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Paolo Gerbaudo
Come a Genova? Un morto con mistero
E’ ancora fitto il mistero sul manifestante morto dopo i violenti
scontri tra polizia e manifestanti nella City di Londra. L’uomo, sulla
trentina di cui non si conosce ancora il nome e la nazionalita’,
sarebbe morto d’infarto - secondo fonti della polizia -, dopo esser
stato costretto per ore dentro un cordone delle forze dell’ordine,
senza la possibilita’ di lasciare la zona delle proteste.
Stando alla versione delle forze dell’ordine, la persona sarebbe stata
rinvenuta da due medici della polizia in Saint Michael’s Alley, un
vicoletto duecento metri a nordovest della Banca d’Inghlterra, attorno
alle sette e mezza. I medici avrebbero cercato di rianimarlo ma non ci
sarebbe stato niente da fare. Al momento non si ha nessuna versione
alternativa dei fatti, ma nella notte si sono rincorse indiscrezioni –
ancora tutte da verificare - che contrastano con la versione offerta
dalle forze dell’ordine.
La morte del manifestante giunge dopo una giornata in cui la polizia
inglese ha represso violentemente le manifestazioni contro il summit
del G20 che hanno assediato la Banca d’Inghilterra. Almeno trentadue
persone sono state arrestate durante gli scontri che sono continuati
fino alla tarda serata con barricate e piccoli fuochi nella zona.
Circa un centinaio di manifestanti sarebbero rimasti feriti negli
scontri, alcuni con colpi alla testa. Solo un contuso invece tra la
polizia che e’ stata bersagliata in maniera relativamente morbida
dalla parte piu’ militante della manifestazione che ha tirato frutta,
farina, vernice, e alcune bottiglie di vetro.
Le proteste che erano rimaste pacifiche fino alle due sono finite
sotto la pressione di migliaia agenti venuti da tutta l’Inghilterra e
di reparti anti-sommossa. Gruppi di manifestanti che dopo ore di
protesta volevano lasciare l’area della City per tornare a casa o per
partecipare ad altre manifestazioni nella zona sono stati costretti
dentro cordoni indiscriminati eretti dagli agenti. Ai tentativi di
rompere il cordonamento per abbandonare l’area della Banca
d’Inghilterra, la polizia ha risposto con cariche, spray urticante e
ha pure schierato agenti a cavallo.
Il Guardian e l’Independent hanno denunciato la brutalita’ delle forze
dell’ordine, criticando in modo particolare l’uso della tattica di
cordonamento da parte degli agenti. E’ prassi della polizia inglese
nel caso di grandi manifestazioni, isolare gruppi di manifestanti e
circondarle e trattenerle per ore in spazi stretti. L’utilizzo del
cordonamento e’ considerato da molti come una pratica illegale che
viola i diritti fondamentali della persona.
Durante le proteste di ieri attorno alla banca d’Inghilterra alcuni
cordoni sono andati avanti per oltre sette ore, portando molti
manifestanti all’esasperazione. E’ dopo ore passate in uno di questi
cordoni che il manifestante morto ieri sarebbe deceduto.
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Io non sono questo Giovanni: “Pienamente daccordo con chi giudica i fatti di Genova e di Londra completamente diversi... soprattutto perchè tra le forze di polizia inglesi e quelle italiane c'è gran differenza di approccio alle cose, gli inglesi spesso non sono armati e non sono tendenzialmente fascisti e secondo perchè nessun colpo è stato sparato. In periodi di siffatta confusione sarebbe bene attenersi ai fatti senza fomentare e incentivare odii già naturalemente esistenti. ciao a tutti. 03-04-2009 12:19 – Giovanni.
Non concordo infatti col suo tentativo di differenziare la polizia inglese con quella italiana, mi sembra sviare il problema, la Polizia è e sarà sempre la Polizia coi suoi compiti, in uno stato capitalista, di mantenere l’ordine costituito (Stato Borghese) e quindi anche reprimere ogni movimento le lavora per una società diversa, per una società comunista. Se questi giorni a Londra la Polizia ha usato, si fa per dire, la mano leggera è anche perché quel “grande movimento” come l’autore dell’articolo vorrebbe farci credere era solo nella sua mente deviata, in realtà erano invece quattro gatti, senza un’organizzazione, senza strategia, ma proprio SENZA IDEE.
L’articolo in questione per me è la tipica rappresentazione di quel BECERO movimentismo del quale, purtroppo la storia del movimento operaio continua a dover fare i conti.
Sono d’accordo con chi chiedeva perchè non si analizzava e discuteva, che cosa questi volessero, le posizioni politiche, l’analisi ecc., e perchè il giornale non lo faceva.
Io la risposta ce l’ho, ma per il momento aspetto ………. Un’ analisi scientifica da parte di questo giornale che si spaccia per…… e intanto vive grazie alle sovvenzioni statali e di ……….. alla fine credo che ci sia sempre da pagare il conto
Voglio solo aggiungere che, mi spiace che la mia provocazione, sia stata in parte fraintesa, quello che io volevo evidenziare era che il famoso articolo era tendenzioso e in larga parte falso e a distanza di due/tre giorni mi sarei aspettato una presa di posizione della direzione del Manifesto, insomma per dirla all’inglese un “apologie”, invece NULLA, allora siete corresponsabili e quindi anche voi colpevoli di falsità.
Il primo Giovanni 03-04-2009 22:47 - Giovanni
carlo a genova,come me e migliaia e migliaia di altri,si difendeva da chi con violenza efferata e premeditata cercava di screditare e distruggere un movimento pacifista. e non venitemi a dire che placanica si difese. c'è modo e modo di difendersi.e alla sua famiglia,a sua madre heidi,a tutti noi,ai torturati di bolzaneto e i massacrati della diaz, non è ancora stata resa giustizia. cerca un po' come la stampa europea in questi anni ha commentato gli eventi e i processi. ti renderai conto che la mia non è un'opinione fuori tempo di una "no global". ..come vi piace usare e storpiare termini non vostri. non so cosa sia succeso al povero manifestante rimasto ucciso,ma sono sicura che la polizia abbia una responsabilità,e sono anche purtroppo sicura che la verità sarà lontana come sempre,ostacolata come sempre.
per quel che riguarda queste critiche da nonnetta alle vetrine,beh,la banca di scozia ha commesso crimini ben peggiori rubando (RUBANDO) milioni e milioni ai suoi clienti,e se dovrà pagare due vetrine rotte,beh..sai come si dice a Roma? STI C...I!! 03-04-2009 12:48 - alessia
Il morto non ha niente a che fare con la polizia, possono fare tutte le inchieste del mondo ma restera' morto di cause naturali
Io sono uscito dal cordone alle 4 (solo 4 ore dopo) senza che nessuno mi fermasse e fotografasse, anzi ho fotografato io gli anarchici a bere il caffe' da starbuck
tutto questo vittimismo del movimento mi irrita, se vuoi fare la rivoluzione, soprattutto anarchica, devi mettere in conto che la tua regola e' che non ci sono regole. Mettersi a sfasciare vetrine e poi piangere perche' la polizia non si comporta democraticamente e non ti lascia la possibilita' di uscire da un cordone e' ridicolo.
Se rivoluzione deve essere che sia, conseguenze violente scontate e incluse. Oppure tutti a votare democraticamente. 03-04-2009 12:34 - Valerio