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FUORIPAGINA
06/03/2009
  •   |   Norma Rangeri
    Rai, cercasi presidente senza vergogna

    Perché l'immagine possa sostituirsi alla realtà, la propaganda alla politica, il consenso alla critica bisogna stringere le maglie dell'informazione. Fra tre mesi si vota, è scaduto il tempo della trattativa, il cavallo della Rai deve correre.
    Sapremo il nome del nuovo presidente di viale Mazzini quando non la sinistra, ma un partito, il Pd, ne avrà trovato uno disposto a sottoscrivere l'organigramma deciso da Silvio Berlusconi. L'iniziativa di Dario Franceschini di mettere sulla pubblica piazza il nome di Ferruccio De Bortoli, ha scoperto il gioco dell'acqua calda: nessuna personalità che abbia a cuore la propria faccia, può sedersi sulla poltrona della Rai senza perderla.
    L'invenzione di un presidente di garanzia è malamente naufragata dopo la breve stagione di Lucia Annunziata (compromessa dalla vicenda di Paolo Mieli), e quella più recente di Claudio Petruccioli (inficiata dalla visita a palazzo Grazioli). La trappola di eleggere un presidente-ostaggio può essere disinnescata solo in due modi: offrendo una serie di candidature impossibili perché indipendenti, o rifiutando di partecipare alla messa in scena di un pluralismo che non c'è. Ma è inutile farsi illusioni, come testimonia la disarmante dichiarazione di Pierluigi Bersani: «Stiamo alla ricerca di una soluzione all'altezza della situazione». Altezza, in questo caso, non sembra la parola più adatta.
    L'assetto politico della tv pubblica è giocato tutto nel recinto del centrodestra. Certo non a colpi di fioretto se ora, dopo la mano dura nei confronti di Agostino Saccà e del consigliere Angelo Petroni, nemmeno Claudio Petruccioli gode più del consenso unanime del centrodestra. Contro certi poteri e certi appetiti (gli appalti) non ha molti margini di manovra neppure il moderato Gianni Letta, che di notte tesse la tela e di giorno deve disfarla suo malgrado.
    Nessun accordo bipartisan può reggere di fronte a una crisi economica di queste dimensioni. Non che gli attuali direttori di Raiset non abbiano lavorato bene (dal 2003 al 2007 il tempo dedicato ai servizi su delitti, violenze e rapine è raddoppiato, la percentuale di informazione partitica nei tg Rai è più del doppio rispetto ai tg europei). Ma si può e si deve fare di più. Berlusconi non può accettare che la comunicazione di massa, il vero partito unico che lo ha partorito, sostenuto e rafforzato, dia ancora spazio al conflitto sociale, lasciando in onda immagini di negozi senza clienti, fabbriche senza operai.
    Questa è una guerra dove non si fanno prigionieri, e la sinistra non sa (non vuole) combatterla. Ogni volta si acconcia a soluzioni di facciata che gli scavano la fossa. Come è avvenuto nella disarmante vicenda della Commissione parlamentare di vigilanza, in relazione alla pantomima del suo presidente e, ancor di più, all'accettazione di annoverare tra i parlamentari di opposizione un uomo di Casini al posto di un esponente di Di Pietro.
    «Sul nome di Ferruccio De Bortoli avevamo dato il nostro benestare, invece lui ci ha ripensato. Non abbiamo un altro candidato, ce lo devono dare i signori della sinistra», ha chiosato ieri il capo del governo. Sicuro che quel nome lo avrà. Anche perché se è vero che le carte sono scoperte, il metodo non è trasparente. Lo sarebbe stato se, per esempio, un giornalista come De Bortoli, tra gli opinionisti più gettonati da tg e talk-show, avesse sentito il bisogno (se non il dovere) di informare anche noi, opinione pubblica, su quali ragioni profonde lo abbiano indotto a cambiare parere.


I COMMENTI:
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  • Ennesima dimostrazione che i due schieramenti politici principali sono le due facce di una stesssa medaglia. La tv oggi è ormai RAISET..Marco Carta che vince Sanremo a furor di popolo benedetto da Maurizia Costanza..ieri Fiorello a X Factor che riceve il tapiro da Staffelli..facessero un canale unico senza canone e con tante marchette...
    Per fortuna che c'è la7 miracolo televisivo in quest'acquitrinio melmoso di comunicazione perversa 10-03-2009 11:49 - Pasquale
  • ci ha informati stmattina debortoli. per dirci quello che tutti sanno. che non avrebbe avuto alcun potere. e' solo una poltrona da spartire..un po'a destra un po' a sx. e noi in mezzo a farci fregare. 10-03-2009 10:31 - roberto
  • Si dovrebbe proporre Umberto Eco e a lui lasciar nominare almeno tre consiglieri "impolitici"; poi far scegliere dal nuovo cda i direttori di rete e di tg. Ma poiché occorre il consenso di B. non se ne farebbe nulla.
    Elio Matteo Palumbo 10-03-2009 09:13 - elio matteo palumbo
  • E' logico che un serio giornalista
    rifiuti di dirigere una commissione scritta ad hoc da Berlusconi dove la presidenza sarebbe solo formale e con personaggi tipo Gasparri (che tanto danno hanno
    procurato all'informazione pubblica).
    A questo punto sarebbe logico che la commissione se la dirigesse Berlusconi o Gasparri
    perché bisogna finirla con il prendere in giro tutti quei cittadini che sperano di sentire
    qualcosa di diverso dalla solita
    nenia governativa di destra. 10-03-2009 08:40 - gio6ma
  • Il ripensamento di De Bortoli è il de profundis della credibilità di Franceschini. Adesso ripiegano sul "compagno" Petruccioli. Che nausea. 10-03-2009 07:58 - Piero
  • Il problema, al di la' della intrinseca inettidudine del pd, e' il grado di corruzione raggiunto dal sistema. La anormalita' ormai e' la normalita'. L'asservimento al padrone/potere al fine di trarne futuri o immediati vantaggi e' diffusissima. Faccio solo l'esempio delle Universita' dove non diventi ordinario/padrone se non dopo anni di servitu' all'ordinario/padrone e dove ti isolano e tagliano le gambe se non obbedisci. E cosi' non c'e' da stupirsi che queste dinamiche agiscano anche in RAI. Nell'ambito delle logiche di potere in cui si muove il pd (e non solo) non si deve mai andare frontalmente contro il piu' forte perche' si rischia di perdere. E sappiamo chi e' il piu' forte. 10-03-2009 01:27 - murmillus
  • Al PD non resta che suggerire Jerry Scotti o qualche altro
    nome certamente gradito a Bossi.
    La scienza si interroga sulla utilita di riportare in vita i fossili ma l uomo di Neanderthal
    e gia in vita nel parlamento italiano grazie anche a Veltroni. 10-03-2009 00:10 - marco sbandi
  • Più chiari di così...è impossibile.Grazie Norma.Ed un paio di domande a De Bortoli.... 09-03-2009 23:49 - daniele
  • chi accetterà di essere all'altezza sarà colui che, oltre che a dichiarare la propria schiena molto piegata, sarà anche colui che non ci garantirà informazione corretta. ma il suo stipendio sarà pagato da noi e sarà molto più alto dei nostri (di chi fra noi ancora ha un lavoro).
    è ora di smettere questa vergogna. 09-03-2009 23:14 - flavio
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