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FUORIPAGINA
22/04/2009
  •   |   Clementina Colombo
    Fini e Bertinotti, la "strana coppia"

     

    Chi avrebbe immaginato, anche solo un paio d'anni fa, di leggere su un giornale di sinistra, in occasione del 25 aprile, un editoriale firmato da Gianfranco Fini? E chi avrebbe creduto possibile che quell'editoriale fosse a fianco di un altro articolo di fondo, per la penna di Fausto Bertinotti?

    Il presidente della camera e il suo predecessore compaiono invece insieme sulla prima pagina di un quotidiano che ancora non è in edicola ma ci sarà presto, dal prossimo primo maggio: “l'Altro”, diretto da Piero Sansonetti. Il numero zero del nuovo giornale era stato distribuito, gratuitamente, il giorno della manifestazione dei metalmeccanici a Roma, 4 aprile. Questo secondo numero zero sarà a sua volta distribuito gratuitamente il 25 aprile.

    Il pezzo forte, va da sé, è il lungo articolo dell'ultimo segretario del Msi. Un pezzo impegnato, in cui Fini ripete cose in parte già dette ma con una nettezza e una drasticità sinora inedite. La guerra civile del 1943-45, scrive Fini citando lo storico di sinistra Claudio Pavone, “portò allo scontro frontale tra due diverse idee di nazione. L'una, nutrita dal nazionalismo fascista, conduceva all'espansionismo, al razzismo e all'annullamento dei diritti dell'uomo. L'altra, indissolubilmente legata ai valori della libertà e della democrazia, portava alla costruzione di una nuova stagione di progresso civile per l'Italia”.

    Certo, il leader di An (o di quel che ne resta) non rinuncia a segnalare la presenza di una componente non democratica nella Resistenza, ma lo fa con toni infinitamente distanti da quelli adoperati da Silvio Berlusconi. Prosegue infatti così: “Non c'è dubbio che l'idea 'giusta' di nazione fosse la seconda. Solo dopo averlo affermato senza reticenze si può poi rilevare che non tutto lo schieramento antifascista fosse ispirato da princìpi democratici. Si può rilevare che ci furono formazioni partigianeche videro il conflitto fascismo-antifascismo più come lotta di classe che come battaglia per la libertà della nazione”. E anche qui è marcata la suggestione delle tesi di Pavone, nel suo insuperato “Una guerra civile”.

    Sia chiaro, la visione di Fini è distantissima da quella di Bertinotti che, al contrario, rintraccia proprio nella istanza egualitaria che animava la Resistenza il suo lascito più attuale e utile per ricostruire una sinistra distrutta. E tuttavia non c'è dubbio che tra la visione dei due inquilini di Montecitorio esista una base di valori condivisi, se non per quanto riguarda l'eguaglianza almeno sul fronte della libertà e della accettazione piena della democrazia.

    Ed è altrettanto certo che, accettando l'invito di Sansonetti, Fini ha voluto prendere, nella maniera più plateale possibile, le distanze non tanto dai vari La Russa e colonneli vari quanto da Silvio Berlusconi e dalla sua ben più profonda e pericolosa ambiguità.


I COMMENTI:
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  • veramente la manifestazione del 4 aprile era di tutte le categorie, quella dei metalmeccanici era stata a febbraio (a entrambe, fra l'altro, era andato a ruba Liberazione) 27-04-2009 10:33 - PaoloR
  • Il problema grosso dei comunisti e dei fascisti è quello di essersi fermati agli anni di piombo, mentre il mondo, la storia, gli uomini e le donne andavano avanti. Oggi il dovere di ciascuno è quello di costruire una nuova identità, per quanto mi riguarda, di sinistra, contemporanea e disposta al confronto intellettuale e intellettivo, senza pregiudizi e senza timori che dica apertamente, nel rispetto della storia, delle persone, della legalità e della libertà quale dovrebbe essere il miglior mondo possibile, e questa non è più una sfida esclusiva tra comunisti e fascisti, condannati dalla storia. Grazie a Piero Sansonetti, a Fausto Bertinotti e a Gianfranco Fini per il loro contributo, un contributo finalmente nuovo e finalmente progressista.
    Mauricio 26-04-2009 20:22 - mauricio raimond
  • Paiono come quei campioni, giocatori e allenatori che hanno avuto una certa notorietà per qualche stagione, e poi rimangono sul mercato, invenduti... Speriamo non votati! 26-04-2009 19:10 - lorenzo
  • l'alternativa di Fini a Berlusconi e' come quando pensi che sia meglio il tifo del colera.
    Fini vuole fare il Sarkozy italiano. Sicuramente e' più profondo dell'attore Berlusconi.
    Quanto a Sansonetti e Bertinotti che dire sono uomini di cartapesta..
    Il problema e' un altro: che un uomo come Bertinotti abbia condotto il prc per così tanti anni senza opposizioni serie: a me non e' mai piaciuto ma perche' a nessuno e' mai venuto in mente di contrastarlo? 24-04-2009 22:45 - pietro
  • Non c'è da meravigliarsi, i due sono uniti da una smodata vanità ed ambizione, unici veri fari che li hanno sempre guidati nei loro comportamenti. Certo per Berty ormai le strade sono precluse ma, chissà..Per Fini invece c'è sempre in vista la presidenza della repubblica che sa essere alla sua portata, se si conquisterà le simpatie di quel che resta dell'opposizione che si è già scordata Genova ed il resto verrà. Sansonetti poi, è da tempo che si è conquistato le simpatie si una certa destra, da quando ammesso nei salotti buoni ha gettato il suo sguardo comprensivo su Diana Spencer, la Franzoni, Luxuria del GF e udite, udite, nelle braccia di quel campione di "sinistra" di Polito e il Riformista dell'editore compagno Angelucci. 22-04-2009 19:02 - giulio raffi
  • Si vede che sono partite le selezioni per posti di figure istituzionali nell'era post
    resistenza. 22-04-2009 18:51 - t.o.
  • tempo fa ho scritto su queste pagine di commenti che i comunisti per la visione alta ed egualitaria della società non devono essere vendicativi ma giusti; ben vengano i ripensamenti di quanti, senza essre costretti da alcuna rieducazione di regime, hanno maturato l'idea che l'italia per cui lottavano i resistenti era quella giusta; però affermare che una parte di coloro che combatteva per una italia democratica, democratici non lo erano, è inaccettabile; non era democratico gramsci? e non era democratico terracini presidente della costituente?; la democrazia non può essere disgiunta dalla solidarietà e dall'egualitarismo sociale, valore che si conquista con la lotta di classe, altri metodi non se ne conoscono, a meno che non si creda che si puo costruire una società di eguali attraverso la carità di chi ricco concede finalmente ai poveri; poi l'attuale presidente della camera dovrebbe anche capire che in democrazia vige la libertà di espressione, cosa che lui non ha voluto riconoscere al nostro vauro, la cui vignetta sul terremoto non era affatto un versetto satanico; 22-04-2009 18:38 - roberto grienti
  • Bertinotti e Sansonetti si dovrebbero vergognare di frequentare uno come Fini,firmatario della famosa e famigerata legge insieme a Bossi e principale alleato del piccolo Cesare e della sua Gang e che ultimamente non ha esitato ad attaccare Santoro chiedendone la testa. Questi sono Fatti!!!! 22-04-2009 18:36 - Rosso per sempre
  • Non capisco dov'è la sorpresa! Per bertinotti,sansonetti e vendola il comunismo non è e non deve essere soltanto un atteggiamento culturale destinato al repertorio romantico della memoria collettiva e personale? Per cui ben vengano gli editoriali bipartisan in nome della riconciliazione ideologica nazionale! Un battesimo editoriale che connota ed invidua chiaramente(qualora ce ne fosse ancora bisogno...ma forse per il manifesto sì) le derive e le aspirazioni dei transfughi di rifondazione...sinistra e libertà verso il pd! Vogliamo mettere che fa più "democratico" accodarsi allo sdoganamento del fascista sullla via di damasco? Chissà quanti voti vale? 22-04-2009 18:29 - Gigliola
  • La forza della democrazia sta proprio nell'illuminare gente come il presidente della camera
    on. G.Fini che sino al congresso di Fiuggi era nel buio nero dell'apologia fascista.Dopo la bevuta dell'acqua diuretica che pulisce l'organismo ha ripulito il neo fascista FINI. L'ideologie oscurantiste e reazionarie sono per i Larussa Gasparri etc etc dure a morire ma come democratico e antifascista dico : chi vivra' vedra' se politici come Fini ed altri sono stati folgorati sulla via della democrazia e condaneranno il fascismo come il male assoluto.Dico questo perche' una rondine non fa primavera e come cittadino in primis antifascista aspetto a lodare il politico che riconosce le sue colpe. Ribadisco di aspettare ad annoverare fra i democratici un missino , figlioccio di quel Almirante che fu un fascista dei piu' tosti il nostro pres. della camera.Da fastidio che quando si parla di Resistenza si fa il distinguo con quei partigiani comunisti facendole dei processi alle intenzioni invece di lodare il loro coraggio di aver combattuto per la nostra liberta'. L'on. G. Fini distingue fra partigiani comunisti e di altre appartenenze politiche dicendo che i comunisti non erano democratici. Lei on. FINI sta affermando un falso storico.La vera storia e' un'altra.E' la nostra storia quella della nascita della repubblica italiana nata dalla Resistenza , la storia di TUTTI gli italiani che dopo il sacrificio anche in vite umane di quei giovani partigiani comunisti, cattollici , e di fede antifascista ci donarono la liberta' nel giorno del 25 Aprile 1945.I comunisti,assieme ad altre forze democratiche hanno scritto la nostra carta costituzionale , hanno partecipato alla vita democratica dell' Italia hanno combattuto battaglie democratiche per i diritti dei lavoratori e per le liberta' civili.Mi sorge un dubbio.QUANDO SI DA'UN GIUDIZIO STORICO SULLA RESISTENZA E SI INSINUA CHE UNA PARTE DI ESSA NON COMBATTE' PER LA DEMOCRAZIA NON CREDO CHE COLUI NON SI SIA DOCUMENTATO , MA HO LA CERTEZZA CHE SIA UN MODO PER SCREDITARE IL SECONDO RISORGIMENTO ITALIANO QUALE E' STATA LA GLORIOSA RESISTENZA E I COMBATTENTI APPARTENENTI AL PARTITO COMUNISTA. 22-04-2009 18:20 - peter dominic
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