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FUORIPAGINA
30/03/2009
  •   |   Alessandro Braga
    Il quorum e l'ostacolo. Ecco l'altro simbolo

    A volte capita. Si divorzia e poi, anni dopo, si torna insieme. Più facile in politica che nella vita normale. Così, dopo undici anni di separazione, Comunisti italiani e Rifondazione comunista sono tornati sotto la stessa bandiera. Almeno per le elezioni europee del prossimo giugno.
    Il più felice di tutti è il segretario del Pdci Oliviero Diliberto: «Finalmente i comunisti tornano a presentarsi uniti alle elezioni dopo tanti anni. Torna la falce e martello sulle schede. O meglio, per la prima volta da tanto tempo ci sarà solo una falce e martello. È un ricongiungimento famigliare». Allargato, visto che sotto lo stesso simbolo non si presenteranno solo gli ex divisi dopo la caduta del primo governo Prodi nel 1998, ma anche altre due creaturine del frammentato panorama della sinistra italiana: i «Consumatori uniti» e Socialismo 2000, Cesare Salvi e company per intendersi. Sinistra critica, invece, se ne resta fuori. «La nuova aggregazione non presenta elementi di discontinuità con il recente passato fatto di errori e sconfitte della sinistra», dice Salvatore Cannavò, ex deputato del Prc e ora segretario di Sinistra critica. Di più, per lui «i testimonial di riferimento sono gli ex ministri dei governi Prodi e D'Alema». Insomma, non va bene, «non è questa la strada per ricostruire e rinnovare la sinistra di classe in Italia».
    Il simbolo, presentato sabato scorso in un hotel di Roma, cerca di tenere insieme tutti gli elementi che fanno parte dell'aggregazione. Al centro, su campo bianco, una bandiera rossa con falce, martello e stella gialla. A far capolino da dietro, un pezzettino di tricolore. Sopra, la scritta «Rifondazione». Sotto, «Comunisti italiani». Attorno, a racchiudere tutto questo, un anello rosso con i nomi delle altre forze: «Consumatori uniti» e «Socialismo 2000». Oltre a «Sinistra europea» e «Gue/Ngl», tanto per far capire a quale gruppo europeo apparterranno poi gli eletti (se ci saranno). «È una lista di sinistra, anticapitalista che unisce quattro forze in una comune proposta per l'Europa», spiega il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero. «Non è un cartello elettorale, ma una proposta precisa - continua - per questo avremo candidature di molti esponenti della sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femminista e ambientalista, lgbt e pacifista». Già, le candidature. Fatta salva la proporzione trovata tra Prc e Pdci, 60% ai primi, 40% ai secondi, resta da sciogliere qualche nodo sui nomi. Sembrano scontati i nomi di Vittorio Agnoletto e Giusto Catania (in quota bertinottiana) per il Prc e quello di Margherita Hack per il Pdci. Ferrero ancora ieri ha ribadito la sua intenzione a non candidarsi alle europee, mentre Diliberto sembra intenzionato a farlo. E dal Pdci si vorrebbe insistere per far recedere dalle sue intenzioni il numero uno del Prc. Per sottolineare con maggior intensità che l'aggregazione presentata ieri è quella dei comunisti, di Diliberto e Ferrero. E magari raggiungere più facilmente la soglia del 4%.


I COMMENTI:
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  • Forse li avrei anche potuti votare.. Con sinistra critica dentro! Molti di voi l'hanno chiamata "irrefrenabile tendenza all'isolazionismo". Io penso che mai, in nessuna circostanza e a qualsiasi costo si debba scendere a compromessi su temi come le missioni di guerra. L'ex on. Turigliatto, dopo aver votato (per rispetto al suo partito) decine di fiducie al governo Prodi è stato cacciato a pedate nel culo solo per aver osato esprimere un dissenso dalla linea del prc, linea che era quella di votare qualunque cosa pur di non far cadere il governo.
    A Bologna, dove vivo, il prc fischietta e appoggia Delbono facendo finta che in questa città non sia successo niente. Nel pd locale si giustifica questa coalizione larga sostenendo che le componenti "estremiste" del prc, che avevano portato allo strappo con Cofferati, non sono più presenti nel partito (in effetti l'ex segretario Loreti ha lasciato il prc dopo che Ferrero ha imposto l'accordo col Pd). Cosa vuol dire? Forse che ora che gli "estremisti" se ne sono andati il Prc voterebbe il famoso odg sulla legalità o approverebbe la caccia al negro innaugurata dal Coffy?
    Come posso votarvi?
    S&L è ancora peggio.
    Gabriele Polo, il tuo invito a saltare un giro è ancora valido? 16-04-2009 19:39 - Luigi
  • in italia ci sono due milioni di comunisti. non saranno tanti, ma manco pochi. 06-04-2009 14:49 - furio
  • Ma fatela finita, ma che farsa è quella di ritorcersi nel pelo nell'uovo? Il paese va verso una deriva populista e autoritaria e voi state ancora cercando di fare l'analisi del sangue ai vari compagni per vedere il grado di "Comunistità", dovreste essere contenti che c'è ancora oggi gente che tiene alta una prospettiva anticapitalista. Voi siete i soliti borghesi pronti a tutto pur di negare l'evidenza, che vi sia gente che parteggia e mette la propria faccia a disposizione di una esperienza che dal 93% della popolazione è valutata sterile, antistorica e inutile.
    Sono vecchi? Ma chi è vecchio? Marx? o amate il nuovismo? Avanti populisti borghesi non vergognatevi tanto c'è spazio per gente come voi in questo mondo di svenduti all'interesse del capitale. Viva il Comunismo, viva l'unità dei Comunisti! 03-04-2009 09:04 - Roberto
  • E' dal '68 che, quando la sinistra si trova (come spesso le accade) in crisi di idee e di identità, c'è chi, in attesa di ricomporre chissà quale movimento di lotta o, magari affermando il proprio orgoglio di "vero comunista" (sic!), non trova di meglio che proporre di saltare un giro alle elezioni del momento. Niente di nuovo sotto il sole. Certo che, a forza di saltare giri, la vita passa e gli altri governano e ringraziano. Troppo comodo, comunque 01-04-2009 23:23 - Giorgio
  • LOTTA ALLA PRECARIETA', DIFESA DEI LAVORATORI CHE STANNO PAGANDO LA CRISI, DIFESA DEL RUOLO DELLA SCUOLA PUBBLICA, RICONVERSIONE ECOLOGICA DELL'ECONOMIA, LIBERTA' INDIVIDUALI E DI GENERE, ANTIFASCISMO (mai come ora attuale), ecc.

    Vorrei invitare i saccenti che ritengono queste posizioni vecchie e identitarie, frutto di settarismo e mancanza di "cultura" di governo, di andare a votare per i partiti del pensiero unico (PD+L) che queste situazioni hanno determinato.

    Auguri alla lista anticapitalista/comunista il voto di un ventiseienne sicuramente non identitario lo hanno già guadagnato. Sono un convito sostenitore dell'unità a sinistra e del ricambio generazionale della classe dirigente, ma non cadrò nel tranello dei vendoliani e la loro armata brancaleone. 01-04-2009 14:36 - akopo
  • Finalmente unal LISTA COMUNISTA e ANTICAPITALISTA.
    Caro Giancarlo invece di dire di non votare mettici la faccia tu e inizia a costruire tu qualcosa di serio.
    Ma per favore vi meritate altri 20 di BERLUSCONI..........
    W il COMUNISMO W la LISTA COMUNISTA e ANTICAPITALISTA 01-04-2009 12:22 - Danilo
  • Per chi pensa che Rifondazione sia una setta autoreferenziale e via blaterando: www.partitosociale.org
    date un'occhiata a questo sito, vedrete che di cose da fare ce ne sono, magari si diventa un po' meno autoreferenziali che limitando la propria attività politica a lamentarsi sul blog del Manifesto (e magari sarebbe carino che il Manifesto stesso ne parlasse sulle proprie pagine, che quando queste cose erano iniziative sporadiche di movimento dovevano salvare il mondo, adesso che si diffondono in ogni angolo d'Italia grazie a Rifondazione Comunista vengono ignorate...) 01-04-2009 11:33 - PaoloR
  • A differenza di Fabio non penso che "Falce e martello + bandiera rossa + la parola comunista nel simbolo basta ed avanza per votarli". (Questi nobili simboli sono anche i miei, ma quante volte sono stati usati per coprire grandi tragedie o piccole stronzate meschine). A differenza di Rodolfo non credo che si possa "riformare il PCI, in memoria di Enrico Berlinguer": il PCI è morto da vent'anni e proprio Berlinguer fu l'ideatore del compromesso storico, la proposta politica che ne iniziò il disfacimento. Mi pare che ci sia poco da entusiasmarsi per una bandiera con la falce e il martello, se questa serve solo a mantenere in vita un ceto politico voltagabbana, malato di carrierismo e di opportunismo.
    A me pare che questa lista e l'altra (Sinistra Libertà) siano due operazioni identiche di cordate di gruppi dirigenti sconfitti che cercano di sopravvivere presentandosi come eredi delle tradizioni della sinistra, due operazioni opposte solo nell'ideologia (falsa coscienza). Gli uni si aggrappano alla falce e martello e alla parola comunismo come fossero talismani, gli altri aborriscono la falce e martello e abiurano la parola comunismo. Ma nonostante le apparenze sono tutti e due della stessa pasta, due cordate che si prendono a cornate.
    Per i tifosi ci sarà modo di appassionarsi ai derby: Ferrero contro Bertinotti, Salvi contro Mussi, Bordon contro Boselli, Diliberto contro Occhetto. Ma davvero qualcuno riesce ad appassionarsi per partite del genere? Se la mettiamo sul piano del tifo, non è più coinvolgente Cassano contro Milito?
    Io non sono tifoso di questi politicanti carrieristi e non li voterò. Finché la sinistra italiana è rappresentata da questi dirigenti, può soltanto perdere. E questi personaggi meritano pienamente di perdere.
    Aveva ragione, purtroppo, Gabriele Polo: per quanto riguarda le elezioni, è venuto il momento di saltare un giro.
    E ha ragione anche Sinistra Critica: la sinistra di classe in Italia deve essere rifondata e ricostruita, non da questi gruppi di ex-leader screditati, ma dal basso, partendo dai movimenti reali. 01-04-2009 09:41 - Sergio Morra
  • nn si puo' guardare solo ai simboli. Che tristezza cari compagni siamo diventati una specie di setta, e la gente ci punira' un'altra volta.
    Invece di parlare di politica facciamo il gioco dei potenti chiudendoci dietro dei semplici simboli. La sinistra e' cultura e discussione oggi che sia rimasta solo una mitizzazione del passsato senza affrontare il presente. 01-04-2009 00:53 - stefano
  • A differenza di Fabio non penso che "Falce e martello + bandiera rossa + la parola comunista nel simbolo basta ed avanza per votarli". (Questi nobili simboli sono anche i miei, ma quante volte sono stati usati per coprire grandi tragedie o piccole stronzate meschine). A differenza di Rodolfo non credo che si possa "riformare il PCI, in memoria di Enrico Berlinguer": il PCI è morto da vent'anni e proprio Berlinguer fu l'ideatore del compromesso storico, la proposta politica che ne iniziò il disfacimento. Mi pare che ci sia poco da entusiasmarsi per una bandiera con la falce e il martello, se questa serve solo a mantenere in vita un ceto politico voltagabbana, malato di carrierismo e di opportunismo.
    A me pare che questa lista e l'altra (Sinistra Libertà) siano due operazioni identiche di cordate di gruppi dirigenti sconfitti che cercano di sopravvivere presentandosi come eredi delle tradizioni della sinistra, due operazioni opposte solo nell'ideologia (falsa coscienza). Gli uni si aggrappano alla falce e martello e alla parola comunismo come fossero talismani, gli altri aborriscono la falce e martello e abiurano la parola comunismo. Ma nonostante le apparenze sono tutti e due della stessa pasta, due cordate che si prendono a cornate.
    Per i tifosi ci sarà modo di appassionarsi ai derby: Ferrero contro Bertinotti, Salvi contro Mussi, Bordon contro Boselli, Diliberto contro Occhetto. Ma davvero qualcuno riesce ad appassionarsi per partite del genere? Se la mettiamo sul piano del tifo, non è più coinvolgente Cassano contro Milito?
    Io non sono tifoso di questi politicanti carrieristi e non li voterò. Finché la sinistra italiana è rappresentata da questi dirigenti, può soltanto perdere. E questi personaggi meritano pienamente di perdere.
    Aveva ragione, purtroppo, Gabriele Polo: per quanto riguarda le elezioni, è venuto il momento di saltare un giro.
    E ha ragione anche Sinistra Critica: la sinistra di classe in Italia deve essere rifondata e ricostruita, non da questi gruppi di ex-leader screditati, ma dal basso, partendo dai movimenti reali. 01-04-2009 00:24 - Sergio Morra
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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