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FUORIPAGINA
07/03/2009
  •   |   Andrea De Benedetti
    La Spagna arruola i transessuali

    E' entrata ieri in vigore la normativa che, cancellando una disposizione vecchia di vent'anni, apre ai transessuali privi di organi maschili le porte dell'esercito spagnolo. con una notizia del genere in Italia saremmo riusciti a imbandire tavole rotonde, rifocillare intere prime pagine di giornali, insaporire dibattiti politici, speziare talk-show sino a renderli irresistibilmente pruriginosi. Gli schermi sarebbero stati inondati di travestiti vip, militari inamidati e rappresentanti del clero che avrebbero dicusso animatamente se un uomo senza pene possa difendere il suo paese, formarsi una famiglia, lavorare, e più in generale esistere senza insidiare il comune sentire morale.

    In Spagna, invece, la faccenda è stata liquidata con un breve comunicato della vicepresidenza del Governo e con servizi asciuttissimi nell'ultima parte dei tigì. Niente pettegolezzi, niete polemiche, niente dichiarazioni "a panino" dei leader politici: il paragone sarà anche odioso ma non si possono non sottolineare certi scarti di civiltà quando si possono misurre a spanne.

    Nello specifico, l'ordinanza ministeriale implica una modifica del protocollo medico di esenzioni vigente dal 1989, che citava "l'assenza totale o parziale del pene" come uno dei motivi "medici" per vietare l'ingresso nelle Forze Armate. Nel nuovo testo, proposto dal ministro della Difesa Carme Chacòn e firmato dalla vicepresidente del Governo Marìa Teresa Fernàndez de la Vega (non a caso due donne), il riferimento all'assenza del pene scompare, e con esso la storica discriominazioni che escludeva dall'esercito i transessuali maschi e non le femmine. Secondo le stesse Forze Armate c'è almeno un caso pubblico di donna transessuale all'interno dell'esercito, che non avebbe mai subito alcuna disparità di trattamento a causa della sua condizione né da parte dei superiori né da parte dei commilitoni.

    Chi non era mai riuscito a entrarci, pur avendone fatto ripetutamente rischiesta, è Aitor, un transessuale ventinovenne che a questo punto sarà il primo a beneficiare della nuova normativa. Le Forze Armate erano il suo sogno, e le prime a festeggiare la cancellazione della norma che gli impediva di realizzarlo sono state la madre e la sorella. Quanto a lui, le sue prime parole sono una sorta di manifesto programmatico: "difenderò il mio paese con il mio cuore, la mia animae il mio entusiasmo. Non ho certo bisogno di un pene per combattere"

     

     


I COMMENTI:
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  • Bene ha fatto il governo spagnolo. I criteri d'arruolamento non possono essere basati sulle preferenze sessuali. 08-03-2009 09:31 - Alex
  • Una notizia bellisima. Questo provvedimento è soltanto un un ulteriore passo che riflette quanto i diritti soggettivi abbiano fatto passi avanti enormi in Spagna. Dopo aver permesso alla coppie gay di sposarsi e di addottare bambini, ai single di addottare, e dopo avere promosso i diritti della donna a tutti i livelli, dopo aver deciso coraggiosamente di liberalizzare l'aborto checché ne dicesse la Chiesa, ancora una volta la Spagna dimostra di essere un paese civile. Per questo il paese progredirà. Invece, la cosiddetta sinistra italiana ha fatto molto meno del necessario su queste tematiche. Il popolo spagnolo sta conquistando politicamente quello che non gli fu possibile con le armi durante guerra civile. Invece in Italia, le elite al potere stanno riconquistando politicamente quello che gli fu possibile nel ventennio. 08-03-2009 02:04 - gerardo papalia
  • non me ne può fregare di meno: ma chi mettete a programmare 'ste cose!?
    Dino Angelini - Reggio Emilia 07-03-2009 22:31 - Dino Angelini
  • Come quando si discuteva delle donne nell'esercito, proprio non mi appassiona questa vicenda. Spererei che le donne, i gay, i transessuali, forse ancor prima degli eterosessuali ripudiassero gli eserciti.
    Sarò vecchio, vetero, passato, ma odio le armi, le stellette e le divise. Anche se trendy, non mi pare una buona notizia. 07-03-2009 18:54 - lorenzo
  • beh ,naturalmente , c'e' una tradizione che si fa risalire ai tempi di Platone , all'epoca , i soldati gay vennero mandati insieme alla guerra , siccome si volevano tanto bene ,combattevano furiosamente per odio anzhi per amore . 07-03-2009 18:04 - Enzo Cinese
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