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FUORIPAGINA
07/03/2009
  •   |   Matteo Bartocci
    Europee, in campo due "liste unitarie"

    Unità a sinistra? Dipende. Le assemblee di sabato a Firenze e Milano hanno confermato che gli appelli a una lista unitaria per le europee di giugno, almeno per ora, sembrano destinati a cadere nel vuoto. Con il rischio che torni un po’ dovunque la tentazione di saltare un giro elettorale con l’astensione.

    Da un lato infatti Rifondazione e Pdci confermano la loro alleanza sotto l’insegna della falce e martello e della Sinistra europea. Dall’altra l’area rosso-verde che va dai socialisti di Nencini fino a Vendola passando per Verdi e Sd è ormai pronta a lanciare il proprio cartello di sinistra e libertà. Un movimento che non è detto si coaguli, dopo le elezioni, in un nuovo partito anche per le resistenze che covano qua e là sul territorio e perfino tra alcuni dei contraenti principali come il Sole che ride. Due liste diverse che vista la soglia di sbarramento per Strasburgo non scongiurano il rischio di un altro naufragio dopo quello dell’Arcobaleno ad aprile e dei quattro congressi estivi con il loro carico di rancori e scissioni. Una sinistra divisa e a  rischio di scomparsa definitiva alimenta, a torto o a ragione, la voglia di astenersi e la critica radicale a una politica percepita come salvataggio separato di gruppi dirigenti in agonia.

    Che fare dunque? Saltare un giro, insistere con una moratoria multilaterale che salvi il salvabile e si apra davvero al conflitto sociale oppure accettare la scelta tra le due sinistre? Il quadro comincia ad essere chiaro, e da qui a giugno nessuno può chiamarsi fuori.


I COMMENTI:
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  • Cari compagni, la lotta di classe procede in forme talora occulte talora palesi, come è scritto sul Manifesto del 1848. Questo spiega perché lo stato di cose presente obblighi quelli come me alla clandestinità. Le forme della lotta mi hanno spinto lla latitanza. Infine: negli anni scorsi abbiamo ("noi") avanzato in varie occasioni molte proposte. Lo svolgimento degli eventi a sinistra ha mostrato che on ne abbiamo indovinato una. Forse ("noi") portiamo sfortuna. 25-03-2009 15:17 - Antonio Peduzzi
  • Posso sorbirmi tutto, ma la cosa che più mi manda in bestia è la gente che mi accusa di non voler diventare quello che non sono! Secondo qualcuno alle politiche avrei dovuto votare PD, adesso dovrei volere l'unità con cani e porci. Io sono comunista. Punto. Non lo sono perché mi piace il suono della parola, ma perché sono disposto a sacrifici immensi pur di rovesciare questo ordine economico-politico-sociale marcio e moribondo. Perché non mi accontento di ornamentarlo, di renderlo un po' meno marcio, tral'altro pagando in cambio compromessi, banchetti e leccate di culo a quelli che oggi s'ingozzano. A maggior ragione al cospetto degli effetti della crisi del capitalismo in atto, ormai percepibile e percepita anche dall’uomo medio. Sono convinto e lo rimarrò finche qualcuno non mi convincerà del contrario - per ora nessuno c'è riuscito - che l'unica alternativa possibile sia il socialismo. La costruzione di una società senza padroni, dove l’iniziativa economica sia collettiva e lo scopo la produzione di beni e servizi e non profitti, destinati in base ai bisogni ed al lavoro a tutte le masse. Perché la produzione capitalista non è né efficiente sul piano allocativo come ci hanno ripetuto per vent’anni i grandi soloni di destra e di sinistra, ce lo dimostra la stessa crisi, né tantomeno su quello dell’equità e della giustizia. Perché voglio una democrazia vera, dove siano i lavoratori a decidere e ad eleggere i propri rappresentanti direttamente sul posto di lavoro.
    Ma posso essere libero di pensarlo o siccome dagli anni novanta queste considerazioni non sono più tanto glamour, devo per forza essere additato come pericoloso utopista nostalgico e come dice qualcuno "vecchista". Assi'? Essere comunisti è da "vecchi"? E perchè invece è moderno paventare una social democrazia poi nei fatti sempre più capital-democrazia, che sia quella del Pd erede delle bombe sulla Yugoslavia e sostenitrice a oltranza delle ragioni del liberismo, o quella dei parolai, che vista la storia voltargli le spalle, e con essa la certezza di ottenere la leadership di quel progetto ridicolo che era la sinistra arcobaleno, aizzano scissioni in nome dell'unità delle pere con le mele?

    Perdonatemi, non mi avete convinto. Rimango con Marx, Gramsci, Lenin, Di Vittorio, Tito, Castro e le altre icone poco di moda, ma che - guardacaso - fuori dai confini del Belpaese ricominciano a fare “tendenza”.
    Niccolò Zanotelli 17-03-2009 02:48 - Niccolò Zanotelli
  • "parli di dritti dei lavoratori e ti rispondono tito "

    E che c'è di male, a me va benissimo: meglio tito di vincezo serrentino ;-P 16-03-2009 23:04 - darth wanax
  • cari compagni . io sono stanco :parli di riforma gelmini e ti rispondono stalin parli di dritti dei lavoratori e ti rispondono tito . a ragione o torto il comunismo è percepito come una dittatura perciò non vorrei votare ferrero. Ma la cosidetta sinistra delle libertà? è un coacervo di posizioni diverse , ed inoltre non c'è spazio politico per loro . o stai con la cgil come rifondazione o stai contro come il P:D: non puoi stare a metà .nei fatti la sinistra delle libertà o confluirà nel p.d. facendon l'area sinistra o ritorna in p.r.c. e conoscendo i miei polli tornano nel p.d. .non c'è spazio per una terza sinistra 14-03-2009 19:47 - francesco falzarano
  • un saluto a tutti i compagni.
    Ho espresso in un precedente intervento (non pubblicato) le mie perplessità rispetto alla presentazione di una "lista unica" della cosiddetta sinistra.
    La mia convinzione,e penso quella di molti altri compagni,è che non si puo' dare nessuna ripresa di una prospettiva anticapitalista sul terreno elettorale....cosa cambia per le nostre prospettive riuscire ad eleggere 5-10 persone(a voler essere molto ottimisti)al parlam europeo? Il massimo di unità va cercato nelle lotte su quei temi che sono centrali nella vita nostra e delle persone tutte:gli effetti disastrosi della crisi,l'attacco al sapere ella formazione come bene comune,il diritto di sciopero,la precarietà,la solitudine di fronte alla crisi i diritti dei migranti,l'ambiente..... insomma il carattere vampiresco del capitale! Mi riesce sempre piu' difficile di sentirmi parte di quella che chiamiamo "sinistra" per quello che contiene...al contrario ritengo che un progetto anticapitalista si possa aggregare su di un pensiero forte che faccia veramente i conti con il marxismo della 2a e della 3a Internazionale,elaborando una critica dell'economia politica del capitalismo odierno....privilegiando la presenza nel "sociale" nella prospettiva dell'utopia concreta del comunismo libertario. La sinistra unita e plurale è un pateracchio che si fonda su un progetto debole senza futuro ed è lo specchio dell'ideologia post modernista del tardo capitalismo.Quando mai nella storia un pensiero debole ha vinto? Dal 1976,ma anche prima, nessuna lista unitaria a sinistra ha MAI raggiunto risultati positivi. Ci sarà un motivo? Perche mai la disastrata Rifondazione dovrebbe buttarsi in un progetto fumoso e senza alcuna prospettiva? La "sinistra è quella che emerge dai blog che discutono di elezioni dove troviamo anche persone che voteranno il liberista cementificatore Di Pietro?!! Abbiamo punti di vista troppo diversi;faccio un solo esempio significativo. Qui nel torinese l'esperienza No Tav ha portato in primo piano tematiche cruciali per il futuro: l'autorganizzazione,il sapere dal basso, un modo di intendere il rapporto economia-natura.Come si puo' votare una lista con dentro persone favorevoli al Tav o al F.A.R.E (la tav naturalmente!) ...cosa c'entriamo con in gruppo liberista socialista europeo? qualcuno mi vuole rispondere? Il grosso guaio è il distacco abissale della "sinistra" dalla realtà,questo dibattito coinvolge se va bene qualche migliaio di persone...sarebbe bello sentire tanta passione nella discussione di problemi che riguardano le persone che vivono al di fuori di recinti autoreferenziali.Leggo il manifesto da sempre e mi dispiace che il giornale si sia fatto promotore di un progetto cosi'di parte mi sarei aspettato una maggiore cautela e imparzialità da compagni come Parlato e Rossanda. salute LA LOTTA CONTINUA!!!! 14-03-2009 10:51 - piero
  • La spaccatura provocata dalla sconfitta elettorale della sinisstra arcobaleno, quale dramma epocale, ha provocato, come nelle migliori famiglie, la divisione tra coloro che assumono come punto di riferimento l'identità tradizionale, e coloro che, invece, sentono il bisogno (genuino, non ipocrita)della trasformazione delle forme di partecipazione politica e di costruzione del soggetto politico di massa.
    Si può, a mio parere, cogliere questi due atteggiamenti in ognuno dei militanti delle Sinistre italiane, e tuttavia, l'orientamento di ognuno rispetto a tali spinte contrastanti, è determinato più da elementi emotivi e di storia personale che da una compiuta analisi politica (sempre più rara).
    La presenza di due liste a Sinistra è una iattura per i comunisti, per i lavoratori, per gli uomini e le donne di sinistra, e per il paese, nonché l'ennesimo frutto avvelenato dell'irrsponsabilità di una classe dirigente che ha perso la bussola e che, tuttavia, nel mare in tempesta, pur di non lasciare il timone, è disposta a far affondare la nave ( che siamo noi). 12-03-2009 21:25 - Giuseppe Grauso
  • Sono un lettore saltuario del 'MANIFESTO' che considero un organo d'informazione insostituibile e la lettura dei commenti mi provoca una profonda depressione. Siamo sempre alle solite: da oltre un secolo la sinistra si divide in nome dell'unità. Alle ultime elezioni ho votato PD non perchè questo sia il miglior partito del mondo, ma perchè, una volta tanto, la sinistra o, il centro-sinistra era riuscito a dettare l'agenda politica alla destra. Prodi aveva invitato tutte le forze politiche coalizzate nell'UNIONE a prendere parte al processo costituente del PD, risultato: un coro di NO; ognuno a difendere la propria identità, il proprio simbolo, la propria ideologia, la propria poltrona. Tra i commenti ho letto: non si può e non si possono mettere insieme Paola Binetti e Paolo Ferrero. Ma lasciamo stare quelli che vengono chiamati temi etici! Quelli non sono negoziabili: non possono far parte di un programma di governo, non solo: non possono far parte neanche di un programma di partito: se sono valori non negoziabili, io non sono disposto a negoziarli con nesssuno e per l'approvazione di un'eventuale legge la maggioranza va cercata in Parlamento senza vincoli di partito o di coalizione. I valori di riferimento su cui bisogna fondare una politica sono: la gestione dell'economia e del lavoro, la stato sociale, la scuola. Facile obiezione: ma come si fa a mettere d'accordo su tali questioni Bertinotti e Rutelli? Obiezione all'obiezione: ma perchè Bertinotti e Rutelli si sono messi d'accordo quando si è trattato di coalizzarsi nell'UNIONE e non si mettono d'accordo nella politica economica? Forse perchè quando si tratta di spartirsi una poltrona l'accordo si trova? E allora via, di nuovo divisi e gelosi della propria identità a fare pelo e contropelo a tutti per vedere chi è più e chi è meno di sinistra e a non compromettersi con le forze succubi della confindustria e dei poteri forti. Ma questo film non l'abbiamo già visto? Tra il 1919 e il 1922 l'ala massimalista del Partito Socialista non volle compromettersi con la borghesia moderata, risultato: venti anni di fascismo! Vogliamo riprovarci? 12-03-2009 12:43 - Marcello
  • Alla ricerca della sinistra, disperatamente.
    E' un dramma leggere le argomentazioni sviluppate negli interventi. Prima di tutto i frequenti propositi di astensione. Voglio una lista di sinistra che rispecchia le mie attuali convinzioni?. Ovviamente questa lista non ci sarà mai, siamo in politica, e anche se per un momento esistesse, un momento dopo sarebbe già dissolta dai distinguo.
    Votare a caso. Votare per le persone invece che per le etichette, almeno si sa a chi far pagare il conto.
    Mentre lo Stato, sotto la spinta del governo, sta somigliando sempre più all'azienda Fiat della gestione Valletta, quelli che dovrebbero essere i cani da guardia della democrazia si azzuffano per appropriarsi delle polpette avvelenate lanciate per distrarli (4%=soldi).
    Quale fiducia può essere data a coloro che non si sanno coordinare neanche per un'unica lista europea?. 12-03-2009 11:36 - Un cane sciolto
  • D'accordo con Giacomo Casarino, si sta agitando acriticamente l'unità come un feticcio privo di contenuti.
    Rifondazione sta ricercando l'unità, col pdci e sinistra critica, ma un'unità compatibile, tra partiti pronti a confluire nello stesso gruppo a Bruxelles, la sinistra europea.
    Se unità vuol dire bordello, dove per riunire tutti i partiti con lo 0'5% si mischiano neo-comunisti, craxiani, ex-diessini, liberisti, verdi, boselliani, etc., il tutto per ottenere un accrocchio che non avendo nessun programma comune, neanche lontanamente, difficilmente supererà il 3%, allora bene, se ne può prendere atto.
    In realtà quasi mai questi cartelli elettorali arrangiati riescono a sommare le intenzioni di voto di provenienza, spesso anzi agiscono per sottrazione.

    In quanto alla proposta del manifesto, nessuno nega l'emergenza democratica, avvertita da tutti, ma in un tempo di crisi economica mondiale, schianto del liberismo e disoccupazione alle stelle, una sinistra vera non può non battere il chiodo con forza sulle tematiche del lavoro.
    Pare strano che questo sia opera del manifesto, e tra gli altri che lo condivida Rossana Rossanda, che in passato hanno contribuito a sensibilizzarmi porprio sulla riscoperta di una sinistra ancorata alle problematiche del lavoro, della condizione economico-sociale.
    Comunque grazie dell'attenzione :) 12-03-2009 11:13 - Lebowski
  • ....da qualche anno sono convinto che i primi ad essere anticomunisti siete proprio voi del "manifesto" e in più mi sa che portate pure sfiga. Voto Rifondazione Comunista e sono per l'unità dei comunisti!!! 12-03-2009 10:50 - Calogero Frazzata
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    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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