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FUORIPAGINA
03/04/2009
  •   |   Valentino Parlato
    Valentino Parlato a tu per tu con i lettori

    Innazitutto grazie a tutti voi, che avete avuto la pazienza di leggere il mio articolo (molto breve) e di essere intervenuti sul web del manifesto.

    Provo a rispondervi brevemente e nominativamente, forse sarebbe più utile una risposta complessiva, ma rispondere ai singoli è più facile.

    Per Nicola Andrea: Ami troppo i paradossi fino al punto di mettere insieme superprofitti e supersalari e negare l'esistenza della crisi. Mi sembra eccessivo come l'invito a mangiarci i bulloni. A Cesare Russo: D'accordo il sequestro dei manager non è politicamente produttivo, ma accade, grazie a Dio, solo all'estero. A Murmilus: Non so perché dissenti quando anche tu affermi che tra i fattori di un tempo e i manage di oggi c'è una certa rassomiglianza. Entrambi si arricchiscono alle spalle dei lavoratori, ma fregando anche i padroni. Per Giuliano: Possiamo, dobbiamo riparlarne ma parlare di comunismo ha ancora senso, almeno secondo me e, consenti, anche secondo te quando affermi che il motore della storia è il conflitto sociale. A Dino Barberini dico: Penso che tu abbia ragione, molti manager pensano solo al guadagno personale che realizzano anche attraverso speculazioni di borsa con il denaro dell'impresa (Cioè del padrone) e poi se ne fregano di come vada la baracca. Per Gabriele: Hai ragione in Italia abbiamo anche e pesa molto il "capitalismo molecolare", che può in qualche modo ammortizzare gli effetti distruttivi della crisi. La microimpresa viene colpita ma ha più margini di difesa. Penso io, posso sbagliare. A Giovanni Di Monte: Certo i manager si strapagano e si arricchiscono anche quando l'impresa fallisce. Ma il punto importante che tu poni è l'esistenza o meno del "proprietario". Il capitalismo non ha più volto umano. A Giulio Raffi rispondo: D'accordo i servi sono più realisti del re, tanto che fregano anche. E a Roberta: La mafia ha tante forme, ma c'è quasi sempre. A Stefano: Cercherò di essere più chiaro. E a Claudio: Giusta la segnalazione del libro, ottimo, di Luciano Gallino. Consiglio a tutti di leggerlo. Mentre a Daniele Castelnuovo suggerisco che c'è anche un progresso regressivo, che ci fa andare all'indietro. A Sergio Vallante la penultima risposta: Poni un problema serio del quale si discute poco, quello del cambiamento delle forme di sfruttamento e del lavore cognitivo. Infine Flavio: Sprezzante, ma forse giustificata dall'esperienza, la definizione che Raul Gardini dava del manager. Ma non dimentichiamo che Gardini si è suicidato.


I COMMENTI:
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  • Salve, Sono Giuliano Trainotti fa firenze, anche se adesso scrivo dall inghilterra, dove mi trovo per lavoro.

    Non so se è corretto iniziare con:
    Caro Valentino, fumi ancora le malboro che fanno male e molte.
    Ci siamo visti più volte e una volta stretti la mano, e forse, rimanendo non solo comunista, ma anche: l'operaio che saprà farsi rispetatte dal più lecchino dei capi reparti avrà accanto alla sua catena di montaggio il suo miglio amico; il fucile.
    te mi hai risposto che il tempo della rivolzione è finito.
    rimaniamo comnisti.
    Sono cresciuto in una famiglia, che quando era giovane, segiu voi giovani radiati dal pci.
    mio padre era allora della figci.
    Seguirono te, la Castellina, Magri Rossanda e tutti gli altri, e aprirono la sezione a sesto fiorentino con gli altri compagni.;
    io a tredi anni vendevo il manifesto porta a porta la domenica.
    poi il pisiup, poi d.p.
    e poi sempre comunisti, ho visto i mieo spendere una vita di lotta in fabrica, e acquisire certi diritti, che ora stiamo perdendo.
    non mi ricordo se ti dissi:
    non ho mai votato, che è quasi vero, solo una volta rifondazione, hai tempi di cchetto, quando non mi piacque lo strapp.
    Certo anche mao ha molti errori, e spesso il comunismo ne ha fatti; e credimi da agronomo piccolo picolo, se non la fcciamo noi la rivoluzione la fara la natura.
    Vorrei che qualcuno leggesse qualche lbro di Jared Diamon ( Armi Acciao e Malattie; Collasso delle noste società) o Cavalli Sforza (chi Siamo) o Carls Darwin L'evoluzione della specie.
    Basta leggere pochi libri per non dimentica da quanta ci siamo distaccati dalla realta, e nello stesso tempo molte cose ci accomunano a tutti gli animali:
    la sopravvivenza, non importa n che modo.
    "In natura la lotta per la sopravvivenza è una rivoluzione continua"
    noi abbiamo cambiato solo i mezzi e i termini-
    Nel lebretto Rosso c'è Scritto ( e te lo sai benissimo)

    .........
    La rivoluzione non è un premio letterario.
    la Rvoluzione non è un prenzo di gale,
    La rivoluzione non è un party.
    ........."La rivoluzione è un atto di violenza"

    In natura una pianta non sopravvive se non ne soffoca un altra,
    un carnivoro non sopravvive se non uccide un erbivoro, e via dicendo.

    Sono vegetariano, ho un figlio che non vedo, perche i genitori di lei sanno che sono comunista.
    e non faccio nessuna rivolzione.

    Scusami, Valentino, vivo di ideologia e del passato, ma non ce la faccio a votare;
    ho 46 anni, e forse sarò ancora in tempo per vedere la terza guerra mondiala che sarà solo per l'approvvigionamento delle fonti idriche, e solo per quelle.

    L' H20 non è un bene reversibile.
    quando finirà, finirà e basta.

    Caro compagno, con affetto.
    Giuliano da Fi. 04-04-2009 01:46 - giuliano trainotti
  • SONO DELUSO DA QUELLO CHE SONO
    OGGI IPARTITI<<COMUNISTI> IQUALI
    NON HANNO ANCORA OGGI ELBORATO
    UNA PROPOSTA DI CAMBIAMENTO PER UNA SOCIETA' SOCIALISTA IN TERMINI ADATTI AL SECOLO IN CUI VIVIAMO. FORSE NON HANNO ANCORA METABOLIZZATO LA BATOSTA ELETTORALE.OGGI E' IL CAPITALISMO CHE STA ATTRAVERSANDO UNA CRISI NON SOLTANTO FINANZIARIA MA DI SISTEMA CIOE' E' FINITO UN CICLO. LE CURE CHE VORREBBERO ADOTTARE SONO SEMPRE LE STESSE
    CIOE' ; LA CRISI LA DEBBONO PAGARE I LAVORATORI .VEDI QUELLO CHE SUCCEDE NELLA RIFORMA DEI CONTRATTI CHE HANNO DIVISO I SINDACATI. E' SEMPRE IL SINDACATO CISL E UIL
    CHE DA UNA MANO A CONFINDUSTRIA PER FAR RETROCEDERE I POCHI DIRITTI DEI LAVORATORI ANCORA RIMASTI .
    SI!! HA ANCORA UN SENSO PARLARE DI COMUNISMO. MA QUESTO IMPEGNARSI PER CAMBIARE LE COSE OGGI ESISTENTI COMPORTA IL CORAGGIO DI ELABORARE SISTEMI ECONOMICI E SOCIALI RIVOLUZIONARI ED ESSERE DEI COMUNISTI CHE LAVORINO ALLE POLITICHE SOCIALI PER IL RILANCIO DELLA SOCIETA' IN SENSO SOCIALISTA. IL FALLIMENTO CHE OGGI ABBIAMO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI DEL LIBERISMO COME PENSIERO UNICO NON PUO' CHE RAFFORZARE LE NOSTRE CONVINZIONI DI COMUNISTI.GLI USA PER USCIRE DALLA CRISI HANNO NAZIONALIZZATO GRANDI BANCHE E FABBRICHE. ALTRI PAESI A CAPITALISMO MATURO LO STANNO FACENDO. I SUBPRIME USA QUELLI CHE HANNO SCATENATO LA CRISI NON SONO L'UNICUS DELLA TEMPESTA PERFETTA MA E' SOLAMENTE LA PUNTA DELL'AISBERG CHE AFFIORA DALLE ACQUE E
    COME UN TSNAMI DISTRUGGE TUTTO
    QUELLO CHE RIMANE DEL LIBERISMO DA RAPINA.UN APPELLO A TUTTI I COMUNISTI CHE HANNO UNA FEDE INCROLLABILE NELLA RINASCITA DELLA' IDEA DI UNA NUOVO CONCETTO DI SOCIETA' NELLA DIREZIONE SOCIALISTA. DOBBIAMO COSTRUIRE UN CONSENSO ATTORNO ALL'IDEA DI UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE CON LE IDEE COMUNISTE DI UNA SOCIETA' DI LIBERI ED EGUALI. 03-04-2009 23:26 - PETER DOMINIC
  • grazie a parlato per avere cominciato a scoperchiare il vaso di pandora dell'italia dei valori, enorme bluff della politica italiana, fenomeno da arginare assolutamente! 03-04-2009 22:35 - alessandra
  • Caro signor Parlato,questo tempo è una bomba ad orologeria, le prossime saranno generazioni di incazzati in quanto abbiamo tolto loro "il sogno". Il sogno di un lavoro stabile, la speranza di coltivare affetti stabili, di scegliere se avere figli....insomma questi giovani non possono guardare con fiducia al loro futuro. Inoltre cosa penseranno di noi, per il mondo che, da noi, ereditano? vorrei sbagliarmi....ma i prossimi anni saranno anni di forti scontri sociali...verrà riscoperta la piazza...Con tristezza fabio 03-04-2009 21:41 - fabio
  • Ritengo che si possa ormai dire pubblicamente che la frase di Berlinguer 'siamo rivoluzionari e conservatori' vada aggiornata in 'siamo rivoluzionari, conservatori e reazionari' proprio in relazione alla necessità di 'distruggere' quanto ci sembrava progresso e si è rivelato dannoso. un saluto 03-04-2009 21:03 - Onofrio
  • Caro Valentino, non vorrei sembrare polemico o insistente, ma la frase iniziale del mio commento era ripresa tale e quale ("copia e incolla") dal tuo articolo. La frase e` questa: "E` un dato di fatto che i manager, come i fattori di un tempo, con le stock option e altro hanno ridotto i guadagni del proprietario, che pur di rimaner nascosto accettava di pagare il tributo". A mio parere questa frase non fa alcun senso.
    Credo che la sinistra, quella di estrazione marxiana almeno, dovrebbe in questa fase dedicarsi molto intensamente alla analisi socio/politica della situazione; per cio' ogni articolo o commento in questa direzione deve essere il benvenuto. Credo anche che la rilettura dei classici (Marx, Lenin) sarebbe un buon punto di partenza soprattutto per coloro che ritengono che la situazione sia sostanzialmente cambiata dagli inizi del secolo scorso. Credo anche che il manifesto dovrebbe farsi portavoce di questa necessita' in fuoripagina o altra sede con dibattiti allargati (l'unica vera innovazione di internet!) . Temo che altrimenti si vada sempre piu' verso una poverta` culturale/polica che vedo altrimenti inarrestabile. Saluti cordiali e scusami se ti do del tu. 03-04-2009 20:30 - murmillus
  • Caro Valentino,
    l'articolo dell'altro giorno e le tue risposte di oggi non riescono a convincermi. Capisco l'analisi: come i fattori di un tempo i manager si sono arricchiti sulla pelle dei lavoratori e dei padroni. Siamo d'accordo, ma sono passati decenni, addirittura un secolo, lotte, guerre, conquiste ... Poi siamo tornati indietro (in nome del progresso), fino alla fine dell'Ottocento o giù di lì. I padroni sono meno visibili, i manager guadagnano non cinque-dieci volte quel che prendeva un contadino, ma centinaia di volte lo stipendio di un oeraio. Perché dovremmo scandalizzarci di sequestri simbolici e non-violenti di manager miliardari che fanno le veci dei padroni? Non sono loro, gli odierni fattori che ci fanno i contratti precari e ci licenziano alla prima occasione e ci costringono ad una vita poco umana? Sì, ci sono le leggi, la politica, ma mi pare che la politica, aimè, la facciano proprio loro, i fattori, i servi più servi e realisti del re. Insomma, gli operai delle fabbriche francesi (per necessità) cercano di opporsi a questo stato di cose; mentre i manager, come i fattori un tempo, sono complici. 03-04-2009 20:29 - lorenzo
  • Dunque, caro Valentino: Marx, di nome Carlo, è supponibile che sapesse cosa era il marxismo. Diciamo che di tutto quel che era il mondo reale (il capitalismo) aveva sostanzialmente capito tutto - mostrando quale mostro era. Del comunismo non aveva la stessa concreta consapevolezza. Ne aveva solo la voglia, il desiderio, la speranza ecc. - come io e te. Che, come lui, siamo, io, povero in canna (a dir la verità realizzando il mio obiettivo di essere proletario) e, tu, a mandare avanti un quotidiano che, in quanto comunista, si regge con i denti. Certo che parlare di comunismo ha e avrà sempre senso senso in saecula. Come parlare di onestà o di amicizia o di amore (aggiungi tu). Ma con quel tal mister Obama in circolazione e così virulento, è proprio di comunismo che si tratta di parlare? 03-04-2009 20:00 - Dino Barberini
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