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Alessandro Braga
Il quorum e l'ostacolo. Ecco l'altro simbolo
A volte capita. Si divorzia e poi, anni dopo, si torna insieme. Più facile in politica che nella vita normale. Così, dopo undici anni di separazione, Comunisti italiani e Rifondazione comunista sono tornati sotto la stessa bandiera. Almeno per le elezioni europee del prossimo giugno.
Il più felice di tutti è il segretario del Pdci Oliviero Diliberto: «Finalmente i comunisti tornano a presentarsi uniti alle elezioni dopo tanti anni. Torna la falce e martello sulle schede. O meglio, per la prima volta da tanto tempo ci sarà solo una falce e martello. È un ricongiungimento famigliare». Allargato, visto che sotto lo stesso simbolo non si presenteranno solo gli ex divisi dopo la caduta del primo governo Prodi nel 1998, ma anche altre due creaturine del frammentato panorama della sinistra italiana: i «Consumatori uniti» e Socialismo 2000, Cesare Salvi e company per intendersi. Sinistra critica, invece, se ne resta fuori. «La nuova aggregazione non presenta elementi di discontinuità con il recente passato fatto di errori e sconfitte della sinistra», dice Salvatore Cannavò, ex deputato del Prc e ora segretario di Sinistra critica. Di più, per lui «i testimonial di riferimento sono gli ex ministri dei governi Prodi e D'Alema». Insomma, non va bene, «non è questa la strada per ricostruire e rinnovare la sinistra di classe in Italia».
Il simbolo, presentato sabato scorso in un hotel di Roma, cerca di tenere insieme tutti gli elementi che fanno parte dell'aggregazione. Al centro, su campo bianco, una bandiera rossa con falce, martello e stella gialla. A far capolino da dietro, un pezzettino di tricolore. Sopra, la scritta «Rifondazione». Sotto, «Comunisti italiani». Attorno, a racchiudere tutto questo, un anello rosso con i nomi delle altre forze: «Consumatori uniti» e «Socialismo 2000». Oltre a «Sinistra europea» e «Gue/Ngl», tanto per far capire a quale gruppo europeo apparterranno poi gli eletti (se ci saranno). «È una lista di sinistra, anticapitalista che unisce quattro forze in una comune proposta per l'Europa», spiega il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero. «Non è un cartello elettorale, ma una proposta precisa - continua - per questo avremo candidature di molti esponenti della sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femminista e ambientalista, lgbt e pacifista». Già, le candidature. Fatta salva la proporzione trovata tra Prc e Pdci, 60% ai primi, 40% ai secondi, resta da sciogliere qualche nodo sui nomi. Sembrano scontati i nomi di Vittorio Agnoletto e Giusto Catania (in quota bertinottiana) per il Prc e quello di Margherita Hack per il Pdci. Ferrero ancora ieri ha ribadito la sua intenzione a non candidarsi alle europee, mentre Diliberto sembra intenzionato a farlo. E dal Pdci si vorrebbe insistere per far recedere dalle sue intenzioni il numero uno del Prc. Per sottolineare con maggior intensità che l'aggregazione presentata ieri è quella dei comunisti, di Diliberto e Ferrero. E magari raggiungere più facilmente la soglia del 4%.
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A Bologna, dove vivo, il prc fischietta e appoggia Delbono facendo finta che in questa città non sia successo niente. Nel pd locale si giustifica questa coalizione larga sostenendo che le componenti "estremiste" del prc, che avevano portato allo strappo con Cofferati, non sono più presenti nel partito (in effetti l'ex segretario Loreti ha lasciato il prc dopo che Ferrero ha imposto l'accordo col Pd). Cosa vuol dire? Forse che ora che gli "estremisti" se ne sono andati il Prc voterebbe il famoso odg sulla legalità o approverebbe la caccia al negro innaugurata dal Coffy?
Come posso votarvi?
S&L è ancora peggio.
Gabriele Polo, il tuo invito a saltare un giro è ancora valido? 16-04-2009 19:39 - Luigi
Sono vecchi? Ma chi è vecchio? Marx? o amate il nuovismo? Avanti populisti borghesi non vergognatevi tanto c'è spazio per gente come voi in questo mondo di svenduti all'interesse del capitale. Viva il Comunismo, viva l'unità dei Comunisti! 03-04-2009 09:04 - Roberto
Vorrei invitare i saccenti che ritengono queste posizioni vecchie e identitarie, frutto di settarismo e mancanza di "cultura" di governo, di andare a votare per i partiti del pensiero unico (PD+L) che queste situazioni hanno determinato.
Auguri alla lista anticapitalista/comunista il voto di un ventiseienne sicuramente non identitario lo hanno già guadagnato. Sono un convito sostenitore dell'unità a sinistra e del ricambio generazionale della classe dirigente, ma non cadrò nel tranello dei vendoliani e la loro armata brancaleone. 01-04-2009 14:36 - akopo
Caro Giancarlo invece di dire di non votare mettici la faccia tu e inizia a costruire tu qualcosa di serio.
Ma per favore vi meritate altri 20 di BERLUSCONI..........
W il COMUNISMO W la LISTA COMUNISTA e ANTICAPITALISTA 01-04-2009 12:22 - Danilo
date un'occhiata a questo sito, vedrete che di cose da fare ce ne sono, magari si diventa un po' meno autoreferenziali che limitando la propria attività politica a lamentarsi sul blog del Manifesto (e magari sarebbe carino che il Manifesto stesso ne parlasse sulle proprie pagine, che quando queste cose erano iniziative sporadiche di movimento dovevano salvare il mondo, adesso che si diffondono in ogni angolo d'Italia grazie a Rifondazione Comunista vengono ignorate...) 01-04-2009 11:33 - PaoloR
A me pare che questa lista e l'altra (Sinistra Libertà) siano due operazioni identiche di cordate di gruppi dirigenti sconfitti che cercano di sopravvivere presentandosi come eredi delle tradizioni della sinistra, due operazioni opposte solo nell'ideologia (falsa coscienza). Gli uni si aggrappano alla falce e martello e alla parola comunismo come fossero talismani, gli altri aborriscono la falce e martello e abiurano la parola comunismo. Ma nonostante le apparenze sono tutti e due della stessa pasta, due cordate che si prendono a cornate.
Per i tifosi ci sarà modo di appassionarsi ai derby: Ferrero contro Bertinotti, Salvi contro Mussi, Bordon contro Boselli, Diliberto contro Occhetto. Ma davvero qualcuno riesce ad appassionarsi per partite del genere? Se la mettiamo sul piano del tifo, non è più coinvolgente Cassano contro Milito?
Io non sono tifoso di questi politicanti carrieristi e non li voterò. Finché la sinistra italiana è rappresentata da questi dirigenti, può soltanto perdere. E questi personaggi meritano pienamente di perdere.
Aveva ragione, purtroppo, Gabriele Polo: per quanto riguarda le elezioni, è venuto il momento di saltare un giro.
E ha ragione anche Sinistra Critica: la sinistra di classe in Italia deve essere rifondata e ricostruita, non da questi gruppi di ex-leader screditati, ma dal basso, partendo dai movimenti reali. 01-04-2009 09:41 - Sergio Morra
Invece di parlare di politica facciamo il gioco dei potenti chiudendoci dietro dei semplici simboli. La sinistra e' cultura e discussione oggi che sia rimasta solo una mitizzazione del passsato senza affrontare il presente. 01-04-2009 00:53 - stefano
A me pare che questa lista e l'altra (Sinistra Libertà) siano due operazioni identiche di cordate di gruppi dirigenti sconfitti che cercano di sopravvivere presentandosi come eredi delle tradizioni della sinistra, due operazioni opposte solo nell'ideologia (falsa coscienza). Gli uni si aggrappano alla falce e martello e alla parola comunismo come fossero talismani, gli altri aborriscono la falce e martello e abiurano la parola comunismo. Ma nonostante le apparenze sono tutti e due della stessa pasta, due cordate che si prendono a cornate.
Per i tifosi ci sarà modo di appassionarsi ai derby: Ferrero contro Bertinotti, Salvi contro Mussi, Bordon contro Boselli, Diliberto contro Occhetto. Ma davvero qualcuno riesce ad appassionarsi per partite del genere? Se la mettiamo sul piano del tifo, non è più coinvolgente Cassano contro Milito?
Io non sono tifoso di questi politicanti carrieristi e non li voterò. Finché la sinistra italiana è rappresentata da questi dirigenti, può soltanto perdere. E questi personaggi meritano pienamente di perdere.
Aveva ragione, purtroppo, Gabriele Polo: per quanto riguarda le elezioni, è venuto il momento di saltare un giro.
E ha ragione anche Sinistra Critica: la sinistra di classe in Italia deve essere rifondata e ricostruita, non da questi gruppi di ex-leader screditati, ma dal basso, partendo dai movimenti reali. 01-04-2009 00:24 - Sergio Morra