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Arianna Di Genova
In pagella tornano i voti anzi, i brutti voti
I voti – numeri secchi – al posto dei giudizi. E la «condotta» che torna in pagella. A chi ne discuteva qualche mese fa, dicendo che avrebbero abbattuto in un colpo solo tutta la moderna pedagogia, quella che puntava sull'autonomia del bambino/ragazzo e sulle sue risorse, veniva riso in faccia. Eccoli soliti detrattori anti-governativi, si diceva. Però poi è successo. E' accaduto che su migliaia di pagelle in tutta Italia siano fioccati i brutti voti, soprattutto in condotta. E che dietro un quattro in matematica o un sei strimizito in comportamento si nascondessero stranissime «ragioni» dei docenti.
In molti – troppi e troppo velocemente – hanno introiettato un'ansia da controllo. Professori che tengono in scacco classi intere dicendo loro che «basta una sola insufficienza per restare al palo» e compagni che si incattiviscono di fronte ai brutti voti degli altri, usandoli come ricatto psicologico per costituire gruppi di fedeltà adolescenziale. In più, la campagna mediatica antibullismo (ma davvero nel nostro paese è una emergenza? O forse i «galletti» ci sono sempre stati, solo che non finivano su Youtube né in prima pagina e a volte venivano puniti con l'isolamento dai compagni stessi?) ha prodotto i suoi frutti. Classi delle medie inferiori «punite» con votacci di condotta (per presunte angherie, mai dimostrate), giudizi impietosi su compiti in classe e un abbassamento generale del livello scolastico.
Il voto, quello numerico, che non è complesso e complessivo come un giudizio, è inappellabile. Un "3" resta tale anche con tanta buona volontà. Difficile recuperare. La cosa si rivelava più semplice invece per un «insufficiente» dei vecchi tempi, che non denigrava l'alunno con una gradazione verso gli inferi, ma avvertiva soltanto di una evidente «lacuna» in quella materia. L'autostima se ne va con quel numero scritto con l'inchiostro sulla pagella. Ma è così importante umiliare le giovani generazioni, anche le più piccole? Alle elementari l'attesa dei voti e la paura del fallimento gioca brutti scherzi. C'è chi si sveglia molte volte per notte, angosciato di non aver fatto bene i compiti a casa... L'educazione non è terrore e la scuola dovrebbe insegnare la gioia di stare insieme ad una collettività di mini-cittadini e cittadine (italiane, straniere, di religioni diverse) del domani. Non omologare tutti in nome di un cinque in condotta o di un quattro in storia che «ti rovina». Così si formano i soldati del futuro e gli analfabeti, facili da gestire, in effetti.
- 31/03/2009 [30 commenti]
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Non parliamo poi dei voti. Alcune colleghe sono contente di mettere i voti e se il nostro dirigente non le avesse fermate avrebbero messo sulla scheda di valutazione una sfilza di tre e di quattro. Nel nostro collegio docenti si è deciso di mettere cinque in casi eccezionali, ma di non abusarne. Quando un lavoro è insufficiente io metto la mia firma o C di corretto.
Spiego al bambino il perchè ed egli ne comprende il messaggio.
Non penso che un cinque in condotta faccia meglio di un aiuto psicologico e di un aiuto alla famiglia. Penso che così le cose non migliorino. 24-03-2009 23:38 - cosima
Maura, hai ragione, il popolo si è giocata la fiducia degli esperti. Ora non vi resta altro che sciogliere il popolo e sceglierne un altro.
Davide Mulas 06-03-2009 14:12 - davide mulas
credevo che ormai, raggiunto l'ultimo anno della scuola superiore, reggiunta la maturità anagrafica ma anche una certa serietà ( non per tutti, ovviamente, ma una patre degli studenti si ) i professori avrebbero iniziato a trattarci come "adulti" , spendendo il loro tempo per insegnarci veramente quello che di importante c'è nella materia, quello che a fine anno dovremo dimostrare di conoscere a fondo per un esame di maturità.
ebbene non è così, e questo grazie al mitico voto in condotta e al pericolo dei debiti e della bocciatura, non parliamo però di una bocciatura meritata, ma bensì obbligata, promessa ed imposta da professori , negligenti, incapaci di insegnare veramente, ma che , con arroganza e presunzione, pretendono di legiferare sul destino di studenti "scomodi" o antipatici.
è il caso di alcuni compagni di classe mia , minacciati da una professoressa che di professore ha solo il titolo, di essere bocciati per un voto che LEI avrebbe messo sulla pagella finale, non si tratta del mio caso, poichè da diligente studente riesco a non rimanere antipatico, il fatto però rimane antipatico ed esagerato, poichè noi studenti veniamo ancora trattati da bimbetti, che devono essere puniti per aver mangiato una caramella di troppo o perchè non stanno zitti.
i voti in condotta alcune volte dovrebbero essere dati ai professori, che purtroppo non li ricevono annualmente, ma che anch'essi dovrebbero essere valutati non per la capacità di darsi arie e spadroneggiare, ma per le loro conoscenze e la loro capacità di insegnare 04-03-2009 21:41 - Matteoandrea Lucherelli
Stiamo "perdendo" qualche minuto a discutere su una cosa che probabilmente non è la prima cosa fra le tante importanti, ma riguarda pur sempre la crescita dei nostri mini-cittadini e cittadine.
Discutere fa sempre bene, anche su queste cose. Sarò banale, non so... BOH! 04-03-2009 19:39 - Simone
Scusate per la lunghezza delle mie note, ma l'argomento richiederebbe molto più di un post, chi vuole potrebbe magari andare a consultare il ricco materiale che c'è sul sito retescuole.net Grazie per l'attenzione giusi 04-03-2009 19:19 - giusi ginatempo