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FUORIPAGINA
24/03/2009
  •   |   Gabriele Polo
    Il 25 aprile, non si addice alla destra

    Alla commemorazione delle 335 vittime delle Fosse Ardeatine, il presidente della Repubblica ha invitato tutti «riflettere sulle lezioni della storia». Il presidente della Camera, l'ex missino Gianfranco Fini, gli ha fatto eco citando Calamandrei: «Quegli uomini salvarono la patria». Si riferiva, ovvimente, agli antifascisti uccisi per rappresaglia dopo l'attentato di via Rasella.
    Più passa il tempo, più i conflitti profondi della storia italiana del '900 vengono riletti alla luce delle opportunità politiche e, ormai, non suona più strana l'acquisizione da parte della destra erede del fascismo delle date su cui fino a qualche anno fa ci si divideva ancora profondamente. Anche perché la presa di distanza dal ventennio mussoliniano – con vari distinguo – corrisponde alla messa in mora dell'antifascismo, che alla fine – attraverso questa operazione – viene anch'esso consegnato alla storia e reso «apolitico», non più attuale. Resta ancora solo una data su cui ci si divide, il 25 aprile. L'anniversario della Liberazione chiama in causa un conflitto – la triplice guerra: di liberazione nazionale, di classe, civile – che sembra irriducibile alle manipolazioni e ancor ieri La Russa affermava che era giusto non partecipare alle manifestazioni di quella giornata, consigliando il presidente del consiglio di non farlo. Stesso parere lo ha espresso il ministro Brunetta: «Io non lo festeggio e Berlusconi fa bene a non farlo». Sarà perché il 25 aprile rappresenta valori non piegabili a destra? E/o perché chi allora vinse oggi si troverebbe in minoranza, per dirla con uno slogan del manifesto, «dalla parte del torto»?


I COMMENTI:
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  • Volevo risponder al commento firmato "Storia", che apparentemente non è il più adeguato....non sono d'accordo con te per il semplice fatto che i ragionamenti come i tuoi fanno ricader implicitamente le colpe sui partigiani, con questo tono da "eh ma se loro stavano fermi e buoni non succedeva niente"...mi sembra un pò riduttivo come ragionamento...poi volevo anche suggerirti di leggerti il libro di Alessenadro Portelli sull'argomento, o anche altri libri. Scoprirai che non c'è stato nessun ultimatum per i partigiani, perchè tra l'attentato di via Rasella e la strage delle Fosse Ardeatine son passate 24 ore, e alla radio è stato sì dato un annuncio, che però comunicava l'avvenuta esecuzione delle vittime (da cui il titolo del libro di POrtelli, "L'ordine è gia stato eseguito"). Quindi è assolutamente un falso storico che i partigiani non si siano consegnati, perchè non c'è stato nessun ultimattum. Cerchiamo di non fare del facile revisionismo. 30-03-2009 21:10 - Morgan
  • per autonomen. Purtroppo nel mondo ci sono guerre e odio razziale a causa di persone come te. cerca di riflettere su quello che dici e comincia a studiare la storia invece di dividerla, un po'alla Bush, tra buoni e cattivi. Certo i partigiani erano dal lato giusto e i fascisti da quello sbagliato, ma cio' non significa che anche i partigiani abbiano commesso diversi crimini degni di quelli che tu chiami "la feccia del genere umano", come probabilmente meritano di essere chiamati. Siamo l'unico paese che non e'in grado di riconoscersi in una festa nazionale di liberazione comune. Sarebbe ora che ci svegliassimo 30-03-2009 17:09 - Alex
  • che cos'e' il 25 aprile ? è una giornata di liberazione !! da cosa ?? dall'oppressione e dallo scempio che fascisti compirono in italia , non solo durante le scellariggini della seconda guerra , ma ben prima. un ventennio fatto terrore e di intimidazioni , dove il potere venne preso con dei brogli , e venne ucciso matteotti , e si fecere delle guerre coloniali che depravava l'animo de l'uomo. è liberazione , il 25.
    è una festa !

    ai partigiani , mi sento di dir grazie , per la liberazione , e per la costituzione , per la democrazia e per la repubblica. 30-03-2009 16:14 - Gianpaolo Sartori
  • Trovo incredibile che anche tra i commenti di una rubrica del Manifesto, giornale comunista, non si trovi che una gara più o meno cosciente a difendere o attaccare i comunisti (partigiani, militanti del pci ecc.) partendo da chiavi interpretative chiaramente 'liberali' proprie della prospettiva ideologica inglese o americana. I buoni sono incontestabilmente loro e i loro simpatizzanti, tutti gli altri sono più o meno da condannare a seconda di quanto si scostano dai parametri 'democratici' anglosassoni. Sia ben chiaro: onore a chi ha combattuto contro il nazifascismo, parlo dei soldati. Quanto ai governi hanno come sempre reagito solo per come e quanto era nei loro interessi. Come mai sennò gli inglesi avrebbero distratto intere divisioni dal fronte italiano alla fine del 44 per invadere la Grecia che liberatasi dai tedeschi aveva proclamato una repubblica democratica? Ad Atene era al governo una coalizione tipo quella che dirigeva il nostro CLN, ossia un fronte unito partigiano dove i comunisti erano solo una componente. Questo non andava. Negli accordi tra GB USA e URSS la Grecia doveva rientrare nella sfera d'influenza inglese non certo svilupparsi in una democrazia autonoma. Così gli inglesi assieme alle milizie greche filofasciste lasciate indietro dai tedeschi in piena seconda guerra mondiale attaccarono i partigiani greci e li scacciarono da Atene. Dopo venne un terrore 'bianco' dove i filofascisti massacrarono con la benedizione inglese quanti più partigiani o lavoratori 'pericolosi' poterono e una guerra civile che ha condannato la Grecia ad un destino neocoloniale tipo latinoamericano per decenni. Ricordiamo poi a pochi anni dalla guerra la benedizione dei politici inglesi al massacro di circa un milione di persone in Indonesia, anch'esse in pericolo di essere o di passare al comunismo o forse solo oppositori del governo dittatoriale filoccidentale. Potrei continuare a lungo con milioni di morti in guerre e repressioni più o meno ignorate (ricordate il ruolo di Kissinger a Timor Est?) Bene dunque festeggiare i liberatori alleati ma senza per forza assumere l'ideologia falsa di una loro 'purezza' politica congenita. Il GI americano, il soldato sovietico e il partigiano italiano o europeo hanno in ogni caso questo in comune: hanno versato sangue per distruggere la peggiore dittatura comparsa sulla terra. Un totalitarismo che non era la deviazione da ideali umanitari come lo stalinismo che aveva stravolto il comunismo, ma che era nata come risposta al vento di socialismo d'inizio secolo e che si fondava ESSENZIALMENTE su una ideologia disumanizzante di ELIMINAZIONE dell'altro in quanto altro. I lager nazisti non erano un mezzo per imporre una dittatura o per conservarla come quelli staliniani ma un 'organo' essenziale nella realizzazione del programma ideologico.
    Marco B. 29-03-2009 14:43 - Marco B.
  • chi se ne frega di berlusconi e della sua accozzaglia di fascistoni !! che se ne stiano a casa loro,non è la loro festa,è la nostra e non ce li vogliamo!! 29-03-2009 11:45 - marco
  • SE IL MANIFESTO E LA SINISTRA ITALIANA SONO IN CRISI è PERCHè CONTINUA A CROGIOLARSI IN QUESTI DIBATTITI DEMENZIALI E PASSATISTI. CHE LA DESTRA ITALIANA RICONOSCA IL VALORE DELLA RESISTENZA è COSA IMPORTANTE PERCHè O INDICA LA SUA VOLONTà DI RENDERSI EUROPEA E CIVILE O Dà COMUNQUE PROVA DI SUBALTERNITà CULTURALE. LA QUESTIONE, PURTROPPO, NON è COSì SEMPLICE E INGENUA COME LA PONE IL DIRETTORE POLO. L'AUTORITARISMO DI QUESTA DESTRA NON SI RIASSUME NEL FASCISMO MA è ALTRA COSA. E NON SERVE A NIENTE, ORMAI, SVENTOLARE L'ANTIFASCISMO PERCHé NON RENDE CREDIBILE LA LOTTA POLITICA CONTRO BERLUSCONI E CONFONDE CIRCA IL SENSO DEL SUO NUOVO AUTORITARISMO. 29-03-2009 11:17 - giovanni
  • Vorrei solo chiarire che forse ci sarà in Italia una destra antifascista che si richiama al 25 aprile, ma non questa che ci governa. Assolutamente no. Non sta nei suoi pensieri. Da Berlusconi e quelli come lui non viene percepito neanche da lontano il significato che diamo noi di sinistra a questa bellissima data. 28-03-2009 18:34 - Cristina Giambuzzi
  • é possibile, oggi, celebrare un 25 aprile in modo diverso da come lo si fece in passato. ma, indubbiamente, quel giorno fa parte della storia del nostro paese. Revisionismi, in materia, puzzano a bugia! La Russa dimostra, ancora una volta, d'essere un ingnorante-arrogante!
    diego pelizzari, missionario in Brasile, lettore del "Il Manifesto". 28-03-2009 12:48 - diego pelizzari
  • Alla commemorazione delle 335 vittime delle Fosse Ardeatine, il presidente della Repubblica ha invitato tutti «riflettere sulle lezioni della storia»:
    L’esplosione non uccise solo trentatre militari tedeschi, ma anche due civili italiani (di cui un bambino di 13 anni), ferendone anche altri quattro. Ai famigliari dei due civili morti nell’attentato non è mai stato riconosciuto alcun risarcimento dalla magistratura italiana, in quanto l’attacco è stato catalogato come legittimo atto di guerra.
    L’attentato fu perpetrato dai partigiani nonostante fosse noto che i tedeschi applicassero sommariamente la rappresaglia per ogni attacco subito, come in numerosi altri casi.
    La rappresaglia di 330 prigionieri si sarebbe potuta forse evitare (secondo quanto affermato dallo stesso generale Kappler che la ordinò), se gli attentatori si fossero consegnati alle autorità tedesche, come nel noto caso di Salvo_D’Acquisto. 27-03-2009 19:39 - Storia
  • io credo che se veramente noi italiani credessimo nei valori di libertà nati dal 25 aprile, non avremmo permesso questo degrado del Paese! 27-03-2009 15:12 - angela
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