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FUORIPAGINA
04/04/2009
  •   |   Antonio Sciotto
    Epifani sfida il governo sulla crisi

    All’inizio del suo intervento davanti all’enorme platea del Circo Massimo, Guglielmo Epifani non può che ricordare la giornata del 23 marzo del 2002, quella dei 3 milioni in piazza in difesa dell’articolo 18, che «scrissero una pagina storica, che nessuno ha scordato». E anche se dietro il palco c’è Sergio Cofferati, non si può fare a meno di notare che siamo in un’altra Italia, che sembra lontana anni luce, eppure l’antico circo romano riesce a essere ancora una volta pieno: oggi parlano gli operai in cassa integrazione, i precari sull’orlo del licenziamento, i medici che non vogliono denunciare gli immigrati, gli stessi - ormai tantissimi - stranieri che danno un contributo indispensabile alla nostra economia. E anche i pensionati, gli studenti dell’Onda. La parte di società colpita dalla crisi: e la Cgil chiede al governo un «confronto vero».
    Epifani prende spunto dal G20 di Londra, dove Berlusconi ha chiesto - proprio lui - «attenzione all’umano e al sociale»: «Se quelle parole erano sincere, accetti finalmente di incontrarci». E poi si rivolge a Cisl e Uil: «Contro l’accordo separato hanno votato 3,4 milioni di persone, e quando lavoratori e pensionati si esprimono è una cosa che non si deve mai irridere. Ma noi siamo disposti a mettere tutto da parte se accettate di indire un referendum unitario. E accetteremo l’esito come vincolante».
    Questo il cuore del messaggio Cgil lanciato ieri, ma il segretario ha rievocato prima di tutto i passaggi che hanno portato al Circo Massimo: si parte dal 30 ottobre, la grande manifestazione sulla scuola, in quel caso unitaria, anche se quello stesso giorno ci fu con Cisl e Uil la rottura sul contratto; poi il 5 novembre, quando la Cgil presenta le sue 6 richieste al governo contro la crisi ormai galoppante; si passa al 12 dicembre, lo sciopero generale, articolato però per territori. Poi Epifani passa direttamente al 5 marzo, la manifestazione dei pensionati. Salta il riferimento allo sciopero congiunto del 13 febbraio di Fp e Fiom, vissuto con grandi contrasti all’interno della confederazione, ma poi fatto proprio da tutta la Cgil: un’omissione che ha fatto salire i malumori dalle due categorie.
    Tornando al discorso sul governo, Epifani ha spiegato che «c’è un abisso tra quello che avrebbe potuto fare contro la crisi e quello che ha fatto finora». «A parte quello che è stato dato alle banche, ha stanziato solo 4 miliardi di euro: cifra così bassa che non ha paragoni rispetto a quanto hanno fatto all’estero». «Intanto il tempo passa, la cassa ordinaria si avvia per molti alla conclusione, senza che venga prolungata e resa più cospicua, come noi chiediamo. Tanti precari perdono il posto, ma per loro non è chiaro cosa sia disponibile, e comunque è poco e per troppo pochi. Perché non si attua una moratoria dei licenziamenti? Non si è sospesa la Bossi-Fini, e tanti immigrati con il lavoro perdono anche il permesso di soggiorno. Sulle donne si dicono tante parole in libertà, tacendo che nel 2009 rimarranno senza posto 340 mila lavoratrici in più. Ai pensionati si dà una social card che non funziona, invece di aumentare i loro redditi. Quanto ai dipendenti, e agli stessi pensionati, sono quelli che oggi pagano di più la crisi, e che nel 2008 hanno pagato 8 miliardi di euro in più al fisco mentre si allentava il contrasto all’evasione fiscale: perché non si parte dalla restituzione del fiscal drag».
    Domande rivolte al governo, insieme ad altre critiche: contro la manomissione del Testo unico sulla sicurezza del lavoro, contro le tante violazioni ai diritti degli immigrati ispirate dalla Lega, dai medici che denunciano alle ronde, contro l’indebolimento del diritto di sciopero. Da qui la richiesta di un tavolo al governo: «Per parlare di 4 temi: la politica industriale del paese, dalla crisi Fiat a quella della chimica; gli ammortizzatori sociali e lo stop alla cacciata dei precari; il reddito dei pensionati; la giustizia fiscale e la lotta all’evasione».
    Ma c’è anche un messaggio alla Confindustria, a Cisl e Uil: «Il tavolo dovrebbe andare bene anche a voi». E ai due sindacati: «Queste battaglie le avremmo potute fare insieme, non ci può essere divisione». Ma poi il segretario Cgil passa al nodo dell’accordo separato sui contratti, e qui dice a Confindustria che «ha fatto un errore gravissimo a firmare senza la Cgil, perché poi si rischia di creare una confusione che danneggia anche le imprese». E a Cisl e Uil ricorda i 3,6 milioni di votanti al referendum, con i 3,4 che hanno detto no, e dunque propone una votazione unitaria: «Il nodo della democrazia e della rappresentanza è centrale, lì possiamo tentare un’intesa unitaria. Ma sapendo che per noi non ha senso votare una volta sì e una no: o c’è democrazia sempre, o non c’è mai». Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni risponde piccato che «il paese ha bisogno di piazze sindacali e non elettorali» e che «la Cgil sui contratti ha una linea antagonista ormai fuori dalla storia».
    Dal palco hanno parlato, precedendo Epifani, alcuni delegati. Ha iniziato un operaio della Fiat di Pomigliano, che ha spiegato come ormai nello stabilimento campano si siano fatte 23 settimane di cassa, «e altre ci aspettano: ma il governo non fa altro che caricare i lavoratori quando protestano». Una giovane precaria della scuola ha parlato dell’ansia che prova ogni anno il 30 giugno, quando finisce il contratto, e poi si è riferita al prossimo primo settembre: «Forse io e altre migliaia di precari non avremo più il posto». Un lavoratore immigrato chiede agli italiani di stare vicini agli stranieri del paese, nelle battaglie «contro le leggi inique e il clima di xenofobia che il governo sta imponendo». Una pensionata ricorda l’umiliazione della social card, un medico di Palermo rivendica con orgoglio il suo rifiuto - e quello di tutta la Cgil - a denunciare gli immigrati bisognosi di cure.


I COMMENTI:
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  • Bene questa manifestazione della cgil in un momento in cui Governo,padroni e sindacati filopadronali (cisl, uil, ugl) attaccano pesantemente la contrattazione collettiva.La tanto agognata unità sindacale su basi concertative ha fatto già troppi danni ai lavoratori, è ora di ritornare ad avere un sindacato di lotta.E su questo punto che la cgil deve dare una risposta chiara, non saranno più ammesse ulteriori titubanze poichè la crisi economica si fa sempre più sentire e sempre più lavoratori ne stanno pagando le conseguenze. 06-04-2009 20:19 - daniele domenico
  • Come operaio oramai a riposo sono molto felice della scelta della cgil di non firmare il protocollo della riforma del contratto di lavoro.Anche se la cgil e' la sola a capire la politica anti lavoratori della confindustria.
    Con il referendum i lavoratori lo hanno capito e hanno bocciato a stragrande maggioranza la riforma del contratto.La cgil e' la sola
    organizzazione che applica per le decisioni sindacali la democrazia diretta perche' sono i lavoratori i soli depositari del loro destino lavorativo.Quando I SINDACATI sono divisi chi ci rimette e' il lavoratore ; ma non si puo' vendere la pelle per l'unita' a tutti i costi . la uil , la cisl , capiranno con il proseguo dell'applicazione di quello che hanno firmato che e' stato un errore. Ritorneranno nella terra sindacale baciata dal sole dell'avvenire dell'unita' sindacale. 06-04-2009 17:23 - peterdominic
  • Ero a Roma Sabato ed ero a Roma il 23 Marzo 2002, ancora 3 milioni di persone che hanno valori, coraggio, ideali e soprattutto... attributi. Tutto questo mi da rida fiducia nonostante un governo vergognoso ed altrettanti vergosognosi che lo sostengono. 06-04-2009 16:52 - dafo
  • Sono d'accordo con Cristina: è inutile cercare il compromesso e la concertazione, l'unica via è la lotta. Certo che se si riuscisse a incanalare questa capacità di mobilitazione verso un progetto rivoluzionario, sarebbe tutto diverso... 06-04-2009 14:30 - Gio
  • Grande manifestazione. Non ho potuto esserci ma ho contribuito come migliaia di compagni che credono ancora nella sinistra e nel loro sindacato. Il livore di chi parla di finanziamento da social card o di scampagnata è l'ulteriore prova che la piazza funzione eccome!!! Cari signori del governo e della destra, non vi piace ma noi ci siamo! signori della destra m 06-04-2009 12:23 - Karma
  • Due cose vorrei notare: l'enorme capacita` e voglia di mobilitazione della gente (uso questo termine in onore alla rivoluzione francese e ai diritti dell'uomo e del cittadino di cui c'e` bisogno in Italia).
    La necessita' di ricostruire il sindacato. Troppa corruzione e complicita' nei sindacati (tutti); c'e` bisogno di un ripulisti. 06-04-2009 02:41 - murmillus
  • Io sono una che è andata a questa manifestazione. Onestamente mi aspettavo un discorso diverso da Epifani.Non capisco questa quasi ossessione per un confronto serio.Berlusconi ha risposto che glielo dà in testa. 06-04-2009 00:57 - Cristina Giambuzzi
  • siete patetci 05-04-2009 21:48 - gianni
  • Il conflitto sociale è ancora il motore della storia, la cgil è oggi ancora protagonista per questo. Sono gli altri che non potendo cambiare lo stato delle cose hanno finito per cambiare se stessi. Questo vale per gli altri due sindacati "ma anche" per alcuni dei politici presenti alla manifestazione. 05-04-2009 21:10 - Giancarlo
  • Epifani si è presentato senza nessun progetto economico, ha rovistato un pò nel fango, ma si è solo sporcato le mani, in effetti aveva un solo vero obbiettivo, farsi invitare, per non perdere la faccia, sempre e solo tardi ha capito che da solo non conta nulla. A fatto bene il governo a dirgli di no 05-04-2009 20:51 - Elio
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