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FUORIPAGINA
12/03/2009
  •   |   Iaia Vantaggiato
    Fini, una vespa a Porta a Porta

     

    Gianfranco Fini, ospite stasera di Porta a Porta, è un fiume in piena.

    Prima se la prende col pacchetto sicurezza e, in particolare, con l'emendamento leghista che di fatto obbliga i medici del servizio sanitario nazionale a denunciare gli extracomunitari non in regola con le norme sul permesso di soggiorno. «Il medico – afferma il presidente della Camera - ha il dovere di curare le persone e non di guardare se sono clandestine o meno. Per questo ci sono polizia e carabinieri». Quindi precisa: se il medico sarà costretto a denunciarli "si creerà un circuito di medicina alternativo". E mica allude al ricorso agli sciamani quanto piuttosto alla nascita di ambulatori paralleli e (questi sì) clandestini. Clandestini ed economicamente significativi (l'aborto ce lo siamo dimenticati?). "Ragioniamo – dice Fini - prima di dar vita a provvedimenti che possono ledere il diritto della persona, al di là del colore delle pelle e della razza. Nei confronti del clandestino bisogna ricordare che è sempre una persona umana. Il rispetto della dignità viene prima di qualsiasi connotazione. Uno prima è uomo e poi è clandestino”.

    Fuori una.

    Poi giù di corsa. A un Bruno Vespa già visibilmente imbarazzato che gli chiede la sua opinione sullo stupro della Caffarella, Fini risponde inossidabile: “La sicurezza è un bene primario e mi preoccupa il fatto che possa diventare un problema etnico. Lo stupro è sempre un'infamia e non ha nazionalità". Il presidente della Camera ribadisce più volte – nel corso della trasmissione - il suo no a etichette etniche perché altrimenti – dice - siamo oltre la xenofobia, “siamo al razzismo”.

    Fuori due.

    E sempre a proposito di razzismo sembra arrivare sin troppo tempestivamente in (quasi) diretta la notizia di un'imminente visita del papa alla Sinagoga di Roma. Una visita, prevista per il prossimo autunno, che viene seraficamente commentata da Fini per una volta privo di kippà: «È una bella notizia” alla quale non si può che riconoscere un grande valore simbolico.

    Fuori tre.

    Trema Vespa mentre si arrampica sulla domanda più spinosa. “Ma come sono i rapporti tra lei e Berlusconi?” «Tra me e Berlusconi ci sono anche sensibilità diverse, come dimostra il caso Englaro, ma questo non autorizza nessuno a dire che ci sia uno scontro». Tradotto: il presidente della Camera ha la facoltà di esprimere le proprie posizioni politiche indipendentemente da quello che gli “suggerisce “ il premier. “Il capo del governo – insiste Fini- guida una squadra ministeriale e una maggioranza. Poi, a differenza di altri paesi, nella tradizione italiana i presidenti di Camera e Senato possono, se vogliono, fare politica. È noto che ogni volta che Berlusconi dice che il Parlamento è lento la mia risposta arriva in tempo reale. Attiene al mio ruolo istituzionale, io faccio il presidente della Camera, lui fa il presidente del Consiglio». Un colpo al cerchio e uno alla botte: Silvio Berlusconi – dice sempre Fini - diventerà il leader del Pdl e dovrà essere eletto pure per alzata di mano, mettendo da parte una nomina per acclamazione o una votazione a scrutinio segreto che «sarebbe ridicola» in quanto non ci sono antagonisti.

    Fuori quattro.

    Così che Vespa gioca una delle sue ultime carte. “Non è che lei è diventato di sinistra?” Fini: «Il presidente della Camera non è un ornamento, esprime opinioni su diversi temi. Se poi talvolta queste vengono etichettate come di sinistra io non ci trovo nulla di male».

    E, certo, affermare che Gianfranco Fini è diventato un uomo di sinistra sarebbe assurdo. In compenso, però, è più che lecito domandarsi se il presidente della Camera rappresenti ancora, oggi, solo una delle tante facce del berlusconismo o non si prepari invece a mettere in campo un'idea della destra molto diversa da quella di Berlusconi e Bossi. Per certi versi opposta. Per tutti i versi migliore.

     

     

     

     

     


I COMMENTI:
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  • Fini è figlio della vecchia repubblica:scaltro,audace e sicuramente preparato.Ma aldilà del mio antifascismo militante ben vengano le sue dichiarazioni oneste o false che siano,almeno creano dei punti di discussione a destra dove impera il Berlusconismo.
    Ma la domanda che mi faccio ogni giorno non è se c'è da fidarsi o meno (geneticamente non mi fido a priori) ma a sinistra nel senso più ampio COSA CAZZO STIAMO DICENDO? 15-03-2009 10:59 - roberto panfoli
  • il nano ci ha talmente disgustato che paradossalmente ci ha quasi reso potabile persino Fini 15-03-2009 10:27 - dario
  • se vi va di credere a quello che dice fini sono affari vostri io vi dico che fini e una persona vanitosa e molto ambiziosa e come l'ambizione perse Cesare perdera anche fini. 14-03-2009 22:14 - benito
  • Fini è sicuramente al servizio,da sempre, della propria ambizione. In questo, fedele al suo nome, segue una fine strategia. Quando si è accorto(tardi)al contrario di Bossi(in perenne sospensione) e subito dopo Casini, che Berlusconi nonostante le promesse non gli lasciava spazio, si è inventato un nuovo profilo ed ormai punta, aggirando BERLUSCONI, alla presidenza della Repubblica, per questo ha bisogno del supporto dsel PD.Lapalassiano. L'ambizione fa fare miracoli di strategia! 14-03-2009 19:17 - giulio raffi
  • ...non mi fido. 14-03-2009 19:16 - Daniele
  • se Fini lavorasse per una destra italiana normale, cioè democratica e liberale,senza tentazioni autoritarie liberle le, ecco ciò che i Italia non c'mai stato, non sarebbe male 14-03-2009 17:57 - giovan sergio benedetti
  • Fini è partito da destra, piano, piano è andato verso il centro ed ora sembra che voglia fare le scarpe a Franceschini, appena verrà rottamato, bene benissimo, non credo che lascerà un vuoto incolmabile 14-03-2009 16:02 - Elio
  • Fini non è di destra né di sinistra: gioca solo per sé. Mira alla Presidenza della Repubblica e ai voti del centrosninistra, che Berlusconi non avrà mai. 14-03-2009 14:59 - Salvo
  • L'On. Fini sta davvero gettando le basi di una "nuova destra". L'aver traghettato la destra al governo, la svolta di Fiuggi, sono la premessa di una nuova ideologia, non contraddittoria e più aderente alla realtà. Il congresso PDL che eleggerà Berlusconi leader in realtà ne sancirà la fine, verosimilmente prossima, in qualche "alta carica di partito" o istituzionale. Per questo fa bene Fini a impostare ora una proposta politica da presentare ad un futuro congesso: mi auguro sinceramente un successo. 14-03-2009 14:58 - wpro
  • e se si preparesse a sostituirlo nel caso che questa politica troppo aggressiva della destra italiana non vada bene in tempi di crisi, la coesione sociale è un valore, vedi l'elezione di Obama negli States già di per se con il suo stile e il suo colore della pelle e con le misure a favore dei "ceti medi" e le tasse ai ricchi per l'assistenza sanitaria e la ricerca del dialogo con i sindacati è una ricerca di coesione sociale, negli anni trenta negli Usa c'era una politica e in italia una molto diversa, siamo sicuri che il capitale italiano si possa permettere questa differenza anche oggi? e soprattutto che siano in grado di gestirla? Fini "di sinistra" può diventare l'Obama italiano. 14-03-2009 12:25 - jangadero
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