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Matteo Bartocci
Europee, in campo due "liste unitarie"
Unità a sinistra? Dipende. Le assemblee di sabato a Firenze e Milano hanno confermato che gli appelli a una lista unitaria per le europee di giugno, almeno per ora, sembrano destinati a cadere nel vuoto. Con il rischio che torni un po’ dovunque la tentazione di saltare un giro elettorale con l’astensione.
Da un lato infatti Rifondazione e Pdci confermano la loro alleanza sotto l’insegna della falce e martello e della Sinistra europea. Dall’altra l’area rosso-verde che va dai socialisti di Nencini fino a Vendola passando per Verdi e Sd è ormai pronta a lanciare il proprio cartello di sinistra e libertà. Un movimento che non è detto si coaguli, dopo le elezioni, in un nuovo partito anche per le resistenze che covano qua e là sul territorio e perfino tra alcuni dei contraenti principali come il Sole che ride. Due liste diverse che vista la soglia di sbarramento per Strasburgo non scongiurano il rischio di un altro naufragio dopo quello dell’Arcobaleno ad aprile e dei quattro congressi estivi con il loro carico di rancori e scissioni. Una sinistra divisa e a rischio di scomparsa definitiva alimenta, a torto o a ragione, la voglia di astenersi e la critica radicale a una politica percepita come salvataggio separato di gruppi dirigenti in agonia.
Che fare dunque? Saltare un giro, insistere con una moratoria multilaterale che salvi il salvabile e si apra davvero al conflitto sociale oppure accettare la scelta tra le due sinistre? Il quadro comincia ad essere chiaro, e da qui a giugno nessuno può chiamarsi fuori.
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Ma posso essere libero di pensarlo o siccome dagli anni novanta queste considerazioni non sono più tanto glamour, devo per forza essere additato come pericoloso utopista nostalgico e come dice qualcuno "vecchista". Assi'? Essere comunisti è da "vecchi"? E perchè invece è moderno paventare una social democrazia poi nei fatti sempre più capital-democrazia, che sia quella del Pd erede delle bombe sulla Yugoslavia e sostenitrice a oltranza delle ragioni del liberismo, o quella dei parolai, che vista la storia voltargli le spalle, e con essa la certezza di ottenere la leadership di quel progetto ridicolo che era la sinistra arcobaleno, aizzano scissioni in nome dell'unità delle pere con le mele?
Perdonatemi, non mi avete convinto. Rimango con Marx, Gramsci, Lenin, Di Vittorio, Tito, Castro e le altre icone poco di moda, ma che - guardacaso - fuori dai confini del Belpaese ricominciano a fare “tendenza”.
Niccolò Zanotelli 17-03-2009 02:48 - Niccolò Zanotelli
E che c'è di male, a me va benissimo: meglio tito di vincezo serrentino ;-P 16-03-2009 23:04 - darth wanax
Ho espresso in un precedente intervento (non pubblicato) le mie perplessità rispetto alla presentazione di una "lista unica" della cosiddetta sinistra.
La mia convinzione,e penso quella di molti altri compagni,è che non si puo' dare nessuna ripresa di una prospettiva anticapitalista sul terreno elettorale....cosa cambia per le nostre prospettive riuscire ad eleggere 5-10 persone(a voler essere molto ottimisti)al parlam europeo? Il massimo di unità va cercato nelle lotte su quei temi che sono centrali nella vita nostra e delle persone tutte:gli effetti disastrosi della crisi,l'attacco al sapere ella formazione come bene comune,il diritto di sciopero,la precarietà,la solitudine di fronte alla crisi i diritti dei migranti,l'ambiente..... insomma il carattere vampiresco del capitale! Mi riesce sempre piu' difficile di sentirmi parte di quella che chiamiamo "sinistra" per quello che contiene...al contrario ritengo che un progetto anticapitalista si possa aggregare su di un pensiero forte che faccia veramente i conti con il marxismo della 2a e della 3a Internazionale,elaborando una critica dell'economia politica del capitalismo odierno....privilegiando la presenza nel "sociale" nella prospettiva dell'utopia concreta del comunismo libertario. La sinistra unita e plurale è un pateracchio che si fonda su un progetto debole senza futuro ed è lo specchio dell'ideologia post modernista del tardo capitalismo.Quando mai nella storia un pensiero debole ha vinto? Dal 1976,ma anche prima, nessuna lista unitaria a sinistra ha MAI raggiunto risultati positivi. Ci sarà un motivo? Perche mai la disastrata Rifondazione dovrebbe buttarsi in un progetto fumoso e senza alcuna prospettiva? La "sinistra è quella che emerge dai blog che discutono di elezioni dove troviamo anche persone che voteranno il liberista cementificatore Di Pietro?!! Abbiamo punti di vista troppo diversi;faccio un solo esempio significativo. Qui nel torinese l'esperienza No Tav ha portato in primo piano tematiche cruciali per il futuro: l'autorganizzazione,il sapere dal basso, un modo di intendere il rapporto economia-natura.Come si puo' votare una lista con dentro persone favorevoli al Tav o al F.A.R.E (la tav naturalmente!) ...cosa c'entriamo con in gruppo liberista socialista europeo? qualcuno mi vuole rispondere? Il grosso guaio è il distacco abissale della "sinistra" dalla realtà,questo dibattito coinvolge se va bene qualche migliaio di persone...sarebbe bello sentire tanta passione nella discussione di problemi che riguardano le persone che vivono al di fuori di recinti autoreferenziali.Leggo il manifesto da sempre e mi dispiace che il giornale si sia fatto promotore di un progetto cosi'di parte mi sarei aspettato una maggiore cautela e imparzialità da compagni come Parlato e Rossanda. salute LA LOTTA CONTINUA!!!! 14-03-2009 10:51 - piero
Si può, a mio parere, cogliere questi due atteggiamenti in ognuno dei militanti delle Sinistre italiane, e tuttavia, l'orientamento di ognuno rispetto a tali spinte contrastanti, è determinato più da elementi emotivi e di storia personale che da una compiuta analisi politica (sempre più rara).
La presenza di due liste a Sinistra è una iattura per i comunisti, per i lavoratori, per gli uomini e le donne di sinistra, e per il paese, nonché l'ennesimo frutto avvelenato dell'irrsponsabilità di una classe dirigente che ha perso la bussola e che, tuttavia, nel mare in tempesta, pur di non lasciare il timone, è disposta a far affondare la nave ( che siamo noi). 12-03-2009 21:25 - Giuseppe Grauso
E' un dramma leggere le argomentazioni sviluppate negli interventi. Prima di tutto i frequenti propositi di astensione. Voglio una lista di sinistra che rispecchia le mie attuali convinzioni?. Ovviamente questa lista non ci sarà mai, siamo in politica, e anche se per un momento esistesse, un momento dopo sarebbe già dissolta dai distinguo.
Votare a caso. Votare per le persone invece che per le etichette, almeno si sa a chi far pagare il conto.
Mentre lo Stato, sotto la spinta del governo, sta somigliando sempre più all'azienda Fiat della gestione Valletta, quelli che dovrebbero essere i cani da guardia della democrazia si azzuffano per appropriarsi delle polpette avvelenate lanciate per distrarli (4%=soldi).
Quale fiducia può essere data a coloro che non si sanno coordinare neanche per un'unica lista europea?. 12-03-2009 11:36 - Un cane sciolto
Rifondazione sta ricercando l'unità, col pdci e sinistra critica, ma un'unità compatibile, tra partiti pronti a confluire nello stesso gruppo a Bruxelles, la sinistra europea.
Se unità vuol dire bordello, dove per riunire tutti i partiti con lo 0'5% si mischiano neo-comunisti, craxiani, ex-diessini, liberisti, verdi, boselliani, etc., il tutto per ottenere un accrocchio che non avendo nessun programma comune, neanche lontanamente, difficilmente supererà il 3%, allora bene, se ne può prendere atto.
In realtà quasi mai questi cartelli elettorali arrangiati riescono a sommare le intenzioni di voto di provenienza, spesso anzi agiscono per sottrazione.
In quanto alla proposta del manifesto, nessuno nega l'emergenza democratica, avvertita da tutti, ma in un tempo di crisi economica mondiale, schianto del liberismo e disoccupazione alle stelle, una sinistra vera non può non battere il chiodo con forza sulle tematiche del lavoro.
Pare strano che questo sia opera del manifesto, e tra gli altri che lo condivida Rossana Rossanda, che in passato hanno contribuito a sensibilizzarmi porprio sulla riscoperta di una sinistra ancorata alle problematiche del lavoro, della condizione economico-sociale.
Comunque grazie dell'attenzione :) 12-03-2009 11:13 - Lebowski