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Andrea De Benedetti
La Spagna arruola i transessuali
E' entrata ieri in vigore la normativa che, cancellando una disposizione vecchia di vent'anni, apre ai transessuali privi di organi maschili le porte dell'esercito spagnolo. con una notizia del genere in Italia saremmo riusciti a imbandire tavole rotonde, rifocillare intere prime pagine di giornali, insaporire dibattiti politici, speziare talk-show sino a renderli irresistibilmente pruriginosi. Gli schermi sarebbero stati inondati di travestiti vip, militari inamidati e rappresentanti del clero che avrebbero dicusso animatamente se un uomo senza pene possa difendere il suo paese, formarsi una famiglia, lavorare, e più in generale esistere senza insidiare il comune sentire morale.
In Spagna, invece, la faccenda è stata liquidata con un breve comunicato della vicepresidenza del Governo e con servizi asciuttissimi nell'ultima parte dei tigì. Niente pettegolezzi, niete polemiche, niente dichiarazioni "a panino" dei leader politici: il paragone sarà anche odioso ma non si possono non sottolineare certi scarti di civiltà quando si possono misurre a spanne.
Nello specifico, l'ordinanza ministeriale implica una modifica del protocollo medico di esenzioni vigente dal 1989, che citava "l'assenza totale o parziale del pene" come uno dei motivi "medici" per vietare l'ingresso nelle Forze Armate. Nel nuovo testo, proposto dal ministro della Difesa Carme Chacòn e firmato dalla vicepresidente del Governo Marìa Teresa Fernàndez de la Vega (non a caso due donne), il riferimento all'assenza del pene scompare, e con esso la storica discriominazioni che escludeva dall'esercito i transessuali maschi e non le femmine. Secondo le stesse Forze Armate c'è almeno un caso pubblico di donna transessuale all'interno dell'esercito, che non avebbe mai subito alcuna disparità di trattamento a causa della sua condizione né da parte dei superiori né da parte dei commilitoni.
Chi non era mai riuscito a entrarci, pur avendone fatto ripetutamente rischiesta, è Aitor, un transessuale ventinovenne che a questo punto sarà il primo a beneficiare della nuova normativa. Le Forze Armate erano il suo sogno, e le prime a festeggiare la cancellazione della norma che gli impediva di realizzarlo sono state la madre e la sorella. Quanto a lui, le sue prime parole sono una sorta di manifesto programmatico: "difenderò il mio paese con il mio cuore, la mia animae il mio entusiasmo. Non ho certo bisogno di un pene per combattere"
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Resta il problema di come verranno accolte le nuove reclute in un ambiente cosi maschilista. 09-03-2009 00:08 - marco sbandi
Ed almeno per una volta senza chiedersi se lo faccio, perchè lo faccio? dare fastidio a qualcuno? Anzi....l'unica risposta che davrà darsi è: "Si fa perchè viviamo in uno stato di Diritto, e non debbo esserci discriminazioni di nessun genere".
Forse sogno troppo, e che non ci riesco a vivere in un Paese dove tutto viene messo in discusione, anche i più elementari Diritti. 08-03-2009 20:37 - luigi Infuso