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FUORIPAGINA
15/03/2009
  •   |   Clementina Colombo
    Prodi, ve lo dico io com'è il Pd

     

    La domanda di Fabio Fazio è di quelle che chiamano risposte velenose: “Cosa pensò quando Walter Veltroni annunciò la decisione del Pd di correre da solo alle elezioni politiche?”. La risposta però non è solo velenosa: è deflagrante. “Non ebbi bisogno di pensare perché la sera stessa si affacciò nel mio studio Clemente Mastella e mi disse: 'Se voi volete farmi fuori sarò io a fare fuori voi' “. Non era una minaccia a vuoto, era un de profundis per il secondo governo guidato da Romano Prodi, e il primo a capirlo fu proprio lui, il professore.

    E' storia vicina, anche se sembra lontanissima. Il governo dell'Unione era ancora in piedi, pur se già assai traballante. La destra di Silvio Berlusconi non aveva ancora rotto una sostanziale parità di consensi che proseguiva da quasi quindici anni. Lo avrebbe fatto pochi mesi dopo, nelle elezioni del 14-15 aprile, ed è lecito pensare che quella scelta di Veltroni, oltre a rappresentare una sentenza capitale per il governo di centro sinistra, abbia anche contribuito a determinare quel catastrofico risultato elettorale.

    Prodi, di sfuggita, se la prende anche con gli altri partiti della sua maggioranza, con le forze della sinistra, colpevoli di aver protestato in piazza contro le scelte peggiori del suo governo, pur senza far mai mancare (a differenza di tutti gli altri partiti dell'Unione) il loro voto nelle aule parlamentari.

    Ma il bersaglio grosso resta l'ex pupillo Veltroni, quello che negli anni '90 Prodi vezzeggiava definendolo affettuosamente “Walterino”. Del resto si sa che, per essere un cattolico praticamente, il professore conosce pochissimo la virtù cristiana del perdono. Ha una memoria da elefante e conosce la massima secondo cui la vendetta è un piatto che si gusta freddo. Non a caso, per riprendere la tessera del Pd, ha atteso che “Walterino” uscisse di scena. E non a caso, di fronte alle telecamere di Fazio, ha deciso di bastonare definitivamente il can che affoga trattandolo da killer del suo governo.

    Non che abbia torto, sia chiaro. La decisione solitaria di Veltroni fu davvero esiziale per il governo, e per la sinistra tutta, incluso lo stesso Pd. Però le ragioni di Romano Prodi finiscono qui. Beffardo, il verde Bettin ha segnalato che quando parla dei suoi due governi, sembra si rifersica all'Atene di Pericle. Lui stesso, il diretto interessato, rivendica le sue finanziarie di lacrime e sangue, necessarie perché “il risanamento era precondizione per la redistribuzione”. Assicura che, non l'avessero pugnalato alle spalle i soliti alleati, si sarebbe vista anche l'età dell'oro, dopo quella del piombo: “In tutte e due le occasioni, i miei governi sono caduti proprio quando il paese poteva iniziare a distendersi”.

    Ma di tale mitica “seconda fase”, della sospirata redistribuzione, non s'è vista traccia neppure dopo la finanziaria “lacrime e sangue” del 2006. Si è visto, invece, il passo indietro rispetto al programma solennemente sottoscritto in campagna elettorale sulla riforma delle pensioni. Si è visto un protocollo sul welfare che con quel programma, e con l'ispirazione di un qualsiais governo anche vagamente di sinistra faceva a pugni. Si è vista la decisione, inspiegabile se non con l'intenzione di infliggere un colpo simbolico decisivo alle forze della sinistra, di ampliare la base di Vicenza. Si sono viste continue genuflessioni nei confronti degli imperativi vaticane e dei dikat delle aziende.

    Che Veltroni abbia cinicamente inferto il colpo di grazia al governo dell'Unione è un fatto. Ma che quel governo fosse già agonizzante di suo è altrettanto certo. Prodi ha tutti ottimi motivi per condannare il suo ex protetto. Non ne ha alcuno per assolvere se stesso e il governo da lui guidato.

     


I COMMENTI:
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  • Veltroni non è stupido, la distruzione della sinistra è stata voluta e pianificata. PCI, PDS, DS, PD: l'importante è non perdere il governo delle "cose materiali" e dei soldi veri: cooperative che di cooperativo non hanno più nulla, fondazioni, amminstrazioni, trasporti locali, municipalizzate, una sedia tra i banchieri... E questo non più per un interesse "diffuso", uno scopo sociale o comunque il bene di tanti, ma per gli interessi di una ristretta "cupola" che ha perso il senso della realtà, al potere senza soluzione di continuità da quando è crollato il muro di Berlino! Ripartiamo dal tutelare i deboli senza voler piacere ai prepotenti, ripartiamo combettendo le ingiustizie evidenti che una società non deve tollerare, c'è da scegliere. 18-03-2009 08:18 - Rolando
  • Quello che molti a sinistra non avevano capito - e continuano a non capire - e' che il governo di Prodi dava alla sinistra il terreno d'azione piu' avanzato possibile in quella situazione. Chi si lamenta che dopo 18 mesi di governo la seconda fase della redistribuzione non s'era ancora vista, puo' ora godersi la redistribuzione di Berlusconi, e visto come stanno andando le cose a sinistra, avra' almeno altri 9 anni a disposizione.
    Per questa brillante situazione possiamo ringraziare DS e Margherita che nel 2006 sono andate separate al Senato e Veltroni che con determinazione ha dato il colpo di grazia. 18-03-2009 00:43 - Paolo
  • Da elettore di sinistra, invito a fare i conti.
    Nel 2006 e con tre milioni di voti, il governo Prodi era quanto di più avanzato la sinistra potesse ottenere: è tutto dire, ma è la verità.
    Nel 2008, dopo i No Tav, No Dal Molin, No inceneritori, no di qua e no di là, con 1 milione di voti e nessun parlamentare cosa possiamo chiedere?
    Le menti brillanti che guidano i partiti di sinistra andranno alle europee in ordine sparso: pronti a gridare alla vittoria se uno prenderà due voti (perchè di tanto sarà la differenza) più dell'altro.
    E se questi dirigenti andassero tutti a casa? 17-03-2009 22:44 - Pino
  • prodi ha ragione: il suo governo a casa ce l'ha mandato veltroni. sarebbe saggio se aggiungesse anche un po' di autocritica ma ormai è in pensione e si può permettere di dire ciò che pensa. d'altronde lui 2 volte berlusconi l'ha battuto, mentre i suoi alleati da soli hanno subito sonore sconfitte.
    a me prodi non piaceva però a sinistra nessuno è stato meglio di lui. oggi lui sta in pensione, i suoi ex colleghi e alleati, sconfitti, sono tutti rimasti a fare politica. questo mi sembra un punto enorme a favore del professore. c'è poco da fare. 17-03-2009 22:39 - Francesco Armezzani
  • il male del popolo di sinistra è quello di non saper valutare le capacità dei politici di "casa" Ci si schiera uno contro l'altro anziche unire le capacità e le competenze.d?alema Weltroni Mussi Angius,Bertinotti,Diliberto;ma vi rendete conto di cosa avete combinato? avete cancellato con un soffio le speranze di tanti della vecchia generazione,e lasciato il sogno di un paese giusto per le nuove generazioni nelle mani di "politicanti" che anelavano di vedere la sinistra fuori dal parlamento. grazie per quello che ci avete regalato. 17-03-2009 21:53 - mauro giusti
  • Sono di sinistra e non so cosa votare.
    Mi date un suggerimento? 17-03-2009 21:44 - luciano
  • Se avesse parlato leggermente più veloce , quando si esprimeva, avrebbe evitato a chi lo ascoltava di far venire il mal di stomaco. Affidare il proprio lavoro,e la propria nazione, ad una persona che per dire un concetto serio, ci impiega 10 minuti di pause, induce in coloro che parlano con le azioni e chiariscono con due parole, un senso di profonda mortificazione sociale.Possibile che a sinistra non ci sia un vero duro e puro , invece di vecchi e trans. 17-03-2009 20:38 - max
  • dare la colpa della caduta del governo Prodi ai soli Veltroni e Mastella mi sembra un pò riduttivo. E Bertinotti? non aveva detto, mesi prima della caduta, che il governo era un morto che cammina, o qualcosa del genere, e che lui già pensava al dopo Prodi? Si vede che il dopo Prodi che immaginava lui era molto diverso da quello, facilmente prevedibile, che stiamo vivendo. E Prodi stesso, quanti errori ha fatto? Su troppe questioni si è comportato come se fosse stato eletto da una maggioranza di elettori liberali invece che di sinistra di ispirazione socialista. Ma soprattutto, uno degli errori principali fu fatto nella campagna elettorale 2006, rinunciando a presentare il simbolo dell'Ulivo al Senato. La conseguenza fu che, dovunque, al Senato si prese l' 1-2% di voti in meno rispetto alla Camera, cioè si persero in parecchie regioni un buon numero di di senatori, che avrebbero reso più forte il governo, almeno numericamente. Di questo bisognerebbe chiedere ragione a Rutelli, Fassino, Marini, Franceschini... 17-03-2009 20:32 - Carlo
  • ha ragione gaetano : la storia del primo avvento del fascismo non ha insegnato nulla...il governo prodi era INFINITAMENTE +di sinistra dell'attuale pre-fascismo, ma evidentemente non era abbastanza...il pd è messo male, ma un partito che ha preso il 2% (il 3% meno gli alleati) alle ultime politiche e non contento si è diviso in due avrebbe da che riflettere, e invece non lo fa. non riesco a capire la linea della sinistra-sinistra, oggi : qual'è l'obiettivo, la strategia, cosa sperano di fare ? si fanno cadere le ultime giunte di centro sinistra aprendo le porte alla destra su questioni come la concessione di una sala pubblica per la presentazione di un libro sulle foibe...è lo stesso farneticante settarismo che 90 anni fa aprì la strada a Mussolini...E' UNA FOLLIA !! 17-03-2009 20:18 - marco
  • La decisione di Veltroni e del PD di partecipare da soli alle elezioni era stata per me incomprensibile: con la legge elettorale maggioritaria modificata ad uso e consumo da Forza Italia e dalla Lega (la "porcata" di Calderoli) anche un bambino avrebbe capito che era una sciocchezza! Allora, non ci sono attenuanti, Veltroni e soci hanno condotto nel baratro la Sinistra e il Paese in maniera folle ma consapevole e calcolata.
    E' stato come vedere degli infiltrati del PD-con-la-L nel PD-senza-la-L all'opera, che distruggevano decenni di democrazia in pochi colpi ben assestati. Una distruzione che pur tentata non era riuscita alla P2 e a Berlusconi in 15 anni, come in un incubo,si è materializzata ed ho avuto il sospetto che fosse stato tutto in qualche modo pianificato.
    Il sorriso mellifluo e invertebrato di Veltroni ha potuto tanto. 17-03-2009 19:38 - Patrizio Bella
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