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FUORIPAGINA
18/04/2009
  •   |   Matteo Bartocci
    A piazza Navona, una lista "rossissima"

     

    Un’unica «bandiera rossa». Cantata dal pubblico prima, durante e dopo ogni intervento dal palco. Un’unica falce e martello per la sinistra comunista «erede» del Pci. Rifondazione, comunisti italiani e Socialismo 2000 (l’area ex Ds guidata da Cesare Salvi) scelgono piazza Navona a Roma per iniziare la propria campagna elettorale per le europee.
    «E’ un progetto chiaro - spiega il segretario del Prc Paolo Ferrero prima del suo comizio - che continuerà anche dopo le europee a prescindere dal dato elettorale». Parole che confermano come questa lista elettorale sia effettivamente un passo decisivo verso l' "unità dei comunisti". Sempre che gli elettori mostrino di apprezzare l'obiettivo. A lanciare sul nastro di partenza la nuova formazione «rossissima» i leader di quasi tutta la sinistra europea che conta. Lothar Bisky della Linke tedesca; Paco Frutos, segretario del partito comunista spagnolo e Francis Wurtz, capogruppo del gruppo Gue/Ngl al parlamento europeo e storico dirigente a Strasburgo del partito comunista francese.
    In piazza quasi quattromila persone, su cui campeggia nelle prime file «comunisti per sempre», lo striscione del circolo Zhukov di Poggibonsi. Quando i tre leader salgono sul palco il coro è unanime: «Uniti, uniti, uniti». Poco importa che l’appello all’unità riguardi una lista che, secondo i sondaggi più ottimisti, supera di poco la soglia del 4%.
    Il primo a intervenire dal palco è Cesare Salvi, l’ex ministro del Lavoro fuoriuscito dalla Sinistra democratica di Fava e Mussi. «A chi mi chiede come mi trovo con la falce e martello - dice - rispondo: benissimo. Mi sembra di essere tornato ragazzo». Anche Diliberto, dopo di lui, prova il tasto dell’entusiasmo. «Guardate quanto ce n’è in questa piazza - dice al pubblico - vi ricordate l’Arcobaleno un anno fa?». «Tante volte i nostri partiti hanno sfilato insieme - sottolinea  - ma oggi c’è un’unica bandiera rossa comune, una sola falce e martello». Ferrero concorda e nel suo comizio, subito dopo, lo spiega così: «Noi siamo gli eredi non pentiti delle lotte per la libertà, la giustizia e i diritti civili di questo paese». «Se un giornalista -dice - ci chiede se siamo vetero o abbiamo il torcicollo - qui qualcuno nelle prime file azzarda a rispondere «sì, si, sì» - noi diciamo che no - corregge subito il segretario, dedicando la giornata a Carlo Giuliani e al movimento no global».

    Sotto le falci e martello che garriscono al vento si parla un po’ anche delle liste. Resta ancora in sospeso il nodo dei segretari. «Io non mi candido - ribadisce Ferrero - fare il segretario di Rifondazione è già un compito gravoso e candidarmi per poi dimettermi sarebbe una finzione inaccettabile. Se qualcun altro vuol farlo, certo noi non metteremo veti».

    Le pressioni, anche dentro il Prc, perché Ferrero sciolga la riserva sono notevoli. Sarebbe l’ufficializzazione dell’unità dei comunisti anche per il futuro. Non a caso, a via del Policlinico, provano a mettere qualche paletto alla candidatura di Diliberto. Nessun veto appunto ma spinta per una presenza non in una circoscrizione «forte» come quella centrale ma nelle caselle deboli (Isole o Sud). Ipotesi che il Pdci per ora non accetta.
    Segretari a parte alcuni nomi sono ormai certi: Margherita Hack, Heidi Giuliani e Lidia Menapace sono sicure. Come Salvatore Bonadonna (bertinottiano rimasto nel Prc), Massimo Villone di Socialismo 2000 e Fabio Amato, responsabile esteri di via del Policlinico. Ricandidati anche gli europarlamentari uscenti Giusto Catania e Vittorio Agnoletto, che dovrebbe essere il capolista nel Nord Ovest. Contatti infine con scrittori importanti come Massimo Carlotto, Valerio Evangelisti e Valeria Parrella. Agita appena un po’ le acque la possibile candidatura di Rosario Crocetta, il sindaco antimafia a Gela passato al Pd che Franceschini pare non voler candidare. «Sono sempre inclusivo e non esclusivo», risponde a denti stretti Oliviero Diliberto a chi gli chiede se il figliol prodigo possa tornare nelle liste comuniste.




I COMMENTI:
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  • "...tutti uniti (e se ci sta anche De Michelis non ci vedo scandali) per ricreare un'identità di sinistra attorno a lotte e problemi concreti e a obiettivi realistici e che possano essere compresi e condivisi con facilità dalle masse." Rocchio, io non vedo cosa De Michelis abbia fatto in trent'anni divita politica per meritarsi la definizione che tu gli dai. Al contrario è stato complice e pienamente aderente al sistema corrotto e corruttore del craxismo, che ha anche ampiamente favorito il liberismo. Ecco perché io e tanti altri non ci stiamo, con lui (e quelli come lui).
    Livia Castelli 20-04-2009 15:37 - Livia Castelli
  • degli operai che si mettono a ridere quando sentono la parola comunista mi dispiace per loro, ma noi che viviamo cambiando lavoro nei servizi di mese in mese non fa ridere proprio. è solo una certezza. meglio comunisti precari che operai con il posto fisso riconglioniti! 20-04-2009 15:33 - Jonny
  • Gentile ANDREA A.Ho dei seri dubbi che tu lavori in una fabbrica come operaio. Tu dici che ti dichiari COMUNISTA
    GLI ALTRI ( OPERAI) RIDONO E TI CANZONANO COME SE FOSSI LO SCEMO DEL VILLAGGIO . A ME NON RISULTA TUTTO QUELLO CHE TU DICI CARISSIMO ANDREA A. A ME RISULTA CHE NELLA FABBRICA GLI OPERAI SI LAMENTANO PERCHE' NON C'E' UN PARTITO COMUNISTA CHE LI SAPPIA DIFENDERE COME QUANDO ESISTEVA IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO E NON IL CONTRARIO . In quanto a Vendola ,governatore della regione PUGLIA ,Le ricordo che
    l'elezione e' stata vincente perche' all'epoca c'era nella sinistra l'unita' di lista e di programma detto l'Ulivo.
    oggi il sig vendola in ritorsione alla sconfitta congressuale e trovandosi in minoranza e non potendo attuare il suo piano di presentarsi con il cappello in mano alla sinistra del pd , ha preferito la mini+scissione.
    Lei e' d'accordo con questa politica della fazione VENDOLA ? CREDO che con le divisioni politiche all'interno dei partiti comunisti siano delle iatture. Bisogna che i comunisti si uniscano per rifondare l'idea di societa' comunista di uomini e donne liberi ed uguali. saluti 20-04-2009 15:20 - ernesto
  • Chi era in piazza sa benissimo che c'erano sicuramente più di 3000 persone,che piazza navona era piena di bandiere rosse.Mario tu che ci stavi a fare in piazza?Voi di sinistra e libertà eravate 200 a piazza farnese(189 per la precisione).Compagni,davvero non sapete riconoscere fra una proposta non perfetta,ma seria e fondata su un programma e una precisa collocazione e una accozzaglia incolore,una sinistra light addomesticata e perennemente subordinata al PD?Lasciamo perdere il nome comunista(che ormai è solo tradizione ma tuttavia ancora è molto popolare fra i nostri),parliamo di prgrammi...Noi parliamo di partito sociale,di anticapitalismo di movimenti,di opposizione al berlusconismo,di un'altra europa possibbile,di nuovi modelli di sviluppo,voi non sapete nemmeno scegliervi una collocazione europea,non potete schierarvi a tutto tondo contro il capitalismo e addirittura nemmeno contro la Bolkenstain,il trattato di lisbona e addirittura la legge Biagi.Da una parte c'è una proposta di alternativa di società(ripeto non perfetta),dall'altra un cartellino socialdemocratico(gli anticaoitalisti sono in minoranza a patto che possimao considerare tali Migliore e Giordano).Ultimo il simbolo(a questo punto la solita risposta radical:a chi vuoi che interessi il simbolo...).Nel nostro c'è il simbolo della classe operaia,c'è la storia della classe operaia italiana,nel vostro ci sono 3 simboletti alternativi l'uno con l'altro nel parlamento europeo.Dispiace,perchè io credevo in Vendola che mi ha deluso profondamente già durante il congresso.Adesso proprio non lo riconosco più a fianco di Craxi(bobo)e non votato nemmeno da quello che era il suo maestro ovvero Inngrao...boh 20-04-2009 15:15 - romololeft
  • E va bene. Questa e`l`ultima scianz per il mio voto uniti si va lontano divisi si fa la fine del partito : o meglio dei partiti socialisti ,che per salire alle poltrone si mettono insieme ai FASCISTI e senza ritegno, con un forte legame alla MASSONERIA. Poi si passa aDIPIETRO. 20-04-2009 14:45 - walter Dimatteo
  • Vorrei rivolgermi a tutti coloro che sostengono Sinistra e Libertà. (Premetto anche che sono un sostenitore del PCL, e che voterò per la Lista Comunista, in assenza del mio partito di riferimento).
    In primo luogo vorrei che teneste presente che è stato Vendola ad uscire dal PRC (dopo aver perso, anche se di poco, il congresso).
    La seconda cosa, ancor più importante è che questo spostarsi verso il centro per cercare di espandere la base del proprio elettorato è totalmente fallimentare (la parbola PCI-PDS-DS-PD credo dovrebbe far riflettere). E' molto più efficacie stare più a sinistra e fare da contrappeso (un po' come in una leva).
    Per risollevare le sorti del comunismo, comunque, non serve nemmeno il mero identitarismo; servono, invece, IDEE rivoluzionarie. Bisogna costruire dalle basi, come quando iniziarono a diffondersi le idee socialiste e comuniste. Certamente è necessrio tener conto del fallimento dell'URSS, ma abbiamo gli strumenti per correggere quegli sbagli.
    VIVA LA RIVOLUZIONE! 20-04-2009 14:30 - Gio
  • Prima di parlare di ideologie che "la gente non ne vuol sentir parlare" fare due conti: sinistra arcobaleno 3,1. Europee: ? Vedremo... 20-04-2009 14:05 - Eskimo
  • Non abbiamo il torcicollo: guardiamo bene avanti! 20-04-2009 13:35 - piero
  • Premetto che, fra le varie liste che si presenteranno, voterò questa "Prc-Pdci-Salvi" per ragioni di contenuto, però la necessità della lista unica (ex Arcobaleno, che votai lo scorso anno)rimane una necessità superiore alle pur giuste questioni di identità.
    Si può solo ripartire dai contenuti, che non mi paiono granchè in opposizione tra le quattro liste della sinistra (includo sinistra critica e PCL).
    Il masochismo non è una virtù. 20-04-2009 13:31 - nino58
  • Sottoscrivo quanto detto dal pugliese Andrea. Non si può continuare a stare divisi solo per difendere un'identità e un'ideologia di cui le persone non vogliono più senir parlare. Non si può continuare a idolatrare simboli che non hanno più senso (chi li usa oggi la falce e il martello nei luoghi di lavoro?). Non si può parlare di diritti civili come fa Ferrero e difendere contemporaneamente un regime come quello cubano dove, tra l'altro, l'omosessualità è ancora considerata un reato. Si può avere una coscienza di classe anche senza per forza chiamarsi comunisti ed essere dipendenti dalla falce e martello. Invece di sperare inutilmente che il capitalismo crolli da un giorno all'altro e che si possa instaurare una dittatura del proletariato o creare una società in cui sia abolita la proprietà privata, sarebbe meglio stare tutti uniti (e se ci sta anche De Michelis non ci vedo scandali) per ricreare un'identità di sinistra attorno a lotte e problemi concreti e a obiettivi realistici e che possano essere compresi e condivisi con facilità dalle masse.
    Basta con l'illusione del comunismo! 1989 docet. 20-04-2009 12:11 - Rocchio
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