domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
20/04/2009
  •   |   Roberto Duiz
    Calcio, in campo scende l'odio razzista

    Il pareggio dell’Inter contro la Juventus a Torino spegne ogni residua illusione
    bianconera di riaggancio e, di conseguenza, ribadisce l’inattaccabilità del primato nerazzurro. Ma, ciò constatato, non è su questo che segue dibattito sui demeriti degli uni e sui meriti degli altri e così via. Lo strascico più vistoso di un
    confronto che per tradizione non si esaurisce col fischio di chiusura si chiama
    Mario Balotelli. Non ha ancora 19 anni, ma già numeri da fuoriclasse che gli valgono il soprannome di SuperMario. Ha la pelle nera e la cittadinanza italiana, come il nome, perché qui è nato (a Palermo, figlio di emigranti ghanesi) e cresciuto (adottato a tre anni da una famiglia di Brescia). Altri segni particolari sono un caratterino esuberante e l’incedere un po’ bullesco, cosa che raramente lo rende simpatico a chi ci gioca contro. Cosicché gli avversari più navigati sono soliti provocarlo, stimolandolo a dar fuori di testa e farsi
    espellere, più che tentando di intimorirlo, impresa considerata impossibile.

    E fin qui ci può anche stare. In fondo il calcio, si sa, non è sport da boy scout. Non ci sta, però, che dagli spalti si levino cori razzisti. A SuperMario non è la prima volta che capita di subire quegli insopportabili «buuuh», perché questa insana abitudine (che definire «idiozia» è riduttivo e insanamente quasi assolutorio) è assai diffusa negli stadi italiani ma non solo. Però sabato sera, a Torino, quel tipo di gazzarra si è manifestata in modo più eclatante di altre volte e, come un mefitico contagio, dalla curva degli ultrà ha preso a rimbalzare tra diversi settori dello stadio, con ululati intercalati da slogan che non vale la pena
    divulgare, perché vista l’aria che tira (non solo negli stadi, va sottolineato),
    anziché come cattivi esempi molti potrebbero prenderli come spunti da sviluppare.
    Balotelli, secondo propria indole, non si è fatto  intimorire e quando gli è capitata la palla buona l’ha messa dentro senza esitare, dando il vantaggio all’Inter. Dicono gli avversari che facesse il cattivello a gioco fermo, quando l’arbitro era rivolto altrove. Mourinho, dal canto suo, dice di averlo sostituito a un certo punto perché gli juventini in campo continuavano a provocarlo. Il che, mixato coi cori dagli spalti rischiava di produrre un cocktail nervoso esplosivo per il suo baby-fenomeno, fino a lì capace di far perdere il controllo al bianconero Thiago, espulso per doppio fallo di quelli detti «di frustrazione» (il secondo dei quali su di lui), ma di mantenere il proprio.
    Massimo Moratti, che tra tutti i presidenti è il più papà, non c’era, ma ha visto la
    partita e sentito la colonna sonora. Poi ha ascoltato «certi commenti televisivi»,
    come li ha definiti lui senza fare i nomi degli interpreti, e infine è sbottato. «Se
    fossi stato allo stadio – ha detto – sarei sceso in campo e avrei ritirato la
    squadra». Peccato che non ci sia stato. Un gesto del genere avrebbe creato certo uno choc, ma anche assunto una valenza esemplare e dato una scossa a quella sorta di torpore preoccupante che Moratti riconduce ai termini più appropriati: «assuefazione al razzismo».


    Giustamente il patron interista non sorvola su un «caso» che molti archivierebbero volentieri sotto la voce «sfottò», magari un po’ eccessivo, pure antipatico ma sostanzialmente innocuo. Sull’argomento, Platini, presidente dell’Uefa, è tutt’altro che morbido e da tempo invoca misure più severe per punire le escandescenze razziste negli stadi, dando licenza all’arbitro di interrompere le partite ogni qualvolta si manifestino. Potere ancora negato in Italia a chi deve salvaguardare la regolarità del gioco. Il quale può solo prendere nota e compilare referti, in seguito ai quali si penalizzano le società con multe ridicole. Chi non è incline a sminuire il problema (non solo estetico) posto dagli imitatori del verso della scimmia ogni qualvolta un ragazzo di colore ha il pallone tra i piedi, invoca anche multe ben più salate delle attuali, squalifiche dello stadio in cui le gazzarre vanno in scena,
    penalizzazioni di punti e quant’altro possa contribuire a mettere la sordina ai cori osceni e a stimolare le società a spargere semi di civiltà sulle loro tifoserie. Il giudice sportivo ha anticipato di 24 ore il proprio lavoro, condannando la Juventus a giocare la prossima partita casalinga a porte chiuse «per la gravità del fatto e per la pervicace reiterazione di tali deplorevoli comportamenti, che nulla hanno a che vedere con la passione sportiva». Sottolineando l'aggravante "dell'assenza di qualsiasi manifestazione dissociativa da parte di altri sostenitori ovvero di interventi dissociativi da parte della società".


    Tra gli slogan dedicati a SuperMario ce n’è uno che magari è meno virulento degli altri ma più di tutti mortifica il civile buon senso. Rimpalla da un po’ anche tra siti Internet e recita così: «Non ci sono negri italiani». A chi ci si identifica
    basterebbe far vedere e rivedere a sfinimento, come in un «trattamento» alla
    "Arancia meccanica", la foto della nazionale francese campione del mondo del ’98, in cui più della metà erano ragazzi di colore. Balotelli non è il primo "italiano" a vestire l’azzurro (Under 21 nel suo caso), prima c’erano già stati Ferrari e Liverani. Di lui però si parla molto di un approdo alla nazionale maggiore, in vista del Mondiale in Sudafrica dell’anno prossimo. Alla luce del suo caratterino, che anche Mourinho fa fatica a incanalare in traiettorie proficue per lui e per la squadra intera, Lippi, già alle prese con la spina-Cassano, non si pronuncia ancora ma lo osserva di sottecchi. Diventasse un emblema di una lotta davvero seria al razzismo negli stadi, avrebbe una ragione in più per smussare qualche spigolo caratteriale e gli azzurri si ritroverebbero in organico una potenziale star del prossimo Mondiale. Un Eusebio, o anche «solo» un Drogba italiano, finalmente.


I COMMENTI:
  pagina:  3/4  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
  • Moratti parla ora di razzismo, mentre contro il Messina quando i suoi tifosi derisero un giocatore avversario(perchè nero, e non perchè, come nel caso di Balotelli, perchè antisportivo è provocatorio) li difese a spada tratta; non ricorde in sanzioni particolari. Ci sono ormai due pesi e due misure nel mondo del calcio. Ogni forza i razzismo è esecrabile; ma non poter insultare un giocatore di colore in un mondo ove ogni domenica viene insultato chiunque, non è una forma di razzismo inversa? 21-04-2009 11:21 - Luciano
  • Trovo questo articolo un po' troppo pieno di polverosa retorica e di misera ipocrisia. Perché non chiedersi come mai solo su un certo giocatore (e non solo sabato) e non agli altri di colore (e non) dell'Inter (questo non nega atti di razzismo avvenuti, perché il problema, a parte Balotelli, esiste). Non è che magari (ed è il mio parere) questo ragazzino è un classico cafonazzo, borioso e pieno di se (un piccolo Totti); i suoi genitori prima di lamentarsi dovrebbero farsi un esame di coscienza, di come hanno cresciuto il proprio figlio.
    Perché non chiedete ad ex-giocatori per sapere i loro pareri. 21-04-2009 11:19 - Domenico
  • Concordo su quello che scrivi.
    Due soli appunti, a mio modesto avviso.
    Moratti è un ipocrita, altro che papà.
    Quando nel 2005 furono i tifosi dell'Inter a indurre il messinese Zoro a voler smettere di giocare la partita, non ricordo proclami di ritiro della squadra, ma solo scuse (di Facchetti, tra l'altro) e scaricabarile sui "tifosi".
    La seconda è che interrompere le partite dando risultati a tavolino significa solo concedere un'arma in più a chi dagli spalti vorrebbe cambiare i risultati del campo.
    Piuttosto credo sia meglio comminare, a posteriori, chiusure di curve o stadi interi.
    Saluti.
    bullo 21-04-2009 11:06 - bullo
  • Balotelli fa tanto il galletto ma vedremo tra due o tre anni con la testa che ha se sarà un vero campione: per il momento dovrebbe accontentarsi di giocare e di segnare; non credo possa irridere gli avversari con comportamenti non di
    riguardo. 21-04-2009 11:02 - gioma
  • l'italia è uno strano paese, pieno di contraddizioni; a maggioranza di fede cattolica cristiana, ma poco incline a mettere in pratica il bussate e vi sarà aperto, chiedete da mangiare e vi sarà dato; tranne che poi a natale e pasqua si manifesta il buon cuore verso gli ultimi attraverso la carità pelosa delle tavolate collettive; beninteso i promotori sono spinti da sentimenti sinceri; ma è il contesto culturale della solidarietà verso i diversi e lo straniero che proviene dal mondo povero, che è deprimente e sconcertante; caccia ai rumeni oggi agli albanesi ieri e via discorrendo; l'humus viene offerto dalla politica razzista dell'attuale governo; ma anche nel passato recente le leggi approvate con tutte le buone intenzioni per non discriminare più di tanto gli immigrati, hanno contribuito a far attecchire la mala pianta del razzismo; i comunisti devono gridare alto e forte che il mondo è di tutti, come appunto sta alla base della loro cultura egualitaria e solidale, e devono dire sempre no a tutto ciò, leggi o quant'altro, che delinea la costruzione di steccati. 21-04-2009 10:18 - roberto grienti
  • non credo che il razzismo si possa identificare nelle tifoserie di qualsiasi squadra di calcio si tratti.Il criminale gesto accaduto allo stadio dove cori razzisti inveivano contro il giocatore Balotelli e' da imputare alle organizzazioni fasciste che si servono dello sport come il calcio per svolgere la loro nauseante attivita' pseudopolitica che nel loro microcosmo culturale avrebbero l'ambizione di svolgere opera di divulgazione della laidezza nazifascista.La storia li ha abbondantemente condannati , la societa' democratica li deve isolare. Come democratico al giocatore Mario Balotelli tutta la mia simpatia e solidarieta' 21-04-2009 09:53 - ERNESTO
  • Io mi chiedo come mai anche giornalisti avvezzi a frequentare stadi e conoscitori dell'ambiente calcistico debbano per adeguarsi al politicamente corretto sdegno nazionale peloso menarla sul razzismo nelle curve o in tribuna.
    Il razzismo c'è, esiste, dentro e fuori gli stadi. ma solo una minima parte di chi era sabato a torino a fischiare e fare buuu si può definire razzista tout court. gli altri erano solo tifosi frustrati, e incavolati.a meno 13 dall'inter, rivale storica, sconfitti in casa propria, se la sono presi con balotelli che aveva segnato e gioca, lo sanno tutti, in maniera particolare, da guappo.
    Nell'inter c'era anche Muntari in campo, giocatore di colore. per lui nessun ululato razzista. come mai? ve lo siete chiesto? come mai le altre domeniche nulla è successo, eppure di neri ne son passati tanti, a torino.
    Ci sono giocatori presi di mira: per come si propongono in campo, per qualche brutto gesto del passato, per aver cambiato casacca, ecc.
    gattuso è sempre il più insultato dagli antimilanisti. materazzi lo è stato per anni, dagli antiinteristi.perchè? perchè sono neri? no, eppure se ne prendono di tutti i colori, quando giocano.
    Balotelli è uno che dà fastidio, come i sopracitati. come baresi nei derby, come galderisi quando il verona andava in trasferta: giocatori simbolo e particolarmente visibili, per vari motivi spesso caratteriali, in campo.
    balotelli è ANCHE nero. quindi è più facile insultarlo per la pelle che per la mamma come gli altri. ma anche cannavaro si prende sempre del terrone. è solo stupidità, semmai, non razzismo. se al semaforo ti taglia la strada una donna parte automatica l'offesa machista. se lo fa uno di colore, quella razziale. ma solo perchè è l'insulto più immediato, più riconoscibile, e si sa che nel calcio come altrove è l'immediatezza il colpo, di genio o idiozia come in questo caso, che colpisce nel segno.
    Io non vedo nessun rischio razzismo negli stadi superiore a quello che c'è fisiologico nella società. i fischi e i buuu son stati solo un modo per insultare "meglio" il giocatore. dire negro è come dire cornuto, terrone, puttana, stronzo, infame.non è polite? e vabbè, cosa c'è di polite nell'italia di oggi? niente, da nessuna parte, nemmeno nei salotti buoni di sinistra. perchè allo stadio deve esser diverso? un conto sono gli striscioni , le bandiere naziste, roba premeditata e organizzata. altro è il buu dello stadio a un giocatore che risulta antipatico. il fatto che sia nero è puramente casuale, fosse stato bianco si sarebbe preso altri insulti, non meno pesanti. gli si è dato del negro perchè si sapeva di colpire nel segno.
    e adesso tutti abboccano, e si scandalizzano. che ipocrisia. 21-04-2009 09:46 - Interista di sinistra
  • Non vi dimenticate che il ministro del`interno e`uno che si voleva pulire il culo con la bandiera Italiana, e guarda caso proprio nell`area padana il razismo e`cosi cementato con il nuova fascismo culturale ,che si ha anche il permesso di ammazzare per sfregio : BASTA SIA NEGRO. 21-04-2009 08:41 - walter Dimatteo
  • Balodelli non è degno di giocare in un calcio giocato da persone civili, per il comportamento irriverente è provocatorio oltre il normale, contro tutti gli avverersari, istigando così i tifosi negli stadi.Vergogna italiana la decisioni contro La Juventus,si prendano iniziative dure contro Balotelli, per ridurlo nelle condizioni di fare la persona per bene."VERGOGNA", vertici del calcio fatti da RUFFIANI e degni di una nazione, in mano ai delinquenti,quale è l'Italia. 21-04-2009 06:30 - Lupo De Lapis
  • in Italia il colore prevalente è il nero.politicamente parlando..non mi stupisce la deriva razzista nel calcio..bisognerebbe combatterla (basterebbero delle multe?)...invece in molto sono pronti solo a biasimarla, minimizzarla...siamo proprio ridotti male..non solo in parlamento ma anche allo stadio...e io dovrei essere contento che sono interista ! 21-04-2009 03:47 - nautilus
I COMMENTI:
  pagina:  3/4  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI