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Gabriele Polo
Il 25 aprile, non si addice alla destra
Alla commemorazione delle 335 vittime delle Fosse Ardeatine, il presidente della Repubblica ha invitato tutti «riflettere sulle lezioni della storia». Il presidente della Camera, l'ex missino Gianfranco Fini, gli ha fatto eco citando Calamandrei: «Quegli uomini salvarono la patria». Si riferiva, ovvimente, agli antifascisti uccisi per rappresaglia dopo l'attentato di via Rasella.
Più passa il tempo, più i conflitti profondi della storia italiana del '900 vengono riletti alla luce delle opportunità politiche e, ormai, non suona più strana l'acquisizione da parte della destra erede del fascismo delle date su cui fino a qualche anno fa ci si divideva ancora profondamente. Anche perché la presa di distanza dal ventennio mussoliniano – con vari distinguo – corrisponde alla messa in mora dell'antifascismo, che alla fine – attraverso questa operazione – viene anch'esso consegnato alla storia e reso «apolitico», non più attuale. Resta ancora solo una data su cui ci si divide, il 25 aprile. L'anniversario della Liberazione chiama in causa un conflitto – la triplice guerra: di liberazione nazionale, di classe, civile – che sembra irriducibile alle manipolazioni e ancor ieri La Russa affermava che era giusto non partecipare alle manifestazioni di quella giornata, consigliando il presidente del consiglio di non farlo. Stesso parere lo ha espresso il ministro Brunetta: «Io non lo festeggio e Berlusconi fa bene a non farlo». Sarà perché il 25 aprile rappresenta valori non piegabili a destra? E/o perché chi allora vinse oggi si troverebbe in minoranza, per dirla con uno slogan del manifesto, «dalla parte del torto»?
- vi ricordate il 25 aprile del 1994, la grande manifestazione, la cui idea partì dal manifesto?; addirittura provocatoriamente e da opportunista partecipò quel reazionario e fascista di bossi, per alzare il prezzo col berluskaiser!; forse con la crisi che attanaglia i lavoratori, e la confusione a sinistra, una riedizione della giornata di lotta e liberazione, sarebbe difficile da organizzare; certo che ha pensarci potrebbe essere l'inizio di una possibile riscossa! intanto gli studenti ci provano a ribellarsi, ed è un buon auspicio. saluti comunisti 24-03-2009 17:25 - roberto grienti
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