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FUORIPAGINA
10/03/2009
  •   |   Iaia Vantaggiato
    Paolo Ferrero è on line. Le risposte ai nostri lettori

     

    L'argomento riguardava Dario Franceschini e la sua proposta di tassare, una tantum, i redditi più alti. Ma nel mirino è finito soprattutto Paolo Ferrero. Molti dei post inviati a commento del nostro articolo sulla proposta Franceschini, infatti, se la sono presa con il segretario del Prc e con le critiche da lui rivolte al collega segretario del Pd. Per l'occasione, gli internauti del “manifesto”, hanno coniato un brillante neologismo - “benaltrismo” - per definire l'abitudine a disprezzare ogni piccolo passo impugnando la necessità di fare molto di più: “ben altro”, appunto. Inevitabile, dunque, chiedere anche al leader del Prc, oltre che a quello del Pd, di rispondere direttamente alle critiche. Ferrero ha risposto subito. Fanceschini è titubante, ma lo attendiamo fiduciosi.

    Cosa risponde Paolo Ferrero a Roberto Grienti, che per criticare Ferrero risale addirittura al Lenin secondo cui “tutto ciò che riusciamo a strappare alla borghesia lo pigliamo come acconto di quanto ci è dovuto”? A mettere in discussione Lenin, il segretario di Rifondazione comunista non ci pensa neppure. Però precisa: “L'elemosina è meglio di un calcio nello stomaco ma la pesantezza della crisi è tale che, se anche una proposta di questo tipo fosse realizzata, avrebbe effetti limitati. All'origine della crisi c'è la cattiva distribuzione del reddito.Per uscirne è necessario proporre misure continuative e non la solita 'una tantum'. Essere solidali con i più poveri non basta”.

    Ma sul leader rifondatore piovono accuse ben più pesanti, prima fra tutte quella di essere stato succube di Padoa Schioppa e “della scellerata politica antipopolare del governo Prodi”. La risposta, qui, è immediata: “Ho sempre contrastato le politiche di liberismo moderato del governo, tant'è che non ho votato il Dpf , nemmeno quello del 2006. Ma ci tengo anche a sottolineare che non è vero che Rifondazione, come dice qualcuno, si è pronunciata contro il salario sociale ai disoccupati. Al contrario: l'abbiamo riproposto. E tuttavia, almeno in parte, condivido la provocazione implicita nell'accusa: la nostra partecipazione al governo Prodi è stata fallimentare proprio perché non siamo riusciti a far rispettare il programma e dunque a ottenere risultati concreti”.

    Fede (si firma così) giura di “non capire” Ferrero: “Non gli è bastata la batosta elettorale? Devono sempre rilanciare perchè loro sono 'veramente' di sinistra? Questo è il modo per ricevere il massimo consenso con una richiesta popolare ma non troppo onerosa. Ma a noi di sinistra ci fa veramente schifo vincere?”. “Ma Berlusconi – risponde Ferrero - ha fatto il contrario”. Il contrario? “Certo, ha fatto cose molto più radicali, dalla legge 30 al federalismo alla demolizione del contratto nazionale di lavoro. Berlusconi si muove in modo più radicale e, sul terreno minimalista, vince perché non c'è differenza tra la proposta di Franceschini e la 'social card', neanche dal punto di vista quantitativo. Lo voglio ripetere: sulla gestione minimalista della crisi vince Berlusconi perché è il più radicale. Quanto alla batosta elettorale, secondo me è derivata dal non essere riusciti a portare a casa nulla nei venti mesi del governo Prodi”.

    Sia chiaro, c'è anche chi, come Ida, concorda con la tesi di fondo del segretario di Rifondazione: “Anch'io sono convinta, come Ferrero, che sono indispensabili riforme strutturali”. Però, aggiunge, “ci sta cadendo addosso qualcosa di talmente grande e spaventoso che qualunque misura va bene. Quella di Franceschini “in fondo è una proposta che toglie ai ricchi per dare ai poveri”. Insomma, come commentava Alberto Piccinini, sulle pagine del manifesto di oggi, “E' finito il tempo del benaltrismo”. Benaltrismo? E che vuol dire? Lo spiega, tra gli altri, Guido: “Bravo Ferrero, continua così, 'il problema è un altro', bisogna sempre sentirsi più a sinistra degli altri, oltre, nel blu dipinto di blu”. Ma Ferrero si sente almeno un po' 'benaltrista'? Proprio no: “Io penso solo che bisogna porre in modo radicale il tema della redistribuzione del reddito, magari ottenendo risultati limitati ma avendo sempre chiara la grandezza del problema. Questo voi lo chiamate 'benaltrismo'?” Scusi segretario, ma per una volta siamo innocenti: il termine l'hanno coniato i nostri lettori.

    Neologismi a parte, c'è davvero una differenza rilevante tra quel che fa la Rifondazione di Ferrero e la proposta del segretario piddino? In fondo, chiede Adolfo Miglio, “cosa voleva fare lui di diverso con la vendita del pane ad un prezzo politico?” . “In quell'iniziativa – risponde il segretario di Rifondazione comunista – giocava un principio di organizzazione popolare di tipo mutualistico. Il mutualismo sta assieme e non al posto delle lotte radicali per il reddito e per il potere. Se domani la proposta di Franceschini venisse approvata ci troveremmo di fronte a un fatto positivo e non negativo. Però sempre di elemosina si tratta, perché dietro quella proposta manca una piattaforma di redistribuzione strutturale del reddito. Per amore di cronaca vorrei, inoltre, aggiungere che anche noi proponemmo la tassazione delle rendite finanziarie. Un provvedimento che il governo Prodi aveva approvato, ma che proprio Franceschini bloccò in aula quando era capogruppo del Pd”.

    Non sarà che Ferrero teme – come scrive Gianni 46 – che il Pd diventi di sinistra? Macché: “Io spero che il Pd diventi di sinistra e che, ad esempio, appoggi la Cgil per difendere il contratto nazionale di lavoro che vale un po' di piu di 500 milioni di euro”.

    L'ultima provocazione arriva da Carlo M. : “Ferrero è contrario alla proposta? Che dire? Anche Berlusconi è contrario. Del resto Ferrero era quello che da ministro manifestava contro il proprio governo...”. A provocazione secca, risposta secca: “Non ho mai manifestato contro il governo. A differenza di Mastella e di Fioroni. Resto tuttavia convinto che se durante quel governo ci fossero stati più scioperi e più manifestazioni sindacali forse sarebbe andata meglio”.

    La parola, se vuole, a Franceschini.


I COMMENTI:
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  • Sono pienamente d'accordo con Ferrero:i problemi sono tutti a monte.Ne indico brevemente tre:
    a)l'erosione dei diritti dei lavoratori;b)la forbice smisuratamente allargata tra ricchi e poveri;c)l'invadenza della finanza.
    Indicatori presenti da 10 anni a questa parte,dunque ben prima della crisi globale che stiamo
    vivendo.
    Non ho sentito alcuna
    autocritica da parte del Partito Democratico e del sindacato, che non hanno saputo proporre alternative coraggiose e percorribili, ma hanno scimmiottato le politiche neo-liberiste, salvo poi gridare
    contro Berlusconi e contemporaneamente fare della politica il teatrino di personalismi vacui.
    Essere antiberlusconiani non vuol dire evocarlo continuamente, bensì capire che è tempo di VERA POLITICA, quella del bene comune:
    costituzione, salute, istruzione, giustizia fiscale,ricerca.









    Ritornare nel vivo dei problemi di pensionati, disoccupati, sottooccupati; avere proposte serie ed alternative per il disagio sociale; mettere in primo piano istruzione,salute e ricerca. 14-03-2009 10:16 - evacuneo
  • povero ferrero
    viene attaccato con tanto livore anche se era l'unico ministro di sinistra del governo prodi, e l'ha dimostrato, da tutte queste persone che sono pronte ad inginocchiarsi ad ogni ideuzza populista. 14-03-2009 10:01 - davide
  • Fermo restando che la proposta di Franceschini, oltre che mera elemosina, è anche propaganda pro domo sua, perchè non prenderlo in parola e trascinare lui e i suoi borghesucci benpensanti e dai buoni modi, sul terreno della sinistra? Perchè non appoggiare con "entusiasmo" questa ulteriore social card e rilanciare assieme? Mera strategia. Tutte le accuse, poi, rivolte a Rifondazione per la caduta del I governo Prodi e poi del II, pregherei i compagni di fare mente locale e individuare i veri colpevoli, coperti al solito dai masmedia: Dalema prima e Mastella&C poi.Se accusa si può fare a Rifondazione è quella di ingenuità. La nostra sconfitta è frutto di questa ignoranza. E' stato facile perdere quei voti quando anche noi ci abbeveriamo alla fonte delle tv del cavaliere mochettato. Mica sul comodino teniamo i sacri testi! 14-03-2009 09:58 - maria francesca
  • che serva ben altro è indiscutibile (almeno qui sul sito del Manifesto) che si faccia politica lo è altrettanto e non credo che Franceschini voglia fare una politica di sinistra, anzi, l'accenno alla tassazione dei redditi alti da quelli dei "parlamentari" in su è chiaramente propaganda in vista delle Europee, io credo che la risposta migliore è chiedergli perchè una tantum,
    nel 2008 non ci sono state persone bisognose? Nel 2010 non ci saranno? il 2% in più ai redditi alti, insieme ad altre e più incisive misure di ridistribuzione del reddito e di sostegno alle classi meno abbienti vanno assunte come misure strutturali, su questo deve rispondere Franceschini 14-03-2009 08:54 - giovanni
  • Benaltrista a chi?
    Ma mi faccia il piacere!
    A me pare che i veri Benaltristi siano altri.
    Se tu dici:" Alle europee vota Rifondazione", il Benaltrista di turno ti risponderà sempre:"ci vorrebbe ben'altro!"
    Un saluto al Segretario! 14-03-2009 08:52 - Massimo Saltamerenda
  • Sono d'accordissimo con Murmillus dobbiamo prendere esempio dalla Svezia, bisogna innanzitutto cambiare la mentalità degli Italiani, quelli che vanno avanti per conoscenze, per raccomandazioni, abbiamo bisogno dell'elimina code perchè non sappiamo stare in fila e rispettare chi è arrivato prima di noi, siamo tutti antimafiosi, ma poi abbiamo a volte una mentalità mafiosa, il governo Prodiano ci dice che la mafia produce quanto 3 finanziare e non capiamo che proprio lì è la grande evasione fiscale, insomma cari compagni e non è il nostro modo di essere che innanziatutto deve cambiare, Diliberto diceva un mondo nuovo io dico una persona nuova. 14-03-2009 08:27 - Barbara
  • Non nego tante contraddizioni e debolezze nella sinistra italiana, ma quella di Franceschini è solo una mossa propagandistica perchè sapeva che avrebbe avuto un NO. Se la risposta di Ferrero è servita o serve solo a impedire che chi non è di sinistra tendi propagandisticamente a farsi definire tale per confondere e impedire che si ricomponga una vera sinistra,ha fatto bene. La verità è che tutti si muovono,al centro come a destra,per impedire una ricomposizione della sinistra con il punto di vista marxiano. Ma il compromesso socialdemocratico,che appunto non cambia il mondo ma è tale da mediare in modo serio,di tanto in tanto,l'economia capitalista con gli interessi delle classi lavoratrici, si mantiene con un quadro politico caratterizzato dalla presenza di un centro garantista e una forte sinistra e diversi rapporti di forza nei luoghi di lavoro;non con una destra al governo e un centro all'opposizione che vuole farsi definire di sinistra. Se Franceschini ci crede veramente alla sua proposta promuova lotte sociali e sopratutto forme di lotta adeguate. 14-03-2009 08:13 - Lino Martone
  • Il problema non è dare e tassare chi già paga, ma è definire chi sono i poveri, con il metodo governo Prodi /Ferrero vale la denuncia dei redditi ma siamo pazzi ????
    Tassiamo chi paga per dare a chi evade. 14-03-2009 08:11 - paolo
  • Le accuse rivolte a Ferrero sono sempre le solite che si rivolgono a Rifondazione. A me "qualcosa di grosso" è piovuto addosso già con la precarietà, che mi ha impedito di svolgere il lavoro desiderato e ha spinto i miei genitori a farmi accettare condizioni e situazioni umilianti pur di darmi un posto e stipendio fisso, in un luogo che non desidero, da cui sto facendo di tutto per scappare! Io pure sono disperata ma non disposta a accettare "qualunque provvedimento" perchè, dopo che con precarietà e bassi salari ci è stata sottratta la libertà di scelta, la dignità è l'unica cosa che ci rimane. Perciò, bando all'elemosina. Lavoriamo piuttosto, per avere salari giusti, perchè il posto fisso torni a essere la norma in qualunque campo lavorativo, perchè ci sia restituita la libera scelta di vivere come preferiamo. Per ottenere ciò, un ricco dovrà rinunciare a avere in garage l'ultimo modello di Ferrari appena uscito sul mercato? Al pensiero degli italiani che dormono in macchina, perchè non hanno i soldi per pagare un misero affitto (nonostante lavorino), non mi pare una gran rinuncia. Ciò che ho scritto qua significa ribadire che sono solo io la vera comunista? Peccato, la solitudine è brutta. Vorrei, invece, trovare una marea di compagni/e... 14-03-2009 03:28 - Eva
  • Cara Iana, mi sembra che le domande dei vostri lettori siano alquanto critiche su l'opinione espressa da Ferrero. io sono d'accordo con lui, non credo ne che il PD si stia spostando a sinistra ne tantomeno che la proposta di Franceschini possa alleviare la sofferenza dei laoratori o dei disoccupati che come sempre pagano, mentre chi continua a guadagnare e a nuotare nel lusso nonostante la crisi, accumula patrimoni milionari. Il PD farebbe bene a riflettere, perchè il cambio del leader non basta ad evitare il crollo elettorale, inutile puntare sul tema dell'antiberluconismo se non si hanno politiche realmente alternative a quele del governo, e, attualmente, il PD non ne ha. rifondazione comunista rappresenta l'unico barlume di serietà nel panorama politico italiano, e non trovo giusto metterlo sul banco degli imputati se per bocca del suo segretario denuncia la gravità della situazione per i ceti meno abbienti e si oppone al consociativismo PDL-PD che sta portando l'Italia al collasso economico e sociale. quindi la prossima volta evitate di fare trappole mediatiche così evidenti a chi ancora cerca di costruire una soggettività realmente di sinistra, tanto gettare fango su Rifondazione non serve al vostro amico Vendola, che non passerà lo sbarramento al 4% neanche con i liberisti del Partito Radicale e i reduci craxiani.Rifletti... Rifletti... 14-03-2009 03:07 - katanga
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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