazione comunista, mi auguro che lo facciano più del 4per 100 degli elettori,molti di più.se gli riesce,superino lo sbarramento del 4 per 100,anche Vendola e compagnia cantante,sono sincero,non voglio essere caustico con chi ha condotto la sua campagna per la conquista della segreteria di rifondazione spergiurando che non avrebbe mai provocato una scissione.
    Tutto era accettabile,rinnoviamoci, allarghiamoci,(escluso il suo ;<<guai chi tocca Bertinotti,bandiera di rifondazione>>(ma perchè il comandante non lo si può criticare?,forse che lui è infallibile?...Tutt'altro!
    è stato anche lui la causa della fortuna di rifondazione e dei guai di rifondazione e della sinistra tutta!)
    Non credo che votare rifondazione è solo il bisogno di una difesa o di una ricerca identitaria.Se si vuole si può partecipare all'attività dei circoli,oppure lavorare nei movimenti e lottare a fianco a questi.
    Speriamo che la gente sappia aprire gli occhi su chi ci governa, sulla deriva che ci attende per i prossimi anni se non si attivano gli anticorpi contro il totalitarismo.I pasi da fare sono tanti ,è arrivato il momento di resistere! dal 25 aprile in poi.
    Dobbiamo difendere i partigiani,altrimenti il revisionismo storico dei berlusconidi scriverà sui testi di storia a scuola che il 25 aprile fu la vittoria della demorazia angloamericana contro il comunismo,scommettiamo?
    In bocca al lupo ai comunisti,ai democratici e a tutti gli italiani.
    Riappropriamoci della cultura,della storia del sapere.
    Hanno ragione i grafittari che dai muri ci invitano a spegnere il televisore e a collegare il cervello.
    I danni che fa gl'ignoranza di Marco Carta sono stati studiati a tavolino,anche se lui ha una bella voce(?), Maria De Filippi serve per questo, come tutti i programmi tv, soprattutto Fininvest. 24-04-2009 22:46 - angelo
  • Più di 100 anni di conquiste sindacal/politiche/civili vengono un po' alla volta svendute e regalate via come aria fritta, dai rappresentanti della "sinistra". Il populismo demagogico e peronista trova sempre più consenso:é comodo, confortante: una vacanza della mente. Lo spauracchio del "comunismo" (che nessun paese ha davvero attuato a fondo, se mai creando una dittatura del PARTITO, non del PROLETARIATO) viene agitato e riesce a fra presa. Il Grande Fratello dà lo zuccherino mediatico, non interroga "cosa vuol dire comunista" o "anticominista". Molti risponderebbero con le antinomie dei contrari.Una comoda e goliardica tifoseria politica. Una lista qualunque che permetta una presenza e testimonianza; impedisca l'unanimismo.Siamo tornati all'Aventino? Come quel tale che, per fare un dispetto alla sua donna si era... tagliato gli attributi! Perché sempre e solo farsi del male da soli? Il sangue di chi ha costruito le case del popolo, i circoli operai, le leghe sindacali, non può esser buttato via. Adesso il dittatore delle banane ci sta scippando anche il 25 aprile. Auguri: non chiudete mai; siete essenziali.
    Santoro non é simpatico; neppuere Travaglio o Lerner o la conduttrice di Report.
    Ma tutti insieme siete le UNICHE voci libere! 24-04-2009 14:45 - Giovanni Omodeo Zorini
  • Astensione ad oltranza!! Meglio ua sx extraparlamentare che una sx serva dei potenti!! Non vedo nessuna novità da parte dei partiti di sx. Eppoi basta con le logiche di partito e dei segretari lontani anni luce dalla gente!! 23-04-2009 13:42 - Renato
  • Pensare che Vendola e co. oppure Ferrero e co. possano formare una lista unica in grado di superare lo sbarramento è semplicemete quanto di peggio potrebbe capitare ad ogni uomo di sinistra ( vera). Bisogna tenere ben presente che tutti questi elementi non si sono comportati in maniera differente da ogni altro politico. Li abbiamo gia visti , asservirebbero qualunque governo e/o ruberia pur di venir mantenuti alla festa delle vacche grasse. Non sono migliori di nessuno. Falsi e bugiardi fino al midollo. I partigiani dalle mie parti dicono di pensare con la propria testa. La sinistra ha bisogno di persone non di politici. Abbiamo bisogno di serrate e boicottaggi non di manifestazioni. Abbiamo bisogno di uscire dai circoli, dalla nostra mentalità incapace di raggiungere gli altri. Quattro gatti che se la raccontano non cambiano un cazzo di niente. Abbiamo bisogno di vedere questi inutili pidocchi spazzati via definitivamente. Una volta per tutte. Allora potremmo ricostruirci, noi e gli altri. In attesa di questo momento cerchiamo di consideraci eredi ( forse indegni) dei partigiani e forse qualcosa piano piano iniziera a mutare. 16-04-2009 11:23 - BOBO
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