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Iaia Vantaggiato
La sterzata partigiana di Silvio Berlusconi
Evviva! Silvio Berlusconi parteciperà alle celebrazioni del 25 aprile. Non si sa dove, non si sa con chi, ma stavolta ci sarà. Il fatto è rilevante: per quattordici anni tondi, dagli spalti del governo come da quelli dell'opposizione, il cavaliere era sempre riuscito a dribblare la festa fondativa della Repubblica italiana e della sua democrazia. Quest'anno si cambia registro. Quest'anno Silvio festeggia. “Credo – spiega - che ci sia bisogno di dire qualcosa, perché di questa festa non se ne appropri soltanto una parte”. Certo, il capo del governo e della destra non sfilerà a Milano: non è uomo da sfidare i fischi. Al contrario, farà il possibile per mantenere segreta la sua agenda di sabato prossimo, giusto per tenere fissi i riflettori su se stesso, cosa che, al contrario delle contestazioni, apprezza assai. Quasi certamente sarà a Roma, con il presidente della Repubblica e le alte autorità dello Stato. Poi, dicono, potrebbe rendere omaggio ai sodati americani caduti per restituire la libertà all'Italia. Tanto per chiarire che liberatori non furono i partigiani e meno che mai quelli comunisti, ma i soldati che sono oggi in Afghanistan e in Iraq.
Già, ma perché, dopo quattorici anni di letargo, questo improvviso risveglio? Silvio Berlusconi, inutile illudersi, è uno che la propaganda la conosce bene e sa adoperarla da maestro. Niente a che vedere con i dilettanti allo sbaraglio che hanno provato a imitarlo, sul fronte opposto, dal 1994 in poi. La scelta di partecipare alla festa della Liberazione è dunque certamente calcolata, studiata e preparata, anche se camuffata con i panni dell'estemporaneità e della scelta improvvisa.
In primo luogo, la sterzata “partigiana” rivela che, per la prima volta dal giorno della sua celebre “discesa in campo”, il cavaliere non ha paura di inimicarsi la parte più nostalgica e fascistoide del suo elettorato. Sa di avere ormai defiitivamente in pugno non solo quello che fu il partito di sua proprietà, Forza italia, ma anche tutta An. Se qualcosa deve temere, sono casomai le spinte opposte, esageratamente democratiche e antifasciste, di Gianfranco Fini (e non è escluso che la decisione di celebrare la storica data dipenda, almeno in parte, proprio dalla necessità di non lasciare troppo spazio su quel fronte proprio a Fini).
In secondo e più decisivo luogo, Berlusconi ritiene che i tempi siano ormai maturi per portare l'attacco al cuore della resistenza. Intesa come resistenza alla sua egemonia, una fastidiosa indisponibilità ad accettare il suo potere e la sua visione del mondo che gli ha tarpato le ali sin da quel 25 aprile del 1994.Ora non più. Ora ritiene che sia possibile conquistare quella che, sul fronte dell'egemonia culturale, è quasi l'ultima ridotta dell'opposizione al suo modo di intendere la democrazia politica e sociale: la celebrazione delle origini della repubblica. Sogna un 25 aprile sottratto infine alle fantasie di uguaglianza giustizia sociale e democrazia partecipata che avevano animato la Resistenza e consegnato ai paladini di una società liberamente ingiusta, non dittatoriale ma fondata sulla diseguaglianza e sull'elogio della sopraffazione da parte delle fasce sociali più forti.
C'è da temere che ci riesca.
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E' semplicemente l'applicazione della classica teoria dell'agenda setting: spostare l'argomento di discussione mediatica su un terreno favorevole.
E il terreno favorevole è lo spauracchio comunista; la presunta non democrazia della sinistra che non lo ammette o lo contesta alle celebrazioni per il 25 aprile. Lui, uno che della liberazione non gliene frega niente, la democrazia è un fastidio, lui ci accuserà di essere stalinisti non appena oseremo contestarlo.
Tutto questo per non parlare di crisi economica sotto elezioni- La crisi è stata rimossa nella realtà virtuale delle battute scritte da mediaset, ora anche per la Marcegaglia.
Marcie ne avrà sicuramente qualcosa in cambio: la distruzione dei contratti collettivi?
Per dirla con il blog spinoza: il peggio della crisi è alle nostre spalle, e non aspeta altro che ci chiniamo.
Saluti a tutti 24-04-2009 00:27 - piergigio
A GIUSI:penso che tu sappia cosa sia la DEMOCRAZIA:libertà individuale, cara!!! L'UGUAGLIANZA,intesa alla Marx, è dittatura è comunismo!!!
A IAIA VANTAGGIATO: anche tu sei sulla stessa onda di Giusi:nessuno ti ha spiegato che non siamo tutti uguali,che le tue esigenze possono essere diverse dalle mie!COMPAGNI,LA DIVERSITA'E'L'ESSENZA DELLA DEMOCRAZIA!CIGALIGA-BUM!!!Anarchico-Liberal-Reazionario!!!!!! 23-04-2009 18:47 - Cigaliga Bum