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FUORIPAGINA
20/04/2009
  •   |   Iaia Vantaggiato
    La sterzata partigiana di Silvio Berlusconi

     

    Evviva! Silvio Berlusconi parteciperà alle celebrazioni del 25 aprile. Non si sa dove, non si sa con chi, ma stavolta ci sarà. Il fatto è rilevante: per quattordici anni tondi, dagli spalti del governo come da quelli dell'opposizione, il cavaliere era sempre riuscito a dribblare la festa fondativa della Repubblica italiana e della sua democrazia. Quest'anno si cambia registro. Quest'anno Silvio festeggia. “Credo – spiega - che ci sia bisogno di dire qualcosa, perché di questa festa non se ne appropri soltanto una parte”. Certo, il capo del governo e della destra non sfilerà a Milano: non è uomo da sfidare i fischi. Al contrario, farà il possibile per mantenere segreta la sua agenda di sabato prossimo, giusto per tenere fissi i riflettori su se stesso, cosa che, al contrario delle contestazioni, apprezza assai. Quasi certamente sarà a Roma, con il presidente della Repubblica e le alte autorità dello Stato. Poi, dicono, potrebbe rendere omaggio ai sodati americani caduti per restituire la libertà all'Italia. Tanto per chiarire che liberatori non furono i partigiani e meno che mai quelli comunisti, ma i soldati che sono oggi in Afghanistan e in Iraq.

    Già, ma perché, dopo quattorici anni di letargo, questo improvviso risveglio? Silvio Berlusconi, inutile illudersi, è uno che la propaganda la conosce bene e sa adoperarla da maestro. Niente a che vedere con i dilettanti allo sbaraglio che hanno provato a imitarlo, sul fronte opposto, dal 1994 in poi. La scelta di partecipare alla festa della Liberazione è dunque certamente calcolata, studiata e preparata, anche se camuffata con i panni dell'estemporaneità e della scelta improvvisa.

    In primo luogo, la sterzata “partigiana” rivela che, per la prima volta dal giorno della sua celebre “discesa in campo”, il cavaliere non ha paura di inimicarsi la parte più nostalgica e fascistoide del suo elettorato. Sa di avere ormai defiitivamente in pugno non solo quello che fu il partito di sua proprietà, Forza italia, ma anche tutta An. Se qualcosa deve temere, sono casomai le spinte opposte, esageratamente democratiche e antifasciste, di Gianfranco Fini (e non è escluso che la decisione di celebrare la storica data dipenda, almeno in parte, proprio dalla necessità di non lasciare troppo spazio su quel fronte proprio a Fini).

    In secondo e più decisivo luogo, Berlusconi ritiene che i tempi siano ormai maturi per portare l'attacco al cuore della resistenza. Intesa come resistenza alla sua egemonia, una fastidiosa indisponibilità ad accettare il suo potere e la sua visione del mondo che gli ha tarpato le ali sin da quel 25 aprile del 1994.Ora non più. Ora ritiene che sia possibile conquistare quella che, sul fronte dell'egemonia culturale, è quasi l'ultima ridotta dell'opposizione al suo modo di intendere la democrazia politica e sociale: la celebrazione delle origini della repubblica. Sogna un 25 aprile sottratto infine alle fantasie di uguaglianza giustizia sociale e democrazia partecipata che avevano animato la Resistenza e consegnato ai paladini di una società liberamente ingiusta, non dittatoriale ma fondata sulla diseguaglianza e sull'elogio della sopraffazione da parte delle fasce sociali più forti.

    C'è da temere che ci riesca.


I COMMENTI:
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  • Purtroppo l'autocrate ingannerà alcuni milini di imbecilli che crederanno alla sua buonafede. Temo che gli ultimi antiberlusconiani si assottiglieranno sempre più, fino a che Berlusconi arriverà ad avere un consenso come quello di Hitler in Germania negli anni trenta. Poi ci trascinerà nel baratro. 22-04-2009 16:34 - Orazio
  • Ma che importanza ha se il premier partecipa alla festa di liberazione? 22-04-2009 15:10 - red67ag
  • ma si! andate tutti ecumenicamente a festeggiare il 25 aprile, Berlusconi, Franceschini, Fini, Bertinotti, e distribuite (gratuitamente, perchè altrimenti chi lo comprerebbe?) il foglio diretto dall'eccellente Sansonetti,per quanto mi riguarda onorerò quell'anniversario meraviglioso in modo ancora migliore, restando a casa, anche per non mischiarmi con cotanto trasformismo italico, per concludere la lettura di "Le benevole" di Jonathan Littel; di questi tempi la cosa migliore che un cittadino possa fare è coltivare una contrapposizione lucida al potere e alla sua infinità capacità di corruzione delle menti e delle coscienze, e i bei libri aiutano... festeggeranno tutti insieme eh, dopo aver contribuito tutti insieme ad avvelenare i pozzi della democrazia, diffondendo menzogne, razzismo, miseria e odio verso i più poveri; e negano pure...razzisti noi? quando mai? e il 25 tutti in piazza per la comparsata, tanto gli italiani dimenticano in fretta 22-04-2009 15:05 - circe
  • che tristezza.. anche la commemorazione della Liberazione sarà ridicolizzata e banalizzata da quest'uomo! e tutti a guardare impotenti. Aveva ragione Gramsci: l'indifferenza è il peso morto della storia. 22-04-2009 14:41 - laura
  • E se fosse per il disegno di legge 1360 del 28 giugno 2008? da Report On Line la notizia che "...l'adeguamento dei trattamenti pensionistici di guerra(...) anche ai combattenti di Salò"....vediamo se Berlusconi festeggierà il 25 aprile a Salò, allora.... 22-04-2009 14:21 - paride
  • veramente non capisco questi attacchi a Franceschini, perché sembrate dire: «perché non sei stato zitto, ora hai dato il via all’ennesimo show di Berlusconi». Premesso che non sono sicuro che Franceschini avesse in mente una strategia comunicativa, visto di chi è stato vice fino a pochi giorni fa, almeno noi questa volta abbiamo un vantaggio: sappiamo che Berlusconi ha accettato per farci cadere nella provocazione. E allora, visto che tanto non succederà, riempiamo la piazza dove il Presidente del Consiglio andrà e ACCLAMIAMOLO –senza contestarlo- con le bandiere della Resistenza: il colpo d’occhio sarebbe surreale ma il primo a non sostenerlo sarebbe lui, unico puntolino nero in una piazza rossa. 22-04-2009 12:19 - francesco
  • Mi spiace solo che Lui non venga a Milano; dopo la Moratti "badante" con il padre deportato in carrozzella non ci sarebbe stato male un Silvio con la brigata israeliana o avvolto nella bandiera americana. Ma forse si recherà in Svizzera dove suo padre fece il "partigiano"..... (vi ricordate?)
    Un buon 25 Aprile a tutti e cerchiamo di declinare nel presente ciò che animò la Resistenza, solo così le idee non muoiono mai. 22-04-2009 11:39 - Antonella DL
  • LA FESTA DELLA LIBERAZIONE E' LA FESTA DI TUTTI GLI ITALIANI CHE CREDONO NEL VALORE DELLA DEMOCRAZIA E DELLA LIBERTA'PER CUI SMETTIAMOLA DI PENSARE CHE SIA UN FESTA SOLO DI UNA CERTA PARTE POLITICA ANCHE PERCHE'RICORDO CHE I PARTIGIANI NON AVEVANO COLORE MA ERANO PERSONE CHE CREDEVANO NELLA LIBERTA' E NELLA GIUSTIZIA SOCIALE.SEMTTIAMOLA UNA VOLTA PER TUTTE E' VENUTO IL TEMPO DI RICONCILIARSI SIA DA SINISTRA SIA AL CENTRO SIA DA DESTRA.
    LA LIBERAZIONE DELL'ITALIA NON HA COLORE HA UN CUORE E OGNUNO HA DIRITTO DI MANIFESTARE QUESTO EVENTO DI LIBERTA' CHE I NOSTRI CARI ITALIANI DI ALLORA CI HANNO DONATO.
    VIVA TUTTA L'ITALIA DI CUI OGNUNO FACCIAMO PARTE.
    CIAO FABIO. 22-04-2009 11:28 - fabio
  • Noto senza stupore ma sempre con rammarico da democratico che alcuni lettori del Manifesto hanno una concezione della vita sociale, politica, civile incompatibile con i valori che il 25Aprile dovrebbe rappresentare.
    Per anni, anzi decenni, rappresentanti istituzionali, governativi, partitici della DC (o anche del PLI), che pure convivevano con compagni di partito e situazioni politico ideali poco avvezze all'antifascismo genuino e democratico hanno potuto, in buona fede o per prassi poco importa, celebrare la Liberazione accanto a comunisti, socialisti e repubblicani. Indisturbati e rispettati, fatta la tara dei soliti cretini.
    Ora, il fatto che Bossi 15 anni fa o la Moratti pochi anni addietro siano stati fischiati e insultati la dice lunga sul grado dell'isteria di certa sinistra allo sbando, isteria che pare voglia riproporsi anche sabato contro Berlusconi, che se ha un torto non è quello di partecipare ma di non averlo mai fatto prima. Beh, meglio tardi che mai, l'acquisizione di consapevolezza, anche se certamente strumentale (ma è politica, cari, del resto come è strumentalità politica di bassa lega il volerlo contestare da sinistra, che nulla c'entra con la celebrazione della ricorrenza, da parte di chi non ha la minima idea di cosa voglia dire, al pari di molti esponenti del Pdl) è un fatto simbolico importante.
    Questa è la festa di tutti gli italiani, anche di chi è stato fascista, e non solo di chi pensa di essere di sinistra, anzi "della sola sinistra che merita", quella comunista.
    W la Resistenza, w la Liberazione, e abbasso i fanatici e i delinquenti, di destra e di sinistra, fascisti o presunti antifascisti che siano.
    Io ho sempre celebrato il 25Aprile con la bandiera tricolore alla finestra e il vestito della festa. E' la giornata dell'orgoglio nazionale, la ricorrenza della cacciata del nemico straniero e dei suoi sgherri collaborazionisti. La polemica politica quotidiana va lasciata da parte sabato, non importa chi sia a rappresentare il Paese nelle istituzioni, se un galantuomo al Colle o un affarista a Palazzo Chigi, ciò che importa è che sia lì a ricordare da dove e da cosa nasce la nostra Repubblica, che è democratica e civile a maggior ragione se permette a un LaRussa di fare il ministro delle nostre Forze Armate, che pur tra mille infamie di singoli e gruppetti per oltre 60anni ha garantito la Costituzione e la sua applicazione.
    Una contestazione volgare come quella che si preannuncia svilirà solo chi la compie, e farà vergognare tutti gli italiani, che consapevoli o no (viviamo in tempi miseri, si sa) sono figli di quei tempi che andiamo a ricordare, e dovremmo onorare.
    Chi non festeggerà saranno i soliti fascisti, ma chi disturberà non il manovratore come qualcuno vorrebbe far credere ma in questo caso la dignità del popolo italiano che si raccoglie attorno alle proprie bandiere, anche se rappresentate da chi non ci piace ma che pur tra mille affanni (per noi) lo fa in maniera democratica, sarà come i fascisti, perchè di fatto non festeggerà, scenderà in piazza solo per contestare, e non per ricordare e onorare.
    Ci si abbuoni questo scempio, per favore.Perchè ricordate, voi che fate i duri e puri, che come diceva un grande democratico e uomo di sinistra, Pietro Nenni, a forza di fare i puri arriverà sempre qualcuno più puro di te, che poi ti epura...
    Ma che parlo a fare... 22-04-2009 11:14 - Slobodan
  • Evviva un corno! Del resto per arrivare al 100% dei consensi qualche boccone amaro bisogna pure ingoiarlo e lui per il potere assoluto è disposto a tutto... ma noi.. accettiamo proprio tutto e tutti, cani e porci? Ma per carità, spostiamo la festa al 24! 22-04-2009 11:06 - aldofedericopetrella
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