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Vauro
Un ringraziamento non retorico
Sono davvero tantissimi i messaggi di solidarietà che mi sono giunti in questi giorni, in tante forme e in tanti modi diversi. Talmente tanti che non so come rispondere. Vorrei con tutto il cuore poter rispondere ad ognuno, uno per uno, perché quei messaggi oltre che di stima sono anche densi di affetto. Allora approfitto del mio giornale il manifesto per ringraziare tutti quanti con la stessa commossa riconoscenza con la quale ringrazierei ciascuno. Non è un ringraziamento retorico perché, credetemi, ritrovarsi come mi sta accadendo in questi giorni, a vestire i panni non voluti del «simbolo» della libertà di satira e di informazione o, viceversa, quelli dell'infame che «non rispetta i morti» è innanzitutto umiliante. Umiliante per la decenza, umiliante per l'intelligenza, umiliante moralmente. Chi mi conosce personalmente sa quanto poco «simbolico» io sia e chi non mi conosce di persona spero lo abbia capito attraverso il mio lavoro di tanti anni, che lo apprezzi o meno. In questo momento attaccare le mie vignette ed anche me personalmente, è utile a chi vuole arrogantemente sancire che ogni qualsiasi libertà di critica è bandita da questo paese. Tutto lì. Mi piacerebbe poter pensare che tutta questa veemenza censoria sia la conseguenza di una mia specifica capacità di disturbo ma, pur senza sottovalutarla, non credo sia così. E' toccato ad altri prima di me, toccherà ad altri dopo. Che possa toccare ad altri dopo è l'unico brutale messaggio che chi comanda vuol fare arrivare, anche attraverso questa vicenda. Quando si è involontariamente latori, seppur solo usati come monito, di un tale messaggio, può capitare di sentirsi soli. E' grazie a voi che questo a me non sta succedendo. E' grazie a voi che non mi sento un simbolo di niente, ma una persona, con i suoi pregi e con i suoi difetti, le sue forze e le sue stanchezze e, soprattutto, con il suo affetto che, vi assicuro, vi comprende tutti.
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Grazie per le tue vignette e il tuo esempio. 18-04-2009 13:58 - Carla
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La motivazione con la quale il Direttore Generale della RaiTV sospende Vauro è insieme ridicola, miserabile e mostruosa : ridicola perchè non capisce la profonda pietas di Vauro verso le vittime del terremoto e
la interpreta come una sorta di dileggio, una mancanza di rispetto per i caduti; miserabile perchè si rende oscuramente conto che Vauro collega l'espressione "aumento della cubatura" al recente progetto antigiuridico ed abusivistico di Berlusconi di incremento del venti per cento delle cubature con una semplice autocertificazione: mostruosa perchè sopprime una delle poche voci libere di questo paese in cui si vuole e spesso si ha una stampa ruffiana, una tv ruffiana, giornalisti embededd del regime che si sta edificando con Berlusconi ma che coinvolge il PD e i Sindacati Confederali.
Non c'è niente di offensivo nella vignetta contestata a Vauro. Solo una feroce denunzia, un rapporto di causa ed effetto tra la ladroneria del regime (ora si vuole dirottare tutta l'indignazione della gente sulla mafia saltando le responsabilità del Governo e della classe "dirigente" che sarebbe meglio chiamare oligarchia criminale dedita all'affarismo) ed i morti ammazzati da palazzi costruiti fuori dalla legge.
Non escludo che si voglia fare pagare a Vauro anche la sua dedizione di sempre alla causa del popolo palestinese
alla sua coraggiosa denunzia del genocidio di Israele in un Paese in cui i giornalisti che osano criticarla finiscono male e i più non si azzardano......
L'ammonizione a Santoro a correggere non si sa che cosa e l'allontanamento di Vauro sono avvertimenti mafiosi peggiori dell'editto bulgaro. Allora non conoscevamo ancora la portata demolitrice del berlusconismo
sulla democrazia italiana che, di fatto, non esiste più. Siamo governati da una Oligarchia che costituisce una vera e propria Casta che assorbe una enormità di risorse per se ed i propri famigli e distorce il diritto a suo piacimento.
Con il costo del solo Consiglio di Amministrazione della Rai di un anno si potrebbe ricostruire un intero quartiere de L'Aquila. Quando gli interessi sono cosi forti e cosi pregnanti non c'è posto per la libertà e per la giustizia. La disgrazia di questo Paese è che con un colpo di mano si è espulsa la sinistra dal Parlamento
e il cosidetto partito di opposizione è ansioso di rendersi utile a Berlusconi ed ai suoi soci.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it 18-04-2009 13:51 - pietro ancona
continua così. 18-04-2009 13:40 - handy dandy