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FUORIPAGINA
03/03/2009
  •   |   Alberto Piccinini
    Mourinho, un alieno nel teatrino del calcio

    L’allenatore dell’Inter Josè Mourinho, deferito al tribunale del calcio per le sue affermazioni sulla “prostituzione intellettuale” di allenatori e giornalisti italiani, ha molti fans anche non interisti e anche in questo giornale oltreché al "Foglio" e alla "Repubblica". Non perché “somiglia a D’Alema” (il Foglio). Semmai si dovrebbe sostenere il contrario. Neppure perché ci sia in lui qualcosa di leninista-maoista-decisionista (La Repubblica). Bisognerebbe sempre diffidare dei paragoni tra il calcio e la vita - la politica, la storia e tutto il resto. Il calcio è la vita. Punto e a capo. A proposito di paragoni, quando ci fu in ballo un film sulla vita di Mourinho, lui stesso indicò l’attore che avrebbe potuto interpretarlo sullo schermo: George Clooney. Nel florilegio delle sue dichiarazioni, poi, ce n’è una definitiva: “Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me”.
    Sono un fans appassionato delle interviste dopopartita di Mourinho, al punto di seguirle con un colpo di telecomando nella loro esatta sequenza televisiva: Sky, Rai, Italia 1. Sapete di che si tratta: finte domande, finte risposte, domande che contengono già la risposta, risposte a domande mai pronunciate, e qualche volta né domande, né risposte. Ci si fa l’abitudine. Solo che a Mourinho basta uno sguardo soltanto per buttare giù tutto il teatrino. Sottotitolo: “Perché non la finiamo tutti di prenderci sul serio e andiamo a mangiare due spaghetti che ho fame?” Ecco, lo dice lo dice. Poi: se non lo ha detto stasera lo dirà sicuramente settimana prossima. E così via. Una volta su Sky, a Mario Sconcerti ha detto così: “Io a cena con te non vado perché non sei mio amico. Io vado a cena soltanto coi miei amici. Tu non sei mio amico. Se parliamo di calcio, parliamo di calcio”.
    Due domeniche fa gli arriva questa domanda: “Adesso bisognerebbe parlare di scudetto. O lei non lo fa perché è scaramantico?”. “Non sono scaramantico – ha risposto lui – Sono razionalista. E siccome mancano ancora 33 punti alla fine del campionato, lo scudetto non lo abbiamo ancora vinto”. La parola chiave è “razionalista”, qualsiasi cosa voglia dire se applicata al calcio. La parola impronunciabile nel teatrino calcistico, “scudetto”, Mourinho invece l’ aveva già pronunciata anni prima, a metà stagione, quando guidava il Chelsea primo in classifica. Vinse effettivamente lo scudetto, ma perse altre cose non di poco conto tipo la Champions League, e allora finì per usare nello scontro polemico tutte le armi che adesso, nell’esternazione dell’altro ieri, ha messo in mano ai suoi nemici colleghi Spalletti e Ranieri: se la prese con l’allenatore del Manchester Alex Ferguson e con quello del Barcellona Rijkard perché avevano “troppa dimestichezza con gli arbitri”, diede ai calciatori delle squadre avversarie dei “cascatori”, e così via. Questo per dire che Mourinho è un alieno per il piccolo mondo del calcio italiano, quindi ci sta molto simpatico, ma poi è un allenatore come tutti gli altri.
    La sua Inter per esempio “non fa la differenza”. “La fa solo nel risultato, ma non sempre i risultati sono espressione del gioco”, e questo lo dice oggi a ragione Zdenek Zeman, che in tv risultava più o meno come Mourinho, salvo una certa svagatezza surrealista che lo faceva sembrare troppo avanti, troppo fuori dal gioco. Un altro che non dava confidenza a nessuno, tanto meno ai giornalisti televisivi, è stato Fabio Capello, memorabile protagonista di interviste postpartita tra sordi più o meno. Mourinho aggiorna il personaggio, entra a gamba tesa nel teatrino del calcio e del giornalismo (calcistico?) italiano, fino a spingersi alla definitiva dichiarazione neosituazionista; “Io parlo con voi, parlo dopo le partite, perché ho un contratto, perché sono obbligato, perché il mio club ha un contratto”. Quindi restiamo sintonizzati. Se va avanti così possiamo attenderci grandi cose tipo sapere finalmente cosa vuol dire esattamente “giocare tra le linee”. O anche: D’Alema è ancora una speranza per una certa sinistra? Con Lenin allenatore la Roma avrebbe vinto più scudetti e avuto meno rigori contro? Balotelli si è buttato veramente?


I COMMENTI:
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  • Io stimo Mourinho per il suo stile, a volte arrogante ma provocatorio, cosa che i giornalisti soloni di oggi dovrebbere capire. Questa è una qualità appunto, che dovrebbero avere loro..

    Io sono un tifoso interista e mi stupisco di come i media nella loro totalità abbiano tralasciato, nella questione Balotelli, le provocazioni dei fascisti romani a San Siro.. cori discriminatori per tutta la partita..
    HASTA MOU SIEMPRE!! 05-03-2009 15:22 - tony
  • Io sto con Mourinho.
    Per il semplice fatto che dice quello che pensa, e lo fa senza giri di parole.
    Tuttociò da fastidio perchè in Italia purtroppo ci stiamo abituando al fatto che una cosa non detta valgono più 100 parole non dette...anzi lo preferiamo per paura che la realtà ci risulti distorta.
    Non dibbiamo avere il timore di parlere, di esprimerci, anche sapendo di poter risultare a volte anche antipatici, come lo sta diventando Mourinho e viene visto come un alieno.
    Uno che viene da un altro pianeta, che è venuto a disturbare il nostro quieto vivere.
    Ma finiamola, con questi piagnistei.
    E ringraziamo, la gente che come lui, ci vuole aprire gli occhi.
    No come fa il Presidente del Consiglio, Berlusconi. 05-03-2009 14:50 - luigi infuso
  • Mourinho è un grande rivoluzionario e grandissimo provocatore, ha protato in Italia una nuova filosofia nel sovrapagato calcio italiano, un nuovo modo di vivere uno sport che coinvolge gli italiani in quanto campioni del mondo.
    Stiamo parlando di una persona non solo fuori dalle righe, ma da ogni schema immaginagile, e questa sua imprevedibilità può far bene o male ma di sicuro resterà nella storia non solo dell'inter, ma del calcio italiano in generale.
    E una persona così ha tutto il mio appoggio e il mio rispetto.

    Hasta Zeman Siempre!!! 05-03-2009 14:16 - Savio
  • Ah bene! Finalmente un articolo su un argomento importante. 05-03-2009 13:35 - Piero
  • La stessa cosa l'ho pensata io dopo aver ascoltato l'intervista. Grande, anche se non condivido gran parte di quello che ha detto. E' quello che ha detto. Non è stata la solita risposta alla solita domanda. Le solite risposte "registrate" o ripetute a memoria prima di andare in sala stampa davanti ai microfoni.
    Mourinho è uno fuori dalle righe e come dice Pasquale Romeo nel suo finale di commento: Hasta Zeman Siempre! Il Boemo è un grande

    P.S.:No dai, Lenin allenatore della Roma? Del Livorno si, o del Vado Ligure, del Taranto... lo avrebbero fatto retrocedere subito. 05-03-2009 12:40 - Simone
  • E' ciò che succede in Italia da un bel pò di tempo. Mourinho ha il coraggio di parlare,o la strafottenza, perchè un giorno il suo futuro è lontano dall'Italia e perchè non ha padroni. Altri questo coraggio non ce l'hanno. E mi riferisco ai calciatori, agli allenatori ma sopratutto ai giornalisti: sempre più servi del sistema o del regime. Comunicazione pilotata o prostituita. E questo non solo nel calcio, ma anche in politica, ngli affari di tutti i giorni!!! Se si è liberi, si è diversi. Mourinho è diverso, perchè è libero!!! V 05-03-2009 12:32 - Vito
  • D'Alema non è di sinistra:Ocalan e guerra umanitaria,ricordate?
    La Roma ha vinto lo scudetto con
    Mussolini.
    Balotelli è un furbetto:si è buttato. 05-03-2009 12:28 - daniele
  • Spesso criticate la destra dicendo che i suoi elettori guardano tutti il grande fratello. A parte che Vladimir Luxuria (vostro ex parlamentare) ci ha sguazzato tantissimo su queste trasmissioni spazzatura.
    Ma dico: qualcuno di voi luminari glielo può dire all'autore di questo articolo che non può scrivere "sono un fans"?
    Grazie a tutti voi, uomini colti della sinistra. 05-03-2009 12:28 - Fulvio
  • Io più che altro non ci capisco niente di quello che dicono allenatori e giornalisti sportivi. Come non capisco nulla di quello che dicono i politici. Forse proprio perchè non dicono proprio un bel niente.
    I cittadini o telespettatori (che ormai fa lo stesso) vanno solo rincoglioniti il più possibile, così, estenuati, si rigettano nel becero tifo. 05-03-2009 12:26 - Simo
  • Una persona che ha capito tutto del mondo del calcio..pur non essendo un grande allenatore

    hasta zeman siempre... 05-03-2009 12:05 - Pasquale Romeo
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