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Iaia Vantaggiato
Procurato allarme o tragedia annunciata?
Il bilancio delle vittime non è purtoppo ancora definitivo ma le polemiche sulla possibilità o meno di prevedere la tragedia che ha colpito una vasta area dell'Abruzzo non accennano a diminuire. Notizie di scosse minori circolavano infatti già da giorni e, come confermato dal professor Giulio Selvaggi dell'Istituto nazionale di geofisica, da ottobre a oggi in provincia dell'Aquila se ne sono registrate almeno 200. Tra i comuni interessati, Collimento, Villagrande e L'Aquila. Superiore al secondo grado della scala Richter la loro magnitudo: non tale da provocare danni ma comunque significativa abbastanza da far sì che l'allarme venisse registrato dalla Protezione civile e dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Ma non basta. Proprio alla fine del mese scorso Giampaolo Giuliani, tecnico e ricercatore presso il laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso, aveva affermato che il cosiddetto sciame sismico - le "scosse minori", appunto - poteva essere il preannuncio di un evento di dimensioni assai più disastrose. Contro Giuliani si era scagliato il 31 marzo scorso il capo della Protezione civile Guido Bertolaso: ci vorrebbe una punizione, aveva detto, "per tutti quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false". Detto fatto tanto che sulla testa di Giuliani pesa adesso una denuncia "per procurato allarme".
Secondo il ricercatore il sisma si sarebbe dovuto verificare il 29 marzo quando, in realtà, proprio a Sulmona si era registrato un terremoto di 4 gradi della scala Richter. "Non è vero - ha dichiarato Giuliani - che i terremoti non si possono prevedere. Sono dieci anni che noi riusciamo a prevedere eventi di questo tipo in una distanza di 100-150 chilometri da noi. Da tre giorni - prosegue - vedevamo un forte aumento di radon (un gas radioattivo che si libera dal sottosuolo quando le faglie vengone attivate, ndr). E forti aumenti di radon segnalano forti terremoti".
Una tragedia annunciata, insomma, cui forse si poteva far fronte in modo più adeguato. A denunciarlo, anche il Presidente della provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane che ha attaccato il sottosegretario alla Protezione civile Bertolaso: "Era una tragedia annunciata. L'allarme dei giorni scorsi è stato sottovalutato". Ora basta polemiche, ribatte Berlusconi e mentre il Pd "si mette a disposizione" per questa sera è stato convocato un Consiglio dei ministri straordinario.
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http://www.ilcapoluogo.com/e107_plugins/content/content.php?content.14110
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2005/06/34568127.pdf
http://www.ugis.it/a010705-terremoti1.html 10-04-2009 12:02 - Giuseppe
L'Italia è un paese dove gran parte del patrimonio edilizio esistente, storico e non è assolutamente privo di controlli sulla adeguatezza degli interventi di costruzione, manutenzione etc. Possiamo escludere da ciò solo il caso del restauro monumentale. Negli anni del dopoguerra si costruiva con materiali poveri perché i mezzi erano limitati. Negli anni seguenti fino al 1970 circa ha trionfato la speculazione edilizia e spesso gli interventi sono stati assolutamente privi di controlli per quanto riguarda l'iniziativa privata. Gli edifici pubblici avrebbero comunque dovuto rispettare le norme antisismiche. Ma sapete cosa succede dopo un terremoto spesso? Molti comuni si fanno inserire nelle zone con categoria di rischio sismico elevato per avere accesso a finanziamenti di vario genere. Poi si scopre che questo inserimento comporta una sacco di limitazioni alla attività di chi costruisce o realizza interventi su edifici. Allora una volta finita l'emergenza si fa abbassare "per legge" la categoria di rischio sismico. Addirittura in alcuni comuni terremotati gli abitanti che dovevo presentare progetti per nuove costruzioni o ristrutturazioni hanno fatto manifestazioni di protesta per far cancellare le prescrizioni antisismiche obbligatorie. Cosi il comune faceva rientrare parti del proprio territorio in zone con un rischio sismico più basso o addirittura nullo. Insomma ci si tentava di salvare con i pezzi di carta. Ma la sicurezza non si fa con i pezzi di carta. Nella ricostruzione dell'Irpinia ricordo benissimo i casi in cui nella programmazione degli interventi scoprimmo con orrore che alcuni siti suggeriti dalle amministrazione per la ricostruzione delle case popolari erano in realtà classificate come "inedificabili", tuttavia ricadevano su proprietà di alcuni notabili locali...
Anche le classificazioni sismiche o geologiche si posso addomesticare. Naturalmente ho le prove scritte e cartacee delle mie affermazioni. Tra l'altro le case popolari sono state infine costruite su quelle zone "inedificabili".
Sui criteri di costruzione antisismici si può fare una serie di considerazioni. Per edifici nuovi ed isolati è abbastanza certo il tipo di studio e di previsione della efficacia di costruzioni asismiche. Molto più difficile è applicare metodi scientifici e calcoli di previsione per i comparti di costruzioni che esistono nei centri storici consolidati. Fra l'altro non si conosce mai a sufficienza la natura delle modifiche e degli interventi locali che i singoli proprietari privati realizzano nel tempo fino a trasformare completamente gli organismi edilizi. E senza nessun controllo, licenza, autorizzazione, progetto.
Quindi mi fanno sorridere i vulcanologi che parlano di prevenzione nei sistemi di costruzione. Dicono delle ovvie banalità che non hanno alcun valore e scarsissima possibilità di applicazione. Per quello che posso dire sono pie illusioni anche le ipotesi sulla prevenzione in certi ambiti edilizi come quelli di questi centri storici e di paesi come quelli rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. Quindi sarebbe meglio piantarla di scrivere delle stupidaggini e di raccontare stupidaggini ai giornalisti che ripetono cazzate a pappagallo solo perche le ha dette qualche illustre geofisico o vulcanologo in libera uscita.
Un ingegnere sa bene che c'è un solo metodo per realizzare una costruzione che il terremoto no n potrà buttare a terra: non costruirla.
Costruire implica sempre l'accettare il rischio di un evento sismico anche disastroso. Il problema della sicurezza è spesso male impostato. Nel caso dei nuclei storici le verifiche sismiche dovrebbero riguardare gruppi di edifici contigui ed interconnessi. Attualmente non ci sono nemmeno metodi di analisi e calcolo che possano dare una sicurezza di grado elevato. In ogni caso ci sono delle regole minime che dovrebbero essere applicate e controllate scrupolosamente. Ma questo sarebbe un discorso da paese civile e dovrebbe essere condiviso. Qui da noi molte volte decide un muratore con un idraulico ed un proprietario...se va bene c'è un geometra. Cosi si ristrutturano le abitazioni.
Dopo un evento sismico grave per un po’ la situazione migliora, fino a quando la memoria dei morti cancella gli scrupoli e si ritorna nella condizione precedente il sisma. Senza coscienza, senza controlli, senza regole. 07-04-2009 20:53 - eduardo barbera
Io Lo manderei in galera! Lui assieme a chi dopo l''80 ha costruito senza rispettare le norme sulla sismica e e ai dirigenti che hanno permesso di fare ciò! Vergognatevi schifosi delinquenti 07-04-2009 11:44 - antonietta