-
|
Roberto Silvestri
"Vincere". A Cannes il Mussolini di Bellocchio
Nel 1913 Mussolini direttore del quotidiano socialista l'Avanti! conosce Ida Dalser, giovane, bella e appassionata austro-trentina che (con molta probabilità) sposa in chiesa, anche se, contemporaneamente (sapete come sono i romagnoli) sposa anche Rachele Guidi che gli darà presto un figlio. Ma anche Ida è incinta e partorisce Benito Albino Mussolini, riconosciuto dal padre. Con la guerra, il 'tradimento' e l'ascesa al potere di Mussolini, Ida e il figlio dovranno essere nascosti e, secondo un piano diabolico, implacabile e spietato, eliminati. L'ex socialista massimalista eclissò, attraverso un avviluppato decennale piano, messo a punto dal perfido fratello Arnaldo, e da un reticolo di squadristi riciclati (prefetti, federali, poliziotti, spie...) la sua amante (e forse moglie) e il figlio, perché diventati privatamente e politicamente pericolosi (e onerosi per gli alimenti). Entrambi verranno allontanati l'una dall'altro, rinchiusi e poi fatti morire in manicomio. Lei a San Clemente, Venezia, dopo un lungo soggiorno in un'ospedale psichiatrico presso Trento (dal quale riuscì a evadere); lui, ventiseienne a Mombello nel '42, dopo lunghi giri esotici nella Marina di Guerra Reale.
Questa storia, oggi al centro del film 'Vincere' che Marco Bellocchio presenterà in prima mondiale a Cannes nel maggio prossimo, era riemersa, documentatissima, in un magnifico documentario di poco meno di due ore, “Il segreto di Mussolini”, realizzato da Fabrizio Laurenti e Gianfranco Novelli (che vivono e lavorano in Usa), e presentato da Raitre il 14 gennaio 2005. Alfredo Pieroni, all'inizio degli anni '50, aveva per primo raccontato quest'orrore su 'Settimana Incom'. Ma sembrò frutto di fantasia. I documentaristi hanno invece scodellato documenti, lettere, interviste, non solo a storici e specialisti, ma, come usano i documentaristi «di profondità» di scuola angloamericana, testimoni oculari e obliqui dei fatti raccontati, vicini di casa, nipote di burocrati, giardineri di manicomio....testimonianze e prove documentali schiaccianti che tolgono ogni dubbio sulla veridicità delle persecuzioni.
Da molti anni Francis Ford Coppola sognava il suo film su Benito Mussolini, che, in qualche modo, Marlon Brando catturò interiormente nel suo Kurtz di 'Apocalypse now'. Adesso Marco Bellocchio si misurerà con l'ex 'più grande statista italiano' (secondo il Fini di una volta), visto che non sono molti gli argomenti che possono essere oggi affrontati senza seminar panico: «il cinema italiano – ha dichiarato il 27 settembre scorso - sta vivendo un momento terribile. Non mi permetterebbero mai adesso di girare un film come 'L'ora di religione', e tutto dipende dalla tv che elargisce ogni tanto qualcosa al cinema, pretendendo di imporgli il suo orrendo conformismo e linguaggio”. Bellocchio in tour francese di qualche settimana fa, ne ha già svelato intenti e scaturigini: “mi interessava il rapporto violento di Mussolini con una donna. Forse qualcuno ci vedrà delle coincidenze con alcuni potenti italiani di oggi, ma il fascismo è stata una dittatura sanguinaria, il regime attuale è molto diverso”.
Certo, per la patria come non si fa. Ma già vendere la classe operaia italiana agli interessi del grande capitale nostrano (che gli pagò le squadracce), della Francia (che pagò la scissione dall'Avanti! e la fondazione de Il popolo d'Italia in rate da 15.000 - la prima - e 10.000 franchi, successivamente) come raccontò Anna Kuliscioff, e della Germania che gliela distrusse davvero, fu il suo crimine più paradossale. E così ora, visto che il Pdl continua a tradurre il concetto di patria in: 'essere servi fieri degli Usa anticomunisti'... Nel doc la nascita di Il popolo d'Italia viene mostrata come l'impresa titanica di Mussolini, solo contro tutto e tutti, non ci fosse stata al suo fianco una misteriosa donna e amante che forse sapeva troppo e infatti fu zittita. Il doc non si occupa di retroscena privati per sbalzarci via dal cuore dei grandi drammi storici, ma per contribuire a guardarli con occhi più grandi e esperti. Il duce sapeva sbarazzarsi fisicamente non solo dei nemici, ma anche delle persone più care (come i contadini mandati sciaguratamente in Eritrea, così gli ex amanti e figli): tanto tutti lo avrebbero adorato comunque.
- 30/04/2009 [16 commenti]
- 30/04/2009 [38 commenti]
- 28/04/2009 [26 commenti]
- 28/04/2009 [17 commenti]
- 28/04/2009 [18 commenti]
- 27/04/2009 [27 commenti]
- 25/04/2009 [99 commenti]
- 25/04/2009 [16 commenti]
- 22/04/2009 [22 commenti]
- 22/04/2009 [6 commenti]
- 22/04/2009 [48 commenti]
- 20/04/2009 [50 commenti]
- 20/04/2009 [37 commenti]
- 19/04/2009 [14 commenti]
- 18/04/2009 [93 commenti]
- 18/04/2009 [154 commenti]
- 17/04/2009 [13 commenti]
- 15/04/2009 [277 commenti]
- 13/04/2009 [189 commenti]
- 10/04/2009 [113 commenti]
- 09/04/2009 [67 commenti]
- 09/04/2009 [16 commenti]
- 07/04/2009 [20 commenti]
- 07/04/2009 [32 commenti]
- 06/04/2009 [52 commenti]
- 06/04/2009 [39 commenti]
- 04/04/2009 [17 commenti]
- 03/04/2009 [18 commenti]
- 03/04/2009 [20 commenti]
- 02/04/2009 [36 commenti]
-
L'ex lago più puro del mondo
| di Astrit Dakli del 09.02.2012 -
Il clima di Bill Gates
| di Marina Forti del 08.02.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Pregiudizi convergenti, a teatro
di francesca - 09.02.2012 20:02
-
Shameless – Senza vergogna
di nefeli - 09.02.2012 19:02
-
Catene da neve, comprare a Roma
di fpaterno - 09.02.2012 18:02
-
A Muppet Wicker Man
di Filippo Brunamonti - 09.02.2012 14:02
-
Lettera dei No Tav in carcere
di orsola - 09.02.2012 12:02
-
Profumo contro Profumo
di Roberto Ciccarelli - 08.02.2012 21:02
-
1 marzo, sciopero dei migranti
di cinzia - 08.02.2012 21:02
-
Incinta, picchiata dall’ex con il guinzaglio
di Luisa Betti - 08.02.2012 20:02
-
West Hollywood Party
di luca celada - 08.02.2012 07:02
-
Costo umano della crisi, suicidi in aumento
di Anna Maria - 07.02.2012 15:02
-
Biennale arte, dirige Massimiliano Gioni
di arianna - 31.01.2012 20:01
-
Russe in affari
di a. d. - 31.01.2012 12:01
-
Contro il fanatismo religioso
di giuliana - 24.01.2012 12:01
-
Fra le nuvole con The Rocketeer
di Andrea - 14.01.2012 09:01
-
Aiuto! Arriva il Rally Dakar!
di gianni - 22.12.2011 06:12
-
Un cloud computing democratico e di sinistra
di benedetto - 19.12.2011 14:12
-
Spagna e Trap, i dolori di Prandelli
di nicolasellitti - 02.12.2011 19:12











mi ha sempre interessato il
rinnegamento di Mussolini dei tutto se stesso in cambio di soldi.. al di la' del fatto politico e' una metafora della societa' odierna: per i soldi e il potere si vende se stessi e la propria anima 24-04-2009 22:28 - pietro