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Iaia Vantaggiato
"Il papa va difeso", i vescovi alla riscossa
La conferenza episcopale italiana fa quadrato intorno al papa e attraverso le parole del suo presidente dichiara guerra al mondo. "Di certo si è prolungato oltre ogni buon senso - ha dichiarato ieri il cardinal Angelo Bagnasco nel discorso di apertura del Consiglio permanente della Cei - un pesante lavoro di critica, dall'Italia e soprattutto dall'estero, nei riguardi nel nostro amatissimo Papa”. Un papa irriso e fatto oggetto di volgarità. Un papa intorno al quale non hanno però esitato a stringersi, ieri, tutti i vescovi italiani in barba ai commenti che danno Joseph Ratzinger isolato nella curia e carente – quanto ad autorevolezza - all'interno dello stesso Vaticano. Diviso quest'ultimo, come è ormai evidente, tra conciliaristi e anticonciliaristi. Tre gli argomenti affrontati da Angelo Bagnasco. Argomenti che, negli ultimi giorni, avrebbero costretto le gerarchie cattoliche (aggiungeremmo noi, "loro malgrado") a respingere "attacchi, richiami e polemiche pretestuose". Nell'ordine. Il caso Williamson, la vicenda Englaro e le critiche vaticane all'uso del condom in Africa. Cominciamo da Richard Williamson, il vescovo negazionista della Shoà cui Benedetto XVI ha revocato pochi mesi fa la scomunica. Una vicenda, commenta Bagnasco, sulla quale si sono moltiplicate incomprensioni e "non detti" e per chiarire la quale basterebbe leggere attentamente la lettera indirizzata dal pontefice a tutti i vescovi del mondo; missiva nella quale si ammette pubblicamente una lunga serie di errori, primo fra tutti la riabilitazione del presule lefebrviano. Un testo, sostiene Bagnasco, che "ha fatto emergere - come per contrasto - il candore di chi non ha nulla da nascondere circa le proprie concrete reali intenzioni e le motivazioni concrete delle proprie scelte". Del resto, ha precisato il presidente della Cei, "sul vescovo negazionista ci siamo già espressi in termini di severa condanna. Nessuno, tuttavia, poteva aspettarsi che le polemiche sarebbero proseguite in maniera tanto pretestuosa". Nemmeno quelli che Williamson, dall'interno della Chiesa, hanno criticato. Caso Englaro. E' qui che il portavoce dei vescovi italiani maggiormante si scatena. Una vicenda, quella di Eluana, che Bagnasco bolla come "un'operazione tesa ad affermare un diritto di libertà inedito quanto raccapricciante: il diritto di morire, darsi e dare la morte in situazioni da definire". E contro la deriva - o il fantasma dell'eutanasia - secondo Bagnasco non ci sono alternative: il Parlamento (italiano naturalmente) deve fare di tutto per approvare al più presto una legge sul testamento biologico che impedisca il verificarsi di casi simili a quella di Eluana. Un invito - un monito o un diktat? - che arriva proprio alla vigilia del voto del Senato sulla legge relativa al "fine vita". Le accuse di ingerenze nella politica italiana da parte del Vaticano saranno, come afferma Bagnasco, "grottesche". Vero è che al voto si va tra pochi giorni e che certo non sono neutri né neutrali i richiami alla politica istituzionale cui "spetta agire per approvare, senza lungaggini o strumentali tentennamenti, un inequivoco dispositivo di legge che preservi il Paese da altre analoghe avventure". Strumentale, in realtà, sembra il modo in cui il cardinal Bagnasco si dilunga su una vicenda che richiederebbe, al momento, solo silenzio. Le sue sono parole dure, definitive. Parole che dividono il mondo tra "buoni" e "cattivi", tra credenti e non credenti, tra chi fa discendere l'uomo da dio e chi, con Darwin, lo colloca nel mezzo di un'evoluzione ancora in corso. Di Eluana dice Bagnasco: "Benché non fosse attaccata ad alcuna macchina e benché sia da tempo invalso quel saggio principio di precauzione per il quale nulla di irripristinabile va compiuto se i dati scientifici non consentono una valutazione obiettiva del rischio, si è voluto decretare che a certe condizioni poteva morire". Di più. Una storia dolorosa, quella di Eluana, eppure umanissima: "quasi essa potesse esistere solo nei termini in cui la desideriamo noi, priva di imperfezioni o asperità". Poteva risparmiarselo. Così come poteva risparmiarsi l'elogio delle "Suore Misericordine", le uniche - a quanto pare - ad essersi prese a cuore la sorta di Eluana: "Se c'è chi considera Eluana morta, lasciatela a noi che la sentiamo viva". Così avrebbero dichiarato. Se questo hanno detto davvero, è con loro che vorremmo parlare e non con il cardinale Angelo Bagnasco. Perché Eluana non era "aspra" o "imperfetta". Eluana non c'era. E per finire il condom. Anche in questo caso nessuno - politici, Ue, vaticanisti, Ong - avrebbe capito niente. Rispetto alla lotta all'Aids, Benedetto XVI si sarebbe semplicemente limitato a dichiarare che il condom non è servito e che meglio sarebbe stato concentrarsi sulla "promozione effettiva della donna". Insomma, un pellegrinaggio infestato da una polemica tutta occidentale - quella sui preservativi - che "francamente non aveva ragione di essere". Del resto non è forse vero che la stampa africana se ne sia quasi completamente dis disinteressata?
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Grazie 24-03-2009 18:12 - antonella
...essenzialmente non è il pensiero di un marziano..
è il pensiero di un bimbo
appena nato..!
Non credo che serva la chiesa per capire queste cose, basta ragionarci un po su, levarsi di dosso quell'ipocrisia che va tanto di moda..
Mi nonno mi diceva sempre che la deriva della società è quando ci sarà una ragione senza fede e una fede senza ragione..è una vecchia storia, ma ragionandoci ho l'immagine di Gesù..se non ci ragiono ho l'immagine di me stesso..NON è MOLTO, VI ASSICURO!
Un saluto, credo non ci sia nient'altro da dire.
Salve 24-03-2009 16:02 - Ismael
quanto ai preservativi beh...no comment...in compenso mi ha fatto francamente sorridere il riferimento del papa alla superstizione degli africani...detta da chi sta imponendo un clima da attesa dell' anno mille, non è per niente male... 24-03-2009 15:15 - horacio oliveira
Se voleta praticare l'astenzione fate pure (vi perdete soltanto un delle poche cose belle della vita) ma non portate questa pratica come valore assoluto, perchè nel mondo è seguta soltanto da una persona su mille (neanche dai preti).
Basta con le ingerenze talebane del Papa, viva lo Stato laico (l'unico a permettere libertà di scelta). 24-03-2009 15:06 - akopo
Ci sono quindi due verità non contrappose: si può debellare l'AIDS solo distribuendo preservativi, oppure, come accade in Uganda con ottimi risultati, integrarla con un vita sessuale più tranquilla..?
Provate a rispondere, cercate la verità..perché se io voglio capire qualcosa di questa vita, e mi vedo davanti la prima pagina di questo giornale, parto già sconfitto..
Massimo rispetto per tutte le opinioni..mia qui d'opinabile c'è ben poco..non c'è molto su cui ragionare..
Salve
Viva il Papa!!! 24-03-2009 14:28 - Ismael