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FUORIPAGINA
06/04/2009
  •   |   Paolo Berdini
    Un Paese e una politica dai piedi d'argilla

     

    Sono crollati ospedali, edifici pubblici e scuole costruiti di recente. Dovevano rispettare rigorose norme antisismiche, ma il terremoto ha tragicamente svelato una realtà che viene sistematicamente occultata: siamo il paese delle regole scritte con solennità e violate con estrema facilità. Siamo il paese in cui le funzioni pubbliche di controllo sono state cancellate o messe nella condizione di non nuocere. Di fronte a questa realtà, il “piano casa” della Presidenza del Consiglio liberalizzava ulteriormente ogni intervento edilizio che poteva iniziare attraverso una semplice denuncia di inizio attività, e cioè in modo che la pubblica amministrazione perdesse per sempre ogni residua possibilità di controllo. Dappertutto, in zona sismica o in zona di rischio idrogeologico.

    Sono poi crollate in ogni parte anche le case private. Antiche, della prima o della seconda metà del novecento. Segno evidente che anche esse sono state costruite senza gli accorgimenti che ogni paese civile richiede. Invece di avviare questo processo, il piano casa del governo autorizzava aumenti automatici di cubatura (fino al 20%) senza contemporaneamente costringere i proprietari a rendere più efficienti le strutture. Chiunque chiude un balcone o una veranda, pur aumentando i pesi le case devono sopportare, non interviene sulle fondazioni o sulle strutture principali. E’ noto che questa anarchia e disorganicità è alla base di molti crolli e di molte vittime.

    La tragedia dell’Abruzzo mostra dunque di quale cinismo e arretratezza culturale fosse stato costruito il provvedimento tento reclamizzato da Berlusconi. Cinismo perché faceva balenare in ciascuno la possibilità di incrementare la proprietà senza tener conto dell’esistenza di equilibri più complessivi, senza cioè dover rispettare i beni comuni per eccellenza: le città.

    Arretratezza culturale perché il terremoto ha dimostrato ancora una volta che il vero problema del nostro paese è quello di avere i piedi di argilla. In un paese ad alto e diffuso rischio sismico, infrastrutture, servizi e abitazioni non sono in grado di resistere ai terremoti. Invece di agevolare la sistematica messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio, questo governo ha in mente una sola cultura: “aggiungere”. Nuove grandi opere, ad iniziare dal ponte sullo stretto e dalle centrali nucleari, nuove espansioni edilizie. Invece di consolidare l’enorme patrimonio edilizio esistente e rendere sicura la vita degli italiani, si continua con lo scellerato meccanismo della rendita speculativa.

    Stavolta la colpa non è di esclusiva responsabilità politica. E’ evidente in ogni settore un consenso esplicito ed entusiasta della Confindustria e della cosiddetta “classe dirigente”. Quella, per intenderci, di cui fa parte Claudio De Albertis, per molti anni presidente dei costruttori italiani e oggi presidente di quelli milanesi. In un recentissimo dibattito nella rete televisiva di La Repubblica ha avuto il coraggio di dire che in Italia mancano case popolari perché vengono costruite con troppa lungimiranza e durano troppo nel tempo. Ci dobbiamo abituare, ha aggiunto, a programmarne la vita in venti anni per poi rottamarle. Mentre tutti i paesi ad economia avanzata si interrogano su come ricostruire su basi solide un futuro possibile dopo la crisi, da noi governo e imprenditori del mattone pensano esclusivamente a nuovi affari senza farsi carico degli interessi generali.

    Sono così miopi da non vedere che c’è invece un altro modo per rilanciare la macchina dell’edilizia. Basterebbero tre mosse. Prendere atto che il nostro patrimonio abitativo è fatiscente e lo Stato ha il dovere di favorirne la messa in sicurezza, attraverso norme e finanziamenti. E se ci fosse qualcuno che afferma che in questo modo si spendono soldi pubblici, si potrebbe rispondere che stiamo spendendoli per acquistare i fondi tossici delle banche. Perché non potrebbero essere utilizzati anche per non veder morire intere famiglie? Eppoi, gli interventi dentro una nuova concezione dell’edilizia favorirebbero la nascita di nuove industrie in grado di realizzare e gestire sistemi di risparmio energetico. In pochi anni i benefici complessivi supererebbero le spese di investimento iniziale: basta soltanto dare il colpo di grazia alla rendita immobiliare, come fanno in Europa.

    Secondo. Prendere atto che nell’ultimo decennio si è costruito troppo e che è venuto il momento di dire basta ad ogni ulteriore consumo di suolo agricolo. Da qualche mese è nata su iniziativa del sindaco di Cassinetta di Lugagnano la rete “stop al consumo di territorio” e sono molti i primi cittadini che vogliono voltare pagina. La popolazione italiana non cresce più ed è economicamente molto più conveniente riqualificare l’esistente.

    Terzo. La definizione di un grande (stavolta sì) programma di messa in sicurezza degli edifici pubblici. Il volto dello stato si vede da come si presentano le scuole dell’obbligo. L’ottanta per cento di esse è fatiscente o non rispetta le norme di sicurezza. Stesso discorso vale per gli ospedali e per gli altri servizi. Una grande opera di ricostruzione del volto dei luoghi pubblici e delle città, che sono gli elementi portanti della convivenza civile di ogni paese civile. E se qualcuno obiettasse spudoratamente che in questo modo si spendono soldi pubblici, basterebbe mostrargli i volti dei giovani che in Abruzzo hanno perso la vita soltanto perché l’ideologia liberista ha imposto in questi anni la distruzione di ogni funzione pubblica.

    Paolo Berdini

     

     


I COMMENTI:
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  • 07-04-2009 21:23 - Andrea

    perche’ non ve ne andate tutti e dico tutti a protestare, farvi sentire, fare una rivoluzione e cambiare?

    Ma io non lo so, ma con tutte le sfighe che abbiamo ci manca solo di sentire queste cretiante. Pensi che cambiamo l'Italia cantando bella ciao in piazza? Se si, hai fatto bene ad andartene. La rivoluzione non è un pranzo di gala diceva qualcuno, e non è neanche una festa di piazza aggiungo io. E' lavoro duro e quotidiano. Taci, o pensa prima di venire nel sito di un giornale FATTO DA GENTE CHE LAVORA PER CAMBIARE L'ITALIA ANZICHE ESPATRIARE COME HAI FATTO TU a scrivere minchiate. 08-04-2009 13:10 - Federico
  • 07-04-2009 21:23 - Andrea

    facile cantare dall'estero. Perchè te ne sei andato allora? Ti pensi che noi stiamo qua solo a lamentarci? Qua in Italia c'è tanta gente che lavora per cambiare le cose e io ne ho le palle piene della gente che dall'estero ci dice quanto sta bene e noi quanto siamo coglioni e drogati dalla berlusconite. Che siamo incapaci a cambiare le cose, che stiamo sempre zitti e abbiamo la schiena piegata. Continua a disinteressarti dell'Italia e di "noi" italiani se l'unico contributo che riesci a darci è "di cosa vi lamentate". Ma vai a cagare. 08-04-2009 12:57 - Federico
  • Terremoto: “Non solo destino”
    Da “Liberazione” 7.4.2009
    Terremoto in Abruzzo. Oltre centocinquanta morti finora accertati, millecinquecento feriti, 70mila sfollati. A L’Aquila crollano anche edifici recenti come la casa dello studente; la maggior parte delle case è inagibile, incluso
    l’ospedale; intere frazioni completamente distrutte. I danni dei terremoti si
    potrebbero prevenire e limitare con costruzioni antisismiche. E’ questo il piano casa di cui il Paese avrebbe davvero isogno. 07-04-2009 21:27 - scricciola
  • Io non capisco di cosa vi lamentate. Io vivo all’estero da anni e non torno in Italia da moltissimo tempo. Non mi manca. Voi Italiani bravi a lamentarvi che non arrivate alla fine del mese a lamentarvi della corruzione, di Berlusconi… A fine mese o quando accadono le tragedie per un attimo vi ricordate quali sono i veri problemi della vita ma vi basta una serata davanti alla tv con tante veline, programmi stupidi oppure un partita di calcio alla domenica e vi scordate tutto! Io non vi capisco siete tutti con l’acqua alla gola e non fate niente per cambiare la situazione che e’ ferma dal dopoguerra. I ricchi mangiano, i poveri schiantano… Logico. Ma invece di farvi fare il lavaggio del cervello da Berlusconi o dalla tv perche’ non ve ne andate tutti e dico tutti a protestare, farvi sentire, fare una rivoluzione e cambiare? No, voi avete votato Berlusconi ancora una volta perche’ vi ha promesso posti di lavoro e meno tasse. creduloni! E poi lui cosa sta facendo? I suoi interessi come sempre! Avete voluto la bicicletta? Pedalate cari, pedalate, continuate a farvi prendere in giro dai vostri poilitici e dalla vostra cara santa chiesa… Certo in Italia si vive solo pregando Dio di arrivare a fine mese, ma lui come i vostri politici vi ascolta e voi ci arrivate a fine mese? Ricostruiamo le chiese… Le chiese non le case dei poveretti che hanno lavorato tutta la vita per accendersi un mutuo e la loro casa… andata per via di fenomeno naturale (previsto o meno) come il terremoto. Ma davvero credete che la ricostruzione sara’ veloce? Che ridere che mi fate…. Se non sbaglio i vostri politici vi sono presi i soldi destinati a tante zone terremotate e ancora oggi anni e anni dopo vivono ancora in prefabbricati! Si, certo ricostruiamo le chiese, il patrimonio artistico che come le veline, il calcio, la tv… vi cambieranno la vita! Svegliatevi cari Italiani vi stanno prendendo in giro da sempre, lamentarsi non serve. Agite. 07-04-2009 21:23 - Andrea
  • Il sig. aa continui a far finta di rispettare i morti: noi, fino a quando la storia (di cui quelli come aa credono di essersi impadroniti) non avrà finito di cancellarci, continueremo a denunziare i comportamenti immorali e irresponsabili di chi non ha rispetto per i vivi... Si vergogni chi deve. 07-04-2009 21:06 - Roberto Alessi
  • Meglio un popolo vivo che un popolo fiero. 07-04-2009 20:52 - scricciola
  • La visceralità con cui alcuni lettori commentano l'articolo è indicativa di un clima pessimo . Non criticano l'articolo ma esprimono un rancore verso la sinistra che purtroppo è diffusissimo. Altro che avversari! la sinistra è un nemico da abbattere o di cui godere del suicidio. Non suicidiamoci, quindi, e cerchiamo democraticamente di non farci abbattere . Proposte, allora: poche grandi opere, quelle che servono subito, qualificazione dell'urbanistica anche demolendo brutte periferie , messa in sicurezza del territorio. Non sembra che alla prova di questi fatti grandi (altro che spazzare le strade a napoli) per ora ci siano segni concreti cioè risorse adeguate. Qui occorrerebbe Robin Hood, ma quello vero. 07-04-2009 20:44 - mauro giordani
  • Assolutamente d'accordo com Franz. Aggiungo che solo gli ipocriti che non vogliono cambiare nulla cercano di ignorare le responsabilita'. In Italia si buttano soldi ma non si fa nulla per rinforzare le strutture esistenti in modo antisismico. Eppure siamo uno dei paesi piu' a rischio con california e giappone. Ci sono piu' interessi intorno a nuove costruzioni che crollano come sabbia piuttosto che consolidare l'esistente e salvare vite umane. Evviva le sanatorie! 07-04-2009 20:31 - murmillus
  • Rezo pelos mortos desta linda cidade de Átila e pelos que vivos, sofrem com a dor da perda. Rio de Janeiro - Brasil 07-04-2009 20:12 - Eliane Nemer
  • Vi prego,non nominate piu'quella sootospecie di sventura!!
    Non si puo colpevolizzare un singolo,ma davvero l'idiozia di quell'uomo non ha limiti.
    E visto che "loro"censurano come e quando vogliono notizie,fatti,rimpinguando di cronaca vuoti notiziari e,ahime'carte (e non "Carta"...),sarebbe un male minore sorbire "solo" i suoi misfatti senza rendere gloria al "parlatene male,purché ne parliate"
    Ps: lo spirito di solidarietá unira'le persone e si tornerá alla normalita'...
    serviva una scossa cosí grande per svegliare le coscienze??
    patisco le sofferenze sulla mia pelle 07-04-2009 20:06 - Andre'
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