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Paolo Berdini
Un Paese e una politica dai piedi d'argilla
Sono crollati ospedali, edifici pubblici e scuole costruiti di recente. Dovevano rispettare rigorose norme antisismiche, ma il terremoto ha tragicamente svelato una realtà che viene sistematicamente occultata: siamo il paese delle regole scritte con solennità e violate con estrema facilità. Siamo il paese in cui le funzioni pubbliche di controllo sono state cancellate o messe nella condizione di non nuocere. Di fronte a questa realtà, il “piano casa” della Presidenza del Consiglio liberalizzava ulteriormente ogni intervento edilizio che poteva iniziare attraverso una semplice denuncia di inizio attività, e cioè in modo che la pubblica amministrazione perdesse per sempre ogni residua possibilità di controllo. Dappertutto, in zona sismica o in zona di rischio idrogeologico.
Sono poi crollate in ogni parte anche le case private. Antiche, della prima o della seconda metà del novecento. Segno evidente che anche esse sono state costruite senza gli accorgimenti che ogni paese civile richiede. Invece di avviare questo processo, il piano casa del governo autorizzava aumenti automatici di cubatura (fino al 20%) senza contemporaneamente costringere i proprietari a rendere più efficienti le strutture. Chiunque chiude un balcone o una veranda, pur aumentando i pesi le case devono sopportare, non interviene sulle fondazioni o sulle strutture principali. E’ noto che questa anarchia e disorganicità è alla base di molti crolli e di molte vittime.
La tragedia dell’Abruzzo mostra dunque di quale cinismo e arretratezza culturale fosse stato costruito il provvedimento tento reclamizzato da Berlusconi. Cinismo perché faceva balenare in ciascuno la possibilità di incrementare la proprietà senza tener conto dell’esistenza di equilibri più complessivi, senza cioè dover rispettare i beni comuni per eccellenza: le città.
Arretratezza culturale perché il terremoto ha dimostrato ancora una volta che il vero problema del nostro paese è quello di avere i piedi di argilla. In un paese ad alto e diffuso rischio sismico, infrastrutture, servizi e abitazioni non sono in grado di resistere ai terremoti. Invece di agevolare la sistematica messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio, questo governo ha in mente una sola cultura: “aggiungere”. Nuove grandi opere, ad iniziare dal ponte sullo stretto e dalle centrali nucleari, nuove espansioni edilizie. Invece di consolidare l’enorme patrimonio edilizio esistente e rendere sicura la vita degli italiani, si continua con lo scellerato meccanismo della rendita speculativa.
Stavolta la colpa non è di esclusiva responsabilità politica. E’ evidente in ogni settore un consenso esplicito ed entusiasta della Confindustria e della cosiddetta “classe dirigente”. Quella, per intenderci, di cui fa parte Claudio De Albertis, per molti anni presidente dei costruttori italiani e oggi presidente di quelli milanesi. In un recentissimo dibattito nella rete televisiva di La Repubblica ha avuto il coraggio di dire che in Italia mancano case popolari perché vengono costruite con troppa lungimiranza e durano troppo nel tempo. Ci dobbiamo abituare, ha aggiunto, a programmarne la vita in venti anni per poi rottamarle. Mentre tutti i paesi ad economia avanzata si interrogano su come ricostruire su basi solide un futuro possibile dopo la crisi, da noi governo e imprenditori del mattone pensano esclusivamente a nuovi affari senza farsi carico degli interessi generali.
Sono così miopi da non vedere che c’è invece un altro modo per rilanciare la macchina dell’edilizia. Basterebbero tre mosse. Prendere atto che il nostro patrimonio abitativo è fatiscente e lo Stato ha il dovere di favorirne la messa in sicurezza, attraverso norme e finanziamenti. E se ci fosse qualcuno che afferma che in questo modo si spendono soldi pubblici, si potrebbe rispondere che stiamo spendendoli per acquistare i fondi tossici delle banche. Perché non potrebbero essere utilizzati anche per non veder morire intere famiglie? Eppoi, gli interventi dentro una nuova concezione dell’edilizia favorirebbero la nascita di nuove industrie in grado di realizzare e gestire sistemi di risparmio energetico. In pochi anni i benefici complessivi supererebbero le spese di investimento iniziale: basta soltanto dare il colpo di grazia alla rendita immobiliare, come fanno in Europa.
Secondo. Prendere atto che nell’ultimo decennio si è costruito troppo e che è venuto il momento di dire basta ad ogni ulteriore consumo di suolo agricolo. Da qualche mese è nata su iniziativa del sindaco di Cassinetta di Lugagnano la rete “stop al consumo di territorio” e sono molti i primi cittadini che vogliono voltare pagina. La popolazione italiana non cresce più ed è economicamente molto più conveniente riqualificare l’esistente.
Terzo. La definizione di un grande (stavolta sì) programma di messa in sicurezza degli edifici pubblici. Il volto dello stato si vede da come si presentano le scuole dell’obbligo. L’ottanta per cento di esse è fatiscente o non rispetta le norme di sicurezza. Stesso discorso vale per gli ospedali e per gli altri servizi. Una grande opera di ricostruzione del volto dei luoghi pubblici e delle città, che sono gli elementi portanti della convivenza civile di ogni paese civile. E se qualcuno obiettasse spudoratamente che in questo modo si spendono soldi pubblici, basterebbe mostrargli i volti dei giovani che in Abruzzo hanno perso la vita soltanto perché l’ideologia liberista ha imposto in questi anni la distruzione di ogni funzione pubblica.
Paolo Berdini
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In certi commenti ho letto parole che sanno tanto di italianità.
Il perchè di certe parole vengono ampiamente spiegate in questo intervento di Paolo Berdini.
Il livello di sicurezza delle nostre abitazioni e edifici pubblici è da terzo mondo, dove le speculazioni edilizie sono all'ordine del giorno, quando perennemente in questo paese si scavalcano regole, doveri e criteri in nome della propaganda e degli interessi dei corrotti e dei corruttori(sicurezza sul lavoro compresa).
Il "piano casa" del governo darà la possibilità a queste persone di avere ancor più libertà di agire senza alcun controllo o principio. Un liberismo che non trova nessuna opposizione nei governi e nella grande maggioranza della popolazione ormai asservita e domata, senza alcuna ideologia o sicurezza morale.
Chi strumentalizza è chi vuole il silenzio. Solo con il continuo silenzio non si avrà mai giustizia e non si potrà mai dare un minimo di cultura sociale/morale a questo paese dai "piedi d'argilla".
Pienamente d'accordo con il pensiero di Franz. 07-04-2009 19:11 - Simone
SECONDO: all'università di modena economia ci sono state alcune manifestazioni anti decreto scolastico (gelmini)... seppur timidi questi cortei (ma solo perche non è una piazza importante quannto roma e milano) sono del tutto fuori luogo, infatti i compagni criticavano l'insediamento delle fondazioni nelle università italiane quanndo economia a modena (per l'appunto) è "sorretta" finanziariamente da una fondazione da anni: ma prima andava bene ed ora non piu (e dire che sono sempre gli stessi i capi dell'università e della fondazione e chi è a capo della controllante azienda per la fondazione)... perche non avete protestato prima???? MAH
TERZO: le grandi opere: quando c'era prodi andava bene tutto, infatti non c'era nemmeno una manifestazione sulla torino lione e quando c'è berlusconi succede il fini mondo... poi se le grandi opere le propone obama (spero anche io che sia il salvatore del mondo) va bene... ah gia in america tutto è possibile... ma se sono messi peggio che noi per tanti motivi, per es la situazione eco (in primis), quella sanitaria e la non cultura al risparmio (grande punto di forza degli italiani)
QUARTO: nessuna critica ad obama!!! (premetto che stravedo per lui, ma sono convinto che il presidente americano per importante che sia non conta quasi nulla perche manovrato da dietro) in campagna elettorale promette il disimpiego militare e lui che fa? ne manda altri (e voi??? nessuna critica); poi lui che è un democratico ha adottato soluzioni protezionistiche o quasi degne di un repubblicano chiuso; le opere che ha proposto per aumentare il lavoro è una solzione + che giusta come ha fatto berlusconi con l'unica differenza che avete sparato berlusconi ed elogiato obama!!!
QUINTO: il consiglio comunale dell'aquila è di sinistra... non centra nulla, ma voi vi fiondate su di berlusconi (non che sia uno stinco di santo) ma come dire... è in politica da 15 anni... anno piu o anno meno
SESTO: da fastidio a coloro che hanno conflitti di interessi che qualcuno metta loro i bastoni nelle ruote... altrimenti perche non hanno mai trasformato in legge quel disegno (di legge) tanto osannato e proclamato...???
SETTIMO (ed ultimo): SONO D'ACCORDO SUL FATTO CHE SI E COSTRUITO TROPPO E MALE IN QUESTI DECENNI (SIA ESTETICAMENTE CHE PER QUANTO RIGUARDA LA SICUREZZA)
un abbraccio agli abruzzesi!!! 07-04-2009 18:35 - BLA BLA
Per aa e obama abbronzato:voi chiamate strumentalizzazione politica il tentativo di valutare i pro ed i contro di risposte a fenomeni epocali che riguardano TUTTI.cosa pensate IN MERITO alle tre proposte di Berdini?o vi fa troppa fatica usare il cervello in prima persona? 07-04-2009 18:22 - vittorio
Tristezza, tristezza , tristezza 07-04-2009 18:17 - manarco
E' proprio adesso che bisogna ricordarlo, anzi gridarlo, alla faccia del palazzinaro che veste la maschera del soccorritore. 07-04-2009 17:29 - merula
paolohutter.blogspot.com 07-04-2009 17:28 - paolo hutter