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Paolo Hutter e Guido Viale
Ricostruire sì, ma come? No alle collette inutili
Dopo il disastro annunciato dell'Abruzzo, prima dei prossimi disastri annunciati diciamo basta all'esagerazione edilizia, alle costruzioni sregolate, al mito dell'aumento delle cubature. Le risorse pubbliche e private devono essere prioritariamente dedicate a mettere in sicurezza edifici pubblici e privati, a fargli risparmiare energia e ove possibile produrne coi pannelli.
Questa è la prima opera pubblica necessaria del paese. Fermare le spese inutili o non prioritarie come il Ponte sullo Stretto la Tav al Frejus le nuove autostrade. Le banche diano la priorità al risanamento edilizio energetico e antisismico e non agli ampliamenti edilizi e tantomeno ai grattacieli.
Non parteciperemo a nessuna colletta in soldi per l'Abruzzo , perchè lo Stato ha il dovere di assistere gli sfollati e deve avere il coraggio di tassarci se c'è bisogno, e di fermare le spese inutili che abbiamo detto, e altre come i cacciabombardieri.
Poco fa (8 aprile pomeriggio) Berlusconi che detto che non occorrono più vettovaglie e materiale, caso mai soldi. Certo farebbe comodo al governo non modificare i propri programmi economici perchè mezzo miliardo di euro gli arriva dalla commozione popolare.. Anche per quanto riguarda la Casa dello Studente, che rettori e collettivi studenteschi han proposto di ricostruire con sottoscrizioni popolari, il Ministero della Pubblica Istruzione ha stanziato i fondi. Come al solito i problemi più gravi sono per chi non è nel cono di luce dell'attenzione del momento. Pensiamo per esempio a chi vive in una vecchia casa in zona sismica e ha perso il lavoro e non ha i soldi per mettere in sicurezza l'edificio.Volontariato e ospitalità sì, sono risorse non monetizzabili, sono scambio umano e sociale. Ma soldi ne daremo - e suggeriamo di darli - solo alle associazioni e formazioni politiche che si battano per gli obiettivi di sostenibilità che abbiamo indicato.
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Nei terremoti più recenti è comune osservare strutture in cemento armato crollate vicino a edilizia tradizionale ancora in piedi. Il problema è che la cultura ingegneristica recente verifica le parti strutturali in cemento armato isolatamente, senza considerare il contributo delle parti di tamponamento. C'è poi un problema di forma dell'edificio dettato dal mercato, il piano terra libero per lasciare spazio a vetrine e parcheggi, forme complicate che amplificano gli effetti del terremoto invece di smorzarli, linee di carico non continue sono solo alcuni dei limiti culturali alla costruzione in zona sismica.
Si dice che l'architettura è l'espressione della cultura di un popolo, del suo grado di civiltà, temo che in questa nostra nazione vedremo cadere ancora molti edifici recenti. 09-04-2009 07:35 - Andrea Trincardi
Dubito che si riuscirà mai a farla pagare ai responsabili.
Lungi da me speculare sui morti, ma non vorrei che adesso si innescasse una specie di " effetto Vajont " dove nel 1963 di fronte alla tragedia della diga assassina fu imposto il silenzio per rispetto delle vittime, e poi i colpevoli se la cavarono alla grande. Allora comandavano i democristiani, oggi i berlusconiani, che sono molto peggio. Per quanto riguarda gli aiuti, non vorrei che fra alcuni mesi si verificasse un effeto tipo " Operazione Arcobaleno ",di 10 anni fa, quando tonnellate di aiuti per il Kossovo furono trovati abbandonati in decine di container. Nonostante tutti i proclami di solidarietà, alcuni italiani sono specialisti nello speculare sulle disgrazie altrui. Dobbiamo vigilare, cari compagni. Il titolo del " Manifesto " di giovedì 9 aprile " L'Aquila e gli avvoltoi " mi sembra molto appropriato. 09-04-2009 07:11 - gianni
Non si puo' piu' essere complici di mafiosi e imbecilli. 09-04-2009 03:24 - murmillus
fosse successo un terremoto con la stessa magnitudo dell'Abruzzo in Giappone .oppure in Californoia con le misure antisismiche adottate in quelle zone non avrebbero causato morte e disperzione. Quindi il problema sta tutto nelle costruzioni di edifici certo si parla di quelli recenti non certo di quelli molto antichi.A quanto pare gli edifici quelli recenti si sono sciolti come neve al sole portando morte e distruzione a quelle popolazioni.Se si fosse seguito le norme antisismiche certamente le cose sarebbero andate diversamente. L'Abruzzo e' una zona a rischio terremoto , quindi la ricostruzione va eseguita con criteri di costruzione edilizia
con norme antisismiche severamente controllabili dallo stato.Sono d'accordo con i signori Hutter e VIALE che i fondi per la ricostruzione debbono essere stanziati dallo stato cioe' da tutti noi italiani per un semplice motivo che cosi' possiamo avere i mezzi per il controllo dell'andamento della costruzione che a mio avviso deve essere il piu' rapida possibile non solo per il rientro della popolazione nelle loro case ma per far rinascere le comunita' disperse dalla tragedia del sisma. 08-04-2009 22:46 - michele di lando
ieri,mentre si faceva riprendere dalle telecamere in mezzo agli sfollati del terremoto, il cavaliere si e' rivolto ad ancuni bambini esortandoli affinchè chiedessero ai loro genitori di portarli a villeggiare durante la settimana santa negli alberghi della costa dell'abruzzo a spese dello stato. infondo il terremoto e' capitato quasi in coincidenza con le vacanze pasquali e dunque perchè non approfittarne?
ma che razza di uomo è?non riesce a mantenere un atteggiamento serio e composto neanche davanti alla tragedia e alla disperazione. i sopravvissuti al terremoto dovranno fare i conti con un'altra calamità:silvio berlusconi 08-04-2009 21:43 - ivan marongiu