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Amos Luzzatto
Tanti auguri a una giovane centenaria
Uno dei limiti della ricerca biologica che mi hanno sempre imbarazzato fino dai primi anni dei miei studi di Medicina non è stato il riduttivismo che può entusiasmare o deludere ma che in ultima analisi è comune a tanti campi della Scienza, quanto piuttosto la trasposizione alquanto automatica agli studi dei fenomeni vitali di categorie di pensiero presi a prestito da altri campi della conoscenza umana, come ad esempio quelle di difese o di errori, spesso insufficientemente definite anche nei loro domini originari.
Esistono, di contro, categorie proprie della materia vivente, come quelle dell’accrescimento, della comunicazione, della trasmissione ereditaria, che vengono applicate ai campi più diversificati ma che, per la loro natura, possono trovare la loro sede primaria nella ricerca biologica.
Ed ecco qui il contributo personale di Rita Levi Montalcini. Proveniente dagli studi di Medicina, allieva di un ebreo italiano che era stato a Torino un grande ricercatore di Istologia e un prezioso Maestro di Morfologia, ha dedicato la propria attività di scienziata al fattore di crescita nervoso, partendo da quelle categorie che abbiamo detto specifiche della materia vivente, fornendo così delle acquisizioni che possiamo ben dire lascino una traccia significativa non solo sulla Medicina e sulla Biologia del Sistema nervoso ma su tutto il pensiero contemporaneo.
Ho avuto alcune (poche) occasioni di trovarmi nella sua compagnia che non esito a definire deliziosa. Donna garbata e modesta, quasi imbarazzata per la fama meritatamente acquisita, pareva paga di aver fatto la sua parte, nonostante che il regime fascista le avesse sottratto gli strumenti e le sedi di lavoro, sulla base di una pseudo-dottrina razzistica che farebbe ridere con disprezzo se non fosse stata all’origine di tragici lutti e crudeltà.
Ho letto recentemente una sua bellissima intervista, nella quale confessa una propria pochezza matematica. Per quanto personalmente io ritenga che siano ormai maturi i tempi per avviarci a una matematizzazione della Biologia e della Medicina, ne sono stato colpito e ammirato per l’onestà e allo stesso tempo per la consapevolezza delle nuove esigenze che stanno emergendo, forse anche nella direzione di una unitarietà della scienza e del pensiero umano. Ma sono stato soprattutto colpito dal fatto che, con quella franca affermazione sui propri limiti, Rita Levi Montalcini abbia dimostrato di avere una mente moderna come pochi, di poter essere chiamata una giovane centenaria.
Accompagnaci ancora, nostra amica e maestra, per tanti anni, con il tuo sorriso, con il tuo esempio, con la tua serietà.
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Grazie per la sua cortesia ed onestà.
Grazie per la sua umiltà che è un suo grande dono.
Grazie di conoscerla e di avermi insegnato ad apprezzare la vita.
Auguri sinceri per i suoi cento anni che sono solo esteriori: lei dentro è più giovane di molti "saggi" che le sono stati attorno.
Un caro ed affetuoso saluto ad una persona che lo merita veramente. 18-04-2009 02:14 - cosima