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FUORIPAGINA
09/04/2009
  •   |   Valentino Parlato
    Valentino Parlato a tu per tu coi lettori/2

    Salve, Sono Giuliano Trainotti da firenze, anche se adesso scrivo dall inghilterra, dove mi trovo per lavoro.

    Non so se è corretto iniziare con:
    Caro Valentino, fumi ancora le malboro che fanno male e molte.
    Ci siamo visti più volte e una volta stretti la mano, e forse, rimanendo non solo comunista, ma anche: l'operaio che saprà farsi rispetatte dal più lecchino dei capi reparti avrà accanto alla sua catena di montaggio il suo miglio amico; il fucile.
    te mi hai risposto che il tempo della rivolzione è finito.
    rimaniamo comunisti.
    Sono cresciuto in una famiglia, che quando era giovane, segiu voi giovani radiati dal pci.
    mio padre era allora della figci.
    Seguirono te, la Castellina, Magri Rossanda e tutti gli altri, e aprirono la sezione a sesto fiorentino con gli altri compagni.;
    io a tredi anni vendevo il manifesto porta a porta la domenica.
    poi il pisiup, poi d.p.
    e poi sempre comunisti, ho visto i mieo spendere una vita di lotta in fabrica, e acquisire certi diritti, che ora stiamo perdendo.
    non mi ricordo se ti dissi:
    non ho mai votato, che è quasi vero, solo una volta rifondazione, hai tempi di cchetto, quando non mi piacque lo strapp.
    Certo anche mao ha molti errori, e spesso il comunismo ne ha fatti; e credimi da agronomo piccolo picolo, se non la fcciamo noi la rivoluzione la fara la natura.
    Vorrei che qualcuno leggesse qualche lbro di Jared Diamon ( Armi Acciao e Malattie; Collasso delle noste società) o Cavalli Sforza (chi Siamo) o Carls Darwin L'evoluzione della specie.
    Basta leggere pochi libri per non dimentica da quanta ci siamo distaccati dalla realta, e nello stesso tempo molte cose ci accomunano a tutti gli animali:
    la sopravvivenza, non importa n che modo.
    "In natura la lotta per la sopravvivenza è una rivoluzione continua"
    noi abbiamo cambiato solo i mezzi e i termini-
    Nel lebretto Rosso c'è Scritto ( e te lo sai benissimo)

    .........
    La rivoluzione non è un premio letterario.
    la Rvoluzione non è un prenzo di gale,
    La rivoluzione non è un party.
    ........."La rivoluzione è un atto di violenza"

    In natura una pianta non sopravvive se non ne soffoca un altra,
    un carnivoro non sopravvive se non uccide un erbivoro, e via dicendo.

    Sono vegetariano, ho un figlio che non vedo, perche i genitori di lei sanno che sono comunista.
    e non faccio nessuna rivolzione.

    Scusami, Valentino, vivo di ideologia e del passato, ma non ce la faccio a votare;
    ho 46 anni, e forse sarò ancora in tempo per vedere la terza guerra mondiala che sarà solo per l'approvvigionamento delle fonti idriche, e solo per quelle.

    L' H20 non è un bene reversibile.
    quando finirà, finirà e basta.

    Caro compagno, con affetto.
    Giuliano da Fi. 04-04-2009 01:46 - giuliano trainotti

    ---------------------------------------------------------------------------

     

    Caro Giuliano Trainotti e cari tutti,

    provo a rispondere, per quel che sono capace, ai vostri argomenti, che convergono tutti sulla crisi della sinistra: una crisi nell'attuale crisi dell'economia capitalistica. Questa crisi della sinistra si esprime innanzitutto nella caduta degli ideali (il sogno scrive qualcuno) e nei cambiamenti (frammentazione) della società postfordista, nella quale il lavoro resta sempre la base dello sfruttamento, ma si articola (o disarticola) in vari settori in continuo movimento. A me ogni tanto viene voglia di gridare “precari di tutto il mondo unitevi”, siamo tutti precari e, direbbe qualcuno in quanto precari veri proletari, quelli ai quali pensava il buon Carlo.

    Morale della favola adesso abbiamo una sinistra (il Pd) che al meglio è una sinistra liberista. Di contro (meglio accanto) la cosiddetta sinistra radicale che per un verso ha sancito la fine della violenza (che subisce ogni giorno) e anche dell'eguaglianza e per l'altro delira o quasi. E' stata buttata fuori dal parlamento e non ha neppure il coraggio di dichiararsi extraparlamentare.

    In buona parte questo ruzzolone all'indietro nasce dalla fine dell'Urss, dal fatale 1989. A quel punto quelli che allora dirigevamo il Pci si convinsero che il comunismo, la rivoluzione, il superamento del capitalismo erano tutte balle. E qui vale ricordare che il piccolo gruppo del manifesto (quello che ha dato vita a questo giornale) che pure era stato radiato dal Pci per aver criticato l'Urss non pensò affatto che l'89 fosse il segno della fine, ma riteneva che il comunismo anche stalinista qualcosa aveva fatto per la Russia zarista e per l'Europa (non dimentichiamo l'Armata Rossa a Berlino). E soprattutto riteneva che forti dell'esperienza del relativo (sottolineo relativo) fallimento bisognava ricominciare.

    Questo tentativo di ricominciare è il compito del nostro quotidiano, che (anche non sempre meritandolo) continua chiamarsi “comunista”. Ma ha davanti a sé un lavoro enorme e difficile. Difficile perché non solo agiscono il senso della sconfitta, il prevalere di una cultura profondamente (non in superficie) di destra, e ancora una massiccia depoliticizzazione: la gente subisce, si arrangia e se ne frega. Ci sono l'astensionismo e la caduta delle vendite dei giornali, anche del manifesto.

    Allora? Diamoci da fare, dobbiamo rinnovare il manifesto, renderlo più combattivo e più di approfondimento. Lavoriamoci insieme. A rileggerci.

    Valentino Parlato

     


I COMMENTI:
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  • Sono gli uomini che falliscono e non le idee...e il comunismo è più che un'idea!....fabio 24-04-2009 22:32 - fabio
  • credo che il per costruire qualcosa che assomigli al comunismo ci si debba sporcare le mani con la storia e la storia e' fatta anche di sangue: questo non per giustificare i crimini dello stalinismo, che a dir la verità erano già cominciati con Lenin.
    Certamente se avessero potuto vedere il futuro le folle che hanno invaso le piazze dei paese dell'est nel 1989 sarebbero rimaste a casa; nei loro piccoli brutti appartamenti pero' gratuiti. 15-04-2009 20:10 - pietro
  • Forse il Manifesto dovrebbe aprire un dibattito tematico. Forse sarebbe piu' facile trovare persone disposte a contribuire. Dico questo perche' mi sembra che la proposta del Sig. Parlato dovrebbe aver ricevuto piu' commenti. O siamo in caduta libera? 11-04-2009 18:44 - murmillus
  • Il capitalismo nuoce gravemente alla salute 10-04-2009 17:54 - Alfonso
  • Il capitalismo nuoce gravemente alla salute. 10-04-2009 17:52 - Alfonso
  • penso che la difficoltà della sx(tutte le sigle)sia nella nozione e desiderio di privilegio che ritengo fortemente radicata e diffusa nella società italiana (vs la questione fiscale): accesso all'acqua, all'auto, al suolo, alla sanità, alla scuola(quella abruzzese è diventata eccezionale, dopo il terremoto, vero Gelmini?). Questa è una società che si ritiene fortunata dei suoi privilegi e delle sue raccomandazioni; chi è fuori, per reddito o posizione, ritiene tutto questo naturale e non ingiusto, del resto tanta esposizione di genitali (vs pubblicità e giornali) non è tra i primati una dimostrazione di forza, gerarchia?Se quei morti molti dovuti ad evidenti negligenze sorprusi non creeranno rabbia......addio sx. non è il caso di pubblicarlo: il pensiero è questo, però
    a chi ha sarà dato e a chi non ha sarà tolto quello che ha, appunto...... 10-04-2009 17:49 - claudio
  • Il contenuto delle le lettere di Giulio Trainotti e Ana Patrizio mi sono piaciute moltissimo e mi hanno commossa. Spero di rileggerli presto! Francesca Blache 10-04-2009 11:49 - francesca
  • L'Urss non è finita nel 1989 ma molto tempo prima, anche prima del 1939. E' stato un grave errore il Socialismo in un solo paese.
    Il Comunismo non ha niente a che spartire con la storia dell'Unione Sovietica se non fino ad una certa data [Morte di Lenin. Tutti quelli che si sono storicamente attardati a capire che l'Unione sovietica non aveva niente a che vedere con il Socialismo e tantomeno con il Comunismo sono gli stessi che si dimostrano, a sinistra, i più moderati.
    Si è spesso dimnticato che il Comunismo è un movimento reale, si è dimenticato il peso della storia, forse sull'onda della 'reazione idealistica contro la scienza'.
    Oggi la 'rivoluzione'non si pone. La cosa più rivoluzionaria che possiamo fare è 'stare insieme', democratici di classe e non di classe, a difesa della Costituzione, dello Stato di Diritto, [sì tocca a noi comunisti, oggi, difendere lo Stato di Diritto], della Legalità in un rinnovato spirito antifascista.
    Oggi , chiunque va da solo è politicamente un irresponsabile.
    Ringraziamenti e saluti. 10-04-2009 10:55 - Romolo Cappola
  • Vi scrivo dall' Argentina. Sono nata qua ma ho la citadinanza italiana. Miei genitori, nonni , bisnonni, in somma la mia intera famiglia e nata a San Giorgio La Molara, provincia di Benevento. Questa e la prima volta che entro sul sito del Manifesto e sono emozionata. Ho finito di leggere "la ragazza del secolo scorso" di Rossana Rossanda, e sento di aver conosciuto una donna coraggiosa e brava.
    Non potete immaginare cuanto mi dispiace vedere il piu grande partito comunista d'ocidente ridotto a lottare per continuare nella scena politica italiana, per conserare il suo giornale. Ma questo non é un problema soltanto dell'Italia.
    La signora Gloria Moro l'ha spiegato benissimo e io condivido la sua opinione.
    Vi racconto che l'America del Sud atraversa un momento eccesionale della sua storia, con maggioranza de governi de centrosinistra come Brasile con Lula, Chile con Michelle Bachelet, Uruguay con Tabare Vazquez, Argentina con Cristina Kirchner, Paraguay con Fernando Lugo, di sinistra: la Venezuela de Hugo Chavez e la Bolivia de Evo Moralez, il primo presidente originario del paese, non figlio d'inmigranti, e di destra reazionaria la Colombia di Alvaro Uribe,filonordamericano per antonomassia. Questi governanti usciti dal voto populare hanno una oportunita storica de restituire ai lavoratori e contadini la sua dignita e di fare una redistribuzione dell' ingresso via riforme tributarie o pure riforme agrarie. Non parlo de rivoluzione. Troppo sangue della migliore generazione di giovani abbiamo perso a mano dei dittatori genocidi. Ma queste riforme incontrano la feroce resistenza dei latifondisti, delle multinazionali che per tutte le vie immaginabili si opongono sistematicamente a i progetti di renazionalizazione delle imprese dello stato e alla presa delle misure redistributive. In Argentina nel primo anno di governo di Cristina Kirchner, abbiamo subito sete -7 - lock outs comandati dei patroni della terra che hanno arrivato a versare camions pieni di latte in un paese dove la poverta e circa dil 20 % della popolazione.Il lavoro dei media e lo stesso dell'Italia: stupidire alla gioventu, ma non la faranno. Ci sono molti giovani, figli di quelli che hanno dato la vita per un paese migliore : i desaparecidos -triste invenzione argentina- che hanno coscienza che bisogna cambiare le cose.
    Lula, Cristina, Chavez, sanno che l'unica via e l'unione delle nazione del Sud America e lavorano in questo senso. I militari hanno capito che non hanno spazio per fare i soliti "golpes de estado" . Il voto popolare e adesso, al meno adesso, l'unica via che abbiamo de produrre il miglioramento della vita dei proletari.
    Ho voluto darvi una visione de questa parte del mondo, so che in pochi righi non e possibile. Dovrebbe parlare del debito estero, della dominazione sempiterna degli stati uniti, in somma di quello che e stato sempre la forza del centro verso la periferia, ma non ce spazio.
    Vi chiedo scusate il mio linguaggio, perche mi sono imparato l'italiano da sola, ma il dialetto sangiorgese lo parlo benissimo!
    Vi mando il mio abraccio fraterno.
    Ana Patrizio 10-04-2009 03:08 - Ana Patrizio
  • Senza leadership -mi piacerebbe chiamarla avaguardia- non si va da nessuna parte. La leadership non si inventa ma si costruisce anche se l'eccezionalita' del leader e' un prerequisito forse innato. Qualcuno scrisse che di Lenin ne nascono una ogni cento anni. Con la societa' attuale che annulla e avvilisce l'intelligenza ad ogni costo e' ancora piu' difficile arrivare ad un leader eccezionale. (Bisogna pure campare, direbbe qualcuno). Dico questo perche' credo fermamente sia prioritaria la costruzione di una leadeship. Lo studio, il dibattito associati alla lotta (mi pare che le masse si mobilitino in grande numero), sono ancora elementi fondamentali in questo proceso. Insomma teoria e prassi, siamo sempre li'.
    Quello che manca attualmente e' una analisi seria dei fenomeni socio politici italiani. per esempio, non c'e' nessuna analisi seria del fenomeno lega, o del fenomeno Berlusconi. Non leggo nulla delle origini della P2 e del piano di rinascita democratico in cui si indicavano in Craxi e Berlusconi i due candidati per la attuazione di quel piano. Nessuna analisi sul ruolo dell'assassinio di Aldo Moro nello sviluppo della politica italiana e nella presa del potere di Craxi (vedi Piano di rinascita). Insomma senza addentrarmi nelle analisi dello sviluppo del capitalismo in generale (personalmente non credo sia cambiato molto nella sostanza dalle antiche analisi) la politica italiana e' in gran parte non analizzata. Ed allora ecco che la sinistra arranca e poi sprofonda non capendo che la sua eliminazione e' un progettto che le forze atlantiche hanno cercato di compiere da anni e che finalmente ci sono riuscite aprendo la botola del cretinismo parlamentare dove un leader non politico e con scarsa capacita' analitica come Bertinotti e' caduto in un attimo. La crisi economica attuale e' una dimostrazione che il capitalismo puo' sprofondare in se stesso fino ad affogare. Naturalmente si salva perche' manca una guida rivoluzionaria. E questa che va costruita e il Manifesto puo' certo dare il suo contributo. 10-04-2009 02:52 - murmillus
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