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Norma Rangeri
Rai, cercasi presidente senza vergogna
Perché l'immagine possa sostituirsi alla realtà, la propaganda alla politica, il consenso alla critica bisogna stringere le maglie dell'informazione. Fra tre mesi si vota, è scaduto il tempo della trattativa, il cavallo della Rai deve correre.
Sapremo il nome del nuovo presidente di viale Mazzini quando non la sinistra, ma un partito, il Pd, ne avrà trovato uno disposto a sottoscrivere l'organigramma deciso da Silvio Berlusconi. L'iniziativa di Dario Franceschini di mettere sulla pubblica piazza il nome di Ferruccio De Bortoli, ha scoperto il gioco dell'acqua calda: nessuna personalità che abbia a cuore la propria faccia, può sedersi sulla poltrona della Rai senza perderla.
L'invenzione di un presidente di garanzia è malamente naufragata dopo la breve stagione di Lucia Annunziata (compromessa dalla vicenda di Paolo Mieli), e quella più recente di Claudio Petruccioli (inficiata dalla visita a palazzo Grazioli). La trappola di eleggere un presidente-ostaggio può essere disinnescata solo in due modi: offrendo una serie di candidature impossibili perché indipendenti, o rifiutando di partecipare alla messa in scena di un pluralismo che non c'è. Ma è inutile farsi illusioni, come testimonia la disarmante dichiarazione di Pierluigi Bersani: «Stiamo alla ricerca di una soluzione all'altezza della situazione». Altezza, in questo caso, non sembra la parola più adatta.
L'assetto politico della tv pubblica è giocato tutto nel recinto del centrodestra. Certo non a colpi di fioretto se ora, dopo la mano dura nei confronti di Agostino Saccà e del consigliere Angelo Petroni, nemmeno Claudio Petruccioli gode più del consenso unanime del centrodestra. Contro certi poteri e certi appetiti (gli appalti) non ha molti margini di manovra neppure il moderato Gianni Letta, che di notte tesse la tela e di giorno deve disfarla suo malgrado.
Nessun accordo bipartisan può reggere di fronte a una crisi economica di queste dimensioni. Non che gli attuali direttori di Raiset non abbiano lavorato bene (dal 2003 al 2007 il tempo dedicato ai servizi su delitti, violenze e rapine è raddoppiato, la percentuale di informazione partitica nei tg Rai è più del doppio rispetto ai tg europei). Ma si può e si deve fare di più. Berlusconi non può accettare che la comunicazione di massa, il vero partito unico che lo ha partorito, sostenuto e rafforzato, dia ancora spazio al conflitto sociale, lasciando in onda immagini di negozi senza clienti, fabbriche senza operai.
Questa è una guerra dove non si fanno prigionieri, e la sinistra non sa (non vuole) combatterla. Ogni volta si acconcia a soluzioni di facciata che gli scavano la fossa. Come è avvenuto nella disarmante vicenda della Commissione parlamentare di vigilanza, in relazione alla pantomima del suo presidente e, ancor di più, all'accettazione di annoverare tra i parlamentari di opposizione un uomo di Casini al posto di un esponente di Di Pietro.
«Sul nome di Ferruccio De Bortoli avevamo dato il nostro benestare, invece lui ci ha ripensato. Non abbiamo un altro candidato, ce lo devono dare i signori della sinistra», ha chiosato ieri il capo del governo. Sicuro che quel nome lo avrà. Anche perché se è vero che le carte sono scoperte, il metodo non è trasparente. Lo sarebbe stato se, per esempio, un giornalista come De Bortoli, tra gli opinionisti più gettonati da tg e talk-show, avesse sentito il bisogno (se non il dovere) di informare anche noi, opinione pubblica, su quali ragioni profonde lo abbiano indotto a cambiare parere.
- 31/03/2009 [30 commenti]
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Nausea, mi fai fai venire la nausea... 11-03-2009 17:27 - LUCA
Di Pietro è, ora, un ariete di sfondamento. Poi si vedrà. 10-03-2009 19:50 - LA NAUSEA
E' satao citato in giudizio per truffa in contributi elettorali insieme al suo partito personale, l'IDV. Per cui il presunto e autoproclamatosi moralizzatore è in realtà un paraculo decisamente immorale.
Farebbe bene la Rangeri a starne alla larga.
NO Di Pietro, No Berluska 10-03-2009 13:44 - LUCA
Kant e l'ornitorinco consiglieri
d'amministrazione.
Baudolino relatore.
Non mi sembra una buona idea.
Meglio sorteggiare uno qualunque e rinchiuderlo in solitudine fino alla scadenza a:
dare ordini che scontentino tutti
ridurre gli stipendi ad un massimo di 1500 euro netti mensili. 10-03-2009 11:58 - t.o.