sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
06/04/2009
  •   |   Iaia Vantaggiato
    Procurato allarme o tragedia annunciata?

    Il bilancio delle vittime non è purtoppo ancora definitivo ma le polemiche sulla possibilità o meno di prevedere la tragedia che ha colpito una vasta area dell'Abruzzo non accennano a diminuire. Notizie di scosse minori circolavano infatti già da giorni e, come confermato dal professor Giulio Selvaggi dell'Istituto nazionale di geofisica, da ottobre a oggi in provincia dell'Aquila se ne sono registrate almeno 200. Tra i comuni interessati, Collimento, Villagrande e L'Aquila. Superiore al secondo grado della scala Richter la loro magnitudo: non tale da provocare danni ma comunque significativa abbastanza da far sì che l'allarme venisse registrato dalla Protezione civile e dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

    Ma non basta. Proprio alla fine del mese scorso Giampaolo Giuliani, tecnico e ricercatore presso il laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso, aveva affermato che il cosiddetto sciame sismico - le "scosse minori", appunto - poteva essere il preannuncio di un evento di dimensioni assai più disastrose. Contro Giuliani si era scagliato il 31 marzo scorso il capo della Protezione civile Guido Bertolaso: ci vorrebbe una punizione, aveva detto, "per tutti quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false". Detto fatto tanto che sulla testa di Giuliani pesa adesso una denuncia "per procurato allarme". 

    Secondo il ricercatore il sisma si sarebbe dovuto verificare il 29 marzo quando, in realtà, proprio a Sulmona si era registrato un terremoto di 4 gradi della scala Richter. "Non è vero - ha dichiarato Giuliani - che i terremoti non si possono prevedere. Sono dieci anni che noi riusciamo a prevedere eventi di questo tipo in una distanza di 100-150 chilometri da noi. Da tre giorni - prosegue - vedevamo un forte aumento di radon (un gas radioattivo che si libera dal sottosuolo quando le faglie vengone attivate, ndr). E forti aumenti di radon segnalano forti terremoti".

    Una tragedia annunciata, insomma, cui forse si poteva far fronte in modo più adeguato. A denunciarlo, anche il Presidente della provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane che ha attaccato il sottosegretario alla Protezione civile Bertolaso: "Era una tragedia annunciata. L'allarme dei giorni scorsi è stato sottovalutato". Ora basta polemiche, ribatte Berlusconi e mentre il Pd "si mette a disposizione" per questa sera è stato convocato un Consiglio dei ministri straordinario.


I COMMENTI:
  pagina:  1/4  | successiva  | ultima
  • Prima della ricostruzzione dell Aquila,vogliono cancellare un programma scomodo per i malavitosi come Anno zero. 15-04-2009 20:56 - Franco Di+Campli
  • Credo che ci siano convinzioni sbagliate nei discorsi di chi parla tanto di previsione quanto di prevenzione. La convinzione sbagliata è quella che in entrambi i campi si possa giungere ad una "certezza". Sulla prevedibilità dei terremoti non ho elementi per dare un contributo reale, ma sulla prevenzione vorrei dire un paio di cose.
    L'Italia è un paese dove gran parte del patrimonio edilizio esistente, storico e non è assolutamente privo di controlli sulla adeguatezza degli interventi di costruzione, manutenzione etc. Possiamo escludere da ciò solo il caso del restauro monumentale. Negli anni del dopoguerra si costruiva con materiali poveri perché i mezzi erano limitati. Negli anni seguenti fino al 1970 circa ha trionfato la speculazione edilizia e spesso gli interventi sono stati assolutamente privi di controlli per quanto riguarda l'iniziativa privata. Gli edifici pubblici avrebbero comunque dovuto rispettare le norme antisismiche. Ma sapete cosa succede dopo un terremoto spesso? Molti comuni si fanno inserire nelle zone con categoria di rischio sismico elevato per avere accesso a finanziamenti di vario genere. Poi si scopre che questo inserimento comporta una sacco di limitazioni alla attività di chi costruisce o realizza interventi su edifici. Allora una volta finita l'emergenza si fa abbassare "per legge" la categoria di rischio sismico. Addirittura in alcuni comuni terremotati gli abitanti che dovevo presentare progetti per nuove costruzioni o ristrutturazioni hanno fatto manifestazioni di protesta per far cancellare le prescrizioni antisismiche obbligatorie. Cosi il comune faceva rientrare parti del proprio territorio in zone con un rischio sismico più basso o addirittura nullo. Insomma ci si tentava di salvare con i pezzi di carta. Ma la sicurezza non si fa con i pezzi di carta. Nella ricostruzione dell'Irpinia ricordo benissimo i casi in cui nella programmazione degli interventi scoprimmo con orrore che alcuni siti suggeriti dalle amministrazione per la ricostruzione delle case popolari erano in realtà classificate come "inedificabili", tuttavia ricadevano su proprietà di alcuni notabili locali...
    Anche le classificazioni sismiche o geologiche si posso addomesticare. Naturalmente ho le prove scritte e cartacee delle mie affermazioni. Tra l'altro le case popolari sono state infine costruite su quelle zone "inedificabili".
    Sui criteri di costruzione antisismici si può fare una serie di considerazioni. Per edifici nuovi ed isolati è abbastanza certo il tipo di studio e di previsione della efficacia di costruzioni asismiche. Molto più difficile è applicare metodi scientifici e calcoli di previsione per i comparti di costruzioni che esistono nei centri storici consolidati. Fra l'altro non si conosce mai a sufficienza la natura delle modifiche e degli interventi locali che i singoli proprietari privati realizzano nel tempo fino a trasformare completamente gli organismi edilizi. E senza nessun controllo, licenza, autorizzazione, progetto.
    Quindi mi fanno sorridere i vulcanologi che parlano di prevenzione nei sistemi di costruzione. Dicono delle ovvie banalità che non hanno alcun valore e scarsissima possibilità di applicazione. Per quello che posso dire sono pie illusioni anche le ipotesi sulla prevenzione in certi ambiti edilizi come quelli di questi centri storici e di paesi come quelli rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. Quindi sarebbe meglio piantarla di scrivere delle stupidaggini e di raccontare stupidaggini ai giornalisti che ripetono cazzate a pappagallo solo perche le ha dette qualche illustre geofisico o vulcanologo in libera uscita.
    Un ingegnere sa bene che c'è un solo metodo per realizzare una costruzione che il terremoto no n potrà buttare a terra: non costruirla.
    Costruire implica sempre l'accettare il rischio di un evento sismico anche disastroso. Il problema della sicurezza è spesso male impostato. Nel caso dei nuclei storici le verifiche sismiche dovrebbero riguardare gruppi di edifici contigui ed interconnessi. Attualmente non ci sono nemmeno metodi di analisi e calcolo che possano dare una sicurezza di grado elevato. In ogni caso ci sono delle regole minime che dovrebbero essere applicate e controllate scrupolosamente. Ma questo sarebbe un discorso da paese civile e dovrebbe essere condiviso. Qui da noi molte volte decide un muratore con un idraulico ed un proprietario...se va bene c'è un geometra. Cosi si ristrutturano le abitazioni.
    Dopo un evento sismico grave per un po’ la situazione migliora, fino a quando la memoria dei morti cancella gli scrupoli e si ritorna nella condizione precedente il sisma. Senza coscienza, senza controlli, senza regole. 07-04-2009 20:53 - eduardo barbera
  • ....In pensione Bortolaso?!
    Io Lo manderei in galera! Lui assieme a chi dopo l''80 ha costruito senza rispettare le norme sulla sismica e e ai dirigenti che hanno permesso di fare ciò! Vergognatevi schifosi delinquenti 07-04-2009 11:44 - antonietta
  • vorrei dire la mia:è facile a dire che i terremoti si possono prevedere,pero' bisognerebbe sapere quando,dove e indendita'(magnitudo).Ricordiamoci che quando la natura si ribella noi essere umani abbiamo poco da fare!Un caloroso ringraziamento alle istituzioni,per la loro tempestività dei soccorsi grazie.Luciano 67 07-04-2009 10:59 - luciano
  • Oggi ho visto Vespa che intervistava Gianpaolo Giuliani ed mi è sovvenuta in mente un porta a porta di qualche tempo fa quando nella terza camera parlamentare hanno invitato ,per non farlo neanche parlare ,un farmacista ,che facendo propri studi era giunto a risultati fuori dal binario della fede nel campo della lotta al diabete in cui la comunita' scientifica si specchia e si abbevera .(Io assumo mensilmente tra ipoglicemizzanti e insulina oltre 100€ al mese)mentre paradossalmente un farmacista parlava di combinazioni alimentari nelle poche parole che la canea gli ha lasciato proferiree ricordo lo stop finale che lo stesso Vespa con tono perentorio gli intimava Purtroppo chi ha l'Illuminazione , in quasi tutti i campi si è sempre scontrato con l'ordine precostituito,mentre tutti dovremmo avere la dignità di ascoltare chi ha qualcosa di nuovo da dire e qualche volta potrebbe anche convenirci:signor Vespa ,non tutti son ciarlatani,a volte qualcuno mettendo assieme acero dei balcani ,abete rosso della val fiemme ebano africano assemblano i violini che riescono a trasformare in suoni l'anima dei musicisti : poi dandoli in mani ad'altri sconosciuti riesce a dare all'umanità la musica stupenda che è la colonna sonora dell'esistenza. 07-04-2009 02:58 - pietros555
  • Le cose non funzionano certo nel modo in cui Giuliani dice. La scienza è attiva nel cercare segni premonitori dei terremoti già da qualche decina d'anni. Già negli anni settanta il radon , insieme a numerosi altri segnali, era stato preso in esame, ma nessuno funziona. Usando il "metodo Giuliani" dovrebbero essere sfollate intere regioni (poichè non si può sapere l'epicentro preciso) una decina di volte l'anno, mentre le scosse accadono con una frequenza media di una ogni 7-10 anni. La denuncia di procurato allarme se l'è presa perchè la gente di Sulmona, impaurita, la sera del 29 ha dormito in strada per paura di una scossa devastante, che poi si è rivelata simile alle tante che da dicembre colpiscono quella zona. Mi sembra un motivo valido per una denuncia di procurato allarme, ogni persona di buon senso ne può convenire. Questa è solo una sterile polemica non dettata dalla ragione ma dalla pancia, e forse anche da qualche comoda strumentalizzazione da parte della stampa di sinistra, che auspico non si aggrappi a queste idiozie. 07-04-2009 01:48 - Davide M.
  • ciò che Giuliani non può dire. perché ha 5 figli. forse lo si può capire informandosi su HAARP. non ci possono usare come cavie. 07-04-2009 01:37 - attenzione
  • Che l'aumento di concentrazione del radon sia collegato all'attività sismica è ben noto agli studiosi. Già nel 1973 su Science venne pubblicato un articolo in cui si faceva riferimento al radon come precursore sismico (http://www.sciencemag.org/cgi/pdf_extract/181/4102/803). Il radon da solo non è sufficiente per stabilire quando e dove avverrà un terremoto e quale sia la sua intensità, non esiste un metodo scientificamente valido per poter prevedere con certezza un evento sismico. I terremoti sono imprevedibili ma sappiamo molto bene quali sono le aree maggiormente a rischio (http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html). Sappiamo anche costruire edifici in grado di resistere a scosse di intensità anche maggiore di quella de L'Aquila. I terremoti non si prevedono, ma i danni agli edifici e alle persone si sanno evitare. 07-04-2009 01:36 - miracle
  • a simone vorrei dire che il suo giudizio mi sembra infantile e del tutto qualunquista, bravo simone sei un bravo "ITALIENO!" 07-04-2009 01:08 - leonardo
I COMMENTI:
  pagina:  1/4  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI