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Iaia Vantaggiato
Fini, una vespa a Porta a Porta
Gianfranco Fini, ospite stasera di Porta a Porta, è un fiume in piena.
Prima se la prende col pacchetto sicurezza e, in particolare, con l'emendamento leghista che di fatto obbliga i medici del servizio sanitario nazionale a denunciare gli extracomunitari non in regola con le norme sul permesso di soggiorno. «Il medico – afferma il presidente della Camera - ha il dovere di curare le persone e non di guardare se sono clandestine o meno. Per questo ci sono polizia e carabinieri». Quindi precisa: se il medico sarà costretto a denunciarli "si creerà un circuito di medicina alternativo". E mica allude al ricorso agli sciamani quanto piuttosto alla nascita di ambulatori paralleli e (questi sì) clandestini. Clandestini ed economicamente significativi (l'aborto ce lo siamo dimenticati?). "Ragioniamo – dice Fini - prima di dar vita a provvedimenti che possono ledere il diritto della persona, al di là del colore delle pelle e della razza. Nei confronti del clandestino bisogna ricordare che è sempre una persona umana. Il rispetto della dignità viene prima di qualsiasi connotazione. Uno prima è uomo e poi è clandestino”.
Fuori una.
Poi giù di corsa. A un Bruno Vespa già visibilmente imbarazzato che gli chiede la sua opinione sullo stupro della Caffarella, Fini risponde inossidabile: “La sicurezza è un bene primario e mi preoccupa il fatto che possa diventare un problema etnico. Lo stupro è sempre un'infamia e non ha nazionalità". Il presidente della Camera ribadisce più volte – nel corso della trasmissione - il suo no a etichette etniche perché altrimenti – dice - siamo oltre la xenofobia, “siamo al razzismo”.
Fuori due.
E sempre a proposito di razzismo sembra arrivare sin troppo tempestivamente in (quasi) diretta la notizia di un'imminente visita del papa alla Sinagoga di Roma. Una visita, prevista per il prossimo autunno, che viene seraficamente commentata da Fini per una volta privo di kippà: «È una bella notizia” alla quale non si può che riconoscere un grande valore simbolico.
Fuori tre.
Trema Vespa mentre si arrampica sulla domanda più spinosa. “Ma come sono i rapporti tra lei e Berlusconi?” «Tra me e Berlusconi ci sono anche sensibilità diverse, come dimostra il caso Englaro, ma questo non autorizza nessuno a dire che ci sia uno scontro». Tradotto: il presidente della Camera ha la facoltà di esprimere le proprie posizioni politiche indipendentemente da quello che gli “suggerisce “ il premier. “Il capo del governo – insiste Fini- guida una squadra ministeriale e una maggioranza. Poi, a differenza di altri paesi, nella tradizione italiana i presidenti di Camera e Senato possono, se vogliono, fare politica. È noto che ogni volta che Berlusconi dice che il Parlamento è lento la mia risposta arriva in tempo reale. Attiene al mio ruolo istituzionale, io faccio il presidente della Camera, lui fa il presidente del Consiglio». Un colpo al cerchio e uno alla botte: Silvio Berlusconi – dice sempre Fini - diventerà il leader del Pdl e dovrà essere eletto pure per alzata di mano, mettendo da parte una nomina per acclamazione o una votazione a scrutinio segreto che «sarebbe ridicola» in quanto non ci sono antagonisti.
Fuori quattro.
Così che Vespa gioca una delle sue ultime carte. “Non è che lei è diventato di sinistra?” Fini: «Il presidente della Camera non è un ornamento, esprime opinioni su diversi temi. Se poi talvolta queste vengono etichettate come di sinistra io non ci trovo nulla di male».
E, certo, affermare che Gianfranco Fini è diventato un uomo di sinistra sarebbe assurdo. In compenso, però, è più che lecito domandarsi se il presidente della Camera rappresenti ancora, oggi, solo una delle tante facce del berlusconismo o non si prepari invece a mettere in campo un'idea della destra molto diversa da quella di Berlusconi e Bossi. Per certi versi opposta. Per tutti i versi migliore.
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Comunque Fini ha nel suo curriculum, anche recente, delle macchie troppo pesanti perche sia credibile la sua fede democratica: oppure quando a Genova dirigeva la repressione stava tutelando la libertà di manifestazione del pensiero del governo a esprimere il proprio dissenso al nostro dissenso.. Bah, questione di punti di vista.. 13-03-2009 12:15 - Luigi
Cmq non si vuole sostituire in toto alla sinistra o meglio a tutta la sinistra, perchè sa che i voti della sinistra cosidetta radicale non li intercetterà mai, perchè è gente che non si fà impressionare da un paio di dichiarazioni buoniste… come penso che il nano preferirebbe far chiudere il manifesto anzichè comprarlo, perchè sa che i lettori non si farebbero influenzare da un eventuale cambiamento della linea editoriale se lui fosse il nuovo proprietario, ma semplicemente smetterebbero di leggerlo.
Tutto questo ancora per ribadire quanto ha danneggiato l’Italia il Ventronismo, i “ma anche” a la ricerca di dialogo con chi la parola dialogo non sa neanche se significa.
In attesa della catastrofe finale,
Porgo distinti saluti 13-03-2009 11:39 - Mirko
il suo ruolo di superpartes nello presiedere l'assemblea
parlamentare.Questo suo ragionare fuori linea dalla sua coalizione e tante volte in contrasto con il capoSILVIO.Ma non tragga in inganno il popolo di sinistra
dal suo filosofare per un mondo migliore perche' il Fini è stato il capo indiscusso del partito neofascista il msi. Come si puo' credere che un neo fascista come LUI abbia cambiato idea avvicinandosi a problematiche sino ad ieri avversate con piglio reazionario e oggi ne ha fatto
una ragione di svolta politica. LO fara' per contrastare il Berlusconi per
poi un domani candidarsi alla guida del partito.La svolta di FIUGGI è stata una forma dimezzata per la critica al neo-fascismo e lo sappiamo tutti che in AN la nostalgia del ventennio è ancora gagliardo. NON CREDO CHE DIVENTARE DEMOCRATICI BASTI ABBEVERARSI ALLE FONTI DI FIUGGI............ UGGI. ........... 13-03-2009 10:36 - ernesto P
Ricordo per esempio la sua proposta del voto agli immigrati e che fu tra i primi a portare la sua solidarietà al Manifesto dopo lo scellerato e criminale attentato alla redazione.
Dal punto di vista storico politico, invece, mi sembra vengano confermate le analisi di Asor Rosa secondo il quale il berlusconismo si é dimostrato peggiore del fascismo perché almeno quest'ultimo un senso dello Stato e una sua moralità la perseguiva pure. Fini erede di quel passato dimostra allora di avere questo senso dello Stato anche se poi deve passare per la sala operativa dei carabinieri a Genova durante il G8 con tutto il corolario di "macelleria messicana" che ciò ha comportato (e non é stato un suo incidente di percorso).
Che Berlusconi e Bossi ci facciano rimpiangere i tempi in cui rischiavamo di morire democristiani passi pure, ma che dobbiamo sentirci dire da Fini che essere di sinistra non c'è nulla di male sembra quasi una beffa.
Forza compagni, svegliamoci! 13-03-2009 10:12 - Luciano Rubini
Bisogna stacci, ma di molto attenti,
con certi personaggi verdolini…
…somigliano parecchio a Mussolini,
e a su’ gerarchi, quelli più cruenti.
Se li conosci, certo ‘un li frequenti,
che vanno a spasso spesso coi suini…
…li fanno passeggia’, que’ poverini,
dove c’è i musurmani più credenti!
Della democrazia, delle persone,
‘un è che gliene importi qualche cosa,
adorano “i danè” e ‘l fiume Po…
…girano spesso con un bel bastone,
c’hanno quella parlata velenosa,
e in certi “campi” accendono i falò!
Civettone
www.sonetto.org 13-03-2009 08:32 - Civettone